Europa, diluvia sull'accordo dei cybercops

L'intesa Ŕ ancora una bozza ma si leva un muro di no a quello che viene percepito come un pericoloso colpo basso alle libertÓ digitali. Sono 28 le associazioni internazionali che protestano

Europa, diluvia sull'accordo dei cybercopsBruxelles - La bozza di accordo sulla lotta al crimine informatico che il Consiglio d'Europa intende ratificare non piace a molti, a moltissimi. Nelle scorse ore 28 diverse associazioni internazionali che si battono per la libertÓ digitale hanno inviato lettere di dissenso dense di preoccupazioni ai responsabili dell'accordo.

A muoversi Ŕ stata prima di tutti la Global Internet Liberty Campaign, una coalizione di associazioni italiane, francesi, britanniche, austriache, olandesi, danesi, sudafricane, australiane ed americane. Secondo la GILC il trattato contiene tanto fumo, ovvero tanti buoni propositi, e poco arrosto, ovvero poche concrete possibilitÓ di attuazione.

Ma ci˛ che viene criticato, come ha spiegato David Banisar dell'Electronic Privacy Information Center, Ŕ il fatto che il trattato voluto dai governi europei ed americano "rappresenta una visione del mondo che mette al centro la legge e l'ordine". Secondo Banisar, ad essere preoccupati non sono solo coloro che si battono per i diritti civili ma anche le industrie.
Per capire le ragioni del fuoco di sbarramento contro il trattato basta osservare i punti salienti della bozza del documento, realizzato in collaborazione con il Ministero di Giustizia americano e l'FBI.

Tutti i paesi aderenti dovranno considerare un atto criminale l'accesso, l'intercettazione o l'interferenza con i sistemi informatici o quelli di comunicazione; dovranno sancire come illecita la produzione, vendita o distribuzione di software o device il cui uso principale sia quello di accedere, intercettare o interferire con i sistemi suddetti; dovranno mettere fuori legge il furto di dati informatici o la loro modificazione abusiva e pi¨ in generale ogni violazione di copyright; dovranno perseguire la pornografia infantile anche quando ritrare persone che sembrano ma non sono dei minori; assicurarsi che i provider di accesso conservino tutti i dati di navigazione o altro dei propri utenti in modo da poterli fornire alle autoritÓ se richiesto; dovranno cooperare con gli altri paesi membri per produrre prove utili ed estradare chi Ŕ colpevole di atti di crimine informatico.
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