HyperBee promette il Web: supereremo Google

Lo studente che si occupa del progettone per il motore di ricerca peer-to-peer spiega perché HyperBee si lascerà alle spalle i motori tradizionali

Atlanta (USA) - "E' l'onda del futuro. Credo davvero che si possa effettuare un salto generazionale che lasci indietro i motori di ricerca che già ci sono". Questo è Todd Miller, uno studente di informatica della Georgia Tech che punta tutto su un progettone nato durante la frequentazione dei corsi, che punta alla realizzazione di un motore di ricerca peer-to-peer molto più potente ed efficace di quelli attuali.

Todd MillerIl motore si chiama HyperBee e potrebbe essere portato sulla rete globale entro il prossimo primo gennaio. Un motore distribuito che viene descritto da Miller come "un tentativo di indicizzare il web più rapidamente e più economicamente di quanto si sia mai creduto possibile". "Mano a mano che il web cresce - spiega la pagina dedicata al progetto - i motori di ricerca attuali trovano sempre più difficile aggiornare a dovere i propri indici". Ed è peraltro notorio che sono molti i motori, persino i più potenti, a non indicizzare più del 30 o 40 per cento del web. Da qui l'idea di HyperBee, "un network peer-to-peer che mira a risolvere i problemi che oggi sfidano i motori di ricerca attuali".

L'idea è semplice ed è già stata ampiamente utilizzata per altri progetti. La rete di volontari che aderiscono al network peer-to-peer installano sul proprio computer uno screensaver che, quando il PC non viene utilizzato dall'utente, lancia un programma di ricerca e indicizzazione che contribuisce a far crescere il numero di dati disponibili sul network e dunque delle informazioni che possono essere ricercate su web da parte degli utenti di HyperBee.
"Google, Yahoo e AltaVista - sostiene Miller - hanno più o meno la stessa interfaccia che è stata utilizzata fin dal primo motore di ricerca, il World Wide Web Worm. Inserisci una parola chiave, premi Invio e ti arriva una lista di 10mila risultati". L'idea di HyperBee, invece, è quella di consentire "una più facile consultazione dei risultati per trovare rapidamente proprio quello che si cerca, attraverso l'uso di sistemi di clustering ed altre cosucce. Ma non voglio rivelare tutti i segreti".

Il "volontario" che aderisce al network, di fatto elabora con il proprio computer pacchetti di dati catturati sulla rete dal proprio sistema e li invia agli indici centrali di HyperBee. La chiave sta nell'elaborazione più raffinata e completa dei dati che compongono ciascuna pagina. "Cercheremo - spiega Miller - di elaborare le pagine al meglio per capire cosa c'è su ciascuna di esse, per far ottenere liste di 50 risultati, effettivamente e strettamente legati a quello che si cerca".
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9 Commenti alla Notizia HyperBee promette il Web: supereremo Google
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  • Ok col peertopeer ha più potenza di calcolo per raccogliere info, ma la vera problematica per distinguersi non è quella:

    - algoritmo per stabilire il ranking
    - potenza di calcolo per indicizzare le info raccolte dai client

    se risolvi solo la raccolta informazioni, vuol dire che i 5000000 risultati ritornati saranno ancora più incasinati!
    non+autenticato

  • Chi paga "gli aderenti" ?

    Il motore si pagherà o si tratta di filantropia?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Licantropo
    >
    > Chi paga "gli aderenti" ?
    >
    > Il motore si pagherà o si tratta di
    > filantropia?

    Un falso problema. Se non ci si da' una mano tra noi qui dove andremo a finire? Se lo scopo e' avere tutti uno strumento fatto meglio... io sono qui.
    non+autenticato
  • > Un falso problema. Se non ci si da' una mano
    > tra noi qui dove andremo a finire? Se lo
    > scopo e' avere tutti uno strumento fatto
    > meglio... io sono qui.

    Una falsa risposta. Basta con 'sta storia del "diamoci una mano tra di noi". Noi chi? Perchè? E non tiratemi fuori quelle storie trite e ritrite che la Rete è nata libera, ecc. Blah! Cominciamo a darcela per strada una mano, cominciamo a diventare tutti più civili.

    E poi, non avete pensato che i "volontari" saranno tutti coloro che hanno interesse ad avere più accessi alle loro pagine? Andiamo...
    non+autenticato
  • Uhmmm... mi pare che si stia andando fuori strada... nella filosofia del peer-to-peer (un po' come nell'open source) l'obiettivo non è tanto il lucro, quanto l'utilizzo di un sistema a cui tutti gli utenti danno un contributo, in modo da avere degli strumenti funzionali, che possono mantenersi gratuiti proprio grazie al carico "distribuito" di lavoro.
    Ora, non vedo cosa ci sia da pagare i "volontari" di HyperBee, visto che l'elaborazione la fa il computer in automatico. E' chiaro che non ci si rivolge a chi ha una connessione con tariffa a tempo, ma a chi ha una Xdsl o flat o simili.
    La polemica sul fatto che i volontari siano quelli che vogliono avere un ritorno personale mi pare poco azzeccata, non vedo in che modo si possa ottenere questo da un motore di indicizzazione che gira sul proprio computer... direi che serve più camomilla e menno caffè e stimolanti!Occhiolino
    non+autenticato


  • - Scritto da: Mi sono rotto le palle

    > Una falsa risposta. Basta con 'sta storia
    > del "diamoci una mano tra di noi". Noi chi?
    > Perchè? E non tiratemi fuori quelle storie
    > trite e ritrite che la Rete è nata libera,
    > ecc.

    Io non avrei problemi a far girare il client su una delle mie macchine, purche', ovviamente, lo stesso sia rigorosamente open-source e personalmente compilato dai sorgenti.
    non+autenticato
  • basterebbe che per poter utilizzare il motore tu debba installare il programma per indicizzare... cosi' chi contribuisce puo' accedervi, ognuno in base alle sue possibilita`. chi ha una tariffa di conn a tempo ovviamente comunichera' meno risultati, ma d'altro canto lo usera' meno, immagino. bye!
    non+autenticato
  • L'idea è buona finchè rimane di proprietà del Georgia Tech's College of Computing, fare il volontario gratis per una società commerciale non mi pare una nobile causa.

    Scarlight
    non+autenticato
  • Condivido in pieno !
    HyperBee guadagna ed i nostri pc lavorano !
    Col cavolo !

    - Scritto da: Scarlight
    > L'idea è buona finchè rimane di proprietà
    > del Georgia Tech's College of Computing,
    > fare il volontario gratis per una società
    > commerciale non mi pare una nobile causa.
    non+autenticato