P2P, tutti contro l'Induce Act

AltolÓ dell'industria della tecnologia: non pu˛ passare una misura che rende fuorilegge dispositivi come l'iPod e software come quello del peer-to-peer. I big avvertono: in gioco il futuro dell'hi-tech

P2P, tutti contro l'Induce ActWashington (USA) - Una delle pi¨ controverse proposte all'esame del Congresso americano, pensata per rendere illegale qualsiasi tecnologia che possa indurre a violare il copyright e il diritto d'autore, Ŕ stata presa di mira con forza da una coalizione di soggetti dell'industria delle tecnologie e delle telecomunicazioni.

Il cosiddetto Induce Act, una normativa appoggiata con forza dalle major del disco, Ŕ finito nel mirino di grossi nomi come MCI e Verizon che, insieme a molti altri, hanno presentato ieri ai parlamentari americani il Do not Induce Act.

L'Induce Act, dicono gli oppositori, prevede una definizione troppo ampia dell' "incitamento alla pirateria", al punto che il costruttore di un player portatile come l'iPod potrebbe essere trascinato in tribunale se il device viene utilizzato per caricarci sopra canzoni pirata. Come noto, l'Induce Act vuole prendere di mira chi produce software peer-to-peer in quanto sarebbero tecnologie che inducono, appunto, a violare il diritto d'autore.
La risposta degli oppositori, il Do Not Induce, punta a togliere qualsiasi responsabilitÓ a chi produce tecnologia, ai provider, agli operatori di rete e alle societÓ delle carte di credito: tutti soggetti che nell'attuale formulazione dell'Induce Act sono penalmente responsabili qualora i propri servizi vengano utilizzati in connessione ad un atto che viola il diritto d'autore. L'idea di fondo Ŕ quella di punire soltanto chi rifiuta di agire in presenza di un palese atto di violazione, e soltanto nei limiti (tecnologici, contrattuali, ecc.) in cui questo agire pu˛ avvenire.

La risposta all'Induce Act Ŕ stata firmata, tra gli altri, anche da gruppi come la Consumer Electronics Association e la American Association of Law Libraries, organizzazioni che operano con finalitÓ affatto diverse ma che in questa occasione lavorano insieme perchÚ vedono minacciato il proprio status giuridico.

Va detto che la proposta di modifica dell'Induce Act prende anche posizione a favore della tesi Betamax e lo fa in modo esplicito. Una presa di posizione che risulta in queste ore particolarmente efficace dopochÚ proprio la difesa Betamax ha portato nei giorni scorsi all'assoluzione di due produttori di software P2P, che sono stati considerati non responsabili di quanto i propri utenti combinano con quei programmi.

Secondo i sostenitori del "Do not Induce Act", la tesi Betamax Ŕ un faro da seguire. "Abbiamo sviluppato - scrivono i sostenitori delle modifiche ai senatori americani - una alternativa che prende di mira comportamenti indiscriminati di violazione preservando, al contempo, la decisione Betamax della Corte Suprema, Magna Carta dell'industria della tecnologia in non piccola misura responsabile per la preminenza del nostro paese nell'innovazione tecnologica e nell'imprenditorialitÓ".

La scelta di chiedere importanti modifiche all'Induce Act riscuote evidentemente l'approvazione dei sostenitori dei diritti civili, che si sono schierati contro la normativa non appena Ŕ stata proposta.
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80 Commenti alla Notizia P2P, tutti contro l'Induce Act
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  • ...proibire a tutti gli esseri umani di accoppiarsi, perchè generando altri esseri umani, (i quali a loro volta farebbero altrettanto), si rischierebbe di avere in giro per la terra persone che potenzialmente potrebbero fare del male ad altre persone, o peggio ancora,che potrebbero pensarla diversamente da come la pensano altre persone, o peggio del peggio, potrebbero usare software che inducono alla violazione del copyright.A chiunque sarà sorpreso nell'atto copulatorio, verrà dapprima sequestrato l'organo genitale, chiuso il canale riproduttore, e multato con una somma che verrà valutata a seconda dei potenziali danni virtuali che sarebbero potuti avvenire, (tipo:soggetto di anni 30, 3 copule medie settimanali= 1000 euro a copula.) Quasi quasi mi pento di aver postato questo intervento......si sa mai che mi prendano sul serio.....
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > ...proibire a tutti gli esseri umani di
    > accoppiarsi, perchè generando altri
    > esseri umani, (i quali a loro volta
    > farebbero altrettanto), si rischierebbe di
    > avere in giro per la terra persone che
    > potenzialmente potrebbero fare del male ad
    > altre persone, o peggio ancora,che
    > potrebbero pensarla diversamente da come la
    > pensano altre persone, o peggio del peggio,
    > potrebbero usare software che inducono alla
    > violazione del copyright.

    No, a "loro" servono le mucche da mungere. Basta solo spuntare le corna.
  • ... però, se non si fanno figli (futuri acquirenti), le major crolleranno perchè una volta esaurite le attuali generazioni, non resterà più nessuno che comprerà la loro mer... musica.
    non+autenticato
  • allora anche chi produce auto è responsabile degli incidenti, perchè spinge la gente a guidare.......



    MA FATEMI IL PIACERE !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    non+autenticato
  • Sono le Major che rappresentano i discografici e lo spettacolo in genere da rendere illegali e fatte fallire.
    Per il bene di tutti.
    non+autenticato
  • Ecco, perchè allora quei bravi signori tanto perbene dell'industria musicale non propongono con lo stesso principio di mettere in galera un costruttore di automobili perchè qualcuno che compra un auto può pensare di metterci sotto una persona?
    O punire chi fabbrica coltelli perchè vero, si può comemttere un omicidio molto bene con un coltello...

    Il fatto stesso che quel che propongono con forza sia veramente FUORI DAL MONDO (la "bontà" di una cosa viene stabilita dall'uso che se ne fa e non dal fatto stesso di farla) la dice lunga sul loro stato di deficienza mentale ma soprattutto di disperazione...
    E quando saranno poveri in canna sotto un ponte, andrò personalmente a tirargli 4 calci nel fondoschiena... *evil grin*
    non+autenticato
  • finalmente il capitalismo comincia a mostrare la più grande delle proprie contraddizioni: lo squilibrio enorme tra beni materiali e immateriali.
    il costo fisso di produzione dei beni immateriali e dei derivati diretti (master di ciascun film o brano musicale o progetto e brevetto di altre cose definite dalle leggi sull'abuso d'autore) indipendentemente dalla quantità di copie prodotte (materializzazione del bene immateriale, che ha anche costi variabili) crea ovviamente un grosso conflitto tra vari soggetti: produttori di film, produttori di supporti, ditte di realizzazione di copie dal master, ditte di distribuzione, nonchè ditte produttrici di hardware in grado di decifrare cosa c'è nei supporti stanno facendo degenerare l'economia ad un livello tale che le spese legali di ciascuno di questi soggetti ad un certo punto saranno superiori a tutte le altre, per la gioia degli avvocati e avranno come unico risultato la continua diminuzione di qualità delle opere, sempre meno artistiche e più commerciali.
    speriamo che riprendano il senso della misura, non si possono fermare il progresso e l'arte vera, quella di chi trae più gioia dalla divulgazione delle proprie opere che dagli introiti finanziari provenienti dalle stesse
    non+autenticato
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