Sito RAI non accessibile, proteste

Sito RAI non accessibile, proteste

Utenti internet che pagano il canone televisivo pretendono con una petizione che il sito della radiotelevisione segua criteri di accessibilità, affinché tutti possano utilizzarne i servizi
Utenti internet che pagano il canone televisivo pretendono con una petizione che il sito della radiotelevisione segua criteri di accessibilità, affinché tutti possano utilizzarne i servizi


Roma – Chi trova un interesse nel far uso del sito RAI se ne sarà accorto: il portalone utilizza tecnologie di presentazione dei contenuti che possono risultare indigeste ai browser non mainstream e ancora di più a chi utilizza tecnologie alternative di supporto alla navigazione, come i disabili. Per questo è partita da qualche giorno una petizione online di protesta animata da quelli di Screentiful , sito che se la prende anche con altri obiettivi, come il progetto Palladium di Microsoft.

I sostenitori della petizione affermano che, poiché gli utilizzatori del portale sono anche tra coloro che pagano il canone radiotelevisivo, la RAI non può evitare di fare i conti con i criteri dell’accessibilità web, cioè con i parametri tecnologici che rendono un sito accessibile agli strumenti di cui sopra.

“Come servizio pubblico – scrivono a Punto Informatico gli organizzatori della petizione – sono tenuti a darlo, questo servizio, a tutti: a chi è disabile, a chi usa Linux, a chi non ha i plug-in Flash installati, ecc”.

La petizione, raggiungibile qui , cita anche la normativa che secondo i suoi proponenti dovrebbe spingere la RAI a modificare il proprio sito o almeno a vararne una versione accessibile, come peraltro già fatto da numerosi soggetti le cui attività sono di interesse pubblico.

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Pubblicato il
7 mar 2003
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