La posta dei lettori (18-24/6/00)

Quando potremo mettere finalmente mano al codice di Windows? Chi ci dice che i famosi attacchi hacker di questo inverno non siano mero marketing? Ecco alcune lettere sull'argomento

Questa settimana sono molti i lettori che ci hanno inviato la loro opinione sui temi sollevati sullo scorso numero dalla lettera di Ki-power, un hacker italiano che fra le altre cose ha collaborato allo sviluppo di Back Orifice. Di seguito riportiamo tre delle mail più rappresentative.

Ho appena letto la lettera in questione, ed immediatamente sono stato assalito da un'infinità di domande; ma in definitiva i concetti mi pare siano sempre gli stessi. Open-source vs. Windows: incontro perso in partenza? Innanzitutto, io, pur non essendo un hacker, frugando nel sistema operativo della Microsoft sono riuscito a snellirlo di svariati megabyte INUTILI , ed in effetti avere un ambiente "pulito" e leggero, facilmente modificabile in base alle necessità, credo sia una vera utopia (parlando di OS Microsoft). Ma allora, visto che esistono sistemi open-source, perché ci ostiniamo ad usare i prodotti della casa di Redmond? In effetti questa domanda me la pongo molto spesso, ma poi ogni volta che devo eseguire qualche lavoro, ripiego molto spesso su casa Microsoft. Il problema vero e proprio, mi pare che ormai sia chiaro a tutti, è quello del potere che la software house in questione ha, ed esercita. Mi pare significativo riportare il fatto, ad esempio, che vengano messi in commercio dispositivi hardware studiati esclusivamente per i sistemi operativi Windows e che non possano essere usati ad esempio con Linux (mi riferisco ai winmodem). Vi pare giusto che io non possa comprarmi un winmodem (che costano ben meno dei modem tradizionali) se ho intenzione di usare Linux? Questa è una restrizione alla libertà. Nonostante tutto mi pare che le decisioni del giudice Jackson nei confronti della Microsoft non servano proprio a nulla, o almeno non nel senso che citavo sopra. Le alleanze tra Microsoft e i produttori di hardware continueranno. E' anche vero che sempre più spesso si sente parlare di alleanze relative a Linux, ma mi pare che siamo ancora lontani, se non lontanissimi, da una vera e propria libera concorrenza. A mio vedere, a volte, un atteggiamento illegale si diffonde come protesta. In questo caso, sicuramente la pirateria, l'hacking, il cracking, ecc, sono nate come protesta nei confronti dello strapotere della Microsoft e dell'abuso di questo potere. Il vero problema è l'abuso. Sono convinto che si possa trovare una soluzione, ma anche che si debba lottare tutti insieme (e legalmente). Sicuramente la distribuzione del codice sorgente dei sistemi Windows potrebbe essere un passo avanti. Nella lettera inviatavi dal lettore C. Ki-power G. citava questo codice. Ovviamente credo che in molti vorrebbero averne una copia per poterlo migliorare e soprattutto per poter controllare i problemi che vengono segnalati durante gli errori: "xxx.xxx ha eseguito un operazione non valida in zzz.zzz all'indirizzo 123123...". Chi di noi non si è mai chiesto: "ma cosa diavolo sono questi numeri? Cosa caspita ci sarà mai scritto? Perché esce sempre quest'errore?". Beh, spero proprio che verrà il giorno in cui tutti noi potremo avere queste risposte.

Alessio 'Rubens' P.