Più guardo il report e leggo le osservazioni online di altri utenti più o meno ferrati in materia e più mi convinco che quel report sia di buona qualità al contrario di quanto sostenuto precedentemente dagli scettici e che le critiche avanzate siano senza il benché minimo fondamento.

Questo non toglie che ci sono critiche e punti poco chiari che andrebbero indirizzati, magari da qualche spiegazione da parte dei 7 professori ed ingegneri che hanno messo alla prova l'e-cat, ma si tratta IMO di punti marginali che difficilmente possono aver inficiato l'esito del report anche nel caso in cui il tentativo di falsare i dati misurati fosse stato deliberato da parte di Rossi.

La prima critica è un mero insulto ai 7 scienziati che cerca di insinuare il dubbio che non siano stati in buona fede. Questa critica lascia un po' il tempo che trova dato che non esiste alcuna prova a suo sostegno se non l'incapacità di qualcuno di accettare i risultati del report e considerarli legittimi. Non essendo in grado di attaccare i risultati del report si fa un attacco ad-hominem, per di più del tutto gratuito ai 7 professionisti.

Tali professionisti sono 7 scienziati provenienti da 2 paesi e 3 università distinte. Tutti tranne uno di loro ha pubblicato rapporti scientifici precedentemente (in particolare Levi) e non vi è stato mai alcun motivo per dubitare della loro buona fede ed onestà intellettuale precedentemente.
Uno di questi, Hanno Essén, è stato fino a qualche tempo fa pure scettico circa l'esistenza e il buon funzionamento dell'e-cat ed è stato direttore fino ad un paio di anni fa della Swedish Skeptics Society ( http://en.wikipedia.org/wiki/Swedish_Skeptics_Soci... ) che è grossomodo l'equivalente svedese del CICAP italiano.
Sostenere quindi che queste persone siano disposte a buttare alle ortiche la propria brillante carriera scientifica per far contento Rossi sfiora la fantascienza pura.

Si sono sollevate critiche circa l'indipendenza del rapporto... queste critiche sono, IMO, senza base. Il rapporto è stato commissionato dalla ELFORSK svedese, un'azienda che si occupa di ricerca e sviluppo nel settore dell'energia e che si è dichiarata molto soddisfatta circa il rapporto dei 7 scienziati ( http://www.elforsk.se/Aktuellt/Svenska-forskare-ha.../ usate google-translator ). Questa indagine condotta dalla ELFORSK probabilmente è stata commissionata per vedere se c'erano le condizioni per un investimento in questa tecnologia, o in altre parole se l'Effetto Rossi era reale (ma queste sono deduzioni mie). L'esperimento è stato condotto indipendentemente dai 7 scienziati in un ambiente a cui Rossi e i suoi collaboratori non avevano accesso e hanno avuto (i 7 scienziati), fin dall'inizio, il permesso di pubblicare qualsiasi risultato, positivo o negativo che fosse, circa l'e-cat. Gli strumenti usati per le misurazioni sono stati portati dagli stessi scienziati e sono stati calibrati prima di essere utilizzati perciò è da escludere qualsiasi manomissione in questo senso. Date queste premesse sostenere che lo studio non sia indipendente semplicemente perché Levi conosce Rossi e ne ha sostenuto in passato le posizioni (probabilmente perché aveva già avuto modo di vedere l'e-cat in funzione) più che una critica sembra una barzelletta dato che se anche Levi fosse stato propenso a favorire Rossi non lo sarebbero stati gli altri 6 e, come dicevo, non credo che Levi abbia tendenze a farsi male da solo e gettare alle ortiche la sua carriera. Maggiori informazioni circa i 7 membri del gruppo e la loro carriera professionale possono essere trovate in un recente articolo di Forbes sulla questione: http://www.forbes.com/sites/markgibbs/2013/05/24/t.../

Stabilito quindi che i 7 scienziati non sono in combutta con Rossi ma lavoravano per una terza compagnia interessata a stabilire la veridicità delle affermazioni di Rossi e stabilito che gli strumenti di misura sono stati portati dagli scienziati stessi, sono stati calibrati e quindi non erano soggetti a nessuna falsatura nelle loro misurazioni possiamo escludere qualsiasi errore in malafede dei 7 scienziati e passare oltre.

Si è sollevata la questione circa un possibile errore di misura del PCE-830 ( http://www.pce-italia.it/html/dati-tecnici-1/anali... ) sulla potenza in ingresso. Tale analizzatore di potenza è uno strumento professionale del costo di 1500 euro perfettamente adatto alle misurazioni che si sono fatte e con un errore dell'1% se il fattore di potenza era incluso fra 0.5 e 1. Il PCE-830 è anche in grado di visualizzare tale fattore di potenza ed è perciò perfettamente in grado di segnalare situazioni anomale che ne compremetterebbero il corretto funzionamento. Come ho detto si tratta di uno strumento professionale, non di un multimetro da 15 euro comprato dai cinesi né di un amperometro del secolo scorso.

Si è sostenuto che la modulazione dell'e-cat (tramite TRIAC) confondesse il PCE-830, questo sarebbe vero se il PCE-830 fosse stato collegato DOPO i TRIAC, ma il PCE-830 è stato collegato a monte dell'e-cat e a monte della scatola di controllo dell'e-cat, quindi anche a monte dei TRIAC, come è spiegato nel rapporto a pagina 16. A questo si aggiunge che i TRIAC non fanno alcuna magia, si limitano a tagliare la forma d'onda in una modulazione di tipo PWM come quella che avviene nei variatori di luce delle vecchie lampade ad incandescenza al fine di diminuire la potenza media che arriva al carico.

Dato il sampling del PCE-830 a 16us si è sostenuto che Rossi abbia modulato la tensione in ingresso in modo da far passare maggiore potenza fra un sampling e l'altro... questo è praticamente impossibile da realizzare. Per due ragioni: 1) Rossi non sapeva del PCE-830 finché gli scienziati non l'hanno portato lì 2) è praticamente impossibile dall'esterno sapere quando avviene il sampling all'interno del PCE-830 e perciò Rossi non aveva alcuna possibilità di sincronizzarsi con esso senza contare che modulare una grossa quantità di energia ad alta frequenza così come richiederebbe un trucchetto del genere è già difficile di per sé.

Si è sostenuto che Rossi abbia fatto arrivare una tensione DC, anziché AC, all'e-cat... ma in questo caso il PCE-830 avrebbe misurato 0 dato che è stato studiato per funzionare solo con tensioni AC (provate a collegare un ampere-clamp di un misuratore AC su un cavo in cui scorre corrente DC), inoltre avrebbe mostrato un Power Factor nullo dato che il PF ha senso solo per correnti AC. Non solo... ma è ragionevole supporre che l'e-cat fosse collegato alle stesse prese in cui era collegata tutta la strumentazione, computer degli scienziati incluso... questo avrebbe di certo interferito pesantemente con il funzionamento del computer e delle apparecchiature, forse anche distruggendoli.