Mountain View (USA) -
Google ha deciso di esprimersi in merito alla polemica sulla
possibile violazione del diritto d'autore da parte dei propri servizi d'indicizzazione di contenuti testuali. Le dichiarazioni ufficiali dei portavoce del motore di ricerca, pubblicate sul
blog ufficiale dell'azienda, vogliono sottolineare l'approccio di Google nei confronti dell'editoria online: l'imperativo, in questo caso, è:
rispetto totale dei diritti d'autore.
David Eun, uno dei vicepresidenti di Google, ha voluto difendere il principio di
libera indicizzazione dei contenuti pubblicati su Internet. Secondo Eun, infatti, l'indicizzazione e l'organizzazione delle informazioni su Internet rientra pienamente nel cosiddetto
fair use e non lede in alcun modo i diritti dei rispettivi autori. "Ad ogni modo, anche se la nostra attività è pienamente legale", ha dichiarato Eun, "rispettiamo sempre le decisioni degli editori, qualora non volessero che i loro contenuti siano indicizzati".
Editori di tutto il Mondo si sono più volte
infuriati contro il re dei motori di ricerca ed hanno persino ideato un
protocollo identificativo per evitare che Google possa indicizzare contenuti in maniera totalmente libera. Il conflitto tra editoria e Google è sempre acceso, nonostante i portavoce dell'azienda di Mountain View abbiano più volte ricordato che assecondare l'obiettivo del più importante
search engine di Internet, ovvero "organizzare l'informazione globale", significa avere
visibilità.
I progetti di Google per l'editoria non si limitano a
Google News, motore di ricerca per contenuti giornalistici e "lanci" d'agenzia. Il colosso californiano ha lanciato il controverso
Book Search, un servizio che offre pubblicamente la consultazione limitata di
libri digitalizzati protetti da speciali
sistemi DRM.
Malgrado l'impiego di questi sistemi per garantire il rispetto del diritto d'autore, l'iniziativa di Google ha
scatenato l'ira dei più importanti editori nordamericani. Questo perché la digitalizzazione dei tomi avviene in modo quasi arbitrario, senza che Google richieda esplicitamente agli autori un'autorizzazione a procedere.
Non mancano comunque numerose istituzioni ed aziende che
credono in Book Search. In Europa, ad esempio, editori come
Giunti,
De Boeck e
Springer hanno autorizzato immediatamente la libera indicizzazione dei loro volumi. Recentemente, l'
Università Complutense di Madrid ha messo a disposizione di Google l'intera biblioteca accademica, tra le più grandi di tutta la Spagna.
Tommaso Lombardi