Cassandra Crossing/ Ci spingono nelle Darknet

di Marco Calamari - La decisione di attivare un nuovo tipo di censura preventiva, la censura degli IP, non solo spingerÓ molti verso proxy e sistemi di anonimizzazione ma rende inevitabile e urgente il ricorso alle darknet

Roma - Ci sono delle notizie che per quanto ben riferite dalla stampa e dagli analisti meritano di essere riprese, sfoltite e ridotte all'osso in modo da rendere evidente il nocciolo della questione. Mi riferisco alla censura dei casin˛ online, richiesta dai Monopoli di Stato ed attuata, per la prima volta in Italia, tramite filtraggio degli indirizzi IP presso i provider ed i Mix.

Sia il direttore Paolo De Andreis che Vittorio Bertola hanno giÓ trattato esaurientemente l'argomento in due recenti articoli (qui e qui). Ed allora cosa rimane da dire ? E' solo un episodio di censura sul web, simile a cento altri sequestri di siti giÓ avvenuti, che non hanno poi fatto grandi danni alla Rete nel suo complesso.

Se la frase precedente vi vede d'accordo, allora c'Ŕ bisogno di questo articolo.
Infatti l'episodio Ŕ di una gravitÓ inaudita proprio per la nuova modalitÓ tecnica con cui Ŕ stato attuato, nel giro di pochi giorni. Facciamo un passo indietro.

Il sequestro, ma vorrei chiamarla con il suo vero nome, la censura di un sito, si esegue solitamente in due modi:

1) con un raid diretto sul server web che ospita le pagine (si potrebbe chiamarla "censura http")

2) con un'alterazione del protocollo DNS, che ridirige un certo nome di dominio non sul server che ospita il sito con quel nome, ma su un'altro che ospita una pagina di annuncio del sequestro. In alternativa, lo stesso metodo puo' essere usato per generare un bel "404 - Page not found" e ti saluto. Potremmo chiamare questo secondo metodo "Censura DNS".

Nel caso dei Casino' Online siamo invece di fronte ad un terzo metodo: "Censura IP". Infatti la rimozione dei Casino' Online Ŕ impossibile col primo metodo, essendo questi allocati su server offshore, non facilmente raggiungibili con provvedimenti legali o rogatorie internazionali. Neppure il secondo metodo Ŕ efficace; infatti i siti in questione sono su domini offshore; Ŕ quindi praticamente impossibile alterare o far rimuovere il record DNS dal gestore del Top Level Domain competente.

Allora alcuni brillanti ingegni nostrani, ispirandosi ai famigerati e vituperati censori telematici cinesi che stanno facendo da anni la stessa cosa, hanno deciso di costringere gli Internet Service Provider nostrani ad attrezzarsi in modo da poter filtrare gli IP di una blacklist di IP gestita (per ora) dalla magistratura, ed impedirne l'accesso agli utenti italiani che di questi ISP si devono servire per connettersi alla Rete.

E' chiaro adesso? Alterano e sovvertono la struttura di base, la pi¨ intima, della Rete per ottenere l'effetto che desiderano. Scardinano una struttura evolutasi in 30 anni di storia e di cui il mondo intero beneficia, per questioni di importanza minimale. Non sono stati nemmeno scomodati i soliti pornopedofili, sempre sbandierati in queste occasioni, per giustificare le iniziative tecnico-legali pi¨ perverse e liberticide, ma solo semplici truffatori di persone consenzienti od incapaci.

E per questo i suddetti brillanti ingegni nostrani sono disposti a far polpette della struttura della parte italiana della Rete. Ma lo scopo di rimuovere le macchinette mangiasoldi dai bar non Ŕ stato perseguito con lo stesso dispiegamento di forze e la stessa efficacia. Forse che i polli che si fanno spennare lý sono di meno? Preoccupano di meno di quelli che si fanno spennare online? O forse in realtÓ non Ŕ questo lo scopo?

Verrebbe da pensare all'ennesima prova della scarsa intelligenza di istituzioni italiane quando ci sono di mezzo questioni tecnologiche; dopotutto ci portiamo ancora dietro il peccato originale crociano, declinato per decenni dal nostro sistema scolastico.

Purtroppo non credo che le cose stiano cosý. La situazione Ŕ molto, molto peggiore. Con un elementare esercizio di paranoia di tipo andreottiano, ritengo sia evidente che non di stupiditÓ di tratta (Ŕ vero che contro la stupiditÓ neanche gli dei possono niente) ma di un atto calcolato, accuratamente progettato, ed astutamente messo in pratica per realizzare un altro importante tassello della struttura di tecnocontrollo pervasivo della Rete.

Si tratta insomma, per riassumere in un'unica frase, di un importante vittoria per il Grande Fratello nostrano, che Ŕ riuscito a raggiungere il suo collega cinese senza che quasi nessuno dei nostri masstecnicomediologi se ne accorgesse e si stracciasse le vesti.

Evito di gridare ulteriormente allo scandalo, perchŔ sono convinto che non ci saranno proteste di rilievo. La frittata Ŕ fatta; GF contro libertÓ 1 a 0 e palla al centro.

Giusto una nota per indicare (con una certa soddisfazione) una scappatoia, banale per gli addetti ai lavori ma meritevole di una sottolineatura; accedere agli indirizzi "proibiti" Ŕ comunque possibile appoggiandosi ad un host posto all'estero. Il semplice utilizzo di un proxy anonimo o meglio ancora di Tor (questione di pochi secondi utilizzando ad esempio l'applicativo TorPark), restituisce questa libertÓ, almeno ai tecnofili.

Ma questa scappatoia non deve far cantare vittoria; malgrado tutto si tratta di una battaglia persa, anche se conferma nuovamente come l'uso di tecnologie per la privacy e l'anonimato sia l'unica possibilitÓ per mantenere gli spazi di libertÓ che la Rete ci garantiva.

Ci stanno spingendo tutti nelle Darknet; sarÓ necessario lavorare duramente per crearle e mantenerle in vita, ma sembrano essere l'unica risposta possibile a breve e medio termine.

A lungo termine invece la soluzione deve essere politica, e qui son dolori. In ambo i Poli, sia negli atti di quello al governo, sia nel programma recentemente pubblicato di quello all'opposizione, non si vede niente di buono. Azioni e proposte liberticide, condite da generiche istanze di preservazione delle libertÓ di connessione a larga banda. Nessuna illusione, non Ŕ che non capiscono la tecnologia e le istanze di libertÓ, solo che capiscono molto meglio le azioni di lobby.

Mettiamo i nostri politici in condizione di sperimentare che non sono le lobby a votarli, ma i cittadini. Come avveniva nel film "Quinto Potere", affacciamoci alle nostre finestre elettorali e gridiamo "Sono inc....to nero, e tutto questo non lo permettero' pi¨". Speriamo solo che poi non ci mitraglino.

Marco Calamari

I precedenti interventi di M.C. sono disponibili qui
TAG: privacy
61 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ Ci spingono nelle Darknet
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  • è evidente che questi siti vengono chiusi perchè questa attività non può essere tosata con la fiscalità in uso.
    In realtà viene violata un'altra delle libertà civili è cioè quella di poter disporre dalle risorse patrimoniali regolarmente aquisite e libere da imposte a proprio piacimento.E evidente che l'unico limite a questo utilizzo deve essere il danno diretto inflitto ad un terzo.Non vedo che danno possa derivare a chichessia quando uno indulge nel gioco d'azzardo ,se non al portafoglio dello stesso.
    non+autenticato
  • il vero danno allo stato in questo caso è l'esportazione di valuta senza la possibilità di "rientrare" con qualche tassa... prova a comprare qualcosa all'estero e farla arrivare in italia... se ti sgamano alla dogana ti fanno pagare, perchè il governo PRETENDE la sua fetta... si lo so, è uno sdegno...
    non+autenticato
  • questi censori della rete sono gli stessi che cercano di mettere le mani sui risparmi della gente comune con tasse sulle case,sui bot ed altri investimenti ,quasi sempre frutto di risparmi sudati o di lavoro intelligente,si tratta di imposizione che colpisce patrimoni privi di rendita effettiva,e quindi in un vero esproprio, alla faccia della costituzione italiana che tutela il risparmio e la proprietà della casa.
    non+autenticato
  • > Ma lo scopo di rimuovere le macchinette
    > mangiasoldi dai bar non è stato perseguito
    > con lo stesso dispiegamento di forze e la
    > stessa efficacia. Forse che i polli che si
    > fanno spennare lì sono di meno?
    ...

    Lo stato ha dichiarato d'amble tutte le slot-machine esistenti "illegali".
    Ed ha obbligato quindio tutti i gestori a sostituirne l'elettronica con una che consente allo Stato di controllare ed incassare la sua parte.

    non+autenticato
  • personalmente sono indignato da questo decreto.
    Dove arriveremo ai livelli della cina ? O incominceranno pure a "censurare" siti scomodi ?
    Dovremo usare gli anonimizer per accedere ?
    O usare server DNS alternativi ? sì perchè gli IP non vengono nemmeno filtrati! Dove arriveremo ? Ai
    Il modo ufficiale per filtrarli, come riportato anche sul MX è che ogni provider deve modificare il suo DNS Server in modo che quei domain name puntino a
    217.175.53.72.
    provate a fare da shell nslookup www.10bet.com che è uno dei siti censurati in italia. Provate invece a fare nslookup 10bet.com o a digitare http://10bet.com e vedrete che in realtà non viene filtrato un bel niente.
    mi domando se il mio provider per questo debba pagare la multa.....

    non+autenticato
  • "Chi sacrifica la libertà in nome della sicurezza non merita nè la libertà nè la sicurezza"
    Benjamin Franklin

    LV&P
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