macOS High Sierra 10.13

Un aggiornamento importante nelle fondamenta del nuovo macOS, che dopo qualche problema iniziale è pronto per essere adottato su ogni Mac

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Con la consueta cadenza annuale, nelle scorse settimane Apple ha rilasciato la nuova versione di macOS, la 10.13, nome in codice High Sierra. Esteticamente, il nuovo sistema sembra non offrire grandi differenze rispetto alla precedente versione, e infatti le novità più grosse sono nascoste nelle fondamenta di High Sierra, e sono legate all'adozione del nuovo file system APFS. Già adottato su iOS10 nell'aggiornamento dello scorso marzo, senza entrare in dettagli troppo tecnici, ci basta ricordare che si tratta di un file system studiato per offrire il meglio sulle unità di archiviazione flash, offrendo alti livelli di sicurezza, prestazioni e affidabilità, e lasciando aperte anche nuove possibilità per il futuro. Duplicare file o ottenere le informazioni su file, cartelle e volumi, diventa un'operazione istantanea, e tutti i dati sono protetti in caso di crash del sistema, oltre ad essere crittografati (quest'ultima caratteristica è stata oggetto di qualche problema risolto da un successivo aggiornamento). Il tutto è accompagnato da una nuova gestione di dischi, partizioni e volumi, che vengono riuniti in "contenitori" il cui spazio viene gestito tra i vari volumi in modo "dinamico" a seconda delle necessità.



Oltre all'APFS, l'altra grande novità tecnica di High Sierra è l'introduzione di due nuovi codec per foto e video: HEIF (High Efficiency Image File Format) e HEVC (High Efficiency Video Coding), il cosiddetto H.265; entrambi i formati consentono un livello di compressione superiore rispetto ai predecessori, e se il primo è particolarmente utile su iPhone (consentendo quasi di dimezzare lo spazio occupato dagli scatti fotografici) il secondo consente una compressione del 40 per cento più efficiente dei video, utile soprattutto considerando il consolidamento dello standard 4k e della relativa visione in streaming.



Le novità tecniche di High Sierra non si fermano però qui, perché ci sono altre due novità di rilevo che saranno trasparenti ai più, ma che denotano gli sforzi fatti da Apple in questa direzione: parliamo di Metal 2, le nuove API che permettono di ottenere il massimo dal potenziale delle GPU, anche quelle esterne (e in ogni occasione, anche non specificatamente legate alla grafica) e degli sforzi di Apple nel campo della realtà virtuale, grazie al supporto ottimizzato per SteamVR di Valve, al visore HTC Vive e ad applicazioni come Final Cut Pro X, Epic Unreal 4 Editor e Unity editor. Proprio su Unity vanno però sottolineati alcuni problemi con APFS, quindi prestate attenzione a questo aspetto se il vostro lavoro si basa su questi tool.

Passando alle cose un po' visibili all'utente, Foto è una delle App che ha ottenuto il maggior numero di migliorie. Esattamente come su iOS11, è possibile trasformare le live photos in veri e propri filmati applicando effetti di loop o rimbalzo, oppure scegliere una nuova immagine chiave per la live photo.



Riguardo le foto più classiche, cambiano poi le possibilità di selezione e visualizzazione, e soprattutto cambiano gli effetti applicabili agli scatti, nonché gli strumenti di modifica e regolazione che diventano più potenti ma al contempo più semplici da utilizzare. Migliorano poi i cosiddetti Ricordi (cioè i video-album tematici realizzati in automatico dall'App in base a date, eventi o persone) il riconoscimento dei volti, l'integrazione con gli effetti messi a disposizione dalle App di terze parti, e i fotolibri che si possono comporre e ordinare online.



La seconda applicazione fornita a corredo di High Sierra che ha giovato di miglioramenti apprezzabili è Safari. Niente di eclatante dal punto di vista estetico, a parte la possibilità di personalizzare le impostazioni di visualizzazione per ogni singolo sito (visualizzazione in modalità lettura, livello di zoom) ma molta più attenzione a sicurezza e privacy: per ogni sito è possibile decidere se può avere accesso alla camera, al microfono, alla posizione, se è consentita o meno la riproduzione automatica di video (eventualmente senza audio); inoltre è possibile impedire il tracking incrociato delle informazioni di navigazione, cosa che non è piaciuta agli inserzionisti pronti a monitorare le ricerche sul Web per proporre pubblicità a tema.



Di novità più o meno grandi ce ne sono tante altre, come quelle relativi a Siri (in grado di riconoscere sempre più comandi) i miglioramenti di Note già visti in iOS11 (con la possibilità di inserire tabelle e tenere le note più importanti sempre in prima linea) o ancora la possibilità di scattare una live photo durante una telefonata FaceTime. Senza contare le nuove funzionalità di iCloud (con lo spazio condiviso "in famiglia") o altri piccoli dettagli nelle altre App (come Mail che quando è a schermo pieno apre le mail in modalità Split View).

In questi casi il consiglio è sempre il solito: se usate il Mac per lavoro, verificate che tutto ciò che serve per la vostra attività sia compatibile con la nuova release di macOS. In particolare sappiate che Microsoft Office 11 non sarà più supportato e anche per avere i driver delle tavolette grafiche Wacom dovrete attendere la fine di ottobre. Molti dei problemi a cui abbiamo accennato sopra (e in questi giorni), in particolare quelli relativi alla sicurezza, sono comunque stati risolti dal Supplemental Update rilasciato la scorsa settimana, quindi a meno di problemi specifici sulle applicazioni utilizzate per lavorare, il consiglio è sempre quello aggiornare all'ultima versione di macOS.

Come ultima cosa, ricordiamo che con High Sierra, Apple inizia la transizione definitiva verso i 64 bit: se questa release di sistema sarà ancora tollerante al 100 per cento, dal prossimo anno, ogni volta che utilizzerete un'App a 32 bit, verrete avvisati che l'App in questione necessita di essere aggiornata, e a partire dall'anno successivo verranno accettate solamente applicazioni a 64 bit, esattamente come è già successo per iOS 11.

Domenico Galimberti
blog puce72

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