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Premetto che ho faticato un po' a seguire il filo del tuo discorso, ma provo a rispondere.

> Il medico, il musicante, il professore vanno
> pagati, è ovvio, per quello che fanno, e per
> quello che hanno fatto, se riescono a venderlo

E dimmi in cosa e' diverso il programmatore.

> ma che "brevettino" i loro prodotti una volta
> messi sul mercato

E fin qui ti seguo

> o rendano illegali le copie
> senza la tassa e la loro semplice diffusione è
> forse appropriazione indebità della altrui
> libertà.

Tassa? Bisogna stare attenti a mischiare musica e software, sono due mondi molto diversi, con problematiche a volte simili, ma diverse.
Addentrarci sulla teoria del diritto d'autore e' un po' materia da uomini di legge, quindi non mi sento di parlarne troppo.
Farei un'approssimazione. Il diritto d'autore possiamo definirlo come il diritto dell'autore di decidere il destino e le modalita' di fruizione della sua opera.
E non e' il male. Per rilasciare un software come free software devi detenere il copyright sul software...
Incredibilmente il discorso sul free software genera infinite incomprensioni.
Quello che viene definito "copyleft" funziona grazie al "copyright", non e' una negazione di esso, come il gioco di parole potrebbe far pensare.

> E' sufficiente che l'autore sia
> proprietario delle vendite di ciò che produce,
> non anche della libera diffusione.

E qui non ti seguo, scusa, cosa intendi?

> Il problema
> nasce dalla paura. L'artista ha paura che poi
> nessuno paghi per quello che ha fatto. Ma non è
> detto che tutti siano avari e che non abbiano la
> gentilezza di farlo, premiando la qualità.

Si parla di musica qui.
E' un mondo diverso, e' il modello di business che e' sbagliato, ma e' un altro discorso.
Ne parliamo alla prima notizia di PI in merito ok?Occhiolino
(registrati al forum, diventa piu' comodo eventualmente tenersi in contatto. Sono soddisfatto, una discussione seria su questi forum non si vede spesso)

> La
> differenza è tra diritto d'autore sulle vendite e
> diritto sulle copie e le riproduzioni.

Il diritto d'autore e sull'opera.
Puo' essere venduta, e puo' essere accompagnata da una nota che spiega quali sono i diritti dell'acquirente.
"diritti sulle vendite" non significa niente, se non dal punto di vista economico. (tipo se ho il 10% di diritti su quello che vende il mio fruttivendolo...non centraSorride)

> Se io
> imparo una lezione all'università, poi posso
> impararla a memoria e ripeterla pari pari. Se lo
> faccio gratuitamente mi devrebbe essere concessa
> anche la possibilità di usare una registrazione,

Gratuitamente...
Uhm...il professore non parla gratis.
E tu paghi una retta per seguire la lezione.

> lo stesso con la musica diffusa alla radio o
> quella usata dal deejay in una discoteca.
> (L'unica cosa proprietaria di una registrazione è
> la voce dell'autore, che viola la sua privacy, ma
> se l'autore ha già autorizzato pubblicamente la
> diffusione parlando in una scuola pubblica senza
> vietare la registrazione il problema non esiste,

Quindi la Microsoft ha autorizzato l'installazione del suo SO su qualsiasi macchina senza licenze dal momento che ha messo una copia su una scaffale.
Dimentichi che esiste un documento, l'accordo di licenza, che definisce i tuoi diritti sul software.
L'autore ha tutti i diritti, per la legge sul diritto d'autore, e te li trasferisce, in parte, con la licenza.
Puo' essere fatto a vari gradi, dal pubblico dominio (di fatto rinunciando all'esclusiva sui diritti) a un meccanismo di preservazione dei diritti di lavori derivati (GPL! La conosci bene no?), a mostri commerciali della serie "diritto di utilizzo su un numero limitato di macchine, solo se fuori piove e la luna e' al primo quarto e marte e' in gemelli, divieto di modifica, reverse engineering, e di fissare lo schermo piu' di 5 minuti mentre il programma e' in esecuzione" Sorride
(In pratica, la EULA di Windows)

> Impedire la diffusione della musica non è
> difendere il diritto d'autore, è volere un
> diritto sull'opera. Ma se l'opera è stata venduta
> da te una volta, la prima, quante volte ti
> dev'essere pagata?

Ancora, la musica e' un discorso che meriterebbe un discorso a parte.

Se l'opera e' stata venduta da te una volta, quante volte ti deve essere pagata?
Perche' questo discorso non lo applichi al software?


> Sulle lezioni registrate di un
> professore all'università nessuno deve lucrare,
> ma non deve diventare illegale la duplicazione o
> la diffusione gratuita (purché egli stesso abbia
> autorizzato la registrazione e quindi
> responsabilizzato l'uditorio)

Di fatto stipulando un contratto (un accordo di licenza), anche se informale.
Si torna sempre li'.

> Meglio di tutti ha
> fatto la Microsoft, che ha tenuto per sé il
> codice sorgente. Ma se non l'avesse fatto, il suo
> progetto sarebbe dovuto comunque essere
> automaticamente "open".

Ehm...ennesima facile confusione.
Si e' coniato il termine open per evitare la confusione free-gratis-libero.
Ma open non passa il concetto di liberta'.
(Senza offesa ma l'hai letto il libro che mi hai linkato? Sto usando concetti contenuti nelle prime 20 pagine per illustrarti queste cose)

Sarebbe OPEN, nel senso che potresti guardare il codice sorgente.
Ma se la licenza continuasse a dire che non puoi
modificarlo, creare lavori derivati o altro, sarebbe software proprietario con accesso al codice sorgente. (mi pare vada di moda chiamarlo Shared Source, dalle parti di Redmond...)


(CONTINUA NEL PROSSIMO POST (LIMITE DI PI))
mikeUS
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