Abruzzo: vi spiego io il ROC

di F. Abruzzo. Il presidente dell'Ordine dei giornalisti lombardo difende il ROC, la legge sull'editoria e l'Ordine

Roma - La terza legge sull'editoria (n. 62/2001) interpretata alla luce della delibera n. 236/2001 dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni
Testate on-line, la registrazione presso i tribunali è obbligatoria quando hanno una regolare periodicità. Nel Roc soltanto gli editori

Nel ROC (Registro degli operatori della comunicazione) finiranno solo gli editori che prevedono di conseguire ricavi dalla loro attività e che, comunque, puntano a ottenere dallo Stato "benefici, agevolazioni e provvidenze". Sono queste le novità di maggior rilievo contenute nella delibera n. 236 (adottata il 30 maggio 2001 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 30 giugno 2001, supplemento ordinario n. 170) con la quale l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom.) ha reso applicabile e operativa la legge 62/2001 ("Nuove norme sull'editoria e sui prodotti editoriali. Modifiche alla legge 5 agosto 1981 n. 416").

Le testate giornalistiche on-line - in quanto "prodotto editoriale" - devono obbligatoriamente essere registrate nei tribunali e avere un direttore responsabile, un editore e uno stampatore, ma solo quando hanno una regolare periodicità (quotidiana, settimanale, bisettimanale, trisettimanale, mensile, bimestrale, etc). L'articolo 1 della legge 62/2001 è al riguardo esplicito allorché il suo terzo comma viene incrociato con l'articolo 16 (semplificazioni) della stessa legge 62, con gli articoli 2 e 5 della legge n. 47/1948 sulla stampa e con gli articoli 1, 2 e 27 della delibera n. 236/2001 dell'Agcom.
L'articolo 16 della legge 52/2001 recita: "I soggetti tenuti all'iscrizione al registro degli operatori di comunicazione, ai sensi dell'articolo 1, comma 6, lettera a), numero 5), della legge 31 luglio 1997, n. 249, sono esentati dall'osservanza degli obblighi previsti dall'articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47. L'iscrizione è condizione per l'inizio delle pubblicazioni". L'articolo 1 della delibera dell'Agcom (Soggetti e imprese obbligati all'iscrizione nel Roc) spiega che sono obbligati all'iscrizione nel Roc:
· i soggetti esercenti l'attività di radiodiffusione;
· le imprese concessionarie di pubblicità;
· le imprese di produzione e distribuzione di programmi radiotelevisivi;
· le imprese editrici di giornali quotidiani, periodici o riviste;
· le imprese che editano agenzie di stampa di carattere nazionale;
· i soggetti esercenti l'editoria elettronica e digitale;
· le imprese fornitrici di servizi di telecomunicazioni e telematici.

Sono evidenti le ragioni per le quali i "soggetti" e le "imprese", descritti nell'articolo 1 della delibera, "sono esentati dall'osservanza degli obblighi previsti dall'articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47": le imprese editoriali non hanno cittadinanza nella legge 47/1948 sulla stampa.

Presso i tribunali, invece, vengono registrate le testate giornalistiche (di cui agli articoli 2 e 5 della legge 47/1948). L'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione (Roc) "costituisce requisito per l'accesso a benefici, agevolazioni e provvidenze nei soli casi espressamente previsti dalla normativa vigente" (articolo 27 della delibera) e condiziona "l'inizio delle pubblicazioni".
14 Commenti alla Notizia Abruzzo: vi spiego io il ROC
Ordina
  • La nostra associazione culturale ha una rivista periodica (bimestrale) che si auto-finanzia i costi di stampa attraverso sponsor(40%) e fondi regionali(60%). La rivista si configura come comunicazione ai soci. E' necessario registrare la testata e iscriversi al Roc?
    Grazie
    non+autenticato
  • Gent.mo
    vorrei sapere come poter diventare casa editrice, siamo una cooperativa di servizi culturali della porvincia di livorno.
    grazie
    non+autenticato
  • Signor Abruzzo,
    come puo' un ente di tutela dei cittadini essere
    costituito solo di elementi da cui i cittadini
    devono essere tutelati?

    L'Ordine potrebbe avere un senso come organo di
    controllo se fosse costituito, nel suo direttivo,
    da membri che _non_ sono giornalisti e non sono
    legati direttamente o indirettamente alla
    professione del giornalismo.

    Come si puo' pretendere che controllore e controllato siano la stessa entita', quali garanzie da un assetto del genere?
    non+autenticato
  • Ma scusate è un giornalista o un'avvocato?
    Ho smesso di leggere perché non c'era una vera analisi o una difesa: Solo una serie di articoli e la loro spiegazione.
    Se uno aggiorna il suo sito con cadenza fissa, è o non è considerato dalla legge allo stesso livello di un periodico? Da come ho capito si.
    Per non entrare in quella categoria bisogna tenerlo tale e quale per anni?
    E avere della pubblicità nel proprio sito (anche se amatoriale) equivale ad essere considerati periodico?
    E se un'azienda inserisce nel proprio sito pubblicitario piccole notizie o altro tanto per riempire i vuoti, è considerato periodico?
    Boh

    non+autenticato
  • Ma io non capisco ci vuole tanto a evadere
    questa legge ?
    registrare il domini tramite un register con email free tipo hotmail o roba varia ,comprate
    uno spazio su server americani col nome di un
    americano e pagate con carta di credito anonima
    o con paypal. e fate tutta l'informazione che volete la polizia informatica in italia non e' in grado di oscurare il sito perche sono troppo
    fessi e non sanno rintracciare il proprietario.
    e poi metti caso mandano una mail al vostro provider quelli stronzi come sono la cacano di pezza

    - Scritto da: Palomino
    > Ma scusate è un giornalista o un'avvocato?
    > Ho smesso di leggere perché non c'era una
    > vera analisi o una difesa: Solo una serie di
    > articoli e la loro spiegazione.
    > Se uno aggiorna il suo sito con cadenza
    > fissa, è o non è considerato dalla legge
    > allo stesso livello di un periodico? Da come
    > ho capito si.
    > Per non entrare in quella categoria bisogna
    > tenerlo tale e quale per anni?
    > E avere della pubblicità nel proprio sito
    > (anche se amatoriale) equivale ad essere
    > considerati periodico?
    > E se un'azienda inserisce nel proprio sito
    > pubblicitario piccole notizie o altro tanto
    > per riempire i vuoti, è considerato
    > periodico?
    > Boh
    >
    non+autenticato
  • Non vedo l'ora che il Governo abroghi la legge sulla stampa del 48 n. 47.
    non+autenticato
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