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- Scritto da: basement cat
> Qualcuno sì, qualcuno altro si accontenta di
> sostenere che anche il criceto ha diritto di
> vivere.

Ma non a mie spese.
Se qualcuno, per difendere un criceto, mi mette in pericolo, per me è un nemico da abbattere prima che le sue azioni abbattano me.

> Sono un pericolo solo quando passano all'azione.
> Altrimenti non hanno peso sufficiente per
> influire sull'opinione pubblica. D'altra parte,
> tengono tutti noi a conoscenza di un problema che
> altrimenti ci piacerebbe ignorare per non avere
> rimorsi di coscienza.

Sono un pericolo sia quando passano all'azione, sia quando mistificano i fatti decontestualizzandoli per, per esempio, impedire la raccolta di fondi necessari a combattere determinate malattie... o peggio... attaccare personalmente qualcuno mettendolo in condizione di reale pericolo per la sua stessa vita.

Non mi pare poi che questi fanatici abbiano così poca influenza come pensi. Probabilmente li stai sottovalutando.

> Neppure la questione del vivere sulla vita di
> altri animali si può liquidare con un'alzata di
> spalle. Possiamo farlo lo stesso, perché non
> abbiamo alternative, ma non liquidare il problema
> e gli animalisti sono sempre lì a ricordarcelo.

Per me non è affatto un problema. Se per trovare una cura dobbiamo sacrificare un milione di topi... lo si faccia subito, senza pensarci sopra due volte.
Il problema però non è il fatto che stiano lì a ricordarti fatti del tutto irrilevanti... il problema è che con le loro azioni e con le loro parole (come ho detto... mistificando e cambiando fatti per adattarli alla loro causa) distruggono attivamente il lavoro di moltissimi ricercatori e le speranze di moltissime persone che oggi sono senza cura. Questo pattume, con le loro azioni e con le loro mistificazioni, condanna persone reali ad una vita misera o alla morte.

> Ma lo sarebbe anche chi rifiuta di vedere un
> problema nel fatto che noi viviamo a spese degli
> animali, così come in generale viviamo a spese
> degli altri, quando possiamo.

Non vedo alcunché di sbagliato nel vivere a spese degli animali, visto che gli animali vivono a loro volta a spese di altri animali. Queste regole non le abbiamo stabilite noi. Ci troviamo a vivere in un mondo in cui valgono regole che per noi sono crudeli e disgustose. Non avendo stabilito noi queste regole, ma trovandoci a subirle come qualsiasi altro animale, siamo costretti a fare scelte che preferiremmo non fare. Spesso cerchiamo di migliorare (per noi e per gli animali) il mondo in cui viviamo, ma non è sempre possibile.

> Lo è solo perché attualmente non è fattibile
> rispettare tutti gli animali come se fossero
> esseri umani, ma gli animalisti lo pretendono
> ugualmente.

Mettendoci in pericolo. In un pericolo reale, obiettivo e tangibile. Tant'è che non esistono medicine o tecniche mediche sviluppate senza l'uso della sperimentazione animale. Se gli animalisti fossero almeno coerenti con sé stessi non si farebbero curare in alcun ospedale e con alcuna medicina. Ma scommetto che quando stanno male, male sul serio, improvvisamente si dimenticano di tutti i bei principi con cui si sono imbottiti l'encefalo.

Un po' come i superstiziosi che corrono dal medico anziché affidarsi alla loro sciocca divinità quando hanno realmente bisogno di aiuto... salvo poi ringraziare "dio" (o equivalente) quando una medicina o un medico li cura.

> Secondo me sono necessari, perché se non ci
> fossero gli animalisti, i cristiani, Hamas a
> darci fastidio con le loro idee preferiremmo
> tirare dritto in ciò che ci conviene facendo
> spallucce.

Secondo me no. Nessuno dei cambiamenti nella storia dell'uomo si è avuto grazie a fanatici... ma grazie all'educazione e al miglioramento della nostra qualità della vita. Quando stai bene e hai la pancia piena puoi occuparti anche dei diritti altrui. Quando hai fame o stai male difficilmente te ne fregherà qualcosa del tuo compagno di banco. L'educazione poi ha fatto il resto.
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Modificato dall' autore il 15 agosto 2014 04.00
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