L'autore di ILoveYou innocente per forza

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La legge filippina non sembra ammettere deroghe e non prevede il reato di diffusione di virus informatici. Sta accadendo quello che già si era visto a Taiwan
La legge filippina non sembra ammettere deroghe e non prevede il reato di diffusione di virus informatici. Sta accadendo quello che già si era visto a Taiwan


Manila (Filippine) – L’autore del virus Love Letter, considerato il virus informatico che ha creato più danni in assoluto a sistemi informativi e telematici di tutto il mondo, non potrà essere processato, almeno per il momento. L’attuale legislazione filippina, infatti, non prevede la diffusione di un virus informatico come reato specifico e, dunque, Onel de Guzman potrebbe “farla franca” anche se corporation e governi di mezzo mondo ne vogliono “la testa”.

A gettare acqua fredda sui bollenti spiriti dei procuratori sono state le parole del Consigliere capo di Stato, Elmer Bautista, secondo cui “nessuna legge si occupa di hacking informatico e degli effetti che questo provoca”. Secondo Bautista, dunque, la creazione del virus è un’azione di hacking (?) e a questa fattispecie non possono quindi essere applicate le leggi pensate per chi ruba carte di credito o password via computer per procurarsi denaro. Queste leggi, a cui si erano appellati i procuratori, non sono accettabili “perché l’intenzione di un hacker non è di rubare file ma di distruggerli”.

E mentre il Dipartimento di Giustizia filippino ha annunciato che non contesterà le dichiarazioni di Bautista, c’è chi fa il parallelo con quanto accadde con l’autore di Melissa – altro celebre virus – un taiwanese che non è stato processato per assenza di leggi specifiche nel suo paese.

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Pubblicato il
19 mag 2000
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