Tutti tradotti i feed della rete

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Mountain View inietta l'ennesima novità nel suo lettore di feed on-line Google Reader. Per non perdersi proprio niente di un web multiculturale e multilinguistico, il tool ora traduce i contenuti durante la loro visualizzazione
Mountain View inietta l'ennesima novità nel suo lettore di feed on-line Google Reader. Per non perdersi proprio niente di un web multiculturale e multilinguistico, il tool ora traduce i contenuti durante la loro visualizzazione

Il web come “creatura” americano-centrica in cui la conoscenza della lingua inglese è imprescindibile? Certamente, ma il web è anche e soprattutto uno strumento diffuso ai quattro angoli del globo, e per chi l’inglese può leggerlo ma proprio non può fare a meno delle lezioni settimanali di sushi in giapponese Google Reader offre ora la possibilità di tradurre in tempo reale i contenuti dei feed a cui si è abbonati .

Giovandosi della tecnologia di traduzione automatica di Google Translate , il Reader è in grado di processare l’impressionante panoplia di lingue supportate (si va dall’arabo al vietnamita passando per il cinese e il tagalog ) per mezzo di una nuova opzione disponibile nelle impostazioni dei feed raggiungibili dalla slide corrispondente, opzione che prevedibilmente in italiano si chiama “Traduci nella mia lingua”.

La traduzione, evidenziano sul blog di Google Reader , è immediata e in tempo reale e rimarrà attiva sul feed finché sarà selezionata l’opzione corrispondente.

Vista la stretta interdipendenza ora esistente tra i servizi Reader e Translate, si legge poi sul blog, i miglioramenti delle capacità del secondo si rispecchieranno istantaneamente sul primo .

La nuova “feature” di Google Reader sembra sia stata accolta in maniera positiva : c’è chi, come TechCrunch , ne apprezza le abilità di traduzione e chi si spinge, come succede su Mashable , a parlare di abbattimento delle barriere culturali tra Oriente e Occidente “ora che il tool più usato per la lettura dei blog è in grado di rendere questo ostacolo (della lingua, ndr) solo ipotetico”. Gli abitanti della rete da oggi sono almeno un pochino più vicino.

Alfonso Maruccia

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Pubblicato il
12 nov 2008
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