Go, Google batte l'umano

Go, Google batte l'umano

AlphaGo, l'intelligenza artificiale di Mountain View specializzata nel complesso gioco di origine cinese, ha vinto il primo incontro con il campione mondiale Lee Sedol
AlphaGo, l'intelligenza artificiale di Mountain View specializzata nel complesso gioco di origine cinese, ha vinto il primo incontro con il campione mondiale Lee Sedol

L’intelligenza artificiale di Google ha battuto all’antico gioco cinese del GO il campione del mondo Lee Sedol.


Si tratta del primo di una serie di cinque incontri che vedrà le parti contrapposte presso il Four Seasons Hotel di Seul, trasmessi in live streaming su YouTube: in palio c’è un premio da un milione di dollari e la sfida ha già monopolizzato le prime pagine dei giornali nel paese.

Il confronto ha soprattutto l’obiettivo di mettere alla prova il programma di intelligenza artificiale AlphaGo di Google, in grado di effettuare analisi visuali del contesto e operare scelte strategiche: alla sua base c’è la ricerca di DeepMind, startup acquisita da Mountain View nel 2014 per 500 milioni di dollari.

L’antico gioco cinese Go, a cui AlphaGo aveva già battuto ad Ottobre il campione europeo umano Fan Hui che tuttavia è solo alla posizione 633 del ranking mondiale, è un gioco strategico per due con poche regole ma più mosse possibili degli scacchi ed è per questo considerato il gioco astratto più complesso in assoluto: per questo rappresenta una delle sfide più difficili per i sistemi di AI, che da anni si misurano in altri giochi come scacchi e Otello. Momenti storici sono stati, per esempio, nel 1997 la vittoria di Deep Blue contro il campione di scacchi Garry Kasparov e nel 2011 la vittoria di Watson contro il campione di Jeopardy.

Dopo la sfida con Fan Hui, AlphaGo ha passato gli ultimi mesi ad insegnarsi letteralmente a giocare a livelli più alti a Go, utilizzando la tecnica dell'”apprendimento per rinforzo”, basata sul giocare partita dopo partita contro se stessi come metodo per migliorare le proprie performance: ora AlphaGo è arrivato ad un livello tale che anche i commentatori di Go hanno difficoltà a riconoscere nelle sue mosse strategie consolidate e studiate a tavolino.

Claudio Tamburrino

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Pubblicato il
9 mar 2016
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