I domini vanno alla guerra

Ma quando il comportamento di una persona è scorretto? Chi compra una casa, un terreno, un diamante, delle azioni di una società quotata in Borsa compie un reato?

Roma - E ' scoppiata la prima guerra su Internet. E non è certo una cosa dappoco. Non si tratta infatti della solita guerra fra due compagnie rivali per aumentare la propria clientela, ma di una cosa che determinerà il futuro sviluppo di Internet e del cybermondo per almeno un secolo.

Sto parlando della proprietà dei domini Internet. Tutti sanno di cosa si tratta: ogni sito ha un nome, più o meno bello, più o meno lungo o facile da ricordare. Questa parola è solitamente chiamata "dominio". Niente a che vedere, per carità, con i conquistatori del passato. Il termine "dominio" è preso in prestito dalla matematica. Niente paura, non sono qui per farvi una lezione di matematica!

Sono qui per dirvi che i domini Internet sono una cosa importantissima. Anzi, fondamentale. Che sono il nostro futuro. Che appartengono a tutti. E che qualcuno sta cercando di rubarceli!
Perché un dominio sia più importante di un altro è presto detto: tanto più è bello, simpatico, facile da ricordare e tanto più attirerà visitatori, clienti, pubblicità. Certo è importante anche il contenuto ma. come diceva Cicerone, "il successo talvolta sta proprio nel nome!"

Ebbene, finora la registrazione dei domini è stata libera. Chiunque poteva, pagando la dovuta tassa all'Authority, registrarne uno o più . E molti ci hanno guadagnato parecchio, registrando domini importanti e poi rivendendoli. Cosa che non reputo affatto immorale o indecente, anzi! Perché hanno dimostrato coraggio, creatività e spirito di iniziativa. Ed è proprio grazie a queste doti se la razza umana adesso non vive più nelle caverne!

Purtroppo ogni libertà, anche quella di registrare i domini Internet, viene messa a rischio quando qualcuno si comporta in modo scorretto. Alcuni (credo tutto sommato che siano stati pochi) lo hanno fatto, registrando a proprio nome domini a cui non avevano diritto. Questo fenomeno è stato denominato "cybersquatting", ossia abusivismo virtuale, ed è sicuramente una cosa scorretta.

Ma fino a che punto il comportamento di una persona è scorretto? Chi compra una casa, un terreno, un diamante, delle azioni di una società quotata in Borsa compie un reato? Direi proprio di no. Allora perché sui giornali leggo quasi ogni giorno che chiunque registra un domino Internet per rivenderlo viene definito un "cybersquatter", ossia un abusivo? Un dominio non è altro che un "pezzo" del cyberspazio. L'equivalente di un terreno nel mondo reale. Chi compra un terreno per rivenderlo è scorretto? Direi proprio di no, perché a questo mondo tutto si vende e tutto si compra. Compresi i numeri di telefono.

Le società pagano per avere dalla Telecom un numero di telefono facile da ricordare. Quanti lo sanno? E che c'entrano i numeri di telefono? C'entrano, perché un giudice americano ha di recente sentenziato che i domini Internet sono come i numeri di telefono: non appartengono a chi li usa, ma solo alla società telefonica.

Ecco, siamo arrivati al nocciolo: presto, molto presto sarà approvata una legge che renderà del tutto illegale registrare domini Internet per rivenderli. E chi verrà danneggiato da tutto questo? Tutti! Chi ha registrato 4-5 domini perché con il ricavato pensava di estinguere il mutuo della casa, o magari acquistare la sospirata auto nuova, da ora in poi se lo può scordare! Non appena tenterà di vendere uno dei propri domini ne verrà espropriato.

Di conseguenza chi ha registrato un dominio Internet particolarmente bello e pensa di rivenderlo, lasci perdere. Qualcuno potrebbe far causa e un giudice gli darà ragione. Quel dominio Internet potrebbe non essere più vostro. Perché registrare un dominio Internet solo per rivenderlo è un reato (per ora è previsto solo l'esproprio, chissà che un domani non si arrivi alla galera!).

Questo invece non accadrà a quelle decine di società che hanno registrato centinaia o migliaia di domini. C'è chi può aggirare leggi e permettersi ottimi avvocati, appoggi politici e via dicendo. Per capirlo basta leggere il commento di Enrico di Stefano o quello di Marcello Vezzelli pubblicati su Punto Informatico.

Qualcuno continuerà a registrare domini Internet e a rivenderli a prezzi altissimi, tutto a discapito dei giovani imprenditori che magari vorrebbero aprire un loro sito. Tutti gli altri saranno considerati "criminali", "cybersquatters".

1) Quattro le cose da realizzare: registrazione dei domini Internet libera per tutti; espropri di domini limitati a casi plateali (come registrare CANALE5.TV e cercare di rivenderlo a Berlusconi); vendita di dominio da considerare alla stregua di qualsiasi altra operazione commerciale; stabilire che una singola persona o società non possa registrare più di 100 domini a proprio nome. Questo per evitare che qualcuno faccia indigestione.

Alberto Bagnoli
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