Eurisko: l'Italia è online, ma rallenta

L'autorevole osservatorio dispiega le proprie cifre sull'andamento della rete in Italia. E non sono tutte incoraggianti

Roma - Lo scorso maggio circa undici milioni di italiani, pari al 23,4 per cento della popolazione, si sono collegati ad internet. Lo sostiene l'osservatorio Eurisko, secondo cui rispetto allo stesso periodo di due anni fa la crescita è di sei milioni di utenti.

La crescita della diffusione di internet nel nostro paese, avverte Eurisko, sta conoscendo però un rallentamento che rischia di allargare il gap con i principali paesi occidentali ai quali pure l'Italia si è avvicinata. Basti pensare che in Francia si collega alla rete il 25 per cento della popolazione, il 34 per cento in Gran Bretagna, il 59 per cento negli Stati Uniti e il 65 per cento in Svezia.

In particolare. il rallentamento sarebbe dovuto alla difficoltà di far arrivare, non tanto tecnicamente quanto "culturalmente", l'accesso alla rete nelle fasce meno giovani della popolazione, nel meridione e persino tra le donne, che in altri paesi si apprestano a rappresentare la maggioranza degli utenti internet. Basti pensare che solo il 18 per cento delle donne italiane si collega ad internet contro il 24 per cento degli uomini.
Dalla ricerca presentata ieri da Eurisko e CNEL, si evince che le regioni dove maggiormente è diffuso l'accesso sono Marche e Umbria, al 32,8 per cento, Lombardia (30,3 per cento), Lazio (28,3), Emilia Romagna (27,2). Nelle regioni meridionali la media dell'accesso è ferma attorno al 16-18 per centom sebbene in Sardegna la percentuale di utenti internet si attesti al 23 per cento.

Altri dati raccontano che il 99,5 per cento dell'utenza italiana ha meno di 44 anni, che il 57 per cento si trova tra i 14 e i 24, il 38,5 tra i 25 e i 35 e il 23 tra i 35 e i 44.

Rispetto a dati in controtendenza che sono arrivati recentemente dalla Gran Bretagna, dove le fasce più giovani dell'utenza sembrano preferire sempre più l'instant messaging all'email, in Italia la posta elettronica viene utilizzata quotidianamente dal 79 per cento degli utenti e da 9 imprese su 10. Solo una impresa su cinque, invece, dispone di un sito che, nella maggioranza dei casi, rappresenta una vetrina e niente più.

Per quanto riguarda gli interessi degli italiani in rete, ecco la classifica: news e quotidiani sono seguiti dal 43 per cento degli utenti; l'informatica dal 32 per cento, la musica dal 28, il turismo dal 27, l'economia dal 25, lo sport dal 24 e gli spettacoli dal 22. Solo uno su dieci utenti, o poco più, ha effettuato acquisti in rete.
5 Commenti alla Notizia Eurisko: l'Italia è online, ma rallenta
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  • COSA CI CI PUO' ASPETTARE DA UN PAESE DOVE LA MAGGIORANZA ARRIVA APPENA ALLA TERZA MEDIA,DOVE NESSUNO PARLA INGLESE.....
    ITALIANI AGGIORNATEVI,VIVETE NEL TERZO MONDO.
    BUONA FORTUNA!
    non+autenticato
  • "Altri dati raccontano che il 99,5 per cento
    dell'utenza italiana ha meno di 44 anni, che
    il 57 per cento si trova tra i 14 e i 24, il
    38,5 tra i 25 e i 35 e il 23 tra i 35 e i 44."

    Nell'articolo sulla 'Repubblica' c'è scritto
    che quelli > 44 anni sono il 5%, non lo 0,5%.

    Ma anche così, le cifre sono sballate! Infatti
    non è possibile appartenere contemporaneamente
    a due classi d'età diverse, eppure si ha:

    57 + 38,5 + 23 + 5 = 123,5% !!!

    57 + 38,5 + 23 + 0,5 = 119% !!!

    Come si fa a credere alla serietà di ricerche
    di mercato che riportano dati così incongrui?
    non+autenticato
  • da li' tutti prendono queste notizie. la fonte del caos Sorride
    non+autenticato
  • Ce n'è anche un'altra: percentuale totale 23,4 - uomini 24% donne 18%. Siccome le donne in Italia sono più del 50%, si dovrebbe ottenere una percetuale complessiva tra il 20 e il 21%, invece con questa matematica elastica le donne sono praticamente ininfluenti, abbassano la media solo fino al 23,4.

    - Scritto da: Matisko
    > "Altri dati raccontano che il 99,5 per cento
    > dell'utenza italiana ha meno di 44 anni, che
    > il 57 per cento si trova tra i 14 e i 24, il
    > 38,5 tra i 25 e i 35 e il 23 tra i 35 e i
    > 44."
    >
    > Nell'articolo sulla 'Repubblica' c'è scritto
    > che quelli > 44 anni sono il 5%, non lo 0,5%.
    >
    > Ma anche così, le cifre sono sballate!
    > Infatti
    > non è possibile appartenere
    > contemporaneamente
    > a due classi d'età diverse, eppure si ha:
    >
    >   57 + 38,5 + 23 + 5 = 123,5% !!!
    >
    >   57 + 38,5 + 23 + 0,5 = 119% !!!
    >
    > Come si fa a credere alla serietà di ricerche
    > di mercato che riportano dati così incongrui?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Massimo
    > Ce n'è anche un'altra: percentuale totale
    > 23,4 - uomini 24% donne 18%. Siccome le
    > donne in Italia sono più del 50%, si
    > dovrebbe ottenere una percetuale complessiva
    > tra il 20 e il 21%, invece con questa
    > matematica elastica le donne sono
    > praticamente ininfluenti, abbassano
    > la media solo fino al 23,4.

    Già! Probabilmente le cifre vengono sparate
    a caso da qualche agenzia di marketing a cui
    è stato commissionato di "pompare" il mercato.

    E siccome coloro che hanno bisogno di farsi
    "pompare" per decidersi a collegarsi a Internet
    sono dei poveretti senza formazione tecnica,
    ecco che nessuno (e meno che mai i giornalisti)
    si preoccupa di controllare la congruenza
    delle cifre che ci vengono strombazzate.
    non+autenticato