Cappato: perché non credo all'opt-in per legge

Intervista/ L'opt-in può non funzionare e occorre tutelare la libertà di espressione. Ecco le proposte di Marco Cappato, euro-parlamentare della Lista Bonino e relatore di un testo "chiave" per le libertà digitali in Europa

Cappato: perché non credo all'opt-in per leggeRoma - Opt-in o opt-out? Il dibattito in Europa si è acceso, come ben sanno i lettori di Punto Informatico. Perché dietro l'opt-in sta il diritto per l'utente internet di ricevere la sola posta elettronica che ha esplicitamente richiesto e dietro l'opt-out la possibilità per terzi di inviare all'utente proprie comunicazioni fino a quando questi non chieda l'interruzione di ogni invio. Una questione che diventa via via più centrale con la maggiore diffusione della rete e delle conseguenti opportunità economiche e sociopolitiche.

Come noto, l'euroParlamento non è riuscito a prendere una decisione definitiva sulla questione, che si intreccia saldamente sia alla questione spam che alle libertà politiche e civili. Ma se il voto è rimandato il dibattito è ancora in corso.
A questo proposito abbiamo avuto l'opportunità di una "chiacchierata telematica" con Marco Cappato, europarlamentare della Lista Bonino, relatore del testo che ha diviso i parlamentari europei e che affronta tutte le tematiche relative all'opt-in e all'opt-out (e non solo).

Marco Cappato: Consentimi una premessa. Con il mio rapporto sto cercando di far passare un punto molto più rilevante per i diritti fondamentali dei cittadini che non quello dello "spamming". Si tratta dei limiti da porre allo Stato nell'accesso ai dati personali dei cittadini. Contro molti Governi che vorrebbero avere carta bianca nelle intercettazioni e nell'accesso ai dati immagazzinati dalle compagnie telefoniche, il mio rapporto, così come era stato approvato dalla commissione parlamentare competente, prevedeva che tale accesso fosse invece rigidamente regolamentato, consentendo che gli Stati agissero in deroga alla direttiva soltanto nel caso di misure proporzionate, necessarie e limitate nel tempo, nell'ambito di inchieste specifiche e sulla base di norme pubblicamente conoscibili.
Peccato che non se ne parli, e che dopo gli attentati negli USA la parola d'ordine del rafforzamento su larga scala degli strumenti di intercettazioni non incontri ormai alcuna resistenza..
Paolo De Andreis: Sono temi centrali che Punto Informatico segue da molti anni ed è vero che è normalmente difficile farli arrivare sulle prime pagine dei "media tradizionali". Spero che avremo presto occasione di parlare anche di questo almeno sulle nostre pagine.

Marco, perché ritieni importante che siano i singoli stati dell'Unione europea a dover decidere, ognuno per sé, se orientarsi verso l'opt-out o l'opt-in? Una normativa europea non rappresenta l'occasione per fare in modo che almeno in Europa viga il più rigido opt-in? Sarebbe un segnale importante anche per i paesi extraeuropei, USA in particolare. Anzi, normative o approcci diversi nei diversi paesi non limiterebbero neppure la circolazione di posta non richiesta spedita e ricevuta all'interno dell'Unione...


Marco Cappato: Come tu dici, sarebbe un modo perchè in Europa viga "il più rigido opt-in". Consentimi di dubitare che questa sia una buona soluzione. Non esiste nessuno studio che dimostri l'efficacia dell'opt-in nel combattere lo spamming. Perchè dunque imporla a tutta Europa? Chi sostiene che l'opt-in non può tollerare "buchi" di paesi opt-out implicitamente ammette che l'opt-in funzionerebbe solo come standard mondiale. Allora, prima di lanciarsi in un simile tentativo, sarebbe meglio fare una valutazione seria delle diverse esperienze nazionali.

PDA: Chi sostiene che l'opt-in è inutile se non è globale? Basta guardare a quante email arrivano da imprese europee ed americane, email non richieste, per verificare che la stragrande maggioranza dei soggetti che utilizzano tecniche di opt-out o ricorrono allo spam si trova in nordAmerica o in Europa? Ci sono anche statistiche in questo senso redatte dal CAUCE, l'organizzazione americana antispam.

MC: A me risulta che lo spam arrivi dai paesi dove Internet è più diffuso indipendentemente dalla rigidità delle legislazioni. Chi vuole imporre una regolamentazione a livello europeo deve provarne l'utilità.
74 Commenti alla Notizia Cappato: perché non credo all'opt-in per legge
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  • lo spam una libertà per tutti che deve essere regolata da regole precise.
    Molti trovano antipatico lo spam perchè è fatto male e senza regole.
    Io ritengo che l'uso della posta elettronica sia uno strumento di democrazia economica e politica verso chi non può e non ha strumenti economici per promuovere il proprio lavoro o pensiero.
    Però come ogni libertà deve avere delle regole certe ed uguali per tutti.
    Credo che sia giusto che ogni titolare di un sito (non il semplice possessore dell'email)abbia il diritto di avere a disposizione una certa quantità di traffico tramite email mensile o annuale (esempio 100MB) per fare comunicazioni non sollecitate che poi possa decidere tra quanti utenti o messaggi vuole dividere questo traffico l'importante e che superato il livello definito il traffico sia pagato dal mittente (sicuramente non avra i costi dei altri mezzi di comunicazione vedi carta).
    Importante che tutto lo spam sia contenuto in un unico email giornaliero che abbia sempre come riferimento il provaider proprietario dell'email
    cioè lo spam non deve essere diretto al singolo indirizzo di email ma deve essere indirizzato a un apposito indirizzo di ogni singolo provaider con il relativo elenco dei indirizzi finali in questa maniera i diversi messaggi di spam di diversi mittenti che siano diretti allo destinatario siano vicini e riconoscibili dai altri messaggi.
    In questa maniera lo spam e possibile e non disturba troppo l'utente che non desidera ricevere o aprire posta non sollecittata che oltre a un possibile fonte di disturbo può essere anche fonte di danni.
    Io sono per lo spam legale, regolato, ed sicuro per una civilta più democratica sia per chi vuole comunicare sia per chi e il destinatario del comunicare.
    Ciao dal webmaster del sito del stato democratico internazionale.   
    non+autenticato
  • "Parlando di libertà di espressione, voglio elencare alcuni dei mittenti non sollecitati che trovo nel mio junk folder: Comitee for Struggle against Torture, Revolutionary Peoplès Liberation Front, Observatoire International des Prisons, Drug policy consultants, indipendentisti albanesi, indipendisti veneti, Censurati.it. "

    Il punto è tutto qui. Fai passare il concetto contrario e gli unici a poter inviare e-Mail saranno
    canale5-mediaset-bertselmann-murdoch
    GM-Daimler-BMW
    Microsozz
    gli altri in galera


    non+autenticato
  • Marco Cappato dice:

        > Lo "spam Bonino" teoricamente non sarebbe coperto dalla
        > direttiva, in quanto non commerciale.

    Questo e assurdo, Spam non e una questione di contenuto, e una questione di metodo di distribuzione di emails mandati in massa. Non c'e alcuna differenza tra uno spam per un sito porno, per un newsletter politico, or per un mendicante. Non esiste spam "commerciale" o spam "non-comerciale". Se un email viene mandato in massa a utenti che non l'hanno solecitato, e Spam. Forse il Sig. Cappato non sa che la definizione della parola "Spam" e "Unsolicited Bulk Email". Cioe: "Email Non-solecitato mandato in Massa".

        > Parlando di libertà di espressione, voglio elencare alcuni dei
        > mittenti non sollecitati che trovo nel mio junk folder:
        > Comitee for Struggle against Torture, Revolutionary Peoplès
        > Liberation Front, Observatoire International des Prisons, Drug
        > policy consultants, indipendentisti albanesi, indipendisti
        > veneti, Censurati.it. Alcuni di questi messaggi, che hanno
        > natura principalmente politica e che richiamano l'attenzione
        > dell'opinione pubblica su problemi nazionali ed
        > internazionali, riportano anche contenuti commerciali.

    Sono stati mandati in massa? No? Allora NON e Spam. E semplicemente email non-solecitato. Migliaia di utenti Italiani non hanno ricevuto questi messaggi per il semplice fatto che erano indirizzati direttamente a Lei nella sua capacita' di politico. Sono messaggi non-solecitati, ma non trasmessi in massa, percio NON sono Spam.

        > Ecco il nesso tra proibizioni e rischi per la libertà
        > d'espressione. Infatti il Consiglio dei Ministri per le
        > telecomunicazioni, che si é riunito a luglio per modificare la
        > direttiva, ha ottenuto che un eventuale regime di opt-in
        > europeo debba applicarsi "tra le altre cose anche alle
        > campagne politiche e di raccolta fondi delle organizzazioni no
        > profit".

    Certamente, perche l'atto di mandare emails non-solecitate in massa ("spamming") non solo e un furto fatto a chi deve pagare per ricevere i messaggi ma e una trasgressione sul computer privato sia del utente che del provider di rete del utente. Trasgressione che in moltissimi casi e _illegale_ perche i sistemi privati attraveso cui passa il messaggio spam hanno charamente posto segnali elettronici *visibili allo spammer prima di comminciare l'invio dello spam* vietando lo spam.

        > Questo significa che se una persona volesse scrivere un
        > messaggio politico non sollecitato a qualcuno, dovrebbe prima
        > ottenere il suo consenso.

    La parola che Marco Cappato non riesce a capire e "TRASMESSO IN MASSA". Uno nonscrive una lettera ad un amico, una ditta, un cliente, un politico, per poi mandarlo _in massa_ a millioni di persone. E chiaro che se uno manda un messaggio email non-solecitato in massa ad una quantita di persone il mittente e uno spammer nel puro senso della parola. (Non essendo Italiano Io non so chi sia 'Emma Bonino' ma da quello che sento La Bonino manda email in massa a miglialia di utenti che non l'ha richiesta, usando indirizzi raccolti a caso, percio Emma Bonino e una Spammer e qui da noi avremo segato subito alla Bonino l'accesso alla rete).

       Steve Linford
       Director
       The Spamhaus Project
       London, UK
       http://www.spamhaus.org
    non+autenticato
  • - Scritto da: Steve Linford - Spamhaus, London
    ]zac[
    > La parola che Marco Cappato non riesce a
    > capire e "TRASMESSO IN MASSA". Uno nonscrive
    ]zac[

    Non e' che non riesca a capire, in italia si chiama arrampicarsi sugli specchi (non c'e' peggior sordo di chi non vuol sentire (o capire)).
    non+autenticato
  • > (Non essendo Italiano Io
    > non so chi sia 'Emma Bonino'

    Una radicale: lo stesso partito politico di Cappato.

    > ma da quello
    > che sento La Bonino manda email in massa a
    > miglialia di utenti che non l'ha richiesta,
    > usando indirizzi raccolti a caso, percio
    > Emma Bonino e una Spammer e qui da noi
    > avremo segato subito alla Bonino l'accesso
    > alla rete).

    Non e' cosi' semplice. Il partito radicale si e' affidato a degli spammer professionisti per la campagna, che hanno utilizzato accounts usa-e-getta presso free providers italiani, e programmi per inviare spam evitando di lasciare tracce sui logs del proprio ISP ("direct-to-MX"). Quanto al sito radicali.it, e' ospitato da un ISP (Agora') fondato anni fa dagli stessi radicali, che pur essendo ora una realta' commerciale non sembra essere in grado di intervenire nei confronti del "suo papa'".

    Comunque, il Garante per la Protezione dei Dati Personali ha dato un parere molto chiaro sulla questione: il partito radicale ha violato la legge sulla privacy 675/96 in numerosi punti, ma soprattutto per aver utilizzato indirizzi raccolti dalla rete a scopo di mailing di massa. Il testo del parere si trova a
    http://www.garanteprivacy.it/garante/prewiew_parag...=
    non+autenticato
  • Ci parla di liberta' e poi il sito del suo partito guarda un po' che usa...

    Connected to www.radicali.it.
    Escape character is '^]'.
    HEAD / HTTP/1.1

    HTTP/1.1 400 Bad Request
    Server: Microsoft-IIS/4.0
    Date: Sun, 23 Sep 2001 19:34:42 GMT
    Connection: close
    Content-Length: 407
    Content-Type: text/html

    si predica bene e si razzola male...
    non+autenticato
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