Berlino - Il successo dei formati alternativi ha spinto nelle scorse ore il prestigioso
Fraunhofer Institut a tirare fuori la lingua ed usarla come un fioretto per difendere il "suo" mp3, il formato per la compressione della musica che tanto successo ha avuto su internet e di cui il Fraunhofer è padrino.
L'accusa di Karlheinz Brandenburg, direttore della divisione Tecnologie e Media dell'istituto, è circostanziata: la moltiplicazione di formati diversi dall'mp3
in assenza di standard consolidati sta rallentando la crescita del mercato e rende insofferenti gli utenti e i consumatori.
"Tutto questo - ha dichiarato Brandenburg - ha rallentato di certo lo sviluppo del business del download e sta facendo lo stesso anche con i costruttori di dispositivi" dedicati.
I nemici del mercato, secondo Brandenburg, sono le innumerevoli
tecnologie anticopia, sistemi antipirateria che rendono difficile la manipolazione della musica da parte del consumatore con una conseguente disaffezione dello stesso verso il prodotto. Ma sono anche gli infiniti e diversi
sistemi di compressione, che allontanano l'obiettivo di uno standard valido e aggiungono confusione e rallentamenti all'intero comparto.
Brandenburg ha anche dichiarato che il Fraunhofer si è fatto promotore verso produttori e costruttori di questi problemi ma, ha affermato alla
Reuters, "non c'è stata risposta. Forse hanno pensato che aveva un senso commerciale non decidere uno standard. E' molto strano".
L'esperto tedesco ha ricordato come il formato mp3 è ormai da anni il veicolo per eccellenza della musica digitale grazie alle sue caratteristiche: "Si tratta dell'unico standard - ha spiegato - supportato da tutti. Questo è stato un bene per Fraunhofer. E io mi considero per questo un uomo ricco". Proprio Brandenburg e l'Istituto, infatti, oggi ricevono royalty per ogni player mp3 venduto.