Arthur Clarke: i computer non perdoneranno

Il più celebrato degli scrittori di fantascienza avverte che entro due decadi i computer godranno di processi razionali più efficienti di quelli umani. Saranno più intelligenti e non è detto che terranno presenti le esigenze degli uomini

Arthur Clarke: i computer non perdonerannoParigi - Arthur C. Clarke, il più celebrato degli scrittori di fantascienza nonché uno dei visionari che più di altri ha precorso i tempi dello sviluppo tecnologico negli ultimi decenni, ha avvertito il Mondo: i computer non perdonano.

Clarke, che ha rilasciato una intervista al quotidiano francese "Figaro", ha spiegato che ci si può aspettare già entro il 2020 la nascita e lo sviluppo di sistemi informatici, computer, i cui processi razionali saranno più efficienti di quelli umani: "I computer supereranno il livello intellettuale degli uomini. Tutto potrà accadere".

Con le sue parole il grande scienziato e scrittore, in Francia per la presentazione della sua ultima fatica letteraria ("Luce dei giorni in fuga"), ha ricordato quanto espresso di recente dal co-fondatore di Sun Microsystems, Billy Joy, che ha "gelato" il Mondo con la sua visione oscura del futuro tecnologico. Secondo Clarke, quando i computer supereranno il livello intellettuale dell'uomo occorrerà solo sperare "che i computer ci trattino con benevolenza. Ma io temo che le macchine si sentiranno in diritto di trattarci come meritiamo. E così sarebbe ben fatto per noi".
Arthur Clarke ha avuto modo di esprimere al quotidiano francese anche la sua visione di Internet. "La posta elettronica - ha detto - trasforma la società intera e rende inevitabile, dopo il villaggio globale, l'avvento della famiglia globale. Nel bene e nel male, Internet fa parte degli strumenti che possono cambiare il volto della storia, come è accaduto con la ruota, l'agricoltura, la lavorazione del ferro, l'automobile, il televisore e il computer".

Clarke, che dal 1956 vive in Sri Lanka, ha oggi 83 anni ed è conosciuto per una quantità di opere letterarie che hanno posto le basi della fantascienza nonché per aver previsto sistematicamente numerosi sviluppi tecnologici che in questi decenni sono divenuti realtà. I suoi contributi alla scienza dello spazio e alla tecnologia NASA gli hanno valso il ruolo di commentatore per la televisione americana dello sbarco sulla Luna. Amico-nemico di un altro famosissimo scrittore, Isaac Asimov, Clarke ha anche collaborato con Stanley Kubrick (i due nella foto) alla realizzazione di "2001: Odissea nello spazio", il più celebre lungometraggio del regista americano nonché pietra miliare della filmografia fantascientifica.
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