sabato 14 ottobre 2000

Internet, Bocca e rotte da scoprire

di Manrico Corazzi. Sulla Tecnologia, pessimismo e scetticismo: una posizione comune a molti esponenti del mondo della cultura che trovano l'ovvia opposizione dei tecnocrati e dei profeti multimediali. Con due pillole di Carlà

Punta di diamante del discorso di Bocca è l'attacco alla new economy, che egli ritiene incapace di eliminare le sacche di povertà e rovesciare il vecchio capitalismo e che, anzi, sembra proprio l'ultima trovata delle cariatidi dell'economia per accumulare denaro in fretta.
Non mi sono sentito in grado di rispondere personalmente su argomenti così lontani dal mio ambito tecnico, e quindi ho chiesto il conforto dell'autorevole opinione di Francesco Carlà.

Da Simulmondo a FinanzaWorld
Francesco Carlà insegna Sistemi e tecnologie della comunicazione all'Università La Sapienza di Roma.
Giornalista tecnologico dal 1980 (si occupava di videogame su Microcomputer) e fondatore della software house Simulmondo, segue la Finanza Internet e i Tech e Net stocks dal 1995.
Dal 1999 è editore di Finanza World, la newsletter per investire in Internet.
In risposta all'articolo di Bocca citato prima, egli pronostica (in maniera invero un po ' azzardata) la fine del capitalismo:

"E anzi sempre di più i capitalisti puri spariranno, nessuno vorrà più i loro soldi. Perché non servono. Internet gli toglie il potere di ricatto che ha fatto grandi tanti finanzieri in gessato dei suoi anni dorati. Non li rimpiangeremo. Ma come faccio a spiegarglielo? Le hanno presentato Internet come la nuova versione dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo. Non sarà la liberazione interattiva delle masse, però aiuta i ciechi a vedere e i sordi a sentire. Beh, quasi tutti i sordi. A parte quelli che non vogliono sentire." (testo completo).
Le schermaglie tra i rappresentanti dei due schieramenti sono proseguite, ma ho premesso che non sono interessato alla cronaca di un incontro di fioretto (o di sciabola).Durante un (purtroppo) breve scambio di battute Francesco mi ha confermato una mia impressione: stanno minimizzando il fenomeno della new economy in cui sono forze dinamiche e innovative a muovere i capitali. Ma sicuramente le voci di una morte della new economy sono grandemente esagerate. La constatazione merita un approfondimento che non mancheremo di fare.

A un certo punto dell'intervista citata Bocca, grazie alla sua considerevole esperienza di comunicatore, pone il discorso nei classici termini dialettici: la strada porta verso il futuro, ma il bivio è tra il paradiso e l'inferno e una non meglio precisata propaganda vuole farci credere che sia tutto oro quello che luccica, lasciandoci ignari dei veri rischi. Troppo drastico, a mio avviso.

Per chi ha assistito alla nascita della Grande Rete è ben chiaro cosa sia Internet: un groviglio di cavi in rame o fibra ottica collegati a scatole di acciaio, silicio, plastica e vetro. Nello stesso senso in cui un libro è un impasto di cellulosa trafilato coperto di macchie di inchiostro. Le potenzialità comunicative di quella spaghettata di cavi sono enormi.

D'altro canto grandi poteri comportano grandi responsabilità. E chi fa uso di strumenti tanto sofisticati e potenti compie azioni giuste, sbagliate, utili o inutili in proporzione. Il discorso è del tutto generale e vale per i ricercatori universitari, per i criminali, per i giornalisti seri, per i pornografi.

Mi perdonerete la crudezza: il rapimento di un bambino si può organizzare anche tramite il telefono analogico, la rete e i cellulari GSM o UMTS non sono indispensabili; e la pedofilia non è una piaga nata con il web. Ma una persona anziana o un\a giovane in difficoltà possono trarsi d'impaccio più agevolmente grazie a un telefonino.

Il problema non è la legge della jungla del web, dove nuovi fenomeni criminali e selvagge e spregiudicate alleanze economiche attecchiscono vigorosi; il nodo centrale rimane sempre che, data la natura umana, il prodotto tra ordine e caos è costante. C'era un pensatore fascista che sosteneva che lì dove arretra anche solo di un passo la libertà aumenta di cento volte l'ordine delle cose. Immagino che non fosse certo questo il punto dove voleva arrivare il signor Bocca azzardando una regolamentazione della rete.

Il suo timore, evidente da certe affermazioni, è che Internet rimpiazzi i rapporti umani come, secondo lui, ha già fatto con i libri e i giornali. La mia esperienza personale è che gli appassionati di informatica siano lettori avidi ed eclettici, e che grazie all'e-commerce molte case editrici anche piccole possano permettersi di rimettere in gioco il loro lavoro (penso alla mia esperienza con le Edizioni Thyrus che cercano di preservare la cultura sacra, storica e paesaggistica dell'Umbria). E recenti studi dimostrano che non è vero che i geek vivano tappati in casa.

Il fatto che Bocca candidamente affermi di non servirsi del web non fa che confermare il mio sospetto che le sue opinioni si siano formate tramite le considerazioni di altri, dei suoi colleghi giornalisti che tradiscono una spiccata ignoranza delle questioni tecniche e che sottovalutano la reale portata di un fenomeno che sfugge alla loro comprensione per via delle innumerevoli sfumature di bene, male, utile, inutile, criminoso e nobile che imprescindibilmente lo segnano e lo costituiscono.

Signor Bocca, mi rivolgo a lei come potrei rivolgermi a mio nonno, suo coetaneo; egli mi ha confidato che, in guerra, per comunicare utilizzavano il telegrafo da campo e le bandiere rosse e bianche, e che ha chiamato per la prima volta tramite un telefono pubblico nel '45; solo da trent'anni lo ha in casa. Era diffidente verso il cellulare, ma ha saputo adeguarsi quando si è reso conto che per lui poteva essere un aiuto nella malattia.

La mia generazione ha assistito agli sviluppi di questa tecnologia seguendola dal suo embrione con naturalezza ed è in grado di muoversi nelle intricate autostrade dell'informazione con disinvoltura, giudicando autonomamente quale direzione prendere e quale evitare.

Immagino che lei conosca la procedura con cui si torchia l'uva; se non fosse così può sempre chiedere a suo genero o a sua figlia (ammesso che lo facciano ancora manualmente). Dapprima il torchio viene riempito di uva macinata; dopo una prima spremitura viene aggiunta altra uva nello spazio che si è venuto a formare. Gli scarti si buttano e il mosto che fluisce tra le doghe viene raccolto e conservato per la fermentazione.

Internet è un po ' così: si accumula, poi si fa spazio e si aumenta la banda; le informazioni imprecise o superficiali vengono abbandonate, ma alla fine le opere migliori rimangono, crescono e si affinano. Interrompo sul nascere la tirata autocelebrativa, Punto Informatico non ne ha bisogno. Però la invito a non temere Internet: gli unici dèmoni che la popolano sono i processi che smistano la posta e gestiscono gli accessi ai server.

Lo so, lei crede che il nostro sia "Il secolo sbagliato", ma come anche lei nota (per esperienza personale) chi giudica i gruppi rivoluzionari dall'esterno senza averne fatto parte vede solo il male e ascolta esclusivamente la cattiva propaganda.

TAG: italia
 

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