Dopo le stragi, l'assalto alle libertà?

di Paolo De Andreis. Occhi aperti, il momento è drammatico ed è facile lasciarsi andare alla tentazione del controllo. Una tentazione che bisogna allontanare, checché ne dica un commissario italiano alle TLC

Dopo le stragi, l'assalto alle libertà?Roma - Il timore che i sanguinosi attentati di New York e Washington potessero avere ripercussioni sulle libertà digitali lo hanno provato tutti, subito dopo quei terribili eventi, o almeno tutti coloro che ricordano cosa è avvenuto storicamente in occasioni così perigliose. Ed è un timore che di giorno in giorno, da quei momenti drammatici, va materializzandosi. Anche qui da noi, anche in Italia, dove si inizia a parlare di "obblighi necessari".

Nelle scorse ore è arrivata la notizia secondo cui un Commissario dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni italiana, Alessandro Luciano, ha sostenuto davanti ad una platea internazionale, a Tokyo, che anche al cyberspazio deve essere applicata "la necessità di restrizione di alcuni diritti e libertà fondamentali, propriamente giustificata e proporzionata in relazione a obiettivi di pubblica sicurezza".

Una dichiarazione così forte, che in un attimo cancella il significato di anni di battaglie per conservare ad internet la sua dignità di nuovo e rivoluzionario medium che per questo va trattato in modo "nuovo", arriva a meno di 24 ore da alcune significative operazioni dell'FBI. La polizia federale americana, totalmente impegnata sul fronte dell'anti-terrorismo in queste ore così drammatiche, sta infatti chiedendo ai provider di installare sistemi di intercettazione, come Carnivore, che consentono di monitorare il traffico internet che passa attraverso le strutture dei provider stessi. Finora si è "scontrata" solo con AOL che dichiara di non voler installare Carnivore, avendo dimostrato di poter consegnare dati sensibili richiesti dall'FBI praticamente all'istante.
Luciano da parte sua sembra indicare una strada chiarissima, insistendo che l'anonimato in rete si può tradurre in un ostacolo all'arresto di criminali. La soluzione indicata sembra obbligata, quella dell'autenticazione: si entra in rete solo se si è perfettamente riconoscibili e individuabili quantomeno dalle autorità di polizia.

Ergo: si vorrebbe piantare un perimetro di solidi paletti attorno all'affascinante neoanarchia elettronica del network globale, già circondato, affaticato dagli imponenti interessi commerciali di una net-economy che ha da lungo tempo superato l'economia delle infrastrutture di rete per inventarsi un dollaroso mondo cyber.

Una battuta di un uomo che sulla libertà ha costruito un tassello decisivo della storia della civiltà, Benjamin Franklin, e che ieri è stata riportata anche sui Forum di Punto Informatico, afferma con lampante chiarezza: "Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezza" ("Those who would give up essential Liberty, to purchase a little temporary Safety, deserve neither Liberty nor Safety.")

Si rifletta dunque su come ostacolare i terroristi e le azioni di inconcepibile violenza di cui hanno dimostrato di essere capaci ma nel segno di quanto ha indicato uno dei più saggi "padri" di internet, Vint Cerf: si punti sulle libertà di internet, perché da lì viene una forza travolgente. Una forza di cui in questo momento nessuno può fare a meno.

Paolo De Andreis
TAG: censura
123 Commenti alla Notizia Dopo le stragi, l'assalto alle libertà?
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  • Tutti coloro che hanno interesse nel censurare i differenti modi di pensare e ad imbavagliare le tante voci che reclamano il diritto di potersi esprimere, approfitteranno del momento di sbandamento. Ci verrà proposta come necessaria e naturale conseguenza del comportamento dei "cattivi", l'uniformità nello scegliere le fonti e nel riportare le notizie. E tutto questo mentre già siamo a conoscenza del fatto che le nostre e-mail, i nostri sms e le nostre telefonate sono spiate. "Nostre", non dei terroristi o di complottatori mafiosi... tutta la roba mia che dovrei conoscere solo io è a disposizione di un orecchio ostile pagato per ascoltare.
    non+autenticato
  • Caro Paolo, mi hai un pò deluso. Dopo tutto quel che è successo, con tutto quel che sta per succedere, la tua unica preoccupazione riguarda il fatto che Internet non sarà più, da ora in poi, libero ed anarchico come è stato finora. Ammenoché tu non voglia dire che la censura su Internet è una (ma solo una) delle nefaste conseguenze del terribile attentato di New York. In questo caso ti dico: ?non preoccuparti, l?avrebbero fatto lo stesso?.

    Fin da quando (solo 10 mesi fa, ma sembra passato un secolo) Bush ha vinto le elezioni ed è diventato presidente degli stati uniti, non ho fatto altro che pensare alle conseguenze che avrebbe avuto per la storia umana l?elezione di quel nazista in doppiopetto alla guida della nazione più potente del mondo.

    Il primo passo è stato una paurosa svolta a destra della società americana (e anche di tante altre, Italia compresa); il secondo è stato l?annullamento del trattato di Kyoto per la salvaguardia dell?ambiente, con conseguenze che tutti possono immaginare; il terzo è stato la rinuncia ad ogni ricerca di energie alternative al petrolio (cosa che ci costerà, in termini economici, quanto una guerra, perché il petrolio diverrà sempre più caro e tutto aumenterà di conseguenza).

    Che dire poi della vicenda Microsoft? Fino a un anno fa sembrava certo che la Microsoft sarebbe stata condannata, smembrata in due o tre società e adesso invece non se ne parla più: ormai è chiaro che Bill Gates ha vinto, è diventato il padrone assoluto della società dell?informazione (ossia del nostro futuro).

    Ma prima di andare avanti vorrei precisare che Bush non è l?america. Io non faccio lo sbaglio di condannare ?tout court? gli stati uniti e tutti suoi abitanti: credo che fra loro ci siano moltissimi milioni di persone che credono nella democrazia e nella pacifica convivenza fra i popoli. Mi piace credere che sia merito loro se esiste Internet, perfetto strumento di democrazia, a patto di usarlo nel modo giusto (come spiegai in un articolo che mi hai pubblicato tempo fa).

    Ma non sono così ingenuo da credere che questo attentato sia capitato ?per caso?. Senza mancare di rispetto alle vittime innocenti, anzi, credo e sono convinto che l?attentato faccia parte di un piano, elaborato da menti malate, per realizzare ben determinati obbiettivi:

    1)ripristinare la leadership su alcune zone del globo che erano sfuggite al controllo;

    2)mettere a tacere i movimenti antiglobalizzazione;

    3)mettere il bavaglio a Internet (e qui sono perfettamente d?accordo con te);

    4)far diventare Bush ?il salvatore del mondo?.

    Ma su questo punto si sbaglia di grosso. Il terrorismo va combattuto, sia ben chiaro, ma non facendo una guerra! Invece lui avrebbe intenzione di attaccare l?Afghanistan e forse anche il Sudan e l?Iraq. Sarebbe uno sbaglio gravissimo: servirebbe solo ad unire i fanatici di tutto il mondo in una coalizione non solo antiamericana ma antioccidentale.

    Non sono pochi, purtroppo, i paesi che vedono nell?Occidente la causa prima di tutti i mali del mondo, e non sempre hanno torto. Il colonialismo, di cui si sono macchiati tutti i paesi europei, Italia compresa, è durato secoli e anche ammesso che sia finito ha lascito ferite profondissime e assai lente a rimarginare. Per sanarle occorrerebbe una politica di solidarietà a livello globale, non una nuova guerra.

    Kennedy lo diceva già 40 anni fa e solo per averlo detto è stato ucciso. Fra chi è oggi al potere negli stati uniti (Pentagono, servizi segreti, multinazionali) occorre cercare i responsabili della sua morte.

    Questi assassini vogliono fare una nuova guerra imperialista. Forse noi possiamo fare ben poco per fermarli. Ma almeno sappiano che non saremo mai dalla loro parte. Non importa quel che ci prometteranno: noi li combatteremo (pacificamente) con tutte le nostre forze.


    QUESTA NON E? LA NOSTRA GUERRA.



    Voltaire 2001





    non+autenticato
  • >la tua unica preoccupazione
    > riguarda il fatto che Internet non sarà più,
    > da ora in poi, libero ed anarchico come è
    > stato finora.

    Scusa Voltaire ma chi ha detto che e' la mia unica preoccupazione?
    E' sicuramente una profonda preoccupazione....


    > Ammenoché tu non voglia dire
    > che la censura su Internet è una (ma solo
    > una) delle nefaste conseguenze del terribile
    > attentato di New York. In questo caso ti
    > dico: ?non preoccuparti, l?avrebbero fatto
    > lo stesso?.

    Questo non ho capito che significa. Di certo e' una delle conseguenze possibili.

    Su tutte le tue teorie su chi sia Bush o quale sia la vera matrice dell'attentato mi astengo, sapendo che non sapremo mai realmente il cosa, il come, il perche'. Avremo pero' delle versioni ufficiali a cui saremo costretti ad attenerci.
    Come sempre. Un giorno forse ne avremo piu' di una, magari grazie ad internet (se non sara' imbavagliata all'inverosimile...).

    Concordo con te sul fatto che l'Occidente debba trovare una nuova strada politica, prima di tutto culturale probabilmente, per rapportarsi al resto del mondo. Ma intanto si corre e nessuno dispone del freno. Neppure i "nemici" dell'Occidente (espressione comunque poco coerente con la realta' dei rapporti economici internazionali)

    > QUESTA NON E? LA NOSTRA GUERRA.

    ?

    Ti saluto con affetto, ciao!
    non+autenticato
  • Caro Paolo,

    dopo aver letto il tuo commento di risposta al mio ho capito che abbiamo punti di vista diversi ma non c'è problema: io rispetto il tuo come tu hai rispettato il mio.

    Ho visto però che hai messo il punto interrogativo dopo la frase: "questa non è la nostra guerra". Forse non sono stato sufficientemente chiaro? Se è così, vedrò di spiegarmi meglio.

    In primo luogo, di censurare Internet se ne parla da un bel pezzo. Dire che la censura è aumentata (o aumenterà) a causa degli attentati di New York e Washington mi sembra piuttosto ovvio.

    Come mi sembra ovvio che gli stati uniti, convinti da quel fanatico di Bush, stanno per trascinare l'Occidente (quindi anche noi) in una avventura senza ritorno.

    Come dice Scalfari, forse è proprio ciò che gli attentatori volevano: una reazione violenta da parte dell'Occidente, per poter scatenare, in risposta, la "guerra santa". Il che significa decine di attentati come quello di New York.

    Di queste paure si è fatto interprete il Santo Padre, che nel suo discorso di ieri ha fatto capire chiaramente che la guerra non è la risposta giusta a questo tipo di provocazioni.

    Lotta al terrorismo sì, ma senza guerra. Questo è ciò che stanno dicendo in molti e più modestamente anche io. Se il signor Bush vuole fare una guerra, vada a farla da un'altra parte. Magari su Marte.


    Ricambio il saluto, ciao

    Voltaire 2001





    non+autenticato


  • - Scritto da: Voltaire 2001
    > Caro Paolo,
    >
    > dopo aver letto il tuo commento di risposta
    > al mio ho capito che abbiamo punti di vista
    > diversi ma non c'è problema: io rispetto il
    > tuo come tu hai rispettato il mio.
    >
    > Ho visto però che hai messo il punto
    > interrogativo dopo la frase: "questa non è
    > la nostra guerra". Forse non sono stato
    > sufficientemente chiaro? Se è così, vedrò di
    > spiegarmi meglio.
    >
    > In primo luogo, di censurare Internet se ne
    > parla da un bel pezzo. Dire che la censura è
    > aumentata (o aumenterà) a causa degli
    > attentati di New York e Washington mi sembra
    > piuttosto ovvio.
    >
    > Come mi sembra ovvio che gli stati uniti,
    > convinti da quel fanatico di Bush, stanno
    > per trascinare l'Occidente (quindi anche
    > noi) in una avventura senza ritorno.
    >
    > Come dice Scalfari, forse è proprio ciò che
    > gli attentatori volevano: una reazione
    > violenta da parte dell'Occidente, per poter
    > scatenare, in risposta, la "guerra santa".
    > Il che significa decine di attentati come
    > quello di New York.
    >
    > Di queste paure si è fatto interprete il
    > Santo Padre, che nel suo discorso di ieri ha
    > fatto capire chiaramente che la guerra non è
    > la risposta giusta a questo tipo di
    > provocazioni.
    >
    > Lotta al terrorismo sì, ma senza guerra.
    > Questo è ciò che stanno dicendo in molti e
    > più modestamente anche io. Se il signor Bush
    > vuole fare una guerra, vada a farla da
    > un'altra parte. Magari su Marte.
    >
    >
    > Ricambio il saluto, ciao
    >
    > Voltaire 2001
    >
    ABILE E ARRUOLATO.
    non+autenticato
  • Io se fossi in te mi vergognerei. E molto.

    Il sistema Americano è il sistema occidentale. Vale a dire non il migliore sistema immaginabile, forse, ma il migliore sistema reale. Quello, per intenderci, che ti garantisce di scrivere le cazzate che hai scritto senza sparire nel nulla come succederebbe in uno di quei paesi governati da quei "poveri" fondamentalisti islamici.

    Bush è senza dubbio uno di destra, ma secondo te chi è che ha lasciato i servizi di sicurezza così destrutturati e depotenziati da non accorgersi che si stava preparando qualcosa di così grosso? Non è stato forse quel progressista di Clinton (che ricorderemo forse solo per le prestazioni di Monica Lewinsky)?

    Quanto poi al mancare di rispetto alle vittime, con le tue incredibili illazioni (che cioè l'attentato sia "roba domestica") l'hai già fatto abbondantemente. Chi la pensa come te manca di rispetto alle vittime perché mette a serio repentaglio la possibilità che si faccia giustizia.

    Quelli come te sono paragonabili a chi nella seconda guerra mondiale si schierava a favore di Hitler nella sua delirante guerra contro il "demone giudaico" e alle sue organizzazioni sanguinarie come le SS o le Camicie Nere. Oggi c'è il "satana Americano" al suo posto, e ci sono i Talebani e Hamas. Ma il delirio fanatico è lo stesso.

    C'è un livello minimo di argomenti che costituiscono la base democratica che ci raccoglie tutti, da destra a sinistra (persino Bertinotti non ha detto le cazzate che hai scritto tu). Le tue affermazioni ti pongono al di fuori del contesto democratico.

    Sei della stessa forza di quelli che durante gli anni di piombo dicevano "né con lo Stato né con le BR". E' un privilegio consentito a chi vive al sicuro per del fatto che il modello di società di cui fa immeritatamente parte non fucila i dissidenti nè rinchiude i pazzi.



    - Scritto da: Voltaire 2001
    > Caro Paolo, mi hai un pò deluso. Dopo tutto
    > quel che è successo, con tutto quel che sta
    > per succedere, la tua unica preoccupazione
    > riguarda il fatto che Internet non sarà più,
    > da ora in poi, libero ed anarchico come è
    > stato finora. Ammenoché tu non voglia dire
    > che la censura su Internet è una (ma solo
    > una) delle nefaste conseguenze del terribile
    > attentato di New York. In questo caso ti
    > dico: ?non preoccuparti, l?avrebbero fatto
    > lo stesso?.
    >
    > Fin da quando (solo 10 mesi fa, ma sembra
    > passato un secolo) Bush ha vinto le elezioni
    > ed è diventato presidente degli stati uniti,
    > non ho fatto altro che pensare alle
    > conseguenze che avrebbe avuto per la storia
    > umana l?elezione di quel nazista in
    > doppiopetto alla guida della nazione più
    > potente del mondo.
    >
    > Il primo passo è stato una paurosa svolta a
    > destra della società americana (e anche di
    > tante altre, Italia compresa); il secondo è
    > stato l?annullamento del trattato di Kyoto
    > per la salvaguardia dell?ambiente, con
    > conseguenze che tutti possono immaginare; il
    > terzo è stato la rinuncia ad ogni ricerca di
    > energie alternative al petrolio (cosa che ci
    > costerà, in termini economici, quanto una
    > guerra, perché il petrolio diverrà sempre
    > più caro e tutto aumenterà di conseguenza).
    >
    > Che dire poi della vicenda Microsoft? Fino a
    > un anno fa sembrava certo che la Microsoft
    > sarebbe stata condannata, smembrata in due o
    > tre società e adesso invece non se ne parla
    > più: ormai è chiaro che Bill Gates ha vinto,
    > è diventato il padrone assoluto della
    > società dell?informazione (ossia del nostro
    > futuro).
    >
    > Ma prima di andare avanti vorrei precisare
    > che Bush non è l?america. Io non faccio lo
    > sbaglio di condannare ?tout court? gli stati
    > uniti e tutti suoi abitanti: credo che fra
    > loro ci siano moltissimi milioni di persone
    > che credono nella democrazia e nella
    > pacifica convivenza fra i popoli. Mi piace
    > credere che sia merito loro se esiste
    > Internet, perfetto strumento di democrazia,
    > a patto di usarlo nel modo giusto (come
    > spiegai in un articolo che mi hai pubblicato
    > tempo fa).
    >
    > Ma non sono così ingenuo da credere che
    > questo attentato sia capitato ?per caso?.
    > Senza mancare di rispetto alle vittime
    > innocenti, anzi, credo e sono convinto che
    > l?attentato faccia parte di un piano,
    > elaborato da menti malate, per realizzare
    > ben determinati obbiettivi:
    >
    > 1)ripristinare la leadership su alcune zone
    > del globo che erano sfuggite al controllo;
    >
    > 2)mettere a tacere i movimenti
    > antiglobalizzazione;
    >
    > 3)mettere il bavaglio a Internet (e qui sono
    > perfettamente d?accordo con te);
    >
    > 4)far diventare Bush ?il salvatore del
    > mondo?.
    >
    > Ma su questo punto si sbaglia di grosso. Il
    > terrorismo va combattuto, sia ben chiaro, ma
    > non facendo una guerra! Invece lui avrebbe
    > intenzione di attaccare l?Afghanistan e
    > forse anche il Sudan e l?Iraq. Sarebbe uno
    > sbaglio gravissimo: servirebbe solo ad unire
    > i fanatici di tutto il mondo in una
    > coalizione non solo antiamericana ma
    > antioccidentale.
    >
    > Non sono pochi, purtroppo, i paesi che
    > vedono nell?Occidente la causa prima di
    > tutti i mali del mondo, e non sempre hanno
    > torto. Il colonialismo, di cui si sono
    > macchiati tutti i paesi europei, Italia
    > compresa, è durato secoli e anche ammesso
    > che sia finito ha lascito ferite
    > profondissime e assai lente a rimarginare.
    > Per sanarle occorrerebbe una politica di
    > solidarietà a livello globale, non una nuova
    > guerra.
    >
    > Kennedy lo diceva già 40 anni fa e solo per
    > averlo detto è stato ucciso. Fra chi è oggi
    > al potere negli stati uniti (Pentagono,
    > servizi segreti, multinazionali) occorre
    > cercare i responsabili della sua morte.
    >
    > Questi assassini vogliono fare una nuova
    > guerra imperialista. Forse noi possiamo fare
    > ben poco per fermarli. Ma almeno sappiano
    > che non saremo mai dalla loro parte. Non
    > importa quel che ci prometteranno: noi li
    > combatteremo (pacificamente) con tutte le
    > nostre forze.
    >
    >
    > QUESTA NON E? LA NOSTRA GUERRA.
    >
    >
    >
    > Voltaire 2001
    >
    >
    >
    >
    >
    non+autenticato


  • - Scritto da: Darth Vader
    > Io se fossi in te mi vergognerei. E molto.
    >
    > Il sistema Americano è il sistema
    > occidentale.


    ERRORE

    Il sistema americano è UNO dei sistemi occidentali: sistemi anche molto diversi fra loro, ma con molti punti in comune.

    Io NON mi sento americano, e NON voglio che l'Italia diventi come gli USA
    (anche se ovviamenbte mi sento molto + vicino al modello americano di quallo afgano)
    non+autenticato
  • E' quello che ha garantito la democrazia negli ultimi 100 anni (altrimenti avremmo uno scenario stile Fatherland). Questo conta.

    Il fatto che noi non eleggiamo il presidente o che non abbiamo un sistema previdenziale e sanitario privato è un dettaglio di fronte al resto.

    - Scritto da: Salkaner
    >
    >
    > - Scritto da: Darth Vader
    > > Io se fossi in te mi vergognerei. E molto.
    > >
    > > Il sistema Americano è il sistema
    > > occidentale.
    >
    >
    > ERRORE
    >
    > Il sistema americano è UNO dei sistemi
    > occidentali: sistemi anche molto diversi fra
    > loro, ma con molti punti in comune.
    >
    > Io NON mi sento americano, e NON voglio che
    > l'Italia diventi come gli USA
    > (anche se ovviamenbte mi sento molto +
    > vicino al modello americano di quallo
    > afgano)
    non+autenticato
  • Caro Darth,

    non credo che tu abbia capito davvero quel che voleva dire Voltaire. Lui non ce l?ha affatto contro la democrazia e neppure contro gli americani, e lo dice chiaramente. E? convinto però, e secondo me ha ragione, che in quella società ci siano dei ?lati oscuri? . Se rileggi bene il suo commento te ne renderai conto.

    Certo che se sei uno di quelli che dicono che la polizia a Genova ha fatto bene a manganellare tutti, allora hai ben poco da riempirti la bocca con parole come ?democrazia? che, dette da te, non hanno proprio alcun senso.



    non+autenticato
  • Io sono contrarissimo ad ogni forma di censura, sui qualsiasi tipo di media. Al contrario sono favorevolissimo a meccanismi che consentano di identificare coloro che sono connessi alla rete o che utilizzano i suoi servizi, a cominciare dalla posta elettronica. Ciò, se usato nei termini di uno stato di diritto, non ha nulla a cha vedere con la censura. Nel mondo "fisico" siamo sempre facilmente identificabili, per definizione: il nostro corpo, le impronte, la voce, ecc. sono la manifestazione esteriore della nostra identità. A nessuno verrebbe in mente di non utilizzare tali caratteri distintivi dell'individuo per arrestare, ad esempio, che ha commesso una rapina. E nessuno direbbe che ciò limita le nostre libertà. Libertà è innanzitutto responsabilità.
    non+autenticato
  • E' prop ...................
    non+autenticato
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