Perché mai pagare i contenuti su internet?

di Massimo Mantellini. I contenuti circolavano in rete prima dell'arrivo del business. Chi ha pensato di investirci è partito col piede sbagliato. Ecco perché

Perché mai pagare i contenuti su internet?Roma - Il parto della montagna pubblicitaria rischia di dare alla luce, ancora una volta un topolino. Navighiamo in questi giorni in un web che va lentamente trasformandosi in una creatura fuori dal nostro controllo. Ad un click è ormai difficile prevedere cosa seguirà. Qualche esempio?

Oggi navigando sul web a ciascuno di noi e in qualsiasi momento si potrebbe aprire una finestra di pop-up enorme che propone informazioni diversissime da quelle che stiamo cercando, oppure una piccolissima ma che si sposta sullo schermo per impedirci di chiuderla; oppure un pop-under della cui esistenza ci accorgeremo solo quando chiuderemo il collegamento. In altri casi si passa inavvertitamente col mouse sopra un normale banner grafico di normali dimensioni che, forse per l'euforia di un nostro possibile click, si allargherà fino a coprire tutta la pagina, oppure dovremo attendere che al caricamento del link richiesto si frapponga un bello spot in flash o una qualsiasi fra le "new-new things" che i pubblicitari di Internet stanno sfornando per rendere finalmente l'advertising online efficace e utile agli investimenti delle aziende.

Gli esperimenti di marketing online "in onda" in questi giorni un po' ovunque sono, da un certo punto di vista, allucinanti (ma questo, mi rendo conto, è il parere di uno fuori dal business, poco interessato alle percentuali di click through e non costretto a preoccuparsi troppo, per esempio, delle esigenze economiche dell'editore di questo foglio) e dall'altro probabilmente inutili. Lascio ai maghi dei numeri l'analisi della efficacia di questi nuovi strumenti di orientamento del consumo ma non mi meraviglierei se, non diversamente da quanto sento dire da almeno un triennio, qualcuno verrà domani, dati alla mano, a spiegarmi che solo la larga banda - quando arriverà per tutti - potrà consentire una efficacie comunicazione pubblicitaria in rete.
Ma Internet non è la televisione e forse il problema - se ne esiste uno - è qualche anno luce più a monte.

A tale proposito mi è rimasta impressa una frase che ho letto qualche settimana fa su una mailing list di marketing italiana della quale sono fedele e silenzioso abbonato. Chi interveniva, lamentando la crisi degli investimenti pubblicitari in rete e la difficoltà di ricevere una equa remunerazione per quanto si è portato online, scriveva più o meno: "E perché non organizziamo un bello sciopero dei fornitori di contenuti? Perché non spegniamo Internet per un po' così che la gente capisca cosa si sta perdendo e perché è giusto che i contenuti siano in qualche modo pagati?". In realtà i toni della mail erano un po' più coloriti ma il concetto era questo: rendiamo Internet una noia.

Per conto mio c'è da sobbalzare sulla sedia ad ascoltare punti di vista simili. Ma come? Da quando in qua i gestori dei portali generalisti, gli editori e tutti quanti sono arrivati in rete in questi anni per fare affari, sono "Internet" o ne possono regolare anche minimamente i flussi? Non è forse stata proprio questa visione business-centrica una delle cause degli sfracelli finanziari della new economy degli ultimi mesi?

Io vengo da una rete nella quale i contenuti erano resi disponibili su base volontaria e paritaria: prima del web e delle chimere dell'e-commerce, prima del free internet e del flop delle dotcom e sono fra quanti si guardano bene dal dire "si stava meglio prima". Ma se c'è una cosa che fin da allora mi pare lampante è che le informazioni che circolano online possono "anche" essere pagate ma nella maggioranza dei casi si propagheranno liberamente. Tanto più liberamente quanto più saranno importanti o degne di nota. Quanti danni ha causato in questi anni il difetto di prospettiva di chi è arrivato in rete con la propria beata ignoranza pensando che tutto, ma proprio tutto, anche la comunicazione elementare potesse rientrare nello schema "io vendo e tu compri"?

Io non so se la difficoltà di ricondurre Internet ad un mero sistema economico sia stato un errore di valutazione sufficentemente compreso: ho come la sensazione che non siano in troppi ad averlo capito perfino adesso, almeno a giudicare da come continuano ad andare le cose. Come scriveva giustamente Mafe De Baggis qualche mese fa su queste pagine, non si sono sentite troppe voci di autocritica dopo i fallimenti degli ultimi mesi: nessuno degli amministratori di quei portali che hanno chiuso o che hanno oggi decine di miliardi di debiti ha mai ammesso candidamente: "Non avevamo capito nulla".

Chi non ha capito nulla è notoriamente sempre qualcun altro: la colpa è sempre della congiuntura del mercato, della crisi mondiale, della irrazionalità delle borse e giù fino alla colpa principe, quella degli utenti, i consumatori, che incredibilmente, hanno deciso tutti di comune accordo di non considerare le straordinarie offerte messe online prima gratis e poi con il cartellino del prezzo appiccicato frettolosamente sopra. Gli stessi utenti che - peggio ancora - hanno rubato, duplicato e diffuso senza autorizzazione tutto quanto trovavano in giro.

Internet diventa così - nell'ottica piagnona di chi non ha capito - uno strano posto dove sono i polli a spennare il contadino e non viceversa. E questa - come la storiella del padrone che morde il cane - è già di per sé una notizia. Solo che è una notizia ahimè falsa, e parziale, e schierata, e anche leggermente scema.

Si è fatto tardi, e questo pezzo è già fin troppo lungo, e spiegare perchè i navigatori di Internet che si scambiano mp3 non sono dei furbi ladri e farabutti è una faccenda lunga che - se volete - rimandiamo ad un'altra volta. Però, per chiudere, la introduco ugualmente con un piccole esempio.

Io potrei imporre una tassazione alla lettura di questo pezzo (e non è detto che un giorno o l'altro l'editore di PI, schiacciato dai debiti, non lo faccia) ma se mai ci fosse qualche valida ragione perchè questo articolo circoli, potete star certi che le parole che lo compongono attraverseranno Internet nonostante me, l'editore De Andreis e i paletti che si vorranno imporre alla sua distribuzione. Per molte persone è spiacevole sentirlo dire e continuano a fare orecchie da mercate ogni volta, ma si tratta di un limite intrinseco al mezzo digitale. Non può essere in alcuna maniera superato e non dipende dalla poca o molta predisposizione al crimine di chi lo utilizza.

Chi ha investito online senza tener conto di ciò è partito - per così dire - con il piede sbagliato. E' uscito di casa convinto di andare a caccia e vi è tornato a sera, a capo chino e leggermente impallinato. O, in subordine e se fa un altro mestiere diverso e non meno rischioso, è entrato a far parte di quella schiera di esperti di advertising che attendono il broadband per mandarmi sul PC luccicanti spot con Megan Gale in pericoloso equilibrio sui suoi pattini sopra il tetto del Guggenheim Museum di Bilbao.

Massimo Mantellini
128 Commenti alla Notizia Perché mai pagare i contenuti su internet?
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  • leggo spesso con attenzione i tuoi interventi e ppur essendo spesso in disaccordo con te li trovo gradevoli.
    Quando però ti limiti a fare affermazioni che suonano come il tonfo di una pietra tombale senza offrire uno straccio di soluzione, bè, allora mi vengono i brividi...
    Tu dici: "Chi ha investito online senza tener conto di ciò è partito - per così dire - con il piede sbagliato. È uscito di casa convinto di andare a caccia e vi è tornato a sera, a capo chino e leggermente impallinato." Si, ma la soluzione che proponi dov'è? Come fai a criticare chi legittimamente decide di ritirare i propri capitali da un business che non funziona? Perchè il problema è questo, se vi fosse un maggiore senso di giustizia tutti noi rinunceremmo al nostro piccolo meschino tornaconto. Ma si sa è nella natura delle cose pensare a noi e non a quello che c'è dietro la sommatoria dei nostri piccoli atti contra legem... il fallimento di una realtà che invece avrebbe potuto rivelarsi utilissima.
    Ma so già che mi taccerai di pessimismo e di scarsa capacità di analisi, ricordatene quando tra cinque o sei anni ci saranno solo jingle della cocacola da ascoltare e gossip scritti da casalinghe in rete a causa del fallimento di tutte le case discografiche e editrici ...

    Il tempo, ahimè sta già facendo giustizia.

    Ciao

    Halberto


    Ps: qua si scrive senza l'accento (vedi risposta a Matro).
    non+autenticato
  • PERCHè A Napoli ci sono tante auto in sosta nei quartieri?
    non+autenticato
  • Internet è nata per lo scambio di informazioni, e non solo fra bush e berlusconi, ma fra pirla1 e pirla2. Per diffondere idee e cultura. Ora se si pagano i mezzi che ci servono per continuare a farlo (connessione) ok mi va bene, ma da qui a vedere tutto come business ce ne passa. In internet non si spennano i polli. e-commerce? Il mio primo acquisto risale al 96, mi trovo benissimo ed è comodissimo, ma questo è un VANTAGGIO per chi vende che avrà meno spese quindi niente "da pagare". Altri siti come questo, mi va bene che diventino a pagamento ma io non ho bisogno di PI per discutere con gli altri, quindi ne faccio a meno. Punto. Ripeto, se c'è da sostenere un costo è quello dei mezzi che ci servono per continuare a fare quello che abbiamo sempre fatto; scambiarci informazioni, e quindi la connessione. Non vedo cosa altro c'è da dover pagare. Questi fantomatici "servizi" quali sono? Tenere su news-server/email ecc non costa molto, parliamoci chiaro. E spesso sono forniti (pagandoli) anche dal provider o dalle università.

    Come si vede, non c'è MARGINE per pensare al business. Mi pare chiaro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: aS
    > Internet è nata per lo scambio di
    >
    > Come si vede, non c'è MARGINE per pensare al
    > business. Mi pare chiaro.

    Premessa: l'informazione o il contenuto
    di qualità costano in termini di risorse umane
    ed economiche. E su questo punto spero
    che tutti siano d'accordo (chi non lavora,
    inizi prima a lavorare e poi parli).

    Quindi sono d'accordo che enti pubblici,
    istituti di ricerca pubblici, università,
    ecc. ecc. mettano a disposizione il loro
    lavoro gratis ... visto che sono PAGATI per
    fare anche questo (contribuire alla diffusione
    della cultura, favorire lo sviluppo ecc.)
    Sono d'accordo che appassionati, dedichino
    il loro tempo libero a fornire servizi/contenuti
    gratuiti su Internet ....

    Ma PERCHE' uno che decide di fare questo per
    lavoro NON DEVE ESSERE PAGATO?

    Si potrà discutere sul come e sul quanto,
    ma resta il fatto che altrimenti si parlerebbe
    di "beneficenza"

    Ed in effetti - e per fortuna - a livello
    professionale, fornire servizi e contenuti
    seri in Internet rende.
    Ovviamente se si "gioca" con maree di utenti
    "BAMBINI" senza disponibilità economica
    e con il pallino del "TUTTO SUBITO E GRATIS"
    si corrono GROSSI rischi ...
    PER RENDERSENE CONTO BASTA LEGGERE LE OPINIONI
    DI QUESTA NOTIZIA.
    Trovo comunque giusto che facciano sentire
    anche la loro opinione ... e prima o poi
    si caleranno anche loro nel (duro) mondo del
    lavoro.

    Saluti a tutti
    non+autenticato
  • - Scritto da: marzio
    > ed economiche. E su questo punto spero
    > che tutti siano d'accordo (chi non lavora,
    > inizi prima a lavorare e poi parli).

    Lavoro di certo da più di te.

    > Ma PERCHE' uno che decide di fare questo per
    > lavoro NON DEVE ESSERE PAGATO?

    Sveglia! Non ho detto questo. Ho detto e ripetuto che lo facciano pure, ma vedrai che non avranno seguito. Internet non è un MEDIA, CA%%O.

    Adios
    non+autenticato


  • - Scritto da: marzio

    > Premessa: l'informazione o il contenuto
    > di qualità costano in termini di risorse
    > umane
    > ed economiche. E su questo punto spero
    > che tutti siano d'accordo (chi non lavora,
    > inizi prima a lavorare e poi parli).

    Da quando in qua per scrivere contenuti di qualità costa denaro?

    Se tu sei un avvocato, puoi fare il tuo lavoro e nei ritagli di tempo di occupi di un tuo sito (vedi: www.andreamonti.net/); se sei un ufficiale della Marina Militare e anche un cultore della storia Romana, chi ti impedisce di aprire un sito? (vedi: www.romaeterna.org); se sei un appassionato di video digitale, nessuno ti vieta di scrivere qualcosa sull'argomento (vedi: http://web.tiscali.it/benis/dvd/dig_vid.htm).

    Se occuparsi di un sito non è un lavoro (non quello "principale", per capirci) non significa affatto che la qualità delle informazioni che pubblichi sia scadente.

    Anzi...

    mARCOs
    non+autenticato
  • - Scritto da: aS

    > Ora se si pagano
    > i mezzi che ci servono per continuare a
    > farlo (connessione) ok mi va bene
    (...)
    > Ripeto, se c'è da sostenere un
    > costo è quello dei mezzi che ci servono per
    > continuare a fare quello che abbiamo sempre
    > fatto; scambiarci informazioni, e quindi la
    > connessione. Non vedo cosa altro c'è da
    > dover pagare.

    Leggiti questi messaggi di un paio di giorni fa, sono scritti da uno che lavora nell'ambiente e ti faranno capire come funzionano le cose nel mondo dei grandi:

    http://punto-informatico.it/pol.asp?mid=96357&fid=...

    http://punto-informatico.it/pol.asp?mid=96432&fid=...

    non+autenticato


  • - Scritto da: Jack

    > Leggiti questi messaggi di un paio di giorni
    > fa, sono scritti da uno che lavora
    > nell'ambiente e ti faranno capire come
    > funzionano le cose nel mondo dei grandi:

    Cambia pusher, non ho detto che non si deve fare, ho detto che chi lo farà non avrà seguito secondo me. E ho detto anche che l'unico costo da sostenere saranno le INTRASTRUTTURE (come diceva il tuo amico nel post segnalatomi) e su quello sono d'accordo. Se siti come PI diventano a pagamento non avranno mai successo, ficcatelo in quella testa vuota. Ah, il mondo dei grandi devi imparare a conoscerlo te, sono sicuro che lavoro da più tempo di te, e i soldi me li guadagno, non sono soldi facili some forse i tuoi.

    Adios
    non+autenticato
  • - Scritto da: aS

    > Cambia pusher,

    Dammi il tuo numero, visto che e' da tanto che "lavori"

    > E ho detto anche che
    > l'unico costo da sostenere saranno le
    > INTRASTRUTTURE (come diceva il tuo amico nel
    > post segnalatomi) e su quello sono
    > d'accordo.

    E ti sembra poco ?

    > Se siti come PI diventano a
    > pagamento non avranno mai successo,

    Perche' ?

    Tu dici che comunque si troverebbe un'alternativa gratuita, vero ?
    Ma le alternative libere e gratuite dove stanno ?
    Su siti gratuiti tipo GeoCities o Tripod, giusto ?

    Per fare un esempio, GeoCities e' stata acquistata da Yahoo, prova a guardare l'andamento delle azioni Yahoo da quando e' stata fondata ad oggi:

    http://finance.yahoo.com/q?s=YHOO&d=c&t=my&l=on&z=...

    Come puoi vedere nel Gennaio 2000 il titolo costava 250 $, oggi costa circa 11 $.

    Quindi Yahoo non "naviga" in buone acque.

    IO SPERO VIVAMENTE DI NO, ma se decidesse di mettere a pagamento lo spazio web su GeoCities ?
    E se facessero lo stesso tutti gli altri fornitori di spazio gratuito ?
    Cosa succederebbe ?

    Chi volesse ancora mettere on-line i suoi contenuti gratuiti sarebbe costretto a pagare per farlo.
    Quanti credi che siano disposti a pagare di tasca propria senza rientrare nemmeno nelle spese ?

    Dove lo troveremo lo spazio per pubblicare delle alternative gratuite ?
    Su reti P2P come Freenet ?

    E se i provider a causa dell'incredibile aumento di traffico iniziassero a bloccare questi tipi di rete direttamente nei router ?
    Dove si sposteranno le alternative gratuite ?

    Allora, non sarebbe piu' logico cercare di far convivere pacificamente le due meta' del mondo ?
    Alcune cose gratuite e altre a pagamento ?
    Cosa c'e' di costruttivo nel fare una guerra santa ai servizi a pagamento su Internet ?
    Si rischia solo di scatenare una guerra che porterebbe male per tutti.

    Le aziende per evitare di perdere miliardi imporrebbero con la forza i loro contenuti a pagamento soffocando le alternative free, gli utenti si allontanerebbero in massa dalla rete e si andrebbe a finire con una grossa riduzione di quello che Internet e' diventata oggi.

    Ti sembra una bella prospettiva ?
    A me no, poi ognuno la puo' pensare come gli pare, vedremmo nei prossimi mesi e nei prossimi anni come andra' a finire e chi avra' avuto ragione.

    non+autenticato


  • - Scritto da: Jack
    > Allora, non sarebbe piu' logico cercare di
    > far convivere pacificamente le due meta' del
    > mondo ?

    Cristo santo, l'ho detto fin dall'inizio che non ho niente contro chi andra` verso la soluzione a pagamento. Dico che secondo me non funzionerà. Almeno finchè non troveranno un modo easy per far buttare un bel po di soldi alla gente in modo facile, come con gli SMS, e al momento (e pure in un futuro prossimo) non lo vedo possibile. Anche se dovesse diffondersi molto però, io non sarò certamente fra quelli che si fanno spennare.

    > Alcune cose gratuite e altre a pagamento ?
    > Cosa c'e' di costruttivo nel fare una guerra
    > santa ai servizi a pagamento su Internet ?

    .... mi sto stufando. Poi di guerra santa parli pure? Mi stai dando del talebano? Occhio che sono dalla parte opposta, io. Non ci crederai ma voto e ho sempre votato destra. Non perchè la consideri la cosa giusta, ma bensì il male minore.

    > Ti sembra una bella prospettiva ?

    certo che no.


    Ciao
    non+autenticato
  • - Scritto da: aS

    > Dico che secondo me
    > non funzionerà. Almeno finchè non troveranno
    > un modo easy per far buttare un bel po di
    > soldi alla gente in modo facile, come con
    > gli SMS, e al momento (e pure in un futuro
    > prossimo) non lo vedo possibile.

    Prova a guardare su

    www.micropagamenti.it

    Non mi sembra tanto impossibile

    > Anche se
    > dovesse diffondersi molto però, io non sarò
    > certamente fra quelli che si fanno spennare.

    Ma questo e' ovvio !

    Anche nella telefonia cellulare ci sono quelli che USANO il cellulare perche' gli SERVE e QUANDO gli serve, e quelli che invece spendono centinaia di migliaia di lire in SMS stupidi e idioti !

    Basta accendere il cervello e pagare per una cosa SE ti serve veramente e soprattutto SE il prezzo e' commisurato a QUANTO ti serve, no ?

    Se poi ci saranno quelli che si faranno spennare, beh, tanto meglio per gli altri, saranno loro a mantenere il sistema.

    Quello che sto dicendo e' che, visto l'andazzo attuale, e' NECESSARIO che ALCUNI servizi diventino a pagamento e che chi ha la NECESSITA' REALE di utilizzarli li paghi.

    Prendi come esempio cosa e' successo nella Sanita' italiana da quando e' stato tolto il ticket ai farmaci. C'e' stato un buco nei conti assurdo, per colpa del modo di ragionare degli italiani e dei loro medici:
    "ti serve una scatola di medicine? vai vai, te ne segno 3, tanto non si pagano !"

    Su GeoCities danno spazio gratis ? C'e' gente che ci mette la foto del gatto, del cane, della parete di casa che si asciuga dopo l'imbiancatura.... che senso ha ? Avrebbe fatto lo stesso se gli avessero chiesto anche solo 1'000 lire all'anno ?

    La maggioranza della gente e' stupida, se non la limiti in qualche modo rischia di mandare alla malora tutto il sistema.
    Sono come dei parassiti sempre pronti a succhiare e mai a dare un contributo.

    Ciao
    non+autenticato
  • > Su GeoCities danno spazio gratis ? C'e' gente
    > che ci mette la foto del gatto, del cane, della
    > parete di casa che si asciuga dopo
    > l'imbiancatura.... che senso ha ?

    Sicuramente il livello medio di cultura nei contenuti della Rete si sarà alzato grazie ai tuoi straordinari contributi ma a te cosa ne frega di quello mettono le persone sui propri spazi web? Geocities ha fatto un'offerta, l'ha sbandierata sulla propria home e tante persone hanno aderito.

    Non ci voleva tanto ad immaginare che quello spazio grtuito sarebbe stato utilizzato per piccole pagine personali, con tanto di foto di cani, gatti, criceti e uccelli...

    > Avrebbe fatto lo stesso se gli avessero chiesto
    > anche solo 1'000 lire all'anno ?

    Forse sì.

    > La maggioranza della gente e' stupida,

    Meno male che ci sei tu!!!

    > se non la limiti in qualche modo rischia
    > di mandare alla malora tutto il sistema.
    > Sono come dei parassiti sempre pronti a
    > succhiare e mai a dare un contributo.

    Il tuo discorso non ha proprio senso.

    Ma invece di perdere tempo con noi poveri pecoroni - tutti definitivamente ed irrimediabilemente stupidi - è meglio che dedichi tutte le tue energie a "dare contributi" alla Rete.

    mARCOs
    non+autenticato
  • - Scritto da: mARCOs

    >Geocities ha fatto
    > un'offerta, l'ha sbandierata sulla propria
    > home e tante persone hanno aderito.

    E se tra un po' di tempo non potesse piu' sostenerla questa offerta ?

    Ti faccio notare che nella home di Geocities puoi vedere proposti DUE servizi a pagamento e UNO gratis.

    SE (sto facendo un IPOTESI!) Geocities fosse costretta (per mancanza di soldi) a chiudere lo spazio gratis e lasciare solo quello a pagamento, cosa succederebbe all'informazione gratuita su Internet ???????

    Il discorso che sto cercando di fare e' che l'informazione gratuita su Internet esiste SOLO perche' qualcuno (come Geocities per es.) ha DECISO di fornire spazio web e servizi gratuitamente.
    E io per questo non smettero' mai di ringraziarli, sia chiaro !
    PERO', SE dovessero cambiare idea perche' non ce la fanno a sostenerne i costi ??????

    L'informazione in rete e' gratuita PERCHE' qualcuno fino ad ora ha fornito dei servizi sperando di guadagnare tramite altre strade (per es. la pubblicita'), ma se queste strade non funzionano ? Questi saranno costretti a smettere di fornire servizi gratis, e l'informazione gratuita che fine farebbe ?

    non+autenticato

  • Il problema è da quando le aziende hanno deciso che internet sarabbe stato un un metodo per guadagnare, si perchè dove ci sono utenze ci sono anche soldi da guadagnare.

    Mi sorprendo leggere queste cose su PI dove senza pubblicità non avrebbe modo di esistere, e ci guadagna abbastanza altrimenti che esisterebbe a fare?

    Beh il mondo è pieno di anime pie non si sa mai..

    ::: SPOT :::
    la morale è sempre quella fai merenda con girella!
    non+autenticato

  • Provo un attimo a pensare agli scenari che ci aspettano.

    Penso sia chiaro che le societa' che hanno investito miliardi nella rete non possono andare avanti senza un ritorno economico.

    La pubblicita', allo stato attuale delle cose, non sembra assolutamente in grado di fornire un ritorno economico sufficiente.

    Un'idea interessante, che e' in fase di studio da parte di molti soggetti, sarebbero i Micropagamenti.
    Cioe' un qualcosa di simile, per praticita', al denaro contante su Internet.

    Se vi interessa c'e' un interessante sito in italiano che ne parla.

    E' auspicabile (e probabile) che rapidamente una grossa fetta della "Internet commerciale" si converta a questa forma di businnes.

    Questo pero' si scontrera', sicuramente, con l'abitudine allo SCROCCO tipica degli utenti Internet.
    Infatti, gli utenti, sono stati abituati (male), che su Internet TUTTO e' DOVUTO e soprattutto TUTTO e' DOVUTO GRATIS.

    E lo scontro avverra' in un preciso campo di battaglia: il Peer To Peer.

    Napster e' stato un esempio illuminante per questo; e funzionera' da punto di riferimento ideologico.

    Se i siti inizieranno a far pagare i propri contenuti (anche utilizzando sistemi piu' equi e comodi degli abbonamenti come i micropagamenti), gli utenti inizieranno a condividere questi contenuti in reti P2P.

    Ogni utente che paghera' una piccola cifra per un certo "contenuto", lo rendera' disponibile su una rete P2P, per poter poi usufruire GRATUITAMENTE di miliardi di altri "contenuti" messi a disposizione dagli altri utenti.

    Inizialmente il mondo del businnes cerchera' di correre ai ripari inventandosi i piu' assurdi sistemi di protezione, che pero' verrano prontamente crackati dall'infinita inventiva degli utenti Internet.

    Ad un certo punto ci ritroveremo (DI NUOVO) nella situazione attuale, dove le aziende avranno investito miliardi e avranno ritorni economici troppo bassi.

    E qui si aprono alcuni scenari:

    1) Situazione Drastica

    La BSA (o chi per lei) diventera' una specie di sceriffo del 21esimo secolo; riuscira' a far diventare la pirateria un crimine peggiore del terrorismo, il P2P diventera' peggio della stregoneria nel medioevo.
    Gli utenti che utilizzeranno "contenuti" senza averli pagati verranno intercettati e denunciati.
    Se qualcuno inventera' un sistema a prova di intercettazione si scadra' in un nuovo Far West, dove la "giustizia" sara' autorizzata ad usare la forza contro sistemi informatici "fuorilegge". Per esempio gli utenti di reti P2P potrebbero venire sottoposti a veri e propri assalti di tipo DOS o simili.

    La situazione quindi vedra' la maggioranza degli utenti obbligata a pagare e una minoranza dedita alla clandestinita'.

    Le industrie avranno grossi guadagni ma anche grosse spese per sostenere questa specie di polizia digitale.

    2) Situazione Intermedia

    Si potrebbe invece consolidare una situazione simile a quella del software e della musica attuali, dove il mercato pirata e' sostenuto dagli utenti paganti e questi sono sufficienti alle aziende per ottenere decenti ricavi.
    Ovviamente ci saranno sempre lamentele circa perdite miliardarie dovute alla pirateria (vedi M$), ma a parte periodici scatti di "giustizia" le aziende si accontenteranno degli utenti paganti (che comunque non saranno pochi).

    Quindi avremo due lati di Internet, uno "pagante" e uno "pirata", che si autocompenseranno.

    3) Situazione Apatica

    I grandi fornitori di "contenuti" potrebbero anche decidere che "o tutti pagano, o niente". Quindi vista l'impossibilita' di fermare i contenuti abusivi, decideranno di abbandonare la rete.

    Nel fare questo pero' si porteranno dietro anche tutti i loro investimenti multimiliardari.
    E quindi iniziera' una reazione a catena:
    i grandi fornitori di servizi se ne andranno
    i grandi carrier li seguiranno
    con la diminuzione dei servizi molti utenti se ne andranno
    con gli utenti se ne andranno anche i fornitori piu' piccoli
    poi i carrier piu' piccoli
    quindi saliranno i costi di accesso
    se ne andranno ancora altri utenti.....

    La situazione ritornera' quella dei primi anni 90, Internet tornera' ad essere una realta' prevalentemente accademica, con pochi utenti e altrettanti pochi servizi.
    I contenuti saranno solo per campi "di nicchia".
    La grande massa della gente se ne sara' andata.

    Internet come la conosciamo adesso sara' morta....

    non+autenticato
  • Dove sono tutte ste aziende?... cazz0 vogliono mi chiedo. Abbiamo bisogno di connettività per tanto è l'unico pezzo di mercato che si possono prendere (e senza abusare su un qualcosa che serve per lo scambio di CULTURA). Il resto (ecommerce) è tutto guadagno per loro visto che abbattono i costi di gestione; ripeto, cazz0 vogliono?

    - Scritto da: Nessuno

    > 1) Situazione Drastica
    >
    > La BSA (o chi per lei) diventera' una specie
    > di sceriffo del 21esimo secolo; riuscira' a
    > far diventare la pirateria un crimine
    > peggiore del terrorismo, il P2P diventera'
    > peggio della stregoneria nel medioevo.
    > Gli utenti che utilizzeranno "contenuti"
    > senza averli pagati verranno intercettati e
    > denunciati.

    E chi comprerà più i PC? Compreresti una macchina se per fare 100 metri ti chiedessero 100lire? Il PC lo vedo come un mezzo per lo scambio di cultura e informazioni. Togli questo chi resta? Il bamboccio che lo usa per giocare? QUanto durerebbe se il papi dovesse pagare di continuo per connessione, SO, giochi, messaggi sui forum, chat ecc ecc? POCO.

    > La situazione quindi vedra' la maggioranza
    > degli utenti obbligata a pagare e una
    > minoranza dedita alla clandestinita'.

    Se con la macchina mi fanno pagare per ogni metro che faccio, vado in bicicletta, non pago, così anche per internet.


    > Si potrebbe invece consolidare una
    > situazione simile a quella del software e
    > della musica attuali, dove il mercato pirata
    > e' sostenuto dagli utenti paganti e questi
    > sono sufficienti alle aziende per ottenere
    > decenti ricavi.

    Buahahah, "sufficienti" per cosa? Per permettere ai produttori di comperarsi 50 ferrari con un PRODOTTO di un artista?

    > I grandi fornitori di "contenuti" potrebbero
    > anche decidere che "o tutti pagano, o
    > niente". Quindi vista l'impossibilita' di
    > fermare i contenuti abusivi, decideranno di
    > abbandonare la rete.

    Chi ha bisogno dei loro "contenuti"? Io no di certo, e nessuno che abbia un po di cervello. Internet è nato per una ragione precisa, e per farlo basta 1) posto dove discutere (e i server news non costano molto) 2) un posto dove "mettere" le proprie informazioni/lavori ...il resto è FUD.

    Poi se "attorno" qualcuno vuole guadagnare con l'e-commerce, coi siti a pagamento, che facciano pure, come nel mondo reale potranno fare i soldi, o fallire, dipende se la gente sarà interessata ai loro prodotti.

    Ciao


    ps: Internet è una grande strada, si paga la manutenzione della strada, ma non c'è assicurazione per gli incidenti. Se crashi contro un muro sono cazz1 tuoi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: aS
    > Chi ha bisogno dei loro "contenuti"? Io no
    > di certo, e nessuno che abbia un po di
    > cervello. Internet è nato per una ragione
    > precisa, e per farlo basta 1) posto dove
    > discutere (e i server news non costano
    > molto) 2) un posto dove "mettere" le proprie
    > informazioni/lavori ...il resto è FUD.

    E allora il problema non si pone nemmeno !

    Facciamo pure chiudere TUTTO e lasciamo solo i server news e l'e-mail.

    Pero' ti faccio notare che la rete era gia' cosi' 10 anni fa.
    E 10 anni fa quanta gente c'era ? E si riusciva a trovare la stessa quantita di informazione ?

    Adesso su Internet trovi TUTTO... se gli utenti diminuissero di 100 VOLTE, pensi di riuscire a trovare le stesse informazioni di adesso ?


    Io non riesco a capire una cosa:
    la stragrande maggioranza della gente, non batte ciglio quando si tratta di spendere 200 lire per mandare uno stupidissimo SMS ad un amico per dirgli due stronzate assolutamente inutili; invece non vuole pagare 100 lire per leggere, magari, un quotidiano su Internet che gli serve di piu'.

    C'e' gente che va all'edicola e senza problemi paga 10'000 per riviste assolutamente folli. E poi cade dalle nuvole quando qualcuno su Internet gli chiede 1'000 lire per un qualsiasi servizio molto piu' utile.

    Perche' nella vita reale si buttano MILIONI nelle piu' grosse stronzate senza alcun problema e invece su Internet non vogliamo spendere neanche una monetina ???? ??????? ??????????? ????????

    > ps: Internet è una grande strada, si paga la
    > manutenzione della strada, ma non c'è
    > assicurazione per gli incidenti. Se crashi
    > contro un muro sono cazz1 tuoi.

    Pensi davvero di pagarla tu la manutenzione della strada ?

    Pensi davvero che chi mette cavi in fibra ottica per migliaia di chilometri li paga con i soldi della connessione degli utenti casalinghi ?

    Sei proprio convinto ?

    Credi che chi costruisce PALAZZI INTERI PIENI DI COMPUTER per far funzionare siti come Google, Altavista, Yahoo, GeoCities, Tripod e migliaia di altri riesca a pagarli con i soldi tuoi o con i ricavi di un paio di banner ?

    Hai un'idea di quali siano le cifre in ballo in qualunque servizio che ci siamo abituati ad utilizzare GRATIS su Internet ?

    Lo sai ?

    non+autenticato


  • - Scritto da: Jack
    > E allora il problema non si pone nemmeno !
    >
    > Facciamo pure chiudere TUTTO e lasciamo solo
    > i server news e l'e-mail.

    L'email non è un posto dove posizionare, chesso' file.


    > Pero' ti faccio notare che la rete era gia'
    > cosi' 10 anni fa.

    Si, vero, e cosa c'è di diverso da adesso? CHe non c'è il mega-portalone inutile pieno di cazzate forse? E il suoi 100.000 fax-simili solo restando nel panorama italiano.

    > Adesso su Internet trovi TUTTO... se gli
    > utenti diminuissero di 100 VOLTE, pensi di
    > riuscire a trovare le stesse informazioni di
    > adesso ?

    No di certo, non le troverei. C'è da chiedersi, perchè dovrebbero diminuire 100 volte gli utenti ? Forse perchè manca www.aol.com? o www.msn.com? o www.virgilio.it? Tutti siti fotocopia e inutili. L'informazione vera si trova altrove.
    10 anni fa internet non era "popolato" come ora perchè non c'erano i MEZZI (leggi i PC) per farlo. Chi aveva un pc? E quanto costavano? Era una passione o un lavoro, 10 anni fa. Ora anche il calzolaio usa il computer! Ecco la diffusione da cosa è nata; non di certo dalla "grandi fonti di informazione" dei portali sopracitati.

    > Io non riesco a capire una cosa:
    > la stragrande maggioranza della gente, non
    > batte ciglio quando si tratta di spendere
    > 200 lire per mandare uno stupidissimo SMS ad

    Non sono fra quelli,anzi ABORRO chi lo fa.
    Forse sono gli stessi che fanno gli accessi su www.msn.it per vedere se c'è la foto della tizia del grande fratello? Bhè se cerchiamo polli da spennare forse li abbiamo trovatyi.

    > un amico per dirgli due stronzate
    > assolutamente inutili; invece non vuole
    > pagare 100 lire per leggere, magari, un
    > quotidiano su Internet che gli serve di
    > piu'.

    NON ho detto comunque che non deve esistere. Ho detto che secondo me non avrà alcun successo.

    > Perche' nella vita reale si buttano MILIONI
    > nelle piu' grosse stronzate senza alcun
    > problema e invece su Internet non vogliamo
    > spendere neanche una monetina ???? ???????
    > ??????????? ????????

    Forse perchè nella vita reale già buttiamo troppi soldi?

    > Pensi davvero di pagarla tu la manutenzione
    > della strada ?

    Sentiamo, chi la paga se non gli utenti internet tramite gli abbonamenti ai provider? Sai come funziona la cosa o no? Sai che tiscali prende una percentuale da telecom sui soldi che ci guadagna dalle telefonate verso i propri pop di accesso? Sai che con quei soldi mandano avanti la baracca (mica pochi, cmq)?
    O pensi che quei soldi siano di fantomatiche imprese che mettono migliaia di miliardi e sperano di guadagnarci in futuro?

    > Pensi davvero che chi mette cavi in fibra
    > ottica per migliaia di chilometri li paga
    > con i soldi della connessione degli utenti
    > casalinghi ?

    Indubbiamente hai ragione tu, saranno soldi investiti senza la minima sicurezza di un ritorno... ma per favoreeeee.

    > Credi che chi costruisce PALAZZI INTERI
    > PIENI DI COMPUTER per far funzionare siti
    > come Google, Altavista, Yahoo, GeoCities,
    > Tripod e migliaia di altri riesca a pagarli
    > con i soldi tuoi o con i ricavi di un paio
    > di banner ?

    Calmo, mai parlato di costi per i portali, MAI.
    Non mettermi in bocca parole che non ho detto qui si stava parlando di infrastrutture.

    Il tuo atteggiamento saccente comincia a starmi sui nervi, parla invece di domandare, ulluminaci con la tua infinita cultura.


    Adios
    non+autenticato

  • - Scritto da: Nessuno
    >
    > Provo un attimo a pensare agli scenari che
    > ci aspettano.
    >
    > Penso sia chiaro che le societa' che hanno
    > investito miliardi nella rete non possono
    > andare avanti senza un ritorno economico.
    >
    > La pubblicita', allo stato attuale delle
    > cose, non sembra assolutamente in grado di
    > fornire un ritorno economico sufficiente.
    >
    > Un'idea interessante, che e' in fase di
    > studio da parte di molti soggetti, sarebbero
    > i Micropagamenti.
    > Cioe' un qualcosa di simile, per praticita',
    > al denaro contante su Internet.
    >
    > Se vi interessa c'e' un interessante sito in
    > italiano che ne parla.
    >
    > E' auspicabile (e probabile) che rapidamente
    > una grossa fetta della "Internet
    > commerciale" si converta a questa forma di
    > businnes.
    >
    > Questo pero' si scontrera', sicuramente, con
    > l'abitudine allo SCROCCO tipica degli utenti
    > Internet.
    > Infatti, gli utenti, sono stati abituati
    > (male), che su Internet TUTTO e' DOVUTO e
    > soprattutto TUTTO e' DOVUTO GRATIS.
    >
    > E lo scontro avverra' in un preciso campo di
    > battaglia: il Peer To Peer.
    >
    > Napster e' stato un esempio illuminante per
    > questo; e funzionera' da punto di
    > riferimento ideologico.
    >


    Condivido sostanzialmente questa analisi. L?articolo di Mantellini aveva lo scopo di ?provocare? la reazione dei lettori su un argomento molto importante, fondamentale direi: ?bisogna far pagare i contenuti su Internet??

    Sappiamo tutti che Internet è uno strumento di comunicazione nato libero e tale deve restare, ma far pagare (POCO) i contenuti non significa affatto ?imprigionare? Internet. Spendiamo tanti soldi in sciocchezze, a cominciare dalle telefonate: ne facciamo tante, troppe, siamo uno dei popoli più chiacchieroni del mondo. Possibile che non si trovino mille lire per leggere ogni giorno le notizie su un sito di informazioni che riteniamo valido, veritiero, affidabile? Oppure altre mille per scaricare musica da Napster (nuova versione) ?

    No, non lo credo. In realtà è un problema di mentalità: siamo abituati ad avere tutto gratis. Ma non potrà durare per sempre. Chi fornisce contenuti ha dei costi. A fine mese deve pagare i propri dipendenti, i fornitori, ecc. E se i conti non tornano alla fine chiude. La pubblicità? Si concentra tutta su alcuni siti molto visitati. Agli altri niente.


    Dunque ci sono tre scenari possibili:

    1) la militarizzazione delle multinazionali contro la pirateria: non è quel che si dice una bella cosa?

    2) l?abbandono della rete da parte delle suddette multinazionali: so che a qualcuno farebbe piacere ma non sarebbe utile: senza i contenuti, dalla rete se ne andrebbe anche la gente. E allora la democrazia elettronica come la facciamo?

    3) L?ideale sarebbe che i due sistemi coesistessero: da una parte i siti a pagamento, dall?altra quelli gratuiti. Anzi, un sito potrebbe avere parti gratuite e parti a pagamento. In questo modo non si forzerebbe nessuno, il passaggio sarebbe graduale e contenterebbe un po? tutti.


    Per concludere, ritengo che la legge sui diritti d?autore vada modificata: un artista non può pretendere di guadagnare su un?opera per tutta la vita. La più che giusta tutela dei suoi diritti dovrebbe essere limitata ad un paio d?anni, dopodiché l?opera dovrebbe diventare ?patrimonio dell?Umanità? ed essere diffusa liberamente senza infrangere nessuna legge. Questo è il mio modesto parere.



    Voltaire 2001





    non+autenticato
  • - Scritto da: Voltaire 2001

    > Per concludere, ritengo che la legge sui
    > diritti d?autore vada modificata: un artista
    > non può pretendere di guadagnare su un?opera
    > per tutta la vita. La più che giusta tutela
    > dei suoi diritti dovrebbe essere limitata ad
    > un paio d?anni, dopodiché l?opera dovrebbe
    > diventare ?patrimonio dell?Umanità? ed
    > essere diffusa liberamente senza infrangere
    > nessuna legge. Questo è il mio modesto
    > parere.

    Qui pero' (attualmente) c'e' un problema di tempi di ritorno degli investimenti.
    Ancora in molte realta' un investimeto (tempo, lavoro e denaro) ci impiega molto piu' di due anni prima di ritornare all'origine. Chi puo' stabilire quando un lavoro ha reso abbastanza e puo' essere donato all'Umanita' ?

    Ma Internet (se usato piu' intelligentemente) potrebbe far fare proprio il salto di qualita'.

    Tramite la rete si possono avvicinare "produttore" e "fruitore" ed eliminare molti anelli della catena.

    Basta pensare alla percentuale del costo di un CD musicale che ritorna all'autore. Oppure alla percentuale del prezzo di un libro che ritorna allo scrittore.
    Oppure, quando compriamo un quotidiano per 1500 lire, quante di queste vanno agli autori degli articoli ?

    Per fare l'esempio delle multinazionali della musica, si dovrebbero spostare sulla rete, fornire (e gestire) agli autori un sistema per distribuire le proprie opere direttamente all'utente finale abbattendo i costi.
    Un utente dovrebbe essere messo in grado di acquistare i singoli brani che gli interessano e poi utilizzarli su computer, player portatili o incidere la propria compilation.
    Le fabbriche di compact-disc avrebbero ancora senso, dovrebbero trasformarsi in centri di burning-on-demand, oppure di produzione di raccolte gia' preconfezionate per chi le preferisce in questa forma. Per non parlare poi dell'organizzazione dei concerti.
    Ma questo e' solo un esempio.

    Dalla standardizzazione globale della televisione, Internet potrebbe essere il mezzo per una personalizzazione di qualunque prodotto soddisfi le nostre (personali) esigenze.

    E dovrebbe essere normale veder convivere realta' gratuite e realta' a pagamento.

    Basterebbe volerlo...

    non+autenticato


  • - Scritto da: Nessuno
    > - Scritto da: Voltaire 2001
    >
    > > Per concludere, ritengo che la legge sui
    > > diritti d?autore vada modificata: un
    > artista
    > > non può pretendere di guadagnare su
    > un?opera
    > > per tutta la vita. La più che giusta
    > tutela
    > > dei suoi diritti dovrebbe essere limitata
    > ad
    > > un paio d?anni, dopodiché l?opera dovrebbe
    > > diventare ?patrimonio dell?Umanità? ed
    > > essere diffusa liberamente senza
    > infrangere
    > > nessuna legge. Questo è il mio modesto
    > > parere.
    >
    > Qui pero' (attualmente) c'e' un problema di
    > tempi di ritorno degli investimenti.
    > Ancora in molte realta' un investimeto
    > (tempo, lavoro e denaro) ci impiega molto
    > piu' di due anni prima di ritornare
    > all'origine. Chi puo' stabilire quando un
    > lavoro ha reso abbastanza e puo' essere
    > donato all'Umanita' ?
    >


    L'autore stesso, ovviamente. La mia proposta, che ho riassunto per motivi di spazio, prevede che sia l'autore a decidere se rinnovare i diritti, fino a un limite massimo di 10 anni. Proprio come avviene per i brevetti.

    se vuoi saperne di più:

    http://www.multimediaclub.org/forum/ultimatebb.cgi...


    Se ti fa piacere, puoi rispondermi con una e-mail.

    Ciao

    Voltaire 2001
    non+autenticato
  • - Scritto da: Voltaire 2001

    > L'autore stesso, ovviamente. La mia
    > proposta, che ho riassunto per motivi di
    > spazio, prevede che sia l'autore a decidere
    > se rinnovare i diritti, fino a un limite
    > massimo di 10 anni. Proprio come avviene per
    > i brevetti.
    >
    > se vuoi saperne di più:
    >
    > http://www.multimediaclub.org/forum/ultimateb

    Concordo con il tuo punto di vista.

    Un unico appunto: l'attuale normativa del diritto d'autore prevede lo sfruttamento economico dell'opera per tutta la vita dell'autore e poi per 70 anni dalla morte a favore degli eredi.

    Ciao
    non+autenticato
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