Pornomail incastrano poliziotti tedeschi

Sotto inchiesta un certo numero di ufficiali di polizia ed altri dipendenti pubblici tedeschi che avrebbero usato internet per scambiarsi email a luci rosse

Brema - Non è la prima volta che accade e tutto fa pensare che non sarà l'ultima: almeno 24 poliziotti tedeschi rischiano il posto per aver utilizzato in modo improprio i computer messi loro a disposizione sul posto di lavoro.

Al centro di una inchiesta partita ufficialmente due giorni fa sulle attività informatiche dei poliziotti di Brema si trovano ancora una volta email scambiate dagli ufficiali di polizia che contenevano, questa l'accusa, materiali pornografici di varia natura.

A quanto pare, l'inchiesta potrebbe coinvolgere anche alcune decine di altri impiegati pubblici che sarebbero stati destinatari di molte di queste email.
Come già accaduto in passato in situazioni analoghe in altri paesi, anche in questa occasione le email osé sono state individuate durante le operazioni di routine di manutenzione dei sistemi. I tecnici le avrebbero trovate sul computer di un ufficiale e ne avrebbero fatto parola con i suoi superiori, che hanno quindi deciso di aprire una inchiesta.

Non è escluso che, a conclusione delle indagini, i poliziotti siano sanzionati con la perdita del posto di lavoro e, stando a quanto riportano le cronache locali, rischiano persino un processo per aver abusato in questo modo di mezzi non propri. Per ora non si fa cenno degli eventuali danni che lo scambio di email potrebbe aver apportato all'attività della polizia tedesca.
TAG: censura
30 Commenti alla Notizia Pornomail incastrano poliziotti tedeschi
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  • Vecchiotta eh?
    non+autenticato
  • Ma più che mai attuale e istruttiva !
    non+autenticato
  • Ne vuoi una più freschetta ? Basta chiedere !
    Punta il browser su:

    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2004/0...

    poi leggi e medita.
    non+autenticato
  • mi sta bene la ramanzina, mi sta bene il "non si fa".
    ma il fatto che sia dato tutto questo peso e soprattutto che quelle testine si siano messi a fare rapporto ai superiori ... mi disgusta parecchio.

    certo, meglio sospendere il giudizio dato che non conosco i fatti specificamente.
    non+autenticato
  • E a noi che cosa ce ne importa del fatto che la cosa ti disgusta parecchio ?
    non+autenticato
  • Io ho un paio di perplessità in merito ai fatti riportati. Anzitutto la mail non dovrebbe essere coperta dall'assoluta riservatezza, come è costituzionalmente garantito (anche in Germania) per la corrispondenza?
    Il fatto che il datore di lavoro mi metta a disposizione una casella di posta elettronica o un'apparecchiatutra in grado di accedere alla casella di posta elettronica fornita da un altro service provider NON AUTORIZZA in nessun modo lo stesso datore di lavoro a guardarci dentro.
    Il datore di lavoro può eventualmente riprendere e contestare il solo fatto che i dipendenti utilizzino il pc per finalità non autorizzate (posta personale) ma non entrare a sindacare sui contenuti!!!

    Poi altra cosa. Percepisco una sorta di giustizialismo nel fatto commentato, ovvero il gusto di mettere alla gogna persone che per questioni professionali a molti non sono simpatiche.
    Anzitutto anche io ricevo quotidianamente decine di mail di SPAM con contenuti pornografici, come spesso ricevo da amici e-mail scherzose dai contenuti non certo da educande.
    In ogni caso, anche se le mail fossero a contenuto pornografico per precisa scelta dei poliziotti non ci vedo alcun scandalo di stato. Credo che i poliziotti non appartengano ad una specie diversa da quella umana, e il materiale pornografico fiene fruito da migliaia di utenti di tutte le categorie professionali (quindi perchè no poliziotti??). Il detenere o fruire di materiale pornografico non mi pare sia un reato in nessun paese occidentale.

    Ripeto, si può sanzionare l'utilizzo del computer per fini non condormi a quelli istituzionali della polizia (esattamente come se anzichè scaricare foto porno si fossero scaricate le ricette di nonna papera), ma secodo me è un abuso bello e buono entrare in valutazioni di merito sui contenuti.
    Paolo
    non+autenticato
  • Sulla riservatezza dei contenuti, ti sbagli di grosso. Per chiarire l'equivoco (e la tua perplessità) bisogna porsi la seguente domanda: chi è il PROPRIETARIO della casella di posta elettronica ? Il proprietario non è il poliziotto, o il generico dipendente: il proprietario è il Corpo di Polizia, che al poliziotto la posta elettronica l'ha semplicemente concessa in uso. MA a tutti gli effetti il proprietario è e rimane il Corpo di Polizia, e il proprietario - su un suo oggetto - fa quello che vuole quando e come gli pare: può benissimo controllare o accedere al contenuto della mail, in qualsiasi momento.
    Devi vedere la casella di posta elettronica come un'auto - o meglio un furgoncino - aziendale, che viene concesso in uso al dipendente per fare dei trasporti aziendali.

    Vorrei vedere te, che magari hai una piccola impresa di trasporti, e hai speso 30.000 Euro per un furgoncino che hai concesso in uso al dipendente, e ti viene impedito di controllare che cosa c'è dentro il TUO furgoncino ! Eh no. Se permetti, sul MIO furgoncino, che ho semplicemente concesso in uso al mio dipendente per finalità lavorative e aziendali, faccio tutti i controlli che voglio, anche tre volte la giorno.

    Anche in merito al secondo punto ti sbagli: nella maggior parte dei paesi europei, l'accesso a siti di contenuto pedo-pornografico non solo è un reato, ma è un reato PENALE. E dal pornografico al pedo-pornografico il passo è breve e difficiemlemnte prevedibile e controllabile. E siccome l'IP pubblico con il quale viene tracciato l'accesso al sito è quello intestato al Corpo di Polizia, in primis del reato penale deve rispondere il Corpo di Polizia. E, se permetti, anche per questo motivo, su un collegamento ad Internet MIO, faccio tutti i controlli e le restrizioni di accesso che ritengo opportuno.
    Anche qui vale il paragone con il furgoncino aziendale della ditta di trasposti: ti piacerebbe che un tuo dipendente al posto di utilizzare il furgoncino per fare traslochi lo utilizzasse per andare al mare in spiagia oppure per andare a rimorchiare prostitute ? Io penso proprio di no.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Sulla riservatezza dei contenuti, ti sbagli
    > di grosso. Per chiarire l'equivoco (e la tua
    [cut]
    > aziendale, che viene concesso in uso al
    > dipendente per fare dei trasporti aziendali.
    >
    tanto per precisare meglio, in Italia il datore di lavoro ha il pieno diritto, a patto che lo indichi a chiare lettere nel regolamento, di controllare le caselle di posta aziendali, quelle per intenderci dipendente@nomeazienda.it
    non può spiare le tue caselle del tipo miacasella@mioprovider.it, controverso è quello che rimane nella cache del PC.
    Secondo taluni potrebbe essere paragonato a fogli lasciati sulla scrivania, secondo altre campane dovrebbe essere cancellata ma non letta.

    > Anche in merito al secondo punto ti sbagli:
    > nella maggior parte dei paesi europei,
    > l'accesso a siti di contenuto
    > pedo-pornografico non solo è un
    > reato, ma è un reato PENALE. E dal
    > pornografico al pedo-pornografico il passo
    > è breve e difficiemlemnte prevedibile
    > e controllabile.
    Mhmm... mi sembra pretestruoso.

    > collegamento ad Internet MIO, faccio tutti i
    > controlli e le restrizioni di accesso che
    > ritengo opportuno.

    qui la questione è controversa, l'uso di un proxy che impedisce l'accesso a determinati siti, anche in base al loro contenuto è sempre lecita, non so se sia possibile usare il log del proxy per contestare comportamenti al dipendente.
    in quanto sarebbe un sistema di telecontrollo.
    Ma qui conviene lasciare la parola a chi è più ferrato.


    ==================================
    Modificato dall'autore il 26/08/2004 13.35.41

  • - Scritto da: Anonimo
    > Sulla riservatezza dei contenuti, ti sbagli
    > di grosso. Per chiarire l'equivoco (e la tua
    > perplessità) bisogna porsi la
    > seguente domanda: chi è il
    > PROPRIETARIO della casella di posta
    > elettronica ? Il proprietario non è
    > il poliziotto, o il generico dipendente: il
    > proprietario è il Corpo di Polizia,
    > che al poliziotto la posta elettronica l'ha
    > semplicemente concessa in uso. MA a tutti
    > gli effetti il proprietario è e
    > rimane il Corpo di Polizia, e il
    > proprietario - su un suo oggetto - fa quello
    > che vuole quando e come gli pare: può
    > benissimo controllare o accedere al
    > contenuto della mail, in qualsiasi momento.
    > Devi vedere la casella di posta elettronica
    > come un'auto - o meglio un furgoncino -
    > aziendale, che viene concesso in uso al
    > dipendente per fare dei trasporti aziendali.
    >
    >
    > Vorrei vedere te, che magari hai una piccola
    > impresa di trasporti, e hai speso 30.000
    > Euro per un furgoncino che hai concesso in
    > uso al dipendente, e ti viene impedito di
    > controllare che cosa c'è dentro il
    > TUO furgoncino ! Eh no. Se permetti, sul MIO
    > furgoncino, che ho semplicemente concesso in
    > uso al mio dipendente per finalità
    > lavorative e aziendali, faccio tutti i
    > controlli che voglio, anche tre volte la
    > giorno.
    >
    > Anche in merito al secondo punto ti sbagli:
    > nella maggior parte dei paesi europei,
    > l'accesso a siti di contenuto
    > pedo-pornografico non solo è un
    > reato, ma è un reato PENALE. E dal
    > pornografico al pedo-pornografico il passo
    > è breve e difficiemlemnte prevedibile
    > e controllabile. E siccome l'IP pubblico con
    > il quale viene tracciato l'accesso al sito
    > è quello intestato al Corpo di
    > Polizia, in primis del reato penale deve
    > rispondere il Corpo di Polizia. E, se
    > permetti, anche per questo motivo, su un
    > collegamento ad Internet MIO, faccio tutti i
    > controlli e le restrizioni di accesso che
    > ritengo opportuno.
    > Anche qui vale il paragone con il furgoncino
    > aziendale della ditta di trasposti: ti
    > piacerebbe che un tuo dipendente al posto di
    > utilizzare il furgoncino per fare traslochi
    > lo utilizzasse per andare al mare in spiagia
    > oppure per andare a rimorchiare prostitute ?
    > Io penso proprio di no.

    primo punto.
    Ti sbagli di grosso in Italia non si può assolutamente leggere la posta di un dipendente di nascosto o senza che lui ne dia il permesso, unica eccezzione è che il superiore abbia dei sospetti fondatissimi per cui chiede per via legali di leggere la posta del dipendente. Quello che dici tu funziona in America ti dico questo perché ultimamente abbiamo avuto in azienda (una multinazionale) il compito di gestire la privacy e le sicurezze e tutto quello che l'america ci ha chiesto in italia non si può fare. In germania hanno aggirato il problema dicendo che lo hanno letto per caso durante delle verifiche tecniche.

    secondo punto.
    Dire che tra la pornografia e la pedo-pornografia il passo sia piccolissimo mi dispiace per te ma frequenti posti sbagliati. Non so se dici questo per esperienze personali spero proprio di no.
  • Mi fa piacere che il mio post abbia dato inizio a questa bella discussione dove ognuno porta in modo costruttivo il proprio pensiero e la propria esperienza. Spesso quando si trattano questi argomenti molta gente si limita a fare inutili commenti da bar sport.

    Preciso che non parto da una posizione di partito preso (da sindacalista o chissà cos'altro) espongo delle mie modeste riflessioni.
    Tuttavia, secondo me il paragone fatto con il furgoncino aziendale non si attaglia molto a questo caso.
    E' verissimo che il proprietario degli strumenti informatici non è il singolo poliziotto ma un altro soggetto. E' anche vero che il proprietario, in qunato tale, ha un diritto uti dominus sul suo bene. Tuttavia il diritto di proprietà (in tutti i paesi occidentali), per quanto sia molto vasto e giustamente fortemente tutelato, non è comunque illimitato. Cioè, anche il proprietario di un bene deve sottostare a dei, seppur minimi, limiti nel disporre della propria cosa.
    Questo credo sia uno di quei casi. Ci sono 2 principi di primaria importanza che entrano in "conflitto" tra di loro: da una parte quello del proprietario, dall'altro quello della "riservatezza". Entrambi i principi sono costituzionalmente garantiti e devono pertanto essere "bilanciati" tra di loro. Da come pende la bilancia si dovrà, caso per caso, far prevalere il diritto di proprietà o quello di riservatezza e segretezza della corrispondenza.

    Per quanto è la mia esperienza personale, e il mio modesto parere, di SICURO il principio della segretezza della corrispondenza prevale sul diritto di proprietà in questo caso (come in molti altri casi: il datore di lavoro non può intercettare le telefonate o la posta cartacea del dipendente, neppure se le tel sono fatte dall'ufficio o se la corrispondenza si trova all'interno di un locale lavorativo).

    Il datore di lavoro può, e in certi casi DEVE, semplicemente sanzionare disciplinarmente un comportamento non autorizzato (uso del pc di lavoro x fini personali). Se il datore di lavoro ha motivo di ritenere che un suo dipendente utilizzi le apparecchiature informatiche per commettere illeciti non fa altro che segnalare il tutto all'autorità giudiziaria.

    Credo che la differenza tra la lecita detenzione di materiale pornografico (che per quanto la si possa ritenere di cattivo gusto non è reato) e il reato di detenzione di materiale pedopornografico sia ben nota a tutti.

    non+autenticato
  • E' chiaro che su parecchi punti ci si trva in aree grigie, dove è difficile tracciare linee nette.

    Una cosa che senz'altro può risultare utile, e spesse volte taglia la testa al toro, è dichiarare per iscritto le policy aziendali, vale a dire le norme che devono essere rispettate.

    Quanto alla sacrosanta distinzione tra mail aziendale e personale, sono completamente d'accordo che sono die oggetti completamente distinti. Ma è anche assolutamente pacifico che consultare la propria mail personale mentre si è al lavoro è eticamente scorretto e può, in alcuni contesti aziandali, far correre al dipendente dei grossi rischi. Se poi il datore di lavoro il fatto che durante il lavoro si possa consultare solo la mail aziendale e non quelle personali lo scrive nelle policy e nei regolamenti aziandali, la cosa è detta chiaramente, per iscritto e in anticipo e quindi nessuno potrà trovar da dire.

    non+autenticato
  • > Per quanto è la mia esperienza
    > personale, e il mio modesto parere, di
    > SICURO il principio della segretezza della
    [cut]
    > locale lavorativo).

    dipende, di chi è la corrispondenza aziendale, del dipendente o dell'azienda, prendi il caso di una lettera cartacea indirizzata a
    Mario Rossi - Uff. Vendite PincoPallo* spa?
    sarebbe difficile dire che era una lettera riservata del rag. Rossi, dell'ufficio vendite.
    E se arriva quando Rossi è in ferie? deve rimanere chiusa finquando non torna?
    e magari è una fattura urgente.
    Se fosse vero quello che dici il datore di lavoro non potrebbe fotocopiare per uso archivio le lettere cartacee inviate e ricevute dall'azienda.
    Comunque c'è stata una sentenza di un giudice di pace, credo di milano, che dichiarava leggittimo l'accesso da parte del datore di lavoro alle caselle postali elettroniche aziendali.

    > Il datore di lavoro può, e in certi
    > casi DEVE, semplicemente sanzionare
    > disciplinarmente un comportamento non
    > autorizzato (uso del pc di lavoro x fini
    > personali).

    ma per sanzionare devi dimostrare che il dipendente, ad esempio passa molto tempo su siti che non riguardano il lavoro come www.solito_sito_porno.xxx


    > Se il datore di lavoro ha motivo
    > di ritenere che un suo dipendente utilizzi
    > le apparecchiature informatiche per
    > commettere illeciti non fa altro che
    > segnalare il tutto all'autorità
    > giudiziaria.
    >

    non sarei così drastico, magari prima conviene fare un richiamo scritto.

    > Credo che la differenza tra la lecita
    > detenzione di materiale pornografico (che
    > per quanto la si possa ritenere di cattivo
    > gusto non è reato) e il reato di
    > detenzione di materiale pedopornografico sia
    > ben nota a tutti.
    >
    Nell'ambito lavorativo è sempre uso di attrezzature informatiche per fini non lavorativi.

    *nome di fantasia



    ==================================
    Modificato dall'autore il 26/08/2004 19.39.59
  • Dici bene: "In Italia non si può assolutamente leggere la posta di un dipendente di nascosto o senza che lui ne dia il permesso".

    La posta DI UN DIPENDENTE. Ma qui la posta non è del dipendente, è del datore di lavoro o dell'ente che te ne ha temporaneamente concesso l'utilizzo a certe condizioni. Ed è una differenza fondamentale.

    Quando sono stato assunto in TIM (Telecom Italia Mobile, in ITALIA), tra le varie scartoffie che ho dovuto firmare, c'era anche un regolamente nel quale TIM si riservava tutti i diritti di fare controlli sistematici oppure a campione sul contenuto della posta, "per verificare l'ottemperanza alle normative aziendali"e per "individuare utilizzi non corretti". Stesso discorso per Microsoft ITALIA.

    Inoltre ci sono stati numerosi interventi del Garante per la protezione dei dati che ha affermato la legittimità del controllo delle telefonate e della verifica del contenuto delle mail.

    Se mi citi anche solo un paio di sentenze dove il datore di lavoro è stato condannato per aver controllato la mail AZIENDALE concessa in uso ai dipendenti, ti pago una cena nel ristorante più costoso di Milano (o della tua città).

    Aspettiamo le due sentenze.

    non+autenticato
  • In attesa delle sentenze che sono prorio curioso di leggere, nel frattempo leggiti questa notizia:

    http://www.repubblica.it/2004/c/sezioni/cronaca/va...

    I due dipendenti sono stati LICENZIATI, e siamo in ITALIA, non sulla luna, non in America o in Inghilterra.

    Happy reading
    non+autenticato
  • Scommetto che nessuno dei vostri amici vi ha mai mandato sulla mail di lavoro un culo in technicolor...
    non+autenticato
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