I master della multimedialitÓ

Aperte le iscrizioni ai Master che a Firenze, e con la RAI, creano web-specialisti

Firenze - Sono 40 i laureati che potranno prendere parte alla quarta edizione del Master in Multimedia dell'UniversitÓ degli Studi di Firenze (organizzato in collaborazione con RAI Radiotelevisione Italiana e Mediateca Regionale Toscana).
Nel corso di un anno dal prossimo gennaio i partecipanti lavoreranno presso la sede RAI Toscana e con stage in aziende nazionali del settore e net-companies.
Quattro gli indirizzi possibili: "Multimedia Content & Design", "Web Design & Usability", "Video Compositing & post-production" e "2D-3D Graphics & Animation".

Tutti i dettagli qui
Altre info disponibili allo 055/2488.209 e allo 055/674079 oppure segr_mm@dsi.unifi.it.
16 novembre ultimo giorno per le iscrizioni.
10 Commenti alla Notizia I master della multimedialitÓ
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  • Ottimo , davvero ottimo.
    Ottimo il fatto che si dia la possibilità ai laureati di specializzarsi in campi come questo.
    Ottimo , davvero ottimo il fatto che si possa sopperire alle carenze che spesso , purtroppo , affliggono molti dei nostri atenei.
    Ottima anche l'opportunità che avranno questi 40 ragazzi (ragazzi?) di entrare in un mondo tanto affascinante e di tuffarsi a braccia tese nel mondo del lavoro.
    Ottimo.

    A questo punto del mio commento si insinua, prepotentemente, un "ma".

    Il mio "ma" e' l'invidia.

    L'invidia nei confronti di chi puo' ,essendo laureato, accedere a questo e ad altri master come questo.

    Lo ammetto , me ne vergogno , forse non dovrei nemmeno avere il coraggio di confessarlo
    pubblicamente : non sono laureato.

    Il problema e' che non ho nemmeno scusanti , il fatto che io non mi sia laureato non e' dovuto ai soliti alibi . Non ho abbandonato l'università (nel tempo record europeo di 4 ore e 22 minuti)per il sovraffollamento ,per le carenze strutturali degli atenei , per le lentezze burocratiche o per problemi economici , ho abbandonato l'università perchè :"Non mi piaceva".

    Trovandomi in questa invereconda situazione mi domando (e purtroppo non supportato dal mio solito trip marzullesco non sono in grado di darmi immediatamente una risposta) :

    -A cosa serve una laurea , non so , in "scienze ambientali" per frequentare un master del genere?
    E' solo una "dimostrazione di tenacia" , una sorta di feticcio da portare in giro a riprova dei propri sacrifici scolastici?

    -Nel caso , da autodidatta nel campo informatico , volessi fare un salto di qualità e specializzarmi in questi settori cosa dovrei fare?

    -A questo punto devo stupirmi se c'e' gente che tira fuori sessanta milioni? (non dico nemmeno per fare cosa , e' sottinteso)

    -Devo "conseguire" un "attestato riconosciuto" a "livello europeo" (anche qui non mi sembra sia necessario specificare) ed usarlo come comodo , costoso sottobicchiere?

    Beh! Le domande finiscono qui e (marzullescamente)
    inizia ad arrivare anche qualche risposta ; la più giusta forse potrebbe essere " smettila di piangerti addosso e va a lavurà barbuuun".

    Come al solito insoddisfatto per il mio commento ma troppo stanco per correggerlo e modificarlo, vi saluto.


    "Vorrei dimenticare ... ma non ricordo cosa"
    LA/RE/MI-G.
    non+autenticato
  • Ciao
    spero sinceramente che leggerai questa risposta.
    condivido le tue opinioni, purtroppo nel nostro paese, e in molti altri, si privilegia forse troppo il titolo di studio a discapito di altre capacità.
    E' pur vero che, in mancanza di altri termini di paragone più difficili da valutare, il titolo possa andar bene,
    mentre è scandaloso che un master in argomenti informatici necessiti, come tu dici, di laurea di I o II livello, indipendentemente da quale sia tale laurea! Probabilmente un buon giurista troverebbe mille appigli a tale limite.
    Io invece, che di leggi non me ne intendo, ti dico solo che, se sei una persona capace, come sembri da quel poco che ci hai mostrato di te, troverai anche tu una bella strada da percorrere, anche senza il master.
    Ti dico, poi, che non è tutto oro quello che luccica.
    Io sto finendo informatica, a PG (I livello), e ti assicuro che un buon 40% di quello che ho studiato non lo userò quasi mai.
    Se avessi potuto scegliere IO gli argomenti, le capacità dei professori, oggi avrei molto di più.
    Da circa un anno lavoro in proprio (www.wedoitonline.net) e quasi nulla di quello che ho studiato mi serve... molto l'ho imparato da solo. Il mio master... me lo sono fatto io.
    Forse ci riesci pure tu.
    Buon viaggio! Sorride
    non+autenticato

  • >mentre è scandaloso che un master in argomenti
    >informatici necessiti, come tu dici, di laurea di
    >I o II livello, indipendentemente da quale sia

    Purtroppo troppe persone credono che la parola Master sia applicabile a qualsiasi corso stile CEPU...

    Non e' cosi' nei paesi anglosassoni e spero che smettera' di esserlo anche in Italia.

    Il Master (M.S. o M.Sc.) e' il secondo livello di studi, e viene dopo il Bachelor (B.A.).

    Con il nuovo ordinamento universitario i Master vengono ufficialmente introdotti come titolo, e possono essere di I e II livello.

    Direi che e' proprio normale richiedere quindi una laurea.

    Chi vuole seguire un Master certificato dall'Universita' deve quindi avere raggiunto almeno uno dei due livelli di laurea.

    Per gli altri c'e' il CEPU, che non e' Universita'.

    >tale laurea! Probabilmente un buon giurista
    >troverebbe mille appigli a tale limite.

    Le limitazioni (o meno) vengono decise sulla base dei profili formati dal Master.

    Conosco un ex-studente del Master in Multimedia, attualmente produce diverse sigle di MTV in una importante ditta di post-produzione di Milano.

    Secondo il tuo ragionamento non avrebbe mai potuto farlo... e' laureato in filosofia !

    Ciao.
    non+autenticato
  • Bravo, condivido pienamente quello che affermi e spero che abbia ragione anche Simone B che ti ha risposto.

    Sembra che ci sia qualcuno ancora sano in qusto mondo malato.

    In bocca al lupo a tutti!!!
    non+autenticato
  • La tua storia e' quella della maggior parte di quelli che oggi fanno vivo il web.

    Altro che "leccaureati".

    Mi pregio quindi di insignirla del Diploma di Laurea Honoris causa, della facolta' di "Intendere e di volere".


    - Scritto da: LA/RE/MI-G.
    > Ottimo , davvero ottimo.
    > Ottimo il fatto che si dia la possibilità ai
    > laureati di specializzarsi in campi come
    > questo.
    > Ottimo , davvero ottimo il fatto che si
    > possa sopperire alle carenze che spesso ,
    > purtroppo , affliggono molti dei nostri
    > atenei.
    > Ottima anche l'opportunità che avranno
    > questi 40 ragazzi (ragazzi?) di entrare in
    > un mondo tanto affascinante e di tuffarsi a
    > braccia tese nel mondo del lavoro.
    > Ottimo.
    >
    > A questo punto del mio commento si insinua,
    > prepotentemente, un "ma".
    >
    > Il mio "ma" e' l'invidia.
    >
    > L'invidia nei confronti di chi puo' ,essendo
    > laureato, accedere a questo e ad altri
    > master come questo.
    >
    > Lo ammetto , me ne vergogno , forse non
    > dovrei nemmeno avere il coraggio di
    > confessarlo
    > pubblicamente : non sono laureato.
    >
    > Il problema e' che non ho nemmeno scusanti ,
    > il fatto che io non mi sia laureato non e'
    > dovuto ai soliti alibi . Non ho abbandonato
    > l'università (nel tempo record europeo di 4
    > ore e 22 minuti)per il sovraffollamento ,per
    > le carenze strutturali degli atenei , per le
    > lentezze burocratiche o per problemi
    > economici , ho abbandonato l'università
    > perchè :"Non mi piaceva".
    >
    > Trovandomi in questa invereconda situazione
    > mi domando (e purtroppo non supportato dal
    > mio solito trip marzullesco non sono in
    > grado di darmi immediatamente una risposta)
    > :
    >
    > -A cosa serve una laurea , non so , in
    > "scienze ambientali" per frequentare un
    > master del genere?
    > E' solo una "dimostrazione di tenacia" , una
    > sorta di feticcio da portare in giro a
    > riprova dei propri sacrifici scolastici?
    >
    > -Nel caso , da autodidatta nel campo
    > informatico , volessi fare un salto di
    > qualità e specializzarmi in questi settori
    > cosa dovrei fare?
    >
    > -A questo punto devo stupirmi se c'e' gente
    > che tira fuori sessanta milioni? (non dico
    > nemmeno per fare cosa , e' sottinteso)
    >
    > -Devo "conseguire" un "attestato
    > riconosciuto" a "livello europeo" (anche qui
    > non mi sembra sia necessario specificare) ed
    > usarlo come comodo , costoso sottobicchiere?
    >
    > Beh! Le domande finiscono qui e
    > (marzullescamente)
    > inizia ad arrivare anche qualche risposta ;
    > la più giusta forse potrebbe essere "
    > smettila di piangerti addosso e va a lavurà
    > barbuuun".
    >
    > Come al solito insoddisfatto per il mio
    > commento ma troppo stanco per correggerlo e
    > modificarlo, vi saluto.
    >
    >
    > "Vorrei dimenticare ... ma non ricordo cosa"
    > LA/RE/MI-G.
    non+autenticato
  • Il Rettore scrisse:
    >La tua storia e' quella della maggior parte di >quelli che oggi fanno vivo il web.
    >Altro che "leccaureati".
    >Mi pregio quindi di insignirla del Diploma di >Laurea Honoris causa, della facolta' di >"Intendere e di volere".

    E' molto facile sparare a zero sui tiolti di studio, ma forse è un pò più difficile che i titoli di studio sono necessari a ogni società.
    Come hai scritto tu, la sua storia è quella di molti di quelli che oggi fanno il web.
    esatto, quando si apre un nuovo campo, all'inizio i dilettanti si buttano, poi avviene la specializzazione e solo coloro che sono adeguatamente preparati rimangono.
    E' stato così per qualsiasi cosa, sarà così anche per Internet.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Hamlet

    > Come hai scritto tu, la sua storia è quella
    > di molti di quelli che oggi fanno il web.
    > esatto, quando si apre un nuovo campo,
    > all'inizio i dilettanti si buttano, poi
    > avviene la specializzazione e solo coloro
    > che sono adeguatamente preparati rimangono.
    > E' stato così per qualsiasi cosa, sarà così
    > anche per Internet.

    Dilettanti?
    Dipende da cosa intendi per "specializzazione".
    Internet ha funzionato bene fin quando è stata nelle mani dei ragazzi e professori dei campus americani, di quei primi dilettanti che hanno stabilito gli standard che oggi vengono insegnati ai professionisti.

    Ma poi, chi li dovrebbe preparare questi nuovi professionisti? Qualche web esperto della prima ora, mi auguro, altrimenti non serve a niente.

    Come ebbi già modo di dire in un altro post, quando qualcuno comincia a chiederti un pezzo di carta per essere sicuro che sai fare quello che sai fare... è la fine. O meglio, significa che la Pubblica Amministrazione ha scoperto quel settore produttivo e per qualche nuova legge è costretta ad assumere "specialisti".

    Perché se vieni da me con un master Rai e poi non sai mettere assieme un sito, ti caccio su due piedi, laureato o non laureato.

    Ora la Rai produce un master per web designer etc.
    Bello! E che fanno, mi mettono Massarini come professore? Io sono stato negli studi dove registravano le puntate di Mediamente: Massarini ripeteva quello che gli veniva detto nell'auricolare facendo finta che sapesse quello che veniva detto. Adesso magari, a furia di ripetere, qualcosa l'avrà imparata, ma ai tempi, faceva impressione...
    non+autenticato

  • >Ora la Rai produce un master per web designer etc.
    >Bello! E che fanno, mi mettono Massarini come
    >professore? Io sono stato negli studi dove
    >registravano le puntate di Mediamente: Massarini
    >ripeteva quello che gli veniva detto
    >nell'auricolare facendo finta che sapesse quello
    >che veniva detto. Adesso magari, a furia di
    >ripetere, qualcosa l'avrà imparata, ma ai tempi,
    >faceva impressione...

    Visto che sei un grande esperto di web che ne dici di seguire il link che porta al sito del Master cosi' magari vedi chi lo organizza (e' l'Universita' di Firenze, in collaborazione con la RAI che fornisce struttura e supporto), e magari vedi anche corsi e docenti...

    Ciao
    non+autenticato
  • deadbrain scrisse:
    >Ora la Rai produce un master per web designer >etc.
    >Bello! E che fanno, mi mettono Massarini come >professore? Io sono stato negli studi dove >registravano le puntate di Mediamente: Massarini >ripeteva quello che gli veniva detto >nell'auricolare facendo finta che sapesse quello >che veniva detto. Adesso magari, a furia di >ripetere, qualcosa l'avrà imparata, ma ai tempi, >faceva impressione...

    Forse non mi sono spiegato bene.
    A me, di Massarini, non importa nulla.
    Lo sviluppo di Internet prenderà una duplice strada.
    Da una parte ci saranno gli autodidatti che continueranno a produrre siti amatoriali (e al 90% questi siti passeranno inosservati).
    Da un'altra parte, ci saranno i professionisti, persone che hanno studiato informatica, che hanno studiato comunicazione che produrranno siti fatti bene che, coadiuvati dalle università, guideranno lo sviluppo del web.
    In conclusione, non ci sarà Massarini, ma un prof universitario di informatica.
    Ciao!
    non+autenticato

  • - Scritto da: deadbrain
    >
    > Come ebbi già modo di dire in un altro post,
    > quando qualcuno comincia a chiederti un
    > pezzo di carta per essere sicuro che sai
    > fare quello che sai fare... è la fine.
    Certo, certo. E' stupido ed inutile che qualcuno ti chieda un "pezzo di carta" per dimostrare che conosci i fondamenti e la pratica del calcolo balistico prima di metterti a sparare con un pezzo semovente da 155... o che si pretenda che tu mostri della carta per certificare che hai studiato a menadito tutta quella barbosa sequela del calcolo strutturale in cemento armato, il palazzo si può fare ad occhio con un pò di pratica, magari risparmiando anche sui materiali... siamo seri, per cortesia.

    La verità è che Internet è una parte infinitesima della ICT, dal punto di vista teoretico, anche se è quella verso cui convergono gran parte degli investimenti "visibili" nel settore.
    E quindi qualsiasi "vecchio" laureato in fisica, matematica, ingegneria che ha fatto pionierismo in questo settore (o in altri storicamente più importanti ed antecedenti) è in grado di mangiarsi vivi i "dottorini" dell'ultima ora, grazie alla supremazia dell'insegnamento teorico nelle "vecchie" facoltà.
    Se oggi si fanno corsi di questo genere (postuniversitari, s'intende) è solo perchè è uno spreco mettere un generale a comandare una cucina da campo, laddove bastano un pò di sguatteri ed un maresciallo esperto. Appunto, mancano i marescialli, figure con preparazione intermedia, poco più che periti informatici, scientificamente poco significativi ma saldamente ancorati al bunch di tecnologie internettarde.
    Col rischio che, cambiando un pò il vento, il poco che sanno si trasformi in niente, in quanto legato alla tecnologia più che ad una solida base scientifica. Ma se è questo che il mercato vuole...
    non+autenticato