Cyberdiritti/ Capire e valutare la EUCD

Cyberdiritti/ Capire e valutare la EUCD

L'Associazione Software Libero ha iniziato un lavoro di analisi della direttiva europea sul Copyright e dei molti problemi che solleva in tema di libertà digitali
L'Associazione Software Libero ha iniziato un lavoro di analisi della direttiva europea sul Copyright e dei molti problemi che solleva in tema di libertà digitali


Roma – Sulla direttiva comunitaria European Union Copyright Directive (EUCD) è in corso una vera e propria mobilitazione dentro e fuori dalla rete per cercare di valutare e capire gli effetti e la portata di una normativa che molti ritengono pericolosa.

L’Associazione Software Libero ha iniziato una analisi della EUCD, varata dal Parlamento europeo nel maggio 2001, relativa al diritto d’autore e ai “diritti connessi” nell’era digitale o, meglio, nella cosiddetta “società dell’informazione”.

Come si ricorderà, una prima analisi della EUCD è già stata avviata dalla Free Software Foundation Europe, che si sofferma anche sulle relazioni tra la EUCD e il Digital Millennium Copyright Act (DMCA), la celebre normativa americana sul diritto d’autore che ha giustificato molte delle azioni legali contro attività internet da parte dei produttori di musica, cinema, software e altro materiale protetto.

Secondo l’Associazione italiana, “una legislazione equilibrata nel campo della protezione del diritto d’autore dovrebbe arrivare ad una mediazione fra gli interessi dei due attori in gioco, ovvero il produttore e il consumatore; l’EUCD invece stabilisce un’enorme disparità di trattamento tra le parti, poichè prevede una serie di modifiche agli ordinamenti giuridici degli Stati membri della Comunità europea destinate esclusivamente ad ampliare le possibilità di sfruttamento economico delle opere ed aumentare gli strumenti legali a disposizione dei colossi dell’editoria e del software”.

In particolare sono tre i problemi-chiave individuati fino a questo momento dall’associazione, il cui lavoro è da considerare “in progress”: “la rigida tutela legale per i dispositivi di controllo dell’accesso e della copia”; “l’enorme ampliamento dei mezzi legali utilizzabili dai detentori dei diritti sulle opere per colpire e censurare le pubblicazioni su Internet”; “l’abolizione della possibilità di poter rivendere o cedere il materiale digitale regolarmente acquisito, e l’ampliamento del controllo legale sulla comunicazione delle opere da parte di autori ed editori”.

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Pubblicato il
2 set 2002
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