Musica digitale, copiare con royalty

Un tribunale d'appello americano stabilisce che anche una sola battuta catturata da un pezzo e inserito in un altro deve prevedere transazione, contratto e pagamento di royalty

Nashville (USA) - Lo sviluppo dei nuovi strumenti informatici per la produzione musicale e l'avvento di dispositivi digitali estremamente sofisticati ha agevolato lo "scambio artistico" nel mondo musicale. Uno scambio che però, secondo alcuni magistrati americani, viola i diritti degli autori se non è gestito come si deve, cioè pagandosi royalty a vicenda.

Una corte d'appello ha infatti portato alle estreme conseguenze una tendenza che già si era affermata: quella di riconoscere con royalty l'inserimento in un brano di estrapolazioni riconoscibili di un brano esistente di altro autore. Ora, con la nuova decisione, anche la singola battuta, ancorché non riconoscibile, deve essere oggetto di transazione tra autori e produttori.

La 6a corte d'appello del tribunale di Cincinnati ha spiegato che la campionatura digitale deve sottostare alle leggi contro la pirateria. "Se - hanno scritto i giudici - non si può piratare l'intera registrazione, se ne possono prelevare o copiare piccole parti? La nostra risposta a questa domanda è no".
I giudici ritengono che un artista che ammetta di aver "catturato qualcosa" da altri brani ne è responsabile. La soluzione? Secondo il tribunale la via da seguire è ovvia: occorre ottenere una licenza per l'uso del materiale.
31 Commenti alla Notizia Musica digitale, copiare con royalty
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  • Ho campionato della musica da chiesa per un mio brano, a chi pago i diritti? A Dio?

    diablo41
    non+autenticato
  • Finora sono stati castigati gli utenti del p2p per violazione del diritto d' autore, ora case discografiche e cantanti si scanneranno a vicenda perchè si sono copiati a vicenda una battuta di una canzone...
    ci sarà da ridere:D
    non+autenticato
  • E poi? Tra qualche tempo i detentori dei diritti sui vocabolari chiederanno le royalty per poter usare le parole contenute nei loro volumi?
    Uhm... a pensarci bene, se questa regola fosse applicata a certi personaggini, magari la smetterebbero di dire certe assurdità (visto che gli costerebbe qualcosa!).
    non+autenticato
  • Premesso che sono stracontrario al p2p musicale, trovo questa sentenza un'idiozia.... la citazione musicale all'interno di altri brani è presente da secoli, più o meno velata. Puttosto obbligherei quella massa di dj che prendono a piene mani brani non loro a citare gli autori originali, indipendentemente che siano di pubblico dominio o meno, per evitare che si pensi che quella superm.... di remix di "confortably numb" sia da attribuire al deficiente/i che l'ha storpiata in un modo così .... brutto (ovvero il pezzo dei Pink Floyd l'ho macellato io n dj)... i vari "feat" se li stanno dimenticando, e ormai fanno i feat dei feat. Il tuo pezzo si impernia sulle gymnopedie di Satie (vedasi Janet Jackson)? Lo citi d'obbligo, il pezzo è di Satie e io Jackson lo rivedo come piace a me. Se poi le citazioni sono irriconoscibili beh, non serve proprio una mazza.
    non+autenticato
  • Cosa sarebbe successo negli anni 70 quando copiare era prassi consolidata?
    Partendo da "pregherò", passando per "sognando california" e proseguendo per decine, centinaia di canzoni internazionali riarrangiate e tradotte su cui va a finire che ci si sono pure arricchiti sopra...
    Non penso che nessuno di questi artisti abbia mai pagato le royalty ai leggitimi proprietari.

    Il bello è che gli anni 70 sono considerati da molti critici gli anni con maggiore fermento.

    Fra un pò salta qualcuno che brevetta la punteggiatura e noi per scrivere una banale lettera dobbiamo pagare carissime royalty.
    O dobbiamo ricorrere al linguaggio da telegramma STOP


  • - Scritto da: grassman
    >
    > Fra un pò salta qualcuno che brevetta
    > la punteggiatura e noi per scrivere una
    > banale lettera dobbiamo pagare carissime
    > royalty.
    > O dobbiamo ricorrere al linguaggio da
    > telegramma STOP
    >

    Altolà. IO ho già brevettato l'alfabeto; inoltre quella "ò" con l'accento la riconosco. Tu l'hai plagiata dalla parola "però" che compare alla fine della 163a riga di un mio fondamentale articolo su copyright e licenza GNU/FDL.

    Scherzi (ma c'è poco da ridere) a parte, negli USA non hanno il primo emendamento? E con la libertà di espressione come la mettiamo? O forse le major possono legiferare senza essere state elette?

    non+autenticato
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