PEC, visibilitÓ obbligatoria?la redazione 
17 gen 2012, 13.01
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L'articolo di legge recita:
"[...] i liberi professionisti iscritti ad albo comunicano al loro ordine di appartenenza l'indirizzo di posta elettronica certificata o analogo indirizzo [...]". (perdonate eventuali imprecisioni, non lo ricordo a memoria ma il senso è il medesimo)

1) Intanto notiamo l'italiota deficienza nel comporre leggi di interesse tecnologico (soprattutto se riguardanti il web) che sono prive di capo e coda: si prevede un "analogo indirizzo" senza poi specificare da nessuna parte COSA SIA questo benedetto analogo indirizzo, ovvero quali mezzi sono considerati "buoni abbastanza" per essere analoghi alla PEC.

2) Non esiste "obbligo"! Ogni obbligo deve essere accompagnato da sanzioni che puniscono chi non adempie.
Io comunico al mio ordine di appartenenza la mia PEC, bene, l'ordine la mette in un registro liberamente disponibile alle istituzioni, così intanto diventa il modo preferito dallo Stato per mandarmi multe ingiunzioni e rogne varie.. ma se NON lo comunico? Che fa l'ordine di appartenenza, mi tira le orecchie? Certo, potrebbe in teoria comminare sanzioni disciplinari... in teoria. Perché quello che è certo è che nell'articolo di legge da nessuna parte si parla di sanzioni in caso di mancata inottemperanza!

A onor del vero, per le aziende iscritte CCIAA, l'obbligo esiste ed è rafforzato dalla sanzione, stavolta implicita, di "omissione di atti d'ufficio", siccome chi di dovere deve comunicare appunto alla CCIAA tale indirizzo PEC. Ma quando si parla di ordini professionali, il discorso cambia ed il tutto è lasciato alla discrezione di questi ultimi.
ephestione
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09 feb 2012, 15.06permalink