Nokia e Vodafone alleate sul microJava

Le due aziende annunciano una collaborazione con cui intendono gettare le basi di una versione mobile dell'architettura Java basata su standard aperti e ottimizzata per i telefoni cellulari

Helsinki (Finlandia) - Dai comuni interessi nutriti da Nokia e Vodafone nel fertilissimo mercato dei telefoni cellulari Java è nata una collaborazione tesa a semplificare la tecnologia Java utilizzata sui telefonini di nuova generazione. Lo scopo dei due colossi, l'uno produttore leader di telefoni cellulari e l'altro fra i più grandi operatori di telefonia mobile, è quello di ridurre sensibilmente il costo dei dispositivi mobili con Java.

Le due partner intendono varare un'iniziativa, aperta ad altri soggetti dell'industria, che porti allo sviluppo di uno standard Java mobile basato su di un'architettura maggiormente ottimizzata per i piccoli dispostivi e meno vincolata alle tecnologie desktop. Nokia ha spiegato che la semplificazione e l'ottimizzazione di Java permetterà ai produttori di costruire telefoni cellulari con hardware (CPU, memorie, batterie) meno costoso.

L'obiettivo di Nokia e Vodafone è anche quello di sviluppare una base tecnologica standard che, al contrario di quanto spesso avviene oggi, possa consentire di trasferire software da un cellulare ad un altro senza alcuna modifica al codice o al formato dei file.
L'iniziativa, già appoggiata da Orange, T-Mobile, Siemens e Sony Ericsson, si preoccuperà anche di migliorare la sicurezza delle applicazioni Java che girano sui dispositivi mobili.
29 Commenti alla Notizia Nokia e Vodafone alleate sul microJava
Ordina
  • .. finalmente, dopo i primi tentativi, da ora standard anche sui cellulari!!!Con la lingua fuori
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > .. finalmente, dopo i primi tentativi, da
    > ora standard anche sui cellulari!!!Con la lingua fuori
    E dire che a me sembrava che i virus fossero di casa su altre tecnologie, non java....
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > .. finalmente, dopo i primi tentativi,
    > da
    > > ora standard anche sui cellulari!!!Con la lingua fuori
    > E dire che a me sembrava che i virus fossero
    > di casa su altre tecnologie, non java....

    E' inutile non potete capire non siete cracker.
    non+autenticato
  • C'e' una recente tesi di laurea di un tizio che titola
    proprio "Il C# - il linguaggio di maggior successo
    della storia?".
    La sua tesi e' che il C# sara' il linguaggio piu'
    longevo e a piu' rapida diffusione della storia
    dell'informatica.

    Le ragioni? Sostanzialmente che e' un linguaggio
    capace di andare incontro alle esigenze di
    tutte le fasce di utenza, dal professionista
    a cui offre la versatilita' del contatto con l'hardware
    con puntatori e il P/Invoke, alla grande azienda
    a cui offre l'architettura object oriented pura e
    la portabilita', fino al principiante a cui offre un
    linguaggio intuitivo e blindato contro i bug.
    Insomma, Anders Hejlsberg e' da molti considerato
    un genio per il lavoro fatto alla Borland, ma
    la verita' e' che il lavoro fatto per creare il C# sara'
    probabilmente cio' per cui sara' ricordato
    tra i giganti della rivoluzione informatica.
    non+autenticato
  • Eiste già una versione mobile del .net framework (.net COMPACT framework). Il C# è sicuramente il punto di uninone tra java, visual basic e il c (e c++) ma è ancora in fase di assestamento (ultima release è la 2.0 di maggio scorso), inoltre .net richiede sotto windows (alla fine è un mero server com che gira le chiamate al s.o.) e perciò, anche se ci sarà mai un porting per symbian (il s.o. che la nokia possiede più del 30%) la nokia tirerà sicuramente per la propria soluzione (j2me (da 40 in su) e/o c++ (60,80,90) su symbian) piuttosto che dare clienti a Zio Bill. Fonti recenti hanno dichiarato che symbian regnerà sui cellulari per almeno 5 anni...chissàOcchiolino
    non+autenticato
  • Correzione: nokia possiede il 47,9% di Symbian...
    non+autenticato
  • > Eiste già una versione mobile del
    > .net framework (.net COMPACT framework). Il
    > C# è sicuramente il punto di uninone
    > tra java, visual basic e il c (e c++) ma
    > è ancora in fase di assestamento
    > (ultima release è la 2.0 di maggio
    > scorso),
    sbagliato: il CF 2.0 è in beta1, e sarà disponibile + o - a giugno 2005. Ad oggi è disponibile in RTM la v1.0 SP2

    > inoltre .net richiede sotto windows
    > (alla fine è un mero server com che
    > gira le chiamate al s.o.) e perciò,
    sbagliato: mscorlib.dll _non_ è un server COM, come puoi facilmente verificare caricandola con LoadLibrary() e notando l'assenza di DllRegisterServer() e DllUnregisterServer()

    Sarebbe meglio evitare di parlaredi ciò che non si conosce. Senza rancore
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > > Eiste già una versione mobile del
    > > .net framework (.net COMPACT
    > framework). Il
    > > C# è sicuramente il punto di
    > uninone
    > > tra java, visual basic e il c (e c++) ma
    > > è ancora in fase di assestamento
    > > (ultima release è la 2.0 di
    > maggio
    > > scorso),
    > sbagliato: il CF 2.0 è in beta1, e
    > sarà disponibile + o - a giugno 2005.
    > Ad oggi è disponibile in RTM la v1.0
    > SP2

    La documento a cui mi riferivo era il "C# Version 2.0 Specification May 2004": c'è un oggetto che si chiama PUNTO che separa le frasi.

    > Sarebbe meglio evitare di parlaredi
    > ciò che non si conosce. Senza rancore

    Infatti, leggimo due volte.

    Per la seconda ammetto di aver confuso una parte che avevo letto dentro C# com programming della M&T, che si riferiva al fatto che mscoree.dll viene usato come mediatore tra i com clients e .net. "When a .net assembly is made available to com ... mscoree.dll is registered as the com server" pagina 38.
    non+autenticato
  • > La documento a cui mi riferivo era il "C#
    > Version 2.0 Specification May 2004":
    > c'è un oggetto che si chiama PUNTO
    > che separa le frasi.
    >
    Sbagliare è umano, perseverare diabolico. Sorride
    C# 2.0 esiste ancora solo sulla carta, è un draft e non ancora uno standard (controlla pure sui siti ECMA e ISO), e il primo compilatore a supportarlo dovrebbe essere quello che MS rilascerà a metà 2005.
    Quindi vale lo stesso discorso fatto per il .NET CF 2.0
    non+autenticato
  • un titolo come "Perchè non usare .net" per un testo a favore di .net mi ricorda l'ultimo sistema di casa Redmond per cercare di tirare acqua al proprio mulino.
    .net non è maturo come Java, inoltre il framework è disponibile solo per windows. Se questo è sinonimo di interoperabilità ...
    non+autenticato
  • > ... inoltre
    > il framework è disponibile solo per
    > windows. Se questo è sinonimo di
    > interoperabilità ...
    Mono ti dice niente ?A bocca aperta
    non+autenticato
  • > .net non è maturo come Java, inoltre
    > il framework è disponibile solo per
    > windows. Se questo è sinonimo di
    > interoperabilità ...
    http://www.mono-project.com/downloads/
    http://www.dotgnu.org/

    .NET è basato su uno standard ISO (ISO23271, per la precisione), così come il linguaggio C# (ISO23270). Quindi paghi a ISO 400 franchi svizzeri, scarichi le specifiche e lo implementi pure per PippoOS.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > C'e' una recente tesi di laurea di un tizio
    > che titola
    > proprio "Il C# - il linguaggio di maggior
    > successo
    > della storia?".

    Mi ricorda tanto le sparate sui linguaggi del futuro che puntualmente venivano fatte non appena si diffondeva una nuova tecnologia.
    Coraggio avevano detto le stesse cose anche del java.

    > La sua tesi e' che il C# sara' il linguaggio
    > piu'
    > longevo e a piu' rapida diffusione della
    > storia
    > dell'informatica.

    Il più longevo credo rimarrà l'assembler, diventerà sempre più di nicchia ma non se ne potrà mai fare a meno.
    Al secondo posto vedo il C, anche lui destinato a diventare un linguaggio di nicchia, ma con il vantaggio che tutti i suoi figli e figliastri hanno regole sintattiche molto simili alle sue.
    Comunque molti profeti sono stati puntualmente smentiti, vediamo quale sarà la situazione fra 5 anni.

    > Le ragioni? Sostanzialmente che e' un
    > linguaggio
    > capace di andare incontro alle esigenze di
    > tutte le fasce di utenza, dal professionista
    > a cui offre la versatilita' del contatto con
    > l'hardware
    > con puntatori e il P/Invoke, alla grande
    > azienda
    > a cui offre l'architettura object oriented
    > pura e
    > la portabilita', fino al principiante a cui
    > offre un
    > linguaggio intuitivo e blindato contro i bug.

    Vediamo anche i difetti:
    per sfruttare al meglio l'hardware devi compilare il programma e non far eseguire il bytecode da una macchina virtuale.
    Se compili il programma, allora conviene usare le ottimizzazioni specifiche per il processore/sistema operativo su cui girerà, ma in tal caso la portabilità va a farsi benedire
    Viceversa avrai un programma portabile ma più lento rispetto ad un compilato.
    Idem per l'accesso all'hardware: usare i puntatori significa demolire la portabilità del sistema, Java, per scelta dei progettisti, e per sicurezza, non ti consente la gestione diretta dei puntatori, puoi usare dei riferimenti, che sono una sorta di puntatori blindati.
    Un ultime cose: esistono già dei chip che implementano una piccola java virtual machine in hardware mentre non esiste niente di simile per .net.

    > Insomma, Anders Hejlsberg e' da molti
    > considerato
    > un genio per il lavoro fatto alla Borland, ma
    > la verita' e' che il lavoro fatto per creare
    > il C# sara'
    > probabilmente cio' per cui sara' ricordato
    > tra i giganti della rivoluzione informatica.

    vediamo cosa dirà il mercato.


    ==================================
    Modificato dall'autore il 30/08/2004 8.48.25
  • - Scritto da: shevathas
    > usare i puntatori significa demolire la
    > portabilità del sistema, Java, per
    > scelta dei progettisti, e per sicurezza, non
    > ti consente la gestione diretta dei
    > puntatori

    La paura dei puntatori, fobie dal mondo dei Javisti, VBisti, Pythonati, e tuti gli altri fancazzisti.....

    Chiunque si sia trovato a sviluppare un software con la S maiuscola in linguaggio C, prima o poi si troverà di fronte a un bivio: perdere il sonno nel tentativo di capire come si utilizzano i puntatori, o continuare a scrivere codice come se questi non esistessero. Quando poi si inizia sul serio, la scarsa confidenza che questi misteriosi oggetti generano nella maggior parte degli esseri umani, porta ad una selezione naturale: da una parte coloro, generalmente additati come pazzi o esibizionisti, che sanno riconoscere a prima vista un puntatore ad una funzione che accetta come parametro un puntatore a caratteri e ritorna un puntatore ad interi:

    int * (* funcpointer)(char * varname);

    da una funzione che accetta come parametro il puntatore a funzione che ho appena definito e ritorna un puntatore a puntatore ad interi:

    int ** funcname(int * (* funcpointer)(char * varname));

    dall'altra quelli che ancora non si rendono bene conto del perchè una stringa, in C, si dichiara come un puntatore a caratteri. Più si va avanti nel tempo, più questa forbice si allarga: i "bravi" si mettono le mani nei capelli perchè trovano il codice scritto dagli altri estremamente ridondante, i "somari" i capelli se li strappano perchè trovano intraducibile il codice scritto con interminabili sequenze di frecce e stellette; immaginate dentro un'azienda gli scompensi che questo diverso modo di programmare può portare nel caso di progetti di una certa importanza, dove il codice viene scritto da più persone e poi assiemato (sarà forse per questo motivo che gli illuminati imprenditori italiani seguono ancora la vecchia logica "un progetto- un uomo"?).

    Tutto il software professionale ("Estero"), che si usa, state usando, e userete, è stato e sarà scritto in C%++o.    
    non+autenticato