Negli USA la tech-ergonomia di Stato

Nuove regole federali, proposte ormai un anno fa, impongono alle aziende di fare tutto il possibile per evitare ai propri dipendenti malattie dovute all'uso del computer. Una misura osteggiata dalle imprese

Washington (USA) - Entrano in vigore in queste ore le nuove regole federali sull'ergonomia delle postazioni informatiche nelle imprese. Si tratta di regole che responsabilizzano le imprese rispetto all'ambiente di lavoro in cui operano i propri dipendenti e alle patologie che possono insorgere con l'uso intensivo del computer senza i dovuti accorgimenti ergonomici.

Le misure, di cui si parla ormai da più di un anno, sono state fortemente volute dai lavoratori mentre vengono invece osteggiate da molte corporation che le bollano come "antiscientifiche" e che si troveranno, per adempiere ai regolamenti, a dover aggiornare i propri uffici, procurando schermi di protezione per la vista, garantendo sedie regolabili sull'altezza, assicurandosi che il mouse sia all'altezza della tastiera e via dicendo.

A varare le nuove norme ci ha pensato la "U.S. Occupational Safety and Health Administration" (OSHA) che ha lavorato anche sulle statistiche in base alle quali, con l'aumento degli addetti che passano lungo tempo davanti al computer aumenta esponenzialmente il numero di segnalazioni di malattie e patologie "da computer" che negli States vengono definite "stress-injuries".
Secondo la OSHA, negli Stati Uniti sarebbero 1,8 milioni i lavoratori che ogni anno soffrono di disturbi muscolo-scheletrici e ben 600mila di questi hanno bisogno di astenersi dal lavoro per diverso tempo per poter recuperare. Le nuove norme dovrebbero "toccare" 6 milioni di aziende alle cui dipendenze si trovano più di 100 milioni di operatori.

L'Associazione degli industriali americani contesta le norme sostenendo che oltre ai costi di un aggiornamento delle infrastrutture, definito inutile, una conseguenza delle nuove regole sarà l'aumento delle denunce da parte dei dipendenti che attribuiscono al datore di lavoro la responsabilità per l'emergere di patologie particolari. Secondo l'Associazione, infatti, le stress-injuries possono palesarsi con l'uso intensivo del computer ma solo quando sono già presenti in origine e dunque non sarebbero in alcun modo ascrivibili all'impresa quanto piuttosto al lavoratore.
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