Germania, certi trojan di stato sono legali

Germania, certi trojan di stato sono legali

Lo ha deciso la massima corte tedesca: se i cittadini sapessero che girano sui PC trojan di stato potrebbero trattenersi dal comunicare in libertà. Ergo si avrebbe una violazione dei diritti civili. Con delle eccezioni
Lo ha deciso la massima corte tedesca: se i cittadini sapessero che girano sui PC trojan di stato potrebbero trattenersi dal comunicare in libertà. Ergo si avrebbe una violazione dei diritti civili. Con delle eccezioni

Berlino – La Corte Costituzionale tedesca non ha alcuna intenzione di consentire alle forze dell’ordine di infettare i computer degli utenti Internet con trojan di stato, backdoor di accesso da remoto alle informazioni conservate sui computer o alle comunicazioni effettuate online. Con una decisione destinata a segnare la rotta, i massimi giudici hanno espresso un principio garantista secondo cui non c’è spazio in quasi nessun caso per operazioni di quel tipo.

In particolare, il tribunale di Karlsruhe ha stabilito che la sola nozione dell’utilizzo di strumenti di questo tipo potrebbe tradursi in una violazione dei diritti civili .

“Raccogliere dati di quel tipo in modo così diretto comprime i diritti del cittadino – hanno spiegato i magistrati – dato che la paura di essere monitorati può impedire che le comunicazioni personali spontanee abbiano luogo”. L’affermazione contenuta nella sentenza riguarda dunque anche la preservazione di quel diritto alla spontaneità più volte ribadito con preoccupazione da esperti ed osservatori.

La sentenza è doppiamente importante perché, come ben sanno i lettori di Punto Informatico , in Germania si sta lavorando su una nuova legge per l’intercettazione elettronica , una norma che molti avrebbero voluto permettesse l’inserimento di trojan nei computer degli utenti, secondo le necessità delle forze dell’ordine e senza troppe formalità.

“Data la profondità dell’intrusione – hanno scritto i giudici – l’infiltrazione riservata di un sistema IT in un modo che consenta la perquisizione del sistema stesso e dei dati che contiene, può essere consentita secondo il dettato costituzionale solo ed esclusivamente dietro prova evidente di una minaccia concreta”.

Un’affermazione importante, che si accompagna a quella con cui si stabilisce che sistemi come i trojan possano essere infiltrati nei sistemi degli utenti solo dietro mandato del magistrato , con l’esplicito riferimento ai soli casi straordinari.

Ad applaudire la sentenza, com’è comprensibile, sono intervenuti subito i responsabili dell’ industria informatica . Quelli dell’associazione Bitkom , che raccolgono il grosso dell’industria IT tedesca, si sono detti felici della posizione della massima corte. Secondo il segretario dell’organizzazione, Bernhard Rohleder, “ora ci sono le basi per un futuro dibattito sulla sicurezza e sull’information technology”.

Più curiosa invece la posizione del ministro degli interni Wolfgang Schaeuble : il suo dicastero ha accolto con favore la sentenza, sebbene questa ponga dei paletti che proprio Schaeuble era sembrato non voler includere nella proposta di normativa sulle intercettazioni sponsorizzata dal Governo.

Il Ministro ha spiegato che la sorveglianza via trojan sarà consentita solo in casi molto specifici. Schaeuble, che sembra aver fatto tesoro delle molte critiche piovute sul suo progetto originale, ha dichiarato di attendersi che “con la decisione della Corte avremo un’accettazione più ampia per la legge di quanto non possa accadere se il Ministero degli Interni dice le stesse cose. Spero che la scarsa sicurezza percepita dai giovani trovi una risposta in questa decisione, dimostra che il nostro governo protegge i diritti delle persone”.

Un voltafaccia? Non la pensa così il ministro della Giustizia Brigitte Zypries , secondo cui la sentenza “rafforza la fiducia dei cittadini e del sistema economico nell’integrità e nella riservatezza dei sistemi informatici”.

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Pubblicato il
28 feb 2008
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