mercoledì 7 febbraio 2007

Steve Jobs: se potessi cancellerei il DRM

Il CEO di Apple fa il punto sulle tecnologie anticopia e afferma: non prendetevela con la Mela, sono le major a dettare le condizioni. Intanto in Italia Altroconsumo denuncia il DRM di Apple: viola i diritti dei consumatori

Roma - Prosegue a tamburo battente la campagna di Altroconsumo per una riforma del diritto d'autore nell'era digitale rispettoso dei consumatori: l'Associazione ha appena presentato un esposto contro il DRM imposto da Apple nella vendita di musica nel proprio store online iTunes. La denuncia è indirizzata al ministero dello Sviluppo Economico e al Garante del mercato.

"Siamo consci del fatto che il DRM di Apple non è affatto allo stato il peggiore e il più invasivo - spiega l'Associazione a Punto Informatico - ma la posizione dominante di iTunes nel mercato nazionale della musica online, lo rende attaccabile già sulla base della sola normativa antitrust. D'altra parte, riteniamo anche che, proprio per la sua posizione leader in questo mercato, se Apple - come auspichiamo - rivedesse la sua tecnologia verso forme di DRM aperte, consumer friendly ed interoperabili sarebbe ottimo segnale che potrebbe fare da traino per tutti gli altri operatori e per le major".

La denuncia ricorda da vicino quelle già presentate in altri paesi europei dalle associazioni del consumo, come quella che in Norvegia ha portato ad una storica decisione dell'Ombudsman con cui è stato dichiarata sostanzialmente illegale l'attuale piattaforma di gestione dei diritti realizzata da Apple.L'esposto va anche visto nel quadro della campagna che Altroconsumo ha lanciato da tempo per una riforma del diritto d'autore che ponga al centro i diritti dei consumatori, una campagna promossa attraverso una Petizione che mentre scriviamo ha quasi raggiunto le 10mila sottoscrizioni e ha raccolto l'interesse di Pietro Folena, presidente della commissione Cultura della Camera. "La nostra posizione - spiega a questo proposito Altrconsumo - è a favore della creazione di un mercato moderno ed efficiente dei contenuti digitali nel nostro Paese. Di questo potrebbero beneficiare non solo i consumatori ma anche operatori ed imprese, si tratterebbe poi indubbiamente di un segnale importante in favore dello sviluppo culturale. In tal senso guardiamo con particolare attenzione alla proposta di Leonardo Chiariglione e del "gruppo di volenterosi" che si sta via via raffinando sul sito www.dmin.it".

Ma ecco qui di seguito il testo dell'esposto:

Alla c.a.:
Antonio Catricalà - Presidente Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato
Francesca Ferri - Direzione Generale per la Tutela dei Consumatori (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato)
Pierluigi Bersani - Ministro per lo Sviluppo Economico
Antonio Lirosi - Direttore Generale DGAMTC (Ministero dello Sviluppo Economico)

E, p.c.:
Francesco Rutelli - Ministro dei Beni e Attività Culturali
Paolo Gentiloni - Ministro delle Comunicazioni
Viviane Reding - Commissario Europeo per la Società dell'Informazione e i mezzi di comunicazione
Neelie Kroes - Commissario Europeo per la Concorrenza

Oggetto: musica online: esposto circa il sistema DRM non interoperabile di iTunes (Apple)

Altroconsumo, associazione indipendente di consumatori, con sede in Via Valassina 22, 20159 Milano,

- Espone:

Da tempo evidenziamo le problematiche inerenti al massiccio utilizzo di sistemi di Digital Rights Management (DRM) non interoperabili nei servizi di vendita della musica online con i conseguenti fastidiosi ostacoli alla fruizione da parte del consumatore.

Come già segnalato a codesta Autorità in data 29 giugno 2005, le barriere artificiali presenti su molte piattaforme che vendono musica online impongono di avere determinati sistemi operativi, browser e programmi anche solo per poter accedere ai siti web o leggere i file. In altri casi invece le limitazioni sono nel numero massimo di copie oltre le quali non è possibile masterizzare il brano oppure nel numero massimo di computer su cui è possibile ascoltarlo. I problemi possono nascere, infine, nel momento dell'ascolto con un lettore portatile poiché le canzoni sono vendute in un formato protetto che molti lettori non sono in grado di leggere.

In tale scenario, Il caso di iTunes che detiene una evidente posizione dominante nel mercato italiano della musica online, ha a nostro avviso aspetti direttamente censurabili sulla base della normativa antitrust. I sistemi DRM presenti nei file musicali acquistabili sulla piattaforma iTunes di proprietà della Apple li rendono, infatti, leggibili solo ed esclusivamente dagli appositi lettori iPod della stessa casa madre Apple.

Attraverso l'utilizzo di tale tecnologia Apple estende la propria posizione dominante nel mercato italiano della vendita della musica online anche in quello dei lettori portatili di musica digitale, imponendo agli utenti che acquistino brani musicali da iTunes di dotarsi dell'apposito lettore iPod prodotto dalla medesima Apple.

Recentemente il Forbrukerombudet, l'Ombudsman norvegese a tutela dei consumatori, dopo aver ricevuto una denuncia da parte dell'associazione di consumatori norvegese Forbrukerradet che, per l'appunto, accusava iTunes (Apple) di agire secondo pratiche contrarie agli interessi degli utenti e del mercato, ha ritenuto contrario alla legge norvegese la tecnologia DRM che impedisce di ascoltare i brani di iTunes su un lettore che non sia iPod.

Lo stesso Forbrukerombudet ha prospettato ad Apple tre possibili soluzioni: dare in licenza la propria tecnologia DRM a chiunque lo voglia per poter integrare la lettura dei brani di iTunes su lettori diversi da iPod, sviluppare in associazione con altri operatori uno standard aperto o, altrimenti, abbandonare del tutto tale tecnologia DRM.

Associazioni di consumatori di altri Paesi dell'Unione Europea, come Francia, Germania e Olanda stanno contestando la lesività degli interessi dei consumatori della suddetta blindatura tecnologica da parte di iTunes e hanno sottoposto il caso alle rispettive Autorità nazionali. Contemporaneamente la Commissione europea è stata sollecitata a verificare la compatibilità della compartimentazione dei mercati nazionali operata da iTunes per mezzo del DRM e di clausole contrattuali con le regole della concorrenza nel Mercato Unico.

Per le ragioni su esposte Altroconsumo, nel rivendicare il diritto ad una piena interoperabilità nel mercato della musica online, e ritenuto che anche ai consumatori italiani debba essere riconosciuto il diritto di poter fare uso di qualsiasi lettore presente sul mercato per ascoltare la musica acquistata su iTunes;

- Chiede:

all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato di intervenire con urgenza per verificare, ai sensi dell'art. 3 L. n. 287/90, se Apple sulla base della sua posizione dominante nel mercato della musica online, stia sussidiando abusivamente la vendita dei suoi lettori iPod e lucrando, in tal modo, a danno dei consumatori i quali, se la tecnologia DRM non ponesse una barriera, potrebbero - come sarebbe normale - acquistare liberamente sul mercato il lettore mp3 che più aggrada loro;

Al Ministero dello Sviluppo Economico di verificare altresì la legittimità delle Condizioni di Vendita di iTunes leggibili al seguente URL apple.com/legal/itunes/it/sales.html che, in apparente contrasto con quanto prescritto dal Dlgs 70/2003 agli artt. 3; 12, comma 3; e 4 comma 1 f) prevedono, tra l'altro, che: "Gli acquisti da iTunes Store sono possibili solamente in Italia. Se non si è in Italia, non si potrà utilizzare o tentare di utilizzare questo servizio. iTunes potrà usare varie tecnologie per verificare l'osservanza di questa norma".
"iTunes si riserva il diritto di modificare le Condizioni di Vendita presso iTunes Store in qualsiasi momento. Le Condizioni di Vendita modificate verranno esposte sulla nostra pagina web. I clienti sono esortati a controllare le Condizioni di Vendita periodicamente per vedere se sono state apportate delle modifiche".
"Tutte le vendite presso iTunes Store sono regolate dalla legge inglese".


Si fa, infine, presente che le citate limitazioni determinate dall'utilizzo da parte di Apple delle predette tecnologie DRM non sono adeguatamente pubblicizzate nell'ambito del sito iTunes Store con la conseguenza che un consumatore può ritrovarsi, agevolmente, ad acquistare uno o più album senza rendersi conto di non essere, in realtà, in condizione di ascoltarli sul proprio dispositivo portatile di musica digitale.

Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti e rimaniamo in attesa di un Vostro pronto riscontro.

Con i migliori saluti,

Dott.ssa Luisa Crisigiovanni
Responsabile Relazioni Esterne Altroconsumo"
176 Commenti alla Notizia Steve Jobs: se potessi cancellerei il DRM
Ordina
  • A mio parere il successo di allofmp3.com (al di là di eventuali dispute legali) è determinato da tre fattori:
    - musica senza DRM
    - bitrate e formato selezionabili
    - prezzi ritenuti equi dall'utenza.

    Se il modello fosse seguito anche dagli altri siti, credo l'acquisto legale di musica aumenterebbe esponenzialmente e gli utenti riterrebbero inutile ricorrere alle reti p2p, dato che su quest'ultime non è possibile scegliere formato e bitrate della canzone.

    Una vera svolta anche per gli stessi autori, che devono giustamente essere retribuiti per il loro lavoro.
  • Altroconsumo è composto da gente vive su un altro pianeta.
    Perché qui da noi, sulla Terra, sono le case discografiche a decidere come va venduta la musica, non Apple, non Microsoft, non Alice e nessun altro.

    E dirò di più: ne hanno pieno diritto, al di la delle Leggi dell'uomo.
    I cantanti e musicisti non sono obbligati a vendere le loro opere attraverso le case discografiche.
    E gli utenti, noi, non siamo obbligati ne' a comprare la musica protetta da DRM e nemmeno a comprare la musica.

    Inoltre su questo pianeta la gente sceglie iPod non perché ha della musica acquistata da iTunes Store da suonare (quella, infatti, la compra dopo) ma perché è migliore degli altri.
    Semplicemente.
    non+autenticato
  • razzola male! Prima dice che se potesse cancellerebbe il DRM, poi però conferma il fatto che non ne vuol sapere di concedere FairPlay (il loro DRM) in licenza agli altri per realizzare lettori compatibili.

    Grande!!!
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > razzola male! Prima dice che se potesse
    > cancellerebbe il DRM, poi però conferma il fatto
    > che non ne vuol sapere di concedere FairPlay (il
    > loro DRM) in licenza agli altri per realizzare
    > lettori
    > compatibili.

    Ma questo, sottolinea Jobs, significherebbe dover trasmettere ad un nugolo di soggetti tutti i segreti del DRM Apple il che, "come insegna l'esperienza", significherebbe che ben presto quei segreti diverrebbero pubblici, riducendo o azzerando le possibilità per la Mela di mantenere i propri accordi con le major, ovvero di trovare soluzioni ad eventuali exploit del sistema di protezione. Il che sarebbe tanto più difficile, dovendo passare ogni eventuale soluzione ad un numero così alto di soggetti, che finirebbe per comprendere anche tutti i consumatori e non solo i partner che utilizzano FairPlay. Impraticabile, dunque.
    non+autenticato
  • Steve Jobs accusa le major, FIMI però ribatte dicendo che il DRM usato da Apple è un danno per la distribuzione in quanto limita i brani ad un solo player, cioè l'ipod.Jobs nel suo discorso cita le major come effettive responsabili per poter distribuire i brani musicali a patto che ci sia il DRM a quelle condizioni.Poco fa ho letto su webnews.html.it che FIMI risponde che è Apple la sola responsabile perchè le major sarebbero molto più contente se i brani fossero interoperabili e che possano essere letti da tutti i player, citando di fatto che il DRM serve solo come misura antipirateria e per tenere d'occhio il numero di copie vendute e ripagare gli autori.
    Secondo FIMI, Apple è andata ben oltre le reali intenzioni sull'uso del DRM, chiudendo ogni interoperabilità e che quindi le major non possono essere chiamate in causa.

    Secondo me Steve Jobs invece ha fatto vedere l'aspetto più brutale del DRM e per me sta cercando di mostrare a tutti le carte più negative, se a qualcuno balzasse la stessa idea, cioè finalizzare i brani ad un lettore specifico, può farlo senza problemi.
    Steve Jobs ha voluto forse dimostrare in pratica come il DRM da un potere di controllo ben superiore e spera di convincere così tutti che bisogna farne a meno e liberare i brani dal DRM proprio perchè possono nascere dei conflitti, abuso di potere nel suo utilizzo e non so che altro.
    Una cosa che ci tengo far presente è che nutro seri dubbi che lui voglia cancellarlo veramente...però sono contento che stia mostrando le carte più diaboliche sul come possa essere usato perchè così la gente si convince che il DRM è male e un abuso di chiunque ne faccia uso.D'accordo che bisogna proteggere i diritti d'autore ma, prima di tutto, il DRM è stato craccato, non ha raggiunto gli obiettivi sperati e quindi è inutile continuare su una strada dove ancora una volta la pirateria (cracker) ha avuto di nuovo la capacità di stroncare una protezione, per altro hardware perchè sappiamo che il DRM collabora col TPM, quindi se hanno eluso pure l'hardware credo sia difficile che non riescano a non eludere altre protezioni...Esistono dei crack che emulano l'inserimento di una chiave di protezione hardware per far partire i programmi, hanno ingannato Windows Vista creando finti server per farlo andare e il suo DRM, le protezioni HD-DVD e ovviamente tutte le protezioni create sino ad ora...avete bisogno di qualche altra dimostrazione dai pirati?Inoltre le vendite DRM non vanno, la gente ha già dato il suo parere negativo, il mercato sta andando a rotoli sia nella musica, film e software.
    I pirati sono riusciti ad emulare una chiavetta usb inserita nel pc per far andare alcuni programmi, hanno ammazzato pure quello che io e moltissimi altri consideravano la fine certa della libertà invece è appena nato e il DRM è già colmo di difficoltà, è stato eluso e quindi siamo tornati al punto di partenza: trovare un'altra protezione per i contenuti digitali, a questo punto però dubito ci sia perchè hanno ingannato hardware e software insieme, insomma è un chiaro messaggio in cui è ora di legalizzare i download e rendere tutto accessibile a tutti o tramite P2P o tramite specifici software che comunicano direttamente coi server delle case produttrici di musica, software e film.Il DRM non ha iniziato la sua corsa perchè è già finita da un pezzo, come quella di Windows Vista che non è neppure iniziata.
    La vita è cambiata, internet e le esigenze degli utenti sono cambiate, è inutile imporre limitazioni perchè ormai non si può fare altro se non agire sugli apparecchi su cui tali contenuti vengono usati e che sono indispensabili per leggere quei contenuti.
    Tassare internet è una follia.La cosa più giusta è legalizzare i download per scopi privati e tassare gli apparecchi di qualunque genere in corrispettiva dei contenuti digitali, senza contare che qualcuno scaricherà e magari comprerà i prodotti con tanto di copertina, manuale, vantaggi di supporto e offerte che senz'altro saranno vantaggiosi per chi acquista il programma, gioco o film.
    Lo so che molti sono contrari anche al fatto di tassare gli apparecchi ma meglio quelli che internet anche perchè ancora non si sa nulla sulle intenzioni.Una cosa però è certa: il DRM deve sparire.
  • Jason Reindorp, marketing director for Zune at Microsoft, said Mr. Jobs’s call for unrestricted music sales was 'irresponsible'

    http://www.nytimes.com/2007/02/07/technology/07mus...


    oppure c'è un sunto qui:
    http://macdailynews.com/index.php/weblog/comments/.../
    non+autenticato
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