Amnesty all'arrembaggio di Google, MSN e Yahoo

Violazione dei diritti umani: questa l'accusa scagliata contro le maggiori net company americane dall'influente associazione internazionale per il loro business cinese. Appello agli utenti: costringeteli a cambiare rotta

Londra - È nuovamente la censura in Cina a sollevare nuove polemiche sulle politiche aziendali di MSN, Google e Yahoo, i motori di ricerca statunitensi prostratisi di fronte alle pressanti richieste della Repubblica Popolare.

Dopo aver fronteggiato le accuse del Parlamento americano, i tre giganti di Internet sono ora nel mirino di Amnesty International, la maggiore organizzazione dedicata alla difesa dei diritti umani. I portavoce della sezione britannica dell'associazione hanno denunciato la violazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani da parte dei motori di ricerca: censurare i risultati di ricerca, secondo i portavoce di Amnesty, equivale a soffocare il diritto all'informazione ed alla libertà d'espressione garantito dall'Articolo 19 del codice internazionale.

Amnesty pretende che i motori di ricerca svelino tutti i dettagli sul proprio coinvolgimento con il governo cinese, a partire dall'entità e dai contenuti della lista di parole chiave considerate illegittime. Kate Allen, direttore di Amnesty UK, ha dichiarato alla BBC che le multinazionali in questione "dicono di obbedire semplicemente alle leggi locali", quando in realtà "stanno soccombendo a pressioni politiche".
È per questo motivo che l'organizzazione ha richiesto agli utenti britannici e di tutto il globo di "far sentire la propria voce" ed esprimere il proprio dissenso inviando email ai motori di ricerca. "Se un numero considerevole di persone farà capire di non essere soddisfatto dal loro comportamento in Cina", ha specificato la Allen, "allora possiamo sperare che cambino rotta".

Gli studi di settore sul fenomeno della censura online in Cina sono sempre più dettagliati e parlano chiaramente di una gravissima situazione. Tuttavia, almeno per il momento, le società non sembrano intenzionate a modificre i propri comportamenti dinanzi alle mobilitazioni internazionali contro lo status quo cinese. I giornalisti britannici avevano chiesto esplicitamente di boicottare Yahoo per prendere le distanze dal clamoroso caso Shi Tao, richiesta che non ha cambiato di una virgola l'atteggiamento della net company statunitense.

La Cina, ugualmente, continua a far finta di niente ed il premier Wen Jiabao ha addirittura dichiarato di recente che la censura non esiste. Soltanto Google, attraverso le parole del fondatore Sergey Brin, ha chiaramente ammesso che la partnership con la Cina è stato un vero e proprio tradimento dei valori etici aziendali. Ma Brin, come i vertici delle altre due rivali, continua a sottolineare che se si vuole condurre un business in Cina o in qualsiasi altro paese non c'è altro modo se non adeguarsi alle norme del paese stesso.

Tommaso Lombardi
8 Commenti alla Notizia Amnesty all'arrembaggio di Google, MSN e Yahoo
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  • Buone alternative: www.ask.it e www.altavista.com.
    Altre alternative: www.excite.it, www.alice.it, www.trovatore.it e www.lycos.it.
    non+autenticato

  • Provate a lavorare, magari vicino alla stanza dei bottoni, per Amnesty International.
    Potreste farvi delle domande:

    1) I soldi raccolti servono a mantenere nel lusso (ripeto, nel lusso) capi e capetti?

    2) Ci sono referenti politici (soprattutto francesi) che alzano il telefono ed ordinano su chi e come "fare rapporti" ?

    non+autenticato
  • basta chiedersi se la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo ammette o no la tortura, l'omicidio di sindacalisti, la distruzione degli appartamenti, e quante ditte produttrici di oggetti per tali pratiche o che mettessero in atto tali pratiche nella loro attività ha denunciato amnesty invitandone al boicottaggio

    non+autenticato
  • - Scritto da:
    >
    > Provate a lavorare, magari vicino alla stanza dei
    > bottoni, per Amnesty
    > International.

    Purtroppo non so dove sia questa stanza dei bottoni, ma comunque immaginiamo di poter vedere l'associazione dall'alto.

    > Potreste farvi delle domande:
    >
    > 1) I soldi raccolti servono a mantenere nel lusso
    > (ripeto, nel lusso) capi e
    > capetti?

    Per quanto riguarda la sezione italiana, fino a un po' di tempo fa le entrate erano minori delle uscite e la situazione era in deficit. I dipendenti assunti andavano comunque pagati, per lo meno al minimo sindacale (non si puo` mica dire alla segretaria "siccome siamo tanto umanitari, perchè non ci fai lo sconto sul pagamento del tuo stipendio?"). La situazione pesava sulle altre sezioni. Negli ultimi anni la sezione italiana ha trovato varie iniziative per auto-finanziarsi (figura del socio amico, che paga l'iscrizione pur non avendo tempo di occuparsi in prima persona dei diritti unami, vendita di oggetti vari con il logo amnesty, ...) e adesso la situazione è molto più rosea e il bilancio e` in attivo.

    Ovviamente ogni socio riceve periodicamente il bilancio con i dettagli delle entrate e delle uscite, e chiunque e` libero di non rinnovare la propria iscrizione se decide che e` meglio spendere i propri soldi in altro modo.

    >
    > 2) Ci sono referenti politici (soprattutto
    > francesi) che alzano il telefono ed ordinano su
    > chi e come "fare rapporti"
    > ?

    Dalla "stanza dei bottoni" di Amnesty questa domanda non ha alcun senso: la sezione francese di Amnesty non puo` occuparsi di prigionieri politici francesi, ne` quella italiana puo` occuparsi di prigionieri politici italiani.
    Lo statuto, per ridurre il rischio di manipolazioni politiche, non lo consente.

    Quanto alle entrate, il finanziamento della associazione non può dipendere dai governi, deve provenire dai soci (anche questo è nello statuto). Per cui il governo francese non ha la possibilita` di tagliare o limitare i fondi ad amnesty, come non ce l'ha neanche quello italiano, o quello cinese, o quello del Peru`, o ...

    Ovviamente il governo di Vattelapesca potrebbe corrompere con denaro i singoli membri della associazione, oppure puo` minacciare gli attivisti del proprio paese per proibire alcune campagne sui diritti umani.
    Infine un goveno malvagio potrebbe infiltrare persone fidate per tentare di manipolarla dall'alto.
    In fondo Amnesty international è una associazione libera e ognuno puo` iscriversi, potresti inscriverti anche tu!

    Ora, per quel poco che ne so, in Francia non accade nulla di queste cose. Ma se tu hai delle informazioni, perche' non le scrivi?

    Oppure tu sei superiore alla realta`, metti solo le pulci nell'orecchio ma non ti abbassi a dare le risposte? Sei al di sopra dei fatti oggettivi e delle informazioni? Non hai bisongno di confrontarti con la realta` perche` la sai cosi lunga che hai gia` capito tutto prima ancora di informarti? Magari hai capito subito che Amnesty è corrotta perche`, grazie alla tua padronanza delle lingue, hai pensato che questi qui di Amnesty vogliono l'amnistia?
  • difatti oggi le azioni di google hanno perso un botto. vuoi per la crisi petrolifera (su cnbc hanno sparato un mare di pippe sul discorso dell'energia + cara = costi di mantenimento maggiori per le server farm), vuoi per questo discorso di amnesty... msft e goog vanno giuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu
    non+autenticato
  • Ogni volta che si boicotta un'azienda occore farlo con un preciso scopo.
    Qual è lo scopo di boicottare Google? Forse quello di indurlo a rifiutarsi di sottostare alla legge cinese? In tal caso verrebbe totalmente "bannato" dalla Cina. Quale sarebbe il vantaggio per la popolazione cinese? Zero. Non si otterrebbe alcuna modifica dell'atteggiamento del governo cinese.
    Il vero scopo da perseguire per chi ha a cuore la libertà di parola è quello di eliminare, in Cina come in altri paesi, la censura di ogni tipo. Questo scopo è semmai perseguibile grazie alle azioni dei governi di altri stati, Italia compresa. Noi, da parte nostra, possiamo dare il voto a un partito politico che abbia a cuore i diritti umani (e non a quello comandato da un signore che va a stringere la mano ai ministri cinesi..). Per lo stesso motivo, possiamo fare manifestazioni di fronte al governo ITALIANO (non davanti all'ambasciata cinese, dalla quale si otterrebbe solo indifferenza). Boicottare Google penso non serva proprio a nulla.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Ogni volta che si boicotta un'azienda occore
    > farlo con un preciso
    > scopo.
    > Qual è lo scopo di boicottare Google? Forse
    > quello di indurlo a rifiutarsi di sottostare alla
    > legge cinese? In tal caso verrebbe totalmente
    > "bannato" dalla Cina. Quale sarebbe il vantaggio
    > per la popolazione cinese? Zero. Non si
    > otterrebbe alcuna modifica dell'atteggiamento del
    > governo
    > cinese.
    > Il vero scopo da perseguire per chi ha a cuore la
    > libertà di parola è quello di eliminare, in Cina
    > come in altri paesi, la censura di ogni tipo.
    > Questo scopo è semmai perseguibile grazie alle
    > azioni dei governi di altri stati, Italia
    > compresa. Noi, da parte nostra, possiamo dare il
    > voto a un partito politico che abbia a cuore i
    > diritti umani (e non a quello comandato da un
    > signore che va a stringere la mano ai ministri
    > cinesi..). Per lo stesso motivo, possiamo fare
    > manifestazioni di fronte al governo ITALIANO (non
    > davanti all'ambasciata cinese, dalla quale si
    > otterrebbe solo indifferenza). Boicottare Google
    > penso non serva proprio a
    > nulla.

    sono solo parzialmente d'accordo. è vero che non basta boicottare i motori di ricerca per evitare che siano calpestati i diritti umani di un miliardo di persone, ma non ho intenzione certo di dare il mio supporto a un motore di ricerca che per del BUSINNESS accetti di calpestarli insieme a un governo osceno. bisogna fare pressione da tutti i lati. dal mio punto di vista, è meglio non avere un motore di ricerca che averne uno che ti dà solo i risultati che vuole lui o che vuole il governo. meglio ignorante del tutto che convinto di tesi assolutamente parziali (le uniche rintracciabili con una ricerca non libera).
    non+autenticato