Apple/ Dove rotola la Mela?

Da che parte sta rotolando la rossa mela di Steve Jobs? Quale pendenza le sarà favorita fra biforcazioni che portano le sigle G3 e G4 e verso quali Aque navigherà il suo nuovo OS?

E' passato ormai un anno dall'uscita dei primi Macintosh con processore G4 e in tutto questo tempo la velocità massima dei processori è rimasta "inchiodata" a 500 MHz; anzi, poco dopo l'uscita dei primi esemplari ci fu un downgrade di 50 MHz a causa di alcuni errori che potevano verificarsi in particolari condizioni di funzionamento (un downgrade di sicurezza visto che, lavorando con MacOS, quelle condizioni teoricamente non si sarebbero mai presentate). E mentre Motorola si affannava a risolvere questi problemi, IBM proseguiva lo sviluppo del precedente processore e sviluppava nuove tecnologie, come il SOI (Silicon-on-Insulator), che sono sfociate nell'ultima generazione di PPC750cx, i nuovi G3 che consumano meno energia e possono raggiungere velocità di clock molto più alte. 

Difficile dire quale delle due strade sarebbe la migliore: il G4 ha un potenziale sicuramente più elevato, ma richiede che le applicazioni siano ottimizzate per sfruttare le istruzioni Altivec (e fortunatamente la direzione degli sviluppatori di software è questa). Il G3, dal canto suo, consentirebbe di raggiungere più facilmente valori elevati di clock, un numero che fa sempre una bella impressione sul possibile acquirente. Se infatti andiamo a paragonare le prestazioni tra i processori PPC e quelli basati su architettura x86, scopriamo che (per quanto possa valere un confronto tra due architetture completamente diverse sulle quali girano dei sistemi operativi altrettanto differenti) nonostante il clock inferiore, i processori PPC hanno prestazioni globalmente migliori, soprattutto se consideriamo G4 con applicazioni ottimizzate. Quello che più mi consola è che gli attriti tra Motorola e IBM sembrano finiti e le nuove tecnologie messe a punto da IBM saranno utilizzate anche da Motorola per innalzare il clock dei G4. 

In ogni caso Apple si è ritrovata suo malgrado in una situazione alquanto scomoda: come aggiornare il parco macchine se non si hanno a disposizione processori nuovi e più veloci. Tutto sommato credo che se la sia cavata bene: si è "inventata" un Cube, ha rinnovato l'iMac, ha potenziato le caratteristiche dell'iBook e ha introdotto (senza variazioni di prezzo) i G4 bi-processore. Quest'ultima mossa credo che sia stata la più azzeccata, anche perché 2 processori da 500 MHz, se gestiti bene, funzionano meglio di uno solo a 1GHz. In ogni caso si trattava dell'unico sistema per aumentare la potenza delle macchine, almeno finché non verranno prodotti dei G4 con clock maggiori. E' anche vero che purtroppo l'attuale sistema operativo non gestisce macchine bi-processore, il cui supporto è assicurato solo da alcune applicazioni: per sfruttare tutta la potenza di queste macchine occorrerà dunque attendere l'uscita di MacOS X (primi mesi del 2001). 
Quello che può apparire più sorprendente è che, nonostante questa situazione, Apple sia in continua crescita; e non si parla solo di fatturato o di dividendi azionari, ma anche di macchine vendute e quote di mercato. Forse il design delle macchine sta acquistando una maggiore rilevanza rispetto al passato, o forse molte persone cominciano a essere stanche di Windows: vedi anche le vendite un po ' sottotono del nuovo Windows ME e il fenomeno Linux in continua espansione. In ogni caso Apple naviga attualmente in buone acque, o forse sarebbe meglio dire Aque, visto che l'arma migliore di Steve Jobs è MacOS X, il nuovo sistema operativo di cui è stata appena presentata la prima beta pubblica. 

Secondo un recente sondaggio, a cui hanno partecipato circa 10.000 utenti Mac, oltre il 60% starebbe già utilizzando (o comunque testando) la beta del nuovo sistema, mentre un altro 25% pensa di provarlo a breve. Solo un 15% scarso dichiara di non essere interessato (probabilmente si tratta di chi non ha a disposizione una macchina abbastanza recente per poterlo installare). Si tratta di dati molto significativi, soprattutto considerando che la beta non è gratuita ma costa ben 29$ e "scade" il prossimo 15 maggio; sono significativi anche perché, essendo una versione beta di un sistema operativo con architettura completamente differente dal precedente, mancano i driver per le stampanti e le altre periferiche esterne. A quanto pare tutte queste limitazioni non spaventano gi utenti della mela ed Apple stessa si è trovata spiazzata di fronte ad un così elevato numero di richieste. 

Ma le notizie sorprendenti non finiscono qui: pare che anche una buona fetta di utenti PC vogliano il nuovo sistema operativo della Apple, e lo desiderino a tal punto da aprire appositamente un sito, www.osxonintel.com, dove sottoscrivere una petizione che ha lo scopo di convincere Steve Jobs a rilasciare una versione x86 di MacOS X. Si tratterebbe, a livello tecnico, di un'operazione fattibilissima: il nuovo sistema poggia le sue basi su Unix, e il suo kernel Darwin è open source (seppur con qualche restrizione) e multipiattaforma. La comunità open source ha già sviluppato un GUI che gira su Darwin (www.xfce.org) e c'è chi è convinto dell'esistenza di una versione beta di MacOS X anche per x86, tenuta ben nascosta nei laboratori di Apple. Secondo il mio parere Apple non rilascerà mai una versione di MacOS X per processori Intel, e il motivo fondamentale è che Apple, per sopravvivere, ha bisogno di vendere anche l'hardware. Riassumendo brevemente un mio precedente articolo, possiamo ipotizzare tre possibili scenari che si potrebbero verificare se Apple decidesse di fare questa mossa:
-"MacOS X su x86" migliore di "MacOS X su PPC": in questo caso Apple si darebbe la zappa sui piedi e nessuno comprerebbe più le sue macchine.
-"MacOS X su x86" uguale a "MacOS X su PPC": a parità di prestazioni gli utenti preferirebbero comprare un PC che costa meno, è maggiormente configurabile e dà la possibilità (per chi lo desidera) di funzionare anche con Windows.
-"MacOS X per x86" peggiore di "MacOS X per PPC": questa è a mio avviso l'ipotesi più probabile. In questo caso Apple avrebbe un danno di immagine sul fronte dei sistemi operativi e un possibile guadagno d'immagine sul fronte dell'hardware. In ogni caso "MacOS X per x86" non avrebbe successo.

Perché mai allora Apple si starebbe preoccupando di sviluppare un kernel multipiattaforma o, secondo alcuni, addirittura un'intero sistema? Qui andiamo a riallacciarci al discorso iniziale: se Motorola dovesse perseverare nel suo ritardo alla corsa del clock, Apple potrebbe decidere di cambiare completamente architettura e avere un sistema operativo già pronto. Si tratta di un'ipotesi remota che peraltro lascia aperti molti interrogativi: una nuova macchina basata su processori x86 (presumibilmente non forniti da Intel) potrebbe anche avere un'architettura proprietaria non compatibile con gli attuali PC. Personalmente spero che questa cosa non accada mai in quanto credo che l'attuale architettura basata su PPC RISC abbia un potenziale decisamente migliore; a patto che Motorola si dia una mossa...

Domenico Galimberti
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