Un software italiano in Apple

L'azienda della Mela sceglie un prodotto dell'italiana Active per la sua Collection

Gorizia - Apple ha scelto "Personal Business", un software realizzato dall'italiana Active, come prodotto da inserire nella Software Collection in bundle con gli iMac venduti in Italia.

Gli acquirenti italiani di iMac troveranno dunque il programmillo pensato per "aiutare le famiglie nella transizione verso l'Euro" e offrire strumenti di organizzazione personale e di gestione delle spese e dei conti.

Nella Software Collection entra dunque per la prima volta un software interamente sviluppato in Italia. Per saperne di pių clicca qui.
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6 Commenti alla Notizia Un software italiano in Apple
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  • Scusate, una domanda,
    ma le sofrwerhause e i programmatori italiani, sanno fare solo queste stronzate? tipo il programma per sapere il proprio codice fiscale, per sapere quando vale un euro, per carità, in un'azienda servono sicuramente, ma a livello di hhhobby non servono a una cippa.
    mi chiedo, possibile che i programmatori di quasi tutto il mondo sfornano software di tutti i tipi come programmi per masterizzare, per stampare per fotoitocco, per ascoltare musica in mp3 ecc. ecc. ecc. e noi con queste stronzate che ci ritroviamo, dobbiamo soffrire le pene dell'inferno per trovare un programma tradotto in italiano lla benemeglio?
    ripeto mah!
    non+autenticato
  • Se a tutto quello che hai detto, aggiungi anche il fatto che chi vuol programmare e distribuire il proprio software, in Italia deve pagare un balzello alla SIAE. Pensa un po' come siamo messi male.... Triste
    non+autenticato


  • - Scritto da: Achille
    > Se a tutto quello che hai detto, aggiungi
    > anche il fatto che chi vuol programmare e
    > distribuire il proprio software, in Italia
    > deve pagare un balzello alla SIAE. Pensa un
    > po' come siamo messi male.... Triste






    hai ragione, sono stato troppo ptecipitoso, non avevo pensato alle varie limitazioni per i programmatori italiani,(e non solo quelli) ma allora cosa si potrebbe fare secondo te, per aiutare i programmatori italiani? per evitare che ci sia una fuga di cervelli dall'italia? sempre che già non ci sia, come in tutti gli altri campi.
    ritrovare i cervelli spariti dei nostri legislatori, e fare in modo che comincino a pensare. ciao


    PS. SIAE: se la conosci la eviti
    non+autenticato
  • Guarda,

    io non so cosa si potrebbe fare per evitare la fuga di cervelli. Io - lo so, sono off-topic - sono sempre piu' disgustato dalla nostra nazione.

    Ogni volta che vado all'estero tutto mi sembra piu' facile, i treni sono puntuali e precisi, e' facile fare qualsiasi cosa: aprire un conto corrente, aprire una nuova attivita' lavorativa, ecc.

    Qui tutto e' complesso, complicato e difficile.

    Io mi vergogno di essere italiano. Triste
    non+autenticato
  • In un mondo TERRIBILE come quello dei software per l'audio digitale, dove se non sei uno dei dieci grandi nomi (tutti all'estero) che fanno programmi di questo tipo, una piccola (?) azienda di Modena ha saputo imporsi all'attenzione di tutti, creando poche (ma eccellenti) cose: filtri di altissimo livello, campionatori software che insegnano qualcosa a quelli hardware e altro.

    La cura dei dettagli estetici e' maniacale e i giudizi di funzionamento dei programmi li trovate su riviste come "Keyboard", "Electronic Musician", ecc.

    Non considero il fatto di nominarli come "pubblicita'": ritengo che siano un vanto per una nazione come la nostra (tradizionalmente fuori dai fatti importanti del mondo informatico), un esempio notevole.

    L'azienda si chiama "IK Multimedia": un esempio di efficienza che in Italia non teme paragoni.

    Carlo S.
    non+autenticato
  • - Scritto da: cialtrone
    > Scusate, una domanda,
    > ma le sofrwerhause e i programmatori
    > italiani, sanno fare solo queste stronzate?
    > tipo il programma per sapere il proprio
    > codice fiscale, per sapere quando vale un
    > euro, per carità, in un'azienda servono
    > sicuramente, ma a livello di hhhobby non
    > servono a una cippa.
    > mi chiedo, possibile che i programmatori di
    > quasi tutto il mondo sfornano software di
    > tutti i tipi come programmi per
    > masterizzare, per stampare per fotoitocco,
    > per ascoltare musica in mp3 ecc. ecc. ecc. e
    > noi con queste stronzate che ci ritroviamo,
    > dobbiamo soffrire le pene dell'inferno per
    > trovare un programma tradotto in italiano
    > lla benemeglio?
    > ripeto mah!
    Scusa sai, ma io uso XPress in taliano, Photoshop initaliano, illustrator in italiano, Word (nonostante quanto faccia pena è in italiano) pure Disk First Aid c'è in italiano. Poi non capisco, basta fare l'abitudine ai programmi in inglese. Io so usare gli uni e gli altri, basta far pratica! I comandi sono sempre quelli.
    non+autenticato