Largo ai processori di plastica

Una start-up europea promette di rivoluzionare il mondo dei micro-chip annunciando i primi prototipi di processori in plastica. La fine del silicio?

Cambridge - Ormai da qualche tempo si parla della plastica come probabile sostituto del silicio nei microchip. Una piccola start-up inglese, la Plastic Logic, ha deciso di passare dalle parole ai fatti e con la collaborazione dell'Università di Cambridge sta sviluppando il primo processore plastico della storia.

La Plastic Logic ha inventato e brevettato un metodo per stampare la plastica su di un sottostrato polimerico: con questo processo produttivo l'azienda si è detta in grado di costruire transistor flessibili che, al contrario di quelli contenuti nei tradizionali chip di silicio, possono essere impressi su di una sottile pellicola.

Fra i principali pregi attribuiti all'introduzione dei materiali plastici nel mondo dei semiconduttori c'è l'economicità della produzione e la flessibilità, una caratteristica quest'ultima che dà modo a questi chip di essere utilizzati proficuamente in settori quali quello dei flat panel e dei wearable computer.
Di certo, e lo ammette anche la stessa Plastic Logic, il giorno in cui la plastica sostituirà completamente il silicio non è certo dietro l'angolo: per il momento questi chip, di cui si attende il primo prototipo questa estate, saranno infatti impiegati, oltre che nei monitor TFT, in tutte quelle smart appliance che richiedono una potenza di calcolo minima (come le etichettatrici elettroniche).

Intel sostiene che la plastica difficilmente riuscirà a soppiantare il silicio per quel che riguarda le normali CPU, prevedendo che nel prossimo futuro queste soluzioni troveranno impiego solo nel mercato ultra low-end. Sembra dunque che i computer "avvolgibili" dovranno rimanere fantascienza ancora per un paio di decenni almeno.