Bruxelles ha voglia di Grid Revolution

E per dimostrarlo estrae dal portafoglio 52 milioni di euro, quanto necessario per spingere il nuovo computing distribuito nelle mani dell'industria e programmarne il futuro. Dobloni anche per Geant

Bruxelles ha voglia di Grid RevolutionBruxelles - Portare al più presto il computing distribuito "intelligente" nel mondo della produzione e nelle case, trasformare le applicazioni di laboratorio nel cuore pulsante di una grid revolution che acceleri lo sviluppo in Europa di quello che diverrà un modo del tutto nuovo di intendere e utilizzare le risorse informatiche. Questo il senso di un mega-investimento annunciato dalla Commissione Europea.

Tirando fuori qualcosa come 52 milioni di euro, una somma decisamente rilevante per obiettivi di questo tipo, la Commissione ha intenzione di finanziare 12 progetti che oggi promettono di rendere tangibili i progressi fin qui raggiunti nel grid computing.

I progetti più rilevanti individuati dalla Commissione per il presente del grid riguardano la realizzazione di nuove tecnologie nel settore aerospaziale, automobilistico e farmaceutico, la creazione entro cinque anni di una grid industriale di nuova concezione, la realizzazione di nuovi strumenti di comunicazione mobili che comprenda anche il settore della telemedicina e dell'e-learning. Ma il progetto forse più importante per il futuro del grid è "Coregrid", finanziato con poco più di 8 milioni di euro, un progettone che porterà al coordinamento dei progetti europei sul grid e dunque ad un'accelerazione dell'intero settore.
Nel loro insieme, i 12 progetti puntano a fornire alle grandi imprese gli strumenti necessari per accedere al grid computing e creare tutto un nuovo mercato di servizi. Per l'industria ciò rappresenta un vantaggio palese che offre la possibilità di gestire le risorse informatiche in modo molto più dinamico, consentendo di concentrare le capacità necessarie là dove serve per il periodo che serve, sfruttando l'insieme delle risorse disponibili. Questo significa evidentemente rivitalizzare gli strumenti attuali ed accedere ad un nuovo enorme potenziale di sviluppo.

"Questi progetti - ha spiegato il commissario europeo all'Impresa e alla Società dell'informazione Olli Rehn - accelereranno la spinta dell'Europa trasformando il suo significativo investimento nella ricerca grid in tangibili benefici economici. L'uso esteso degli strumenti grid è la chiave per mettere in movimento i capitali scientifici e tecnologici dell'Europa e portare ad un aumento della competitività oltreché a prodotti migliori".

Che l'Europa punti sul grid è tutt'altro che una novità. Il CERN di Ginevra è già al centro del progetto forse più rilevante nel settore (vedi La mega Grid europea scalda i motori), il Large Hadron Collider Computing Grid (LCG), che integrerà dal 2007 le risorse di calcolo di vari istituti scientifici europei, statunitensi e asiatici per agglomerarle in una sorta di supercomputer virtuale.

Significativo nello sforzo europeo verso le nuove forme del computing anche l'investimento di 93 milioni di euro deciso di recente dalla Commissione per la rete di comunicazione internazionale ultraveloce per la ricerca GEANT. Una rete a cui, come noto, si collegano anche i network universitari italiani.
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6 Commenti alla Notizia Bruxelles ha voglia di Grid Revolution
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  • Se tutti quei soldi, o anche parte di essi, arrivassero in italia finirebbero all'istante nelle tasche di policiti, sindaci, assessori, vice-ministri, imprenditori mafiosi, furbacchioni e compagnia bella.

    Spero che gli italiani prima o poi aprano gli occhietti assonnatti, spengano la tv e inizino prima di tutto ad educare i figli.
    non+autenticato

  • Voglio informarvi che l'Italia è coinvolta nei progetti di Grid, anzi ha un ruolo importante in alcuni progetti europei di Grid
    come CoreGrid. Certo il problema è far capire ai politici l'importanza della tecnologia Grid. In altri paesi i politici sono
    già molto informati.

    D. Talia

    - Scritto da: Anonimo
    > Se tutti quei soldi, o anche parte di essi,
    > arrivassero in italia finirebbero
    > all'istante nelle tasche di policiti,
    > sindaci, assessori, vice-ministri,
    > imprenditori mafiosi, furbacchioni e
    > compagnia bella.
    >
    > Spero che gli italiani prima o poi aprano
    > gli occhietti assonnatti, spengano la tv e
    > inizino prima di tutto ad educare i figli.
    non+autenticato
  • Beh finalmente!! Diciamo che era ora visto che sono un dieci anni che se ne parla, ALMENO!. Ma non credo purtroppo che ci siano industrieitaliane pronte a recepire qualcosa di cosi' avanzato, e' gia' tanto se hanno qualche pc



    non+autenticato
  • Ma pensi veramente che l'Italia sia tanto indietro rispetto agli altri paesi?
    Per piacere basta pensare che negli altri paesi sia tutto rosa e fiori mentre in Italia le industrie passano il tempo "raccogliendo ortiche".
    Vi ricordo che le migliori menti sono quelle Italiane e se leggete fin in fondo Punto Informatico vedrete come anche aziende del Sol levante affidino la propria gestione a dei nostri connazionali.
    Forse le industrie italiane ci metteranno più tempo nel capire la cosa ma di certo non rimarranno così indietro. Starne certo!
    non+autenticato
  • x i finanziamenti UE alla formazione l'italia è divisa in 2: al nord continuano ad arrivare, al sud sono tutti congelati x che invece di realizzare i corsi si mettevano i soldini in tasca.
    http://vil.emotiv.it
    non+autenticato
  • Il problema dell'informatizzazione è un falso problema in Italia, il nocciolo del problema non sono il numero delle macchine ma i costi e la qualità delle connessioni telematiche.
    E poi iniziamo a denunciare TUTTI i sopprusi e le piccole illegalità e solo allora potremo dire LADRO a qualcuno.
    La mancata denuncia e favoreggiamento o calunnia.
    :D
    non+autenticato