Random043/ Una bomba ad orologeria

I brevetti nelle tecnologie base del Web? Il Web Consortium cambia strategia: si apre una stagione che potrebbe modificare molto della rete come la conosciamo oggi. Ecco cosa sta accadendo

Random043/ Una bomba ad orologeriaRoma - A volte ci sono dei dettagli che - da soli - dicono molto. Per esempio quando una proposta, tendenzialmente controversa, viene resa pubblica a ferragosto sorge sempre il sospetto che sia stata scelta quella data a bella posta per farla passare inosservata.

Il 16 agosto scorso, il Web Consortium (W3C) ha pubblicato la proposta di un gruppo di lavoro, che comprende esponenti di alcune delle maggiori imprese del settore informatico, che potrebbe cambiare il Web per come è nato e lo conosciamo oggi. La proposta prevede l'adozione di una nuova "policy", vale a dire di una nuova politica, per gli standard del web.

L'argomento non è dei più semplici ma, in linea di massima, potrebbe essere riassunto in questo modo: attualmente il W3C pubblica "raccomandazioni" e "proposte" di standard riguardanti il www; sulle pagine del sito si possono trovare le specifiche dell'Html, dei CSS e di tutta un'altra serie di tecnologie che rendono possibile la visualizzazione delle pagine e la pubblicazione dei contenuti dei siti web. Fino ad oggi si è sempre trattato di standard cosiddetti "aperti", vale a dire non soggetti a copyright, brevetti o diritti economici di alcun tipo. Chiunque infatti può scrivere un programma che segua uno di questi standard senza dover pagare un centesimo a coloro che lo hanno sviluppato.
Ma, fra qualche mese, le cose potrebbero radicalmente cambiare.

Infatti - qualora la nuova proposta fosse accettata - sarebbe possibile definire standard che usano tecnologie coperte da brevetto e che quindi, per essere usate, dovrebbero essere pagate. Non si tratterebbe di cifre enormi, tanto è vero che si prevede l'introduzione di una licenza "ragionevole e non-discriminatoria" (RAND) che si andrebbe ad affiancare all'attuale, quella "senza diritti d'autore" (RF).

Inutile dire che questa notizia ha provocato un bel putiferio, anche perché fissava al 30 settembre la data ultima per inviare commenti. Le numerose e veementi proteste hanno fatto slittare il termine all'11 ottobre, mentre per il momento, resta ancora ferma al febbraio 2002 la data entro la quale verrà presa una decisione in merito. Ma l'opposizione registrata ha già avuto qualche risultato: il coinvolgimento di Eben Moglen (Free Software Foundation) e Bruce Perens (Open Source Initiative) come esperti nel gruppo di lavoro sulla nuova "policy", la creazione di una specifica pagina web sull'argomento e l'impegno di sottoporre una nuova versione della proposta al commento pubblico prima dell'approvazione definitiva.

Le critiche comunque non sono arrivate solo da netizen incavolati o fieri sostenitori degli standard aperti, ma anche da diverse Internet Society e, naturalmente, da gruppi come l'EFF, da sempre attenti agli interessi degli utenti di Internet e alla libertà di circolazione delle informazioni.

La principale accusa sostiene che i proponenti vogliano "vendere" il web alle grandi compagnie che sarebbero le uniche a trarne vantaggio, vista la loro capacità di sviluppare nuove tecnologie e di sostenerne l'onere economico. Immaginiamo, per esempio, che un bel giorno (si fa per dire...) venga proposto come standard per le immagini da usare sul web un nuovo formato grafico che contiene un algoritmo coperto da brevetto.

Significherebbe che gli sviluppatori che volessero scrivere programmi che usano quel formato dovrebbero pagare i relativi diritti. In altri termini, la possibilità di inserire in uno standard elementi brevettati, seppure ad un costo "ragionevole", spianerebbe la strada ad un abuso da parte di coloro che hanno maggiori mezzi economici.

Altri sottolineano che una "policy" del genere sarebbe un vero e proprio stravolgimento della missione del W3C, nato per avere un ruolo di consultazione e di guida e non per fare il "venditore" di programmi coperti da brevetto. Molti degli oppositori ricordano poi che il successo del web è anche strettamente legato al fatto che, fino ad oggi, la tecnologia sulla quale si basa è gratuita ed aperta e che eventuali restrizioni dell'accesso a questa tecnologia andranno a svantaggio di tutta Internet.

L'argomento è scottante e sarebbe bene che ciascuno di noi leggesse la proposta in discussione per farsi una sua opinione in proposito. Conviene farlo subito. Almeno per il momento, il web è ancora accessibile a tutti allo stesso modo. Non è detto che fra quattro mesi sarà ancora così.

Giuseppe
TAG: mondo
30 Commenti alla Notizia Random043/ Una bomba ad orologeria
Ordina
  • Questo 2001, che dal 11 settembre, sara' indicato dai nostri nipoti, come l'anno zero, non finira' mai di stupirci.
    Che ci siano dei talebani, magari occidentali, dietro la proposta ventilata ?
    La mamma degli idioti e' sempre incinta.....
    non+autenticato
  • Sarebbe importante sapere se è nato prima Internet o il W3C.
    Se è nato prima il W3C (sic!) pazienza....
    Se è nata prima Internet, (censura!!!!!)
    non+autenticato
  • beh, Internet è nata _sicuramente_ prima... Ma se, dicendo Internet, intendi il Web beh, allora, dovresti sapere che a "capo" del W3C c'è Tim Berners-Lee, inventore e "papà" di HTML e HTTP.
    meditiamo, gente, meditiamo...
    non+autenticato
  • Internet e' le tecnologie legate al web si propongono e sempre piu' lo si vede come il futuro mezzo di comunicazione per eccellenza.

    Permettere la brevettazione di parti del protocollo e' quindi un grave attacco alla liberta' di comunicazione e scambio delle informazioni.

    Esempi:
    Se brevettassero alcune parole e tu per scrivere una lettera dovessi pagare 1c di Euro per ogni parola brevettata?

    Se brevettassero alcune parole e tu per fare una telefonata dovessi pagare per 1c di Euro per ogni parola brevettata che pronunci?


    I linguaggi che usa il web devono essere liberi.

    I grandi produttori possono poi costruire tutto il software proprietario e a pagamento che si vuole, ma deve esserci sempre la possibilita' di realizzare un prodotto alternativo che ci permetta di comunicare liberamente, senza dover pagare dazio a chi che sia.

    Il denaro deve essere un sistema di scambio per retribuire il lavoro che si fa, non un sistema di controllo e di imposizione che sfavorisca i piu' deboli.

    Un'idea non puo' essere remunerata, la sua implementazione puo' esserlo, ma non l'idea in se'.
    non+autenticato
  • l'unico modo per far sopravvivere il web ? da dove dovrebbero arrivare altimenti i soldi per tutto questo ?

    Anonimo (Provocatorio)
    non+autenticato
  • Non finiro'mai di ripetermi:

    Prima di tutto esiste una enorme quantita'di denaro pubblico (che in parte va a finire nelle tasche di M$) che serve alla ricerca universitaria e che potrebbe dare il suo grande contributo (sonoi soldi di tutti noi quindi e' giusto che sianospesi bene per una causa che ci riguarda molto da vicino ). POI per quale motivo dovrebbero essere SOLO le aziende Private a "garantire" lo sviluppo e la manutenzione di INTERNET?    
    Perche' dovrei far passare i miei soldi dalle casse di tali aziende quando possono essere usati direttamente allo scopo (e con minori costi)? Tranquillo non e' l'unico modo.

    - Scritto da: Anonimo
    > l'unico modo per far sopravvivere il web ?
    > da dove dovrebbero arrivare altimenti i
    > soldi per tutto questo ?

    > Anonimo (Provocatorio)
    non+autenticato
  • Tantopiù che, anche se una volta queste grosse aziende ignoravano l'esistenza di internet, non per questo l'esistenza della rete era in pericolo...
    Okay, poi sono arrivati i grossi capitali, internet è diventata il circo che è oggi, le grosse aziende devono avere un ritorno e così via, ma un'azienda che non è in grado di trarre guadagni leciti da Internet semplicemente non merita di starci
    Quindi attentare alla liberta di tutti quelli che vedono la rete come libertà di esprimersi, ponendo gabelle a favore di non meglio specificate lobbies non penso che porti molto lontano.

    - Scritto da: SoSe
    > Non finiro'mai di ripetermi:
    >
    > Prima di tutto esiste una enorme quantita'di
    > denaro pubblico (che in parte va a finire
    > nelle tasche di M$) che serve alla ricerca
    > universitaria e che potrebbe dare il suo
    > grande contributo (sonoi soldi di tutti noi
    > quindi e' giusto che sianospesi bene per una
    > causa che ci riguarda molto da vicino ). POI
    > per quale motivo dovrebbero essere SOLO le
    > aziende Private a "garantire" lo sviluppo e
    > la manutenzione di INTERNET?    
    > Perche' dovrei far passare i miei soldi
    > dalle casse di tali aziende quando possono
    > essere usati direttamente allo scopo (e con
    > minori costi)? Tranquillo non e' l'unico
    > modo.
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > l'unico modo per far sopravvivere il web ?
    > > da dove dovrebbero arrivare altimenti i
    > > soldi per tutto questo ?
    >    
    > > Anonimo (Provocatorio)
    non+autenticato


  • - Scritto da: Anonimo
    > l'unico modo per far sopravvivere il web ?
    > da dove dovrebbero arrivare altimenti i
    > soldi per tutto questo ?

    Internet e' nato e cresciuto senza brevetti, e senza aziende che lo supportassero.

    Se per "tutto questo" intendi quello che e' diventato il web ( soprattutto l'HTML ) dopo che le aziende cii si sono buttate, meglio fare senza.
    non+autenticato
  • Su queste cose, secondo me, non bisogna ragionare "da tecnici"... quando dico "tutto questo", intendo l'enorme diffusione che internet ha avuto, il fatto che oggi il mio idraulico ed il mio falegname comunichino in modo veloce ed efficace.

    Credo che la ricerca universitaria sia molto importante, in quanto in grado di portare avanti una logica di più lungo periodo ed essendo meno legata al ritorno economico (che comunque anche qui c'é) può essere più innovativo.

    Credo anche, però che sia ridicolo credere che sia tutto qui: la diffusione e la fruizione di servizi su vasta scala non può che essere affidata alle aziende, uniche in grado di disporre di mezzi ed organizzazione necessario.

    Anonimo
    non+autenticato
  • Se uno inventa una cosa ha tutto il diritto di rivendicare sopra propri diritti e percentuali.
    Non capisco l'indignazione.
    non+autenticato
  • Purtroppo bisogna prendere atto di una cosa: la rete per svilupparsi ha bisogno di tecnologie; solo i gruppi privati hanno le risorse necessarie da investire in sviluppo. Le comunità libere di sviluppatori non possono rappresentare un'alternativa valida proprio perché non hanno le risorse strutturali per reggere il confronto con la grande industria del software. C'è solo da augurarsi che si giunga ad un giusto compromesso tra tutte le parti in causa.


    - Scritto da: Deborah F.
    > Se uno inventa una cosa ha tutto il diritto
    > di rivendicare sopra propri diritti e
    > percentuali.
    > Non capisco l'indignazione.
    non+autenticato
  • Scusa e tutta quell' enorme quantita' di denaro pubblico che va' alle universita' e centri di ricerca pubblici a che servono?
    Lo sai che i protocolli su cui si basa internet sono nati in ambito pubblico (militare prima universitario poi)? Le aziende possono e devono dare il loro contributo ma non POSSONO essere solo loro il CUORE dello sviluppo di internet.
    Sono state le ULTIME a credere in internet e vogliono essere le prime , se non le uniche a mantenerne lo sviluppo?

    - Scritto da: Stefano Mecchia
    > Purtroppo bisogna prendere atto di una cosa:
    > la rete per svilupparsi ha bisogno di
    > tecnologie; solo i gruppi privati hanno le
    > risorse necessarie da investire in sviluppo.
    > Le comunità libere di sviluppatori non
    > possono rappresentare un'alternativa valida
    > proprio perché non hanno le risorse
    > strutturali per reggere il confronto con la
    > grande industria del software. C'è solo da
    > augurarsi che si giunga ad un giusto
    > compromesso tra tutte le parti in causa.
    >   
    >
    > - Scritto da: Deborah F.
    > > Se uno inventa una cosa ha tutto il
    > diritto
    > > di rivendicare sopra propri diritti e
    > > percentuali.
    > > Non capisco l'indignazione.
    non+autenticato
  • Sono sicuro che se il web fose nato proprietario adesso sarebbe una intranet.
    Un paragone calzante: perchè non mettiamo i diritti sulle lingue naturali!? L'Esperando che fine ha fatto? Per me cmq non sussiste problema; nel momento che impongono il copyright ad una tecnologia automaticamente la relegano a nicchia.   
    non+autenticato
  • - Scritto da: Deborah F.

    > Se uno inventa una cosa ha tutto il diritto
    > di rivendicare sopra propri diritti e
    > percentuali.
    > Non capisco l'indignazione.

    L'indignazione non c'e', a meno che l'inventore non abbia il potere di bloccare la diffusione della sua idea: ad esempio la tua auto/bici/motorino/tir ha tra le 2 e le 18 ruote, la ruota e' stata brevettata, che fai se il gentile signore decide che tu da domani non usi piu' la sua invenzione ?????!!!!????
    non+autenticato
  • Mi sa che non hai capito bene...


    Il problema sta nel fatto che Se Mangiasoft.dom crea un software e mangiasoft.dom è nel W3C, Mangiasoft puo' spingere il W3C a rendere quel soft uno standdard, e quindi, in pratica, ppuo' costringere ad usare quel software,,


    Adesso lo standard è (quasi) dato dalle caratteristiche globali del prodotto...
    Non dal peso che uno ha nel W3C


    Come dire che io creo un sito web e lo faccio diventare uno standard, costringendo tutti i produttori di Browser a produrne in modo tale che quando li lancio, la prima pagina che vedono e la home del mio sito...


    O, come l'esempio nellarticolo, io creo un formato immagine, e , avendo buon ppeso nel W3C costringo tutti i browser ad avere come unico formato immagine suportato, il mio formato..

    Così tutti sono costretti a pagarmi.. Ma non "Sono costretti perchè vogliono usare le mie immagini" MA "Sono costretti in quanto DEVONO usare le mie immagini"


    non+autenticato
  • in poche parole si lavora come vogliono loro e li paghiamo pure...geniale direi...
    ma andate a fan*****...


    > Mi sa che non hai capito bene...
    >
    >
    > Il problema sta nel fatto che Se
    > Mangiasoft.dom crea un software e
    > mangiasoft.dom è nel W3C, Mangiasoft puo'
    > spingere il W3C a rendere quel soft uno
    > standdard, e quindi, in pratica, ppuo'
    > costringere ad usare quel software,,
    >
    >
    > Adesso lo standard è (quasi) dato dalle
    > caratteristiche globali del prodotto...
    > Non dal peso che uno ha nel W3C
    >
    >
    > Come dire che io creo un sito web e lo
    > faccio diventare uno standard, costringendo
    > tutti i produttori di Browser a produrne in
    > modo tale che quando li lancio, la prima
    > pagina che vedono e la home del mio sito...
    >
    >
    > O, come l'esempio nellarticolo, io creo un
    > formato immagine, e , avendo buon ppeso nel
    > W3C costringo tutti i browser ad avere come
    > unico formato immagine suportato, il mio
    > formato..
    >
    > Così tutti sono costretti a pagarmi.. Ma non
    > "Sono costretti perchè vogliono usare le mie
    > immagini" MA "Sono costretti in quanto
    > DEVONO usare le mie immagini"
    >
    >
    non+autenticato


  • - Scritto da: nic
    > Mi sa che non hai capito bene...
    >
    >
    > Il problema sta nel fatto che Se
    > Mangiasoft.dom crea un software e
    > mangiasoft.dom è nel W3C, Mangiasoft puo'
    > spingere il W3C a rendere quel soft uno
    > standdard, e quindi, in pratica, ppuo'
    > costringere ad usare quel software,,

    Il fatto che una specifica ( ad esempio di un formato immagine ) sia uno standard, non vuole affatto dire che si e' obbligati ad utilizzarlo. Come potrebbe il W3C obbligarmi ad utilizzare e a pagare per le GIF ad esempio ?

    >
    >
    > Adesso lo standard è (quasi) dato dalle
    > caratteristiche globali del prodotto...
    > Non dal peso che uno ha nel W3C
    >
    >
    > Come dire che io creo un sito web e lo
    > faccio diventare uno standard, costringendo
    > tutti i produttori di Browser a produrne in
    > modo tale che quando li lancio, la prima
    > pagina che vedono e la home del mio sito...

    Idem come sopra. In che modo li costringi ?

    >
    >
    > O, come l'esempio nellarticolo, io creo un
    > formato immagine, e , avendo buon ppeso nel
    > W3C costringo tutti i browser ad avere come
    > unico formato immagine suportato, il mio
    > formato..

    riporto dall'articolo:
    "Infatti - qualora la nuova proposta fosse accettata - sarebbe possibile definire standard che usano tecnologie coperte da brevetto e che quindi, per essere usate, dovrebbero essere pagate."

    Come vedi si tratta di pagare per nuovi standard, non per quelli gia' in uso. Questo vuol dire che nessuno mi obbliga a pagare per il nuovo standard. Posso rimanere con il vecchio o (meglio ancora) passare ad uno standard veramente aperto. Poi si vedra' col tempo quale dei due vincera' e avra' la scelta da parte della gente.
    non+autenticato
  • 23 pugnalate
    non+autenticato
  • solo 23 ??? mi sembravano di piu...
    ghghghghghg
    ;-0)
    viva brutus...

    - Scritto da: Ansia
    > 23 pugnalate
    non+autenticato


  • - Scritto da: Deborah F.
    > Se uno inventa una cosa ha tutto il diritto
    > di rivendicare sopra propri diritti e
    > percentuali.
    > Non capisco l'indignazione.

    Si, ma se io invento un paio di mutande, tu non devi essere costretta a indossarle e quindi a pagarmi, perchè è di questo che si sta' parlando.
    non+autenticato
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