Se queste son le regole della Rete

di Francesco Bordino. Si gettano le basi di una regolamentazione della Rete senza alcuna discussione e senza alcun approfondimento da parte dei media tradizionali, che appaiono del tutto disinteressati alle sorti del mondo online

Se queste son le regole della ReteRoma - Probabilmente la Rete è arrivata in questo mondo troppo presto. O troppo tardi, se pensiamo a cosa ha combinato la televisione negli ultimi vent'anni. Siamo culturalmente impreparati a sfruttarne le potenzialità, e questa debolezza rende forte la classe dirigente, legittimandola a stabilire regole vecchie e oscurantiste. L'interattività di questo mezzo all'improvviso spaventa.

Spaventa perché lascia emergere, oltre al lato "illuminato", il lato oscuro dell'essere umano. Il sequestro di eretico.com e gattibonsai.it sono i primi drastici esempi di come si sta affrontando il problema. Obiettivamente nessuno sentirà troppo la mancanza dei due siti, ma ad essere in gioco sono la libertà d'espressione e lo sviluppo della società dell'informazione.

Mentre negli Stati Uniti il mercato dell'informazione spinge alla chiusura Feed e Sucks, il parlamento spagnolo si appresta a discutere un progetto di legge aberrante, che contrasta sia con la recente direttiva europea sul commercio elettronico sia con qualsiasi legge costituzionale occidentale. La LSSI (Ley de servicios de la sociedad de la información), oltre a porre severi obblighi di registrazione per qualsiasi sito web che pubblichi notizie (con una sanzione di 175 milioni in caso di omissione), permette alla Pubblica Amministrazione spagnola, senza alcun intervento giudiziario, il sequestro. Alla faccia della separazione dei poteri.
La nuova legge italiana sull'editoria (62/2001), data l'intrinseca ambiguità, è anch'essa in evidente contrasto con quella parte della direttiva europea che vieta qualsiasi obbligo di registrazione per i prestatori di servizi della società dell'informazione. Ma fa comunque parte della motivazione del sequestro di eretico.com, definendo il sito un prodotto editoriale ai sensi della legge 62/01.

In Turchia, per finire, l'informazione online è stata equiparata a quella della carta stampata.

Un nuovo "asse" che si schiera per una regolamentazione dell'informazione online uguale a quella cartacea, in qualche caso ancora più rigida, senza tenere affatto in conto la peculiarità del mezzo. E soprattutto si gettano le basi di una regolamentazione della Rete senza alcuna discussione e senza alcun approfondimento da parte dei media tradizionali, che appaiono del tutto disinteressati alle sorti del mondo online. Se è vero che la maggioranza degli internauti vuole vedere regole precise è ora che se le dia da sé, perché le "autorità competenti" dimostrano una scarsa competenza su questo campo.

La posizione di ALCEI, che emerge dall'intervento "Internet, quale futuro per l'Italia" del novembre 2000 è stata molto chiara in proposito: "Lo scopo dell'attività governativa dovrebbe essere orientato alla vera tutela degli interessi collettivi e al rigetto di qualsiasi tentativo (occulto o palese) di imporre "censure di stato" e responsabilità penale oggettiva per i fornitori di servizi".

La censura di gattibonsai.it appare legittimata dal rischio di emulazione, ma il rischio più grave è che diventi un esempio di ciò che produce la "freenet", la Rete anarchica, e che si trasformi quindi in cavallo di battaglia per chi vuole fare della Rete una grande mercato, protetto e regolato, adatto a grandi e piccini. Una infinita televisione commerciale, dove il dissenso non è autorizzato a entrare. Forse è opportuno darci una regolata.

Francesco Bordino
37 Commenti alla Notizia Se queste son le regole della Rete
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  • Credo che ogni campo debba essere governato da norme e regole appropriate per non cadere nel ridicolo o quantomeno nel non prevedibilità. Non prevedibilità da parte di chi allo stato attuale non vede internet come una finestra aperta al mondo, come un modo per comunicare interattivamente, come un modo per migliorarsi, come un servizio pubblico ed al tempo stesso utile per la pubblica amministrazione e per il cittadino ecc., ma solo come un mezzo con cui giocare, trastullarsi la mente con le varie porcherie che si vedono sui vari siti.

    Premetto, non sono e non voglio essere contro la libertà di pensiero e di opinione, anche se niente cambia, ma contro un libertinaggio che può essere di deleterio per qualcuno che forse ancora non è abituato ad affacciarsi su tutto quello che c'è nel mondo o di qualcuno che lo è,ma che ha una particolare sensibilità.

    Non faccio distinzione tra bambini o adulti, ma mi schiero dalla parte dei più deboli. I più deboli che non solo devono essere protetti dalla rete inibitoria, ma anche che non siano esposti nella rete inibitoria (bambini, animali, adulti).
    Ci vorrebbe un pò di cultura della rete ma per fare cultura della rete bisogna insegnarla, fare campagne di istruzioni, e rendere abbastanza noto che la rete ha i suoi valori e i suoi danni se usata in modo inopportuno.

    Non me ne vogliate se dico che le regole devono fare in modo di bandire il libertinaggio ma non la libertà di pensiero.

    Internet sarà il domani ma che il domani venga fatto da persone competenti ed istruite, che sanno cosa voglia dire Internet e libertà di pensiero e che non confondino libertà con libertinaggio.

    Saluti
    non+autenticato
  • "Internet sarà il domani ma che il domani venga fatto da persone competenti ed istruite, che sanno cosa voglia dire Internet e libertà di pensiero e che non confondino libertà con libertinaggio."

    A me questo concetto inquieta sempre un poco.
    La nostra libertà sarà sempre vincolata alle decisioni di una persona o un gruppo di persone?

    Voglio dire, preferisco che rimanga inalterata la massima libertà di pensiero (che sembra far paura a molti) ma istruire il 'volgo' a come discernere nell'utilizzo del mezzo.
    Perchè devo vietare ad un individuo di esprimere il proprio Io, a vantaggio di un altro cui può dare fastidio tale espressione?
    Sulla base di quale criterio lo faresti?

    ciaociao
    non+autenticato
  • La irrazionalita, lo scarso rispetto per gli altri, la mancanza di senno ecc. da parte di taluni deve necessariamente rendere qualcosa utilizzata da tutti regolata da qualcosa che ne impedisca l'utilizzo improprio.

    Cosa significhi improprio, utilizzo inopportuno è materia da valutare attentamente e da ponderare con discrezionalità e oculatezza.

    In un campo di calcio se non ci fossero norme che regolassero il gioco chissà che succederebbe, diventerebbe un campo di battaglia dove tutto è concesso. Internet è un campo di calcio dove tutti "giochiamo".

    Chissà chi lo fara! Speriamo sia gente competente, istruita e preparata a farlo.

    Istruire il "volgo" è un impresa molto più ardua e difficile e di tempo chissà quanto se ne andrà. Forse anni, secoli... ecc. ecc.

    Saluti
    non+autenticato
  • Dico la mia... credo che la realtà si trovi nel mezzo!

    Istruire il 'volgo' può essere buona cosa, ma istruirlo a che cosa?
    All'utilizzo del mouse?
    O mal discernimento?

    ... la seconda, credo... ma se ognuno discerne per se, chi istruisce gli altri?

    Ha ragione Antony quando dice che non si tratta di istruzione o di limitazione personale! Si tratta di utilizzare un mezzo di per se potenzialmente infinito in modo MORALE. Il rispetto nell'espressione del pensiero è fondamentale!

    Vogliamo chiudere i gatti in bottiglie? Bene, facciamolo, ma mettiamo un bel disclaimer all'ingresso! (c'era, lo so! ^_^)

    La Colò non sa come farsi pubblicità e nota un calo d'introiti dai tempi di Bim Bum Bam? Le basta denunciare un sito ed ecco fatto!

    Da un certo punto di vista internet è il più sicuro di tutti i media! Intanto tra la decenza e l'indecenza c'è sempre un click! In televisione no! Se mio figlio accende la TV a mezzanotte su qualche canale di quart'ordine è quasi certo che vedrà signorine senza veli che si trastullano tra un telefono e un capezzolo! Niente ti avvisa, niente ti vieta di vederlo! E' broadcast!

    Ma su internet è diverso! Si parla di strutture con possibilità di controllo, più o meno restrittivo! Se volgio entrare in un sito per pedofili ci entro, sennò non lo faccio! Potenzialmente, con un minimo di conoscenze tecniche ognuno in casa sua potrebbe porre restrizioni sulla navigazione, dei filtri...

    Ecco qual'è il vero problema, secondo me! Regolamentiamo pure la rete ma in termini di rispetto e moralità. Non lediamo i contenuti!

    La classe dirigente ha solo paura che la massa possa pensare! Puoi controllare un gregge ma non una moltitudine di INDIVIDUI. Noi siamo mandria! (o meglio, loro lo vogliono!)

    Io sono un musicista... beh, mi disgusta vederecome in Italia la maggior parte della gente ascolta la musica che la TV sceglie per lei! E' qualcosa di ripugnante! Andiamo avanti così e la gente guarderà solo i siti che lo stato o chi per esso sceglierà per lei!

    Spero tanto che a questo non s'arrivi! Spero di poter ancora scrivere cose come questa senza pagare per aver "fatto informazione"... spero che non mi vietino a breve il respiro a causa della mia facoltà di profferir parola! Non mi pare di chiedere la luna!

    Un salutone! ^____^
    non+autenticato


  • - Scritto da: Antony
    > La irrazionalita, lo scarso rispetto per gli
    > altri, la mancanza di senno ecc. da parte di
    > taluni deve necessariamente rendere qualcosa
    > utilizzata da tutti regolata da qualcosa che
    > ne impedisca l'utilizzo improprio.
    >
    > Cosa significhi improprio, utilizzo
    > inopportuno è materia da valutare
    > attentamente e da ponderare con
    > discrezionalità e oculatezza.
    >
    > In un campo di calcio se non ci fossero
    > norme che regolassero il gioco chissà che
    > succederebbe, diventerebbe un campo di
    > battaglia dove tutto è concesso. Internet è
    > un campo di calcio dove tutti "giochiamo".
    >
    > Chissà chi lo fara! Speriamo sia gente
    > competente, istruita e preparata a farlo.

    Bella speranza !!!
    Te lo dico io chi stabilirà le regole : gli stessi che permettono le mine anti-uomo, che NON ratificano il trattato di Kioto e che impongono gli embarghi.

    > Istruire il "volgo" è un impresa molto più
    > ardua e difficile e di tempo chissà quanto
    > se ne andrà. Forse anni, secoli... ecc. ecc.

    Cristo è morto 2000 anni fa e non di freddo.

    Mai pensato ad un pò di seria autodeterminazione ?
    Perchè delegare sempre a qualcun altro i nostri doveri ?

    P.S. sinceramente l'analogia col campo di calcio è ridicola e cmq non vedi in che situazione versa il calcio ? Hanno persino cambiato le regole in corsa........e se tanto mi dà tanto......
    non+autenticato
  • IMMAGINA un po un pianeta senza regole e leggi, impiantato solo sul nostro buon senso...!
    non+autenticato


  • - Scritto da: Antony
    > IMMAGINA un po un pianeta senza regole e
    > leggi, impiantato solo sul nostro buon
    > senso...!

    io non immagino, io VIVO in un pianeta regolato da leggi anche contrastanti da un paese all'altro, ed ognuno è convinto della bontà delle proprie.
    Dov'è la verità ?


    non+autenticato
  • Non credi che se regole in campo non ce ne fossero sarebbe ancora peggio? Son daccordo che debbano essere persone più competenti e meno parziali a farlo, ma le regole ci devono essere...!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Antony
    > La irrazionalita, lo scarso rispetto per gli
    > altri, la mancanza di senno ecc. da parte di
    > taluni deve necessariamente rendere qualcosa
    > utilizzata da tutti regolata da qualcosa che
    > ne impedisca l'utilizzo improprio.

    La scritta:
    Questo sito puo' contenere materiale non consono a chi crede che i gatti non vadano fatti a fettine non e', al di la' dell'ironia che ho usato, sufficente a garantire che non offendo nessuno ?

    > Cosa significhi improprio, utilizzo
    > inopportuno è materia da valutare
    > attentamente e da ponderare con
    > discrezionalità e oculatezza.

    Credo che queste cose non si trovino su questo pianeta.

    > Istruire il "volgo" è un impresa molto più
    > ardua e difficile e di tempo chissà quanto
    > se ne andrà. Forse anni, secoli... ecc. ecc.

    Il volgo non si istruisce eliminando quello che non deve essere visto.
    non+autenticato
  • Vedo che hai abbastanza poca fiducia in coloro che hanno la facoltà di mettere regole e leggi.
    per dirti la verità non è che io abbia più fiducia, però stando ai fatti non posso far altro che vedere come vanno le cose.

    Il Volgo non si istruisce inibendo o bandendo alcuni siti (oscurandoli?), ma come si suol dire: prevenire è meglio che curare. L'ironia del fare a fettine un animale dove esiste o dove possa arrivare non mi importa, ma ciò che mi importa è il perchè si debba farla. Domani farò un sito dove ironicamente e per solo puro scherzo farò vedere come si taglia a fettine un mio "amico" per poi darlo in pasto ai coccodrilli". Dov'è che arriva l'ironia e dov'è che si può fermare lo scherzo. Quanta gente che naviga in rete è in grado di capirne l'affinità e di valutarne il vero motivo? Non posso io mettere un freno contro tali cose sol perchè non è possibile sapere dove arriva una o l'altra?
    Il "volgo" e tra essi ci sono anche io vuole essere protetto da tale violenza psicologica e vuol essere dalla parte dei più deboli. Aldilà dell'ironia o dello scherzo credo sia quantomeno uno scherzo di poco gusto vedere un povero animale chiuso in una bottiglia o ancora peggio tagliato a fettine. Ognuno e libero di pensare ciò che vuole.
    Non mi sto schierando dalla parte dell'uno o dell'altro, ma dalla parte del rispetto e dignità altrui.

    Saluti
    non+autenticato
  • - Scritto da: Antony
    > Vedo che hai abbastanza poca fiducia in
    > coloro che hanno la facoltà di mettere
    > regole e leggi.

    Diciamo che ho molta fiducia in quelli che le regole le dovranno rispettare (cittadini) o interpretare (giudici).

    > per dirti la verità non è che io abbia più
    > fiducia, però stando ai fatti non posso far
    > altro che vedere come vanno le cose.

    > Il Volgo non si istruisce inibendo o
    > bandendo alcuni siti (oscurandoli?), ma come
    > si suol dire: prevenire è meglio che curare.

    Ho letto una frase praticamente uguale a questa, anche se in un italiano un po' latineggiante su un libro scritto da un famoso inquisitore.

    > L'ironia del fare a fettine un animale dove
    > esiste o dove possa arrivare non mi importa,
    > ma ciò che mi importa è il perchè si debba
    > farla. Domani farò un sito dove ironicamente
    > e per solo puro scherzo farò vedere come si
    > taglia a fettine un mio "amico" per poi
    > darlo in pasto ai coccodrilli". Dov'è che
    > arriva l'ironia e dov'è che si può fermare
    > lo scherzo.

    Il problema e' questo ? Vuoi decidere tu o dovrebbero decidere i governanti fin dove si puo' scherzare ?
    La fase successiva potrebbe essere il tesseramento dei comiciSorride

    > Quanta gente che naviga in rete è in grado
    > di capirne l'affinità e di valutarne il
    > vero motivo? Non posso io mettere un freno
    > contro tali cose sol perchè non è
    > possibile sapere dove arriva una o l'altra?

    Se la gente non capisce l'ironia di una cosa del genere e' compito del governo fargliela notare, onde far diventare il cittadino piu' saputo, non impedirgli di vederla per renderlo piu' pecora...
    A gia' dimenticavo... Sto parlando di una specie intelligente non di questa.

    > Il "volgo" e tra essi ci sono anche io vuole
    > essere protetto da tale violenza psicologica
    > e vuol essere dalla parte dei più deboli.

    Okkey, si ricordera' di non entrare nei siti dove c'e' scritto questo potrebbe offenderti.
    Se non gli basta, se non pensi di saper resistere alle tentazioni... Allora forse ti fa bene essere un pochino traumatizzato.

    > Aldilà dell'ironia o dello scherzo credo sia
    > quantomeno uno scherzo di poco gusto vedere
    > un povero animale chiuso in una bottiglia o
    > ancora peggio tagliato a fettine. Ognuno e
    > libero di pensare ciò che vuole.

    Si, ma non di scriverlo su web, almeno finche non c'e' la macchina per leggere il pensiero, allora si potra' estendere la regola e cancellare i pensieri sconvenienti dai cittadini.

    > Non mi sto schierando dalla parte dell'uno o
    > dell'altro, ma dalla parte del rispetto e
    > dignità altrui.

    Il rispetto della dignita' altrui non si lede facendo in casa propria (nel proprio sito) quello che si vuole.
    La liberta' altrui si lede quando si entra in casa d'altri (il sito) e si comincia a criticare quello che si trova; pur sapendo cosa avresti trovato quando sei entrato.
    non+autenticato
  • "L'interattività di questo mezzo all'improvviso spaventa."

    È la paura dei potenti che fà varare leggi come quella sull'editoria. Fino ad oggi sono stati chiusi siti dai contenuti "forti", ma erano pur sempre contenuti.
    E chi voleva, se li andava a leggere.
    Ora che la legge comincia a ingranare, sicuramente verrà abusata per mettere il bavaglio ad Internet e, quindi, alla libertà di tutti noi.
    non+autenticato
  • Nessuno su questo pianeta ha la massima libertà di movimento, quella pragmatica. Tutto è governato da regolamenti e leggi. Solo l'anarchia renderebbe un mondo libero da tutto. Anche internet credo sia necessario regolarlo da qualcosa che ne impedisca l'utilizzo improprio da parte di qualcuno che si sente troppo libero di fare e dire ciò che vuole fregandosene della sensibilità altrui e avendo scarsissimo rispetto per gli altri. Questa non è libertà, questa non è civiltà, questo non è saper vivere e lasciar vivere. Il mondo non è fatto tutto di persone razionali, ragionevoli, obiettive ma anche di delinquenti, assassini, gente che è disposta ad uccidere i propri genitori per soldi, che spaccia droga, che uccide per un semplice screzio o rimprovero, che ti massacra a parole perchè hai detto una sola parola fuori posto, gente che dell'etica e del Bonton se ne importa un "fico" secco, e gente troppo sensibile che si lascia trasportare emotivamente e sentimentalmete ecc. ecc. Internet è aperto a tutti, anche a questi ed è a causa di questi che le norme sanno da fà.

    Non daccordo però con te: il bavaglio no!

    Spero che coloro incaricati a fare regole e leggi siano persone competenti nel campo, che tengano conto della libertà di pensiero e di opinione e che lascino a tutti l'opportunità di esprimersi e difendersi. Che tappino, invece, la bocca a chi pensa di poter ledere dignità e rispetto dei più deboli o di chicchessia.

    Vedremo cosa succederà! Noi comunque saremo sempre quì a dire la nostra.

    Saluti
    non+autenticato
  • "Spero che coloro incaricati a fare regole e leggi siano persone competenti nel campo, che tengano conto della libertà di pensiero e di opinione e che lascino a tutti l'opportunità di esprimersi e difendersi. Che tappino, invece, la bocca a chi pensa di poter ledere dignità e rispetto dei più deboli o di chicchessia."

    Lo spero anch'io,
    lo spero con tutto il cuore.
    Tuttavia gli "incaricati a fare regole" hanno già dimostrato di non capire nulla sul funzionamento di internet (vedi la Spagna o la nostrana legge sull'editoria).
    Queste "leggi" verranno SICURAMENTE applicate male in futuro perciò non mi stupisco che la libertà di parola (domani, tra un mese o fra cento anni) venga bandita da Internet
    non+autenticato
  • la verita` e` che i vecchi media hanno paura di internet. Non ci sono scusanti che tengano. Hanno paura perche` potrebbe annullare il monopolio che i media, TV e giornali, hanno sull` informazione.
    non+autenticato
  • Concordo pienamente con i timori manifestati dal'autore dell'articolo circa il pericolo cge l'informazione "ufficiale", la burocrazia e quanto di peggio ci sia sulla faccia della terra stiano cercando di mettere il bavaglio alla creatività del popolo della Rete. La reazione non può che essere immediata, di sdegno e stigmatizzazione.
    Mi permetto di segnalare, unendomi al "coro" di protesta, un mio articolo pubblicato da Diritto & Diritti: "La manifestazione del pensiero nell'internet, due esperienze a confronto: siti sucks e newsgroups", che trovate all'indirizzo:http://www.diritto.it/articoli/informatica/buccare....
    non+autenticato
  • Grazie per il link, Manuel.
    Molto interessante il tuo articolo.
    non+autenticato
  • All'indirizzo scritto esce nessuna pagina valida, anzi la schermata explorer che dice: impossibile trovare la pagina.

    Saluti
    non+autenticato
  • CENSURA PREVENTIVA DI EXPLORER...;-0)
    LEGGI SOTTO
    > All'indirizzo scritto esce nessuna pagina
    > valida, anzi la schermata explorer che dice:
    > impossibile trovare la pagina.
    >
    > Saluti

    LA MANIFESTAZIONE DEL PENSIERO NELL?INTERNET.
    DUE ESPERIENZE A CONFRONTO: NEWSGROUPS E SITI SUCKS

    Ha suscitato particolare attenzione la recente sentenza del Tribunale di Oristano sulla manifestazione del pensiero nell?internet. Secondo la pronuncia di Oristano esprimere affermazioni a contenuto ingiurioso o diffamatorio tramite un sito internet non costituisce reato. Non è applicabile, in particolare, l?art. 595, co. 3° del codice penale, che sanziona espressamente la diffamazione commessa col mezzo della stampa.

    Il Gup del Tribunale di Oristano ha assolto, o meglio ha dichiarato il non luogo a procedere, ritenendo di non applicare in via analogica (nel rispetto dunque del principio di tassatività della fattispecie penale) la disposizione di cui sopra alle comunicazioni via internet.

    Nel caso di specie, un utente di un newsgroup (collegato al sito internet ?Tripod?) aveva espresso delle considerazioni poco ortodosse nei confronti di un legale, definendolo ?sedicente avvocato?, aggiungendo peraltro che ?avesse iniziato un giudizio civile per richiedere un "ridicolo risarcimento danni degno del peggiore avvocato di provincia, nella speranza di tapparci la bocca" e cioè impedire che le malefatte della Società ? venissero portate a conoscenza della gente?.

    La parte lesa aveva chiamato in giudizio, oltre all?autore delle dichiarazioni, anche il gestore del sito web, affermandone la responsabilità penale in concorso con l?autore materiale del fatto. Un po? come accade per i giornali offline, dove il direttore responsabile è ex lege garante e tutore della non illiceità dei contenuti divulgati. Il Tribunale, tuttavia ha ritenuto di non dover procedere anche nei confronti di ?Tripod?. E questo per gli stessi motivi per cui non si è provveduto a sanzionare l?utente del newsgroup (difetto di tassatività della fattispecie penale).


    1. Il caso Banca del Salento - Pantheon
    La recente decisione fa da pendant con un?altra storica pronuncia, questa volta civilistica, resa dal Tribunale di Roma nel 1998. Nella fattispecie, il Tribunale Civile affermò il principio che il provider non è responsabile dei messaggi scritti nei gruppi di discussione (newsgroups).

    In particolare, il "news-server", cioè l'operatore che consente agli utenti di accedere ai "newsgroup" - non e' responsabile per i messaggi che passano attraverso i propri elaboratori in quanto egli ?si limita a mettere a disposizione degli utenti lo spazio "virtuale" dell'area di discussione e non ha alcun potere di controllo e vigilanza sugli interventi che vi vengono inseriti?.

    Con questa motivazione il Tribunale civile di Roma rigettò un ricorso proposto dalla Banca del Salento nei confronti della societa' Pantheon srl di Roma, che gestisce i newsgroup per Agora' telematica, e di un cliente dell'istituto di credito che attraverso il news-server aveva lanciato "in rete" un messaggio di forte critica nei confronti della banca.

    Il giudice istruttore, accogliendo le tesi difensive presentate, per la Pantheon s.r.l., dall'avvocato Vincenzo Zeno-Zencovich, affermò che il messaggio conteneva affermazioni espresse da un soggetto nella sua qualita' di ?privato cittadino?, al quale non possono applicarsi i limiti che invece sono propri della cronaca giornalistica, anche perche' la persona comune non e' mossa da un intento lucrativo. Ha pertanto ritenuto che le critiche espresse fossero una legittima manifestazione del pensiero tutelata dall'art. 21 della Costituzione.

    La regola di diritto emersa dalla causa civile romana, peraltro, è stata consacrata in una disposizione contenuta nelle recente Direttiva Ue sul commercio elettronico, ispirata proprio da Zencovich, in cui si afferma la totale irresponsabilità dell?internet provider, addossando all?utente del newsgroup qualsivoglia obbligo risarcitorio di natura civilistica in
    relazione ai contenuti dei messaggi.

    Applicando congiuntamente, pertanto, la regola discendente dal precedente giurisprudenziale di Oristano con la norma comunitaria, ne sortirebbe una disciplina sanzionatoria degli "illeciti nella manifestazione del pensiero via Rete" fondata sul solo risarcimento del danno.

    2. Quel che accade Oltreoceano. L?esperienza dei siti ?sucks?.

    Quanto sopra delineato riguarda l?esperienza italiana dei newsgroups. Negli States, invece, la maggiore liberalità nei costumi e l?intraprendenza dei singoli, soprattutto consumatori e dipendenti delusi di grosse aziende, ha dato vita ad una singolare categoria di siti internet, quella dei siti ?sucks?. Sucks è una eloquentissima parolaccia anglosassone, di difficile traduzione, che richiama alla mente una pratica ?offensiva? come la fellatio.

    Solitamente questi siti vengono costruiti premettendo al termine volgare il nome di un marchio aziendale noto, per esempio "www.vattelapescasucks.com". Sono realizzati, come anticipato, da consumatori o dipendenti arrabbiati che utilizzano la libertà di parola a basso costo che l'internet garantisce per denunciare le malefatte dell?azienda presa di mira *.

    In alcuni casi, i gestori dei siti e le persone che vi esprimevano le proprie considerazioni sono state portate in tribunale, con scarsissimi risultati; le corti statunitensi, civili e penali,
    il più delle volte hanno ritenuto non sanzionabili i comportamenti denunciati, ritenendoli espressione di libera, anche se dura, critica e di libera manifestazione del pensiero.

    Nella grande maggioranza dei casi, dunque, le aziende ?bersagliate? sono state costrette a sottostare al pubblico e giustificato ludibrio, e le più intelligenti tra di loro hanno utilizzato le considerazioni contenute come termometro degli stati d'animo dei loro clienti, adeguando politiche di marketing e strategie a quanto evidenziato dagli stessi, in un?ottica sempre più improntata all?attenzione e alla soddisfazione delle esigenze dei consumatori.

    Non così la nuova società telefonica Verizon. Trattandosi di un marchio ignoto ai più, i responsabili del sito www.verizon.com si sono preoccupati di spiegare agli americani la corretta pronuncia (vurr-EYE-zon). Per evitare, inoltre, iniziative spiacevoli di potenziali clienti e dipendenti frustrati, i responsabili della società hanno provveduto alla registrazione anche del dominio www.verizonsucks.com.

    Al di là di ogni previsione, gli animatori della rivista radicale www.2000.org hanno deciso di stare al gioco, provvedendo alla registrazione del dominio, ancor più radicale,www.verizonreallysucks.com.
    Da qui è cominciata la solita trafila degli studi legali: 2000 ha ricevuto una severa lettera degli avvocati di Verizon, con l'intimazione di sospendere l?indebita attività di utilizzazione
    del marchio aziendale. Richiesta assolutamente respinta, come si può leggere all'indirizzo
    non+autenticato
  • Ringrazio l'amico blah per aver messo a disposizione per intero il testo del mio intervento. E' evidente come nel testo si concordi pienamente con il tenore dell'articolo di Francesco Bordino e come si cerchi di offrire un "supporto" giuridico al concetto di libertà di manifestazione del pensiero. Oltre ad Alcei, una segnalazione ed un ringraziamento è d'obbligo per gli attivisti di Electronic Frontier Foundation (www.eff.org), il cui vice-presidente e co-fondatore John Perry Barlow dovrebbe essere a Bologna a fine novembre all"Internation Cyberspace Law Conference" (www.icl.org).

    non+autenticato
  • Bill Gates aveva profetizzato che la rete non avrebbe avuto futuro, poi, resosi conto della cantonata, è partito all'attacco appropriandosi prima del browser e adesso vuole imporre gli strumenti per fare web.(asp,vb,w mdeia, .net etc.)

    Analogamente le multinazionali hanno finalmente capito che i milioni di utenti che preferiscono passare il loro collegati piuttosto che a rincoglionirsi davanti alla tv, sono utenti persi dalle loro massicce campagne pubblicitarie.

    I governi dal canto loro, si sono accorti che attraverso la rete circola la vera informazione, perdipiù senza il limite imposto dalle distanze; da qui l'urgenza di "regolamentare per un uso corretto" il mezzo attraverso il quale abbiamo l'illusione di sentirci liberi.

    A noi l'arduo compito di organizzare la resistenza.......come sempre, d'altronde

    P.S. la banda larga a chi serve veramente, a noi o ai fornitori di spot ?
    non+autenticato

  • > Bill Gates aveva profetizzato che la rete
    > non avrebbe avuto futuro, poi, resosi conto
    > della cantonata, è partito all'attacco
    > appropriandosi prima del browser e adesso
    > vuole imporre gli strumenti per fare
    > web.(asp,vb,w mdeia, .net etc.)
    >
    > Analogamente le multinazionali hanno
    > finalmente capito che i milioni di utenti
    > che preferiscono passare il loro collegati
    > piuttosto che a rincoglionirsi davanti alla
    > tv, sono utenti persi dalle loro massicce
    > campagne pubblicitarie.
    >
    > I governi dal canto loro, si sono accorti
    > che attraverso la rete circola la vera
    > informazione, perdipiù senza il limite
    > imposto dalle distanze; da qui l'urgenza di
    > "regolamentare per un uso corretto" il mezzo
    > attraverso il quale abbiamo l'illusione di
    > sentirci liberi.
    >
    > A noi l'arduo compito di organizzare la
    > resistenza.......come sempre, d'altronde
    >
    > P.S. la banda larga a chi serve veramente, a
    > noi o ai fornitori di spot ?

    ;-0))))))))))))))))))))))))))
    comunque, la banda larga (se non troppo larga e costosa) non e da buttare...
    non+autenticato
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