Redshift

Ridurre la fatica degli occhi nelle ore serali

Sistema Operativo:LinuxWindows Seven
Lingua:Non in italiano
Prezzo:gratuito GNU GPL
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È ormai abbastanza normale per chiunque passare molto tempo al computer, anche in ore serali o notturne, quando l'illuminazione del Sole non è disponibile, e ci si ritrova a utilizzare la luce elettrica. Il problema di questa situazione è che gli occhi risultano affaticati dallo schermo, che in genere appare più luminoso del lampadario con cui si illumina la stanza. Soprattutto, a disturbare gli occhi sono le frequenze più alte, quindi quelle tendenti al blu. Il rosso, invece, risulta meno fastidioso. Per ridurre la fatica delgi occhi, quindi, è stato sviluppato Redshit, un programma che cambia la tonalità di luce dello schermo spostandola verso il rosso. Utilissimo per chi passa le ore serali a scrivere o navigare sul web, ha il vantaggio di essere automatico. Il programma, infatti, stima la luminosità della nostra zona (basandosi sulla posizione GPS) e regola di conseguenza la tonalità dello schermo.



Redshift è abbastanza semplice da utilizzare perché si può controllare grazie a dei plugin per i principali ambienti desktop. Per KDE si può utilizzare redshift-plasmoid, mentre per GNOME si può utilizzare il programma redshift-gtk, fornito dal pacchetto di Redshift stesso.



In entrambi gli ambienti grafici, comunque, ci si ritrova con una icona nella tray bar. Cliccandoci sopra è possibile configurare il programma: stabilendo la propria posizione WGS84 (il classico sistema GPS commerciale) Redshift saprà automaticamente se sia notte o giorno, e quindi si regolerà automatica.



Volendo, si possono anche indicare le temperature di colore che si vogliono di giorno e di notte, se quelle predefinite non vanno bene: sarebbe consigliabile che la temperatura notturna sia simile a quella del proprio lampadario. Per chi non vuole usare le interfacce grafiche, basta modificare il file ~/.config/redshift.conf indicando la configurazione che si vuole.


Luca Tringali
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