IBM: l'ICT consuma troppo, è ora di finirla

Ieri al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, Big Blue, in compagnia di esperti e di Legambiente, ha raccontato il rapporto inquietante tra lo sviluppo informatico e quello dei consumi energetici

Milano - Ogni watt consumato da un PC si trasforma mediamente in 27 watt di consumi a livello di data center. Così IBM ieri ha voluto iniziare a raccontare quale sia il rapporto, spesso funesto, tra consumi energetici e Information Technology.

Big Blue è tra i grandi player del settore ad aver iniziato ad affrontare il problema dei "consumi informatici", che peraltro apre anche nuove opportunità di business per i costruttori, soprattutto per i maggiori, anche grazie al crescente interesse delle istituzioni internazionali. E per questo l'azienda ha ieri organizzato un evento (Business E3 - Energie, Efficienza, Economia) al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano. Un appuntamento che, per rimanere in tema con lo spirito della giornata, è stato definito dagli organizzatori ad "impatto zero" sull'ambiente: IBM ha quantificato i consumi riferiti a illuminazione, utilizzo di apparecchiature informatiche e mezzi di trasporto utilizzati dai presenti e sostiene di averli compensati impegnandosi a tutelare 1.933 metri quadri di foresta in Costa Rica.

Il fronte italiano
"L'Italia contende al Messico il primato dei consumi energetici per macchina tecnologica - ha spiegato a Punto Informatico Fabrizio Renzi, technical director & Cita tech leader Stg-IBM - I nostri consumatori spendono, infatti, 0,15 dollari per ciascun chilowattora, una cifra enorme se moltiplicata per l'utilizzo che si fa dell'informatica in tutti i settori, da business al tempo libero".
Stime altrettanto preoccupanti sui costi dei consumi energetici erano state prodotte solo poche settimane fa da IDC, secondo la quale per ogni euro speso nell'acquisto di apparecchiature informatiche conseguono 50 centesimi di consumo energetico, che diventeranno 71 nel 2010. "La vera sfida per i prossimi anni è accrescere l'energia negativa, vale a dire la capacità di ridurre i consumi attraverso il miglioramento delle tecnologie e l'efficientamento delle infrastrutture", ha commentato a margine dell'evento Andrea Poggio, vice direttore di Legambiente presente all'iniziativa. "Lo ha detto anche il presidente della Commissione Ue Manuel Barroso, che non è certo un radicale: serve una rivoluzione dei comportamenti che metta in cima alle priorità la riduzione dei consumi energetici e delle emissioni inquinanti".

Cinque step per ridurre i consumi
"IBM destinerà al risparmio energetico un miliardo di dollari all'anno", ha dichiarato Francesco Stronati, vice president Stg-IBM. "Prendendo ad esempio un data center di 25mila metri quadri, prevediamo di abbattere del 42% i consumi energetici. La stima dice che nei soli Stati Uniti questo dovrebbe comportare un risparmio pari a 7,439 tonnellate di carbone all'anno. Inoltre, nei prossimi tre anni prevediamo di raddoppiare la capacità informatica dei nostri data center senza aumentare i consumi energetici, né il carbon footprint".

L'iniziativa di IBM, denominata "Project Big Green", comprende un team di 850 professionisti in efficienza energetica. A spiegare i passaggi necessari per raggiungere l'obiettivo è stato Daniele Berardi, vice president-global technology services dell'azienda statunitense: "Il processo di miglioramento dell'efficienza passa per cinque punti: diagnosi, pianificazione, virtualizzazione, gestione e controllo".

La diagnosi, nelle intenzioni di IBM, consentirà a ciascun utilizzatore di comprendere le caratteristiche delle proprie macchine, le potenzialità, l'uso effettivo e i possibili fattori di criticità. In questo modo sarà possibile individuare le aree ad alta densità di energia che derivano da layout difettosi dei rack del server, da un'imperfetta progettazione delle superfici e da una mescolanza indesiderata di aria calda e fredda. Seguono la fase di pianificazione, che prevede la progettazione di una serie di interventi da attuare nel medio termine, e quella successiva della virtualizzazione: "Spesso il parco macchine è fatto di sistemi che sono stati acquistati nel tempo e che finiscono con il sovrapporsi, lavorando a meno della metà rispetto alle proprie potenzialità", ha aggiunto Berardi. "Per questo è fondamentale accorpare i server per incrementare l'efficienza e ridurre gli sprechi". Il processo si completa con la fase della gestione, vale a dire il monitoraggio continuo delle soluzioni adottate, per valutarne l'impatto, e il controllo delle attività di raffreddamento.

Aria nei microchip per ridurre il surriscaldamento
Detto dei processi, come si ottiene una riduzione dei consumi sul versante hardware? "I nostri ultimi prodotti contengono dei piccoli fori che consentono all'aria di passare", ha spiegato a Punto Informatico Rienzi. "In questo modo il sistema si raffredda da solo e si ottiene un risparmio dei consumi fino all'80%". Il riferimento è alle nuove versioni del microprocessore Power6 lanciato pochi giorni fa: un sistema che supera di molto la velocità rispetto a Power 5 (da 3,5 a 4,7 Ghz), utilizzando la stessa quantità di energia elettrica.

È un primo passo, forse, che si aggiunge a quelli che stanno realizzando altri colossi del settore, come Dell, e che, come accennato, trova nelle istituzioni un referente più attento di un tempo al problema dei consumi informatici. Un problema esploso da anni, soprattutto da quando in California hanno iniziato a verificarsi black out legati ai consumi dei data center, una situazione potenzialmente esplosiva per tutto il mondo ricco.

Luigi dell'Olio
50 Commenti alla Notizia IBM: l'ICT consuma troppo, è ora di finirla
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  • La vedete la pubblicità dove Terna ristudia l'energia perchè ce n'è troppa ed molti hanno perso il gusto di averla ?
    Da domani stacchiamo la luce a tutti e mandiamo con i soldi risparmiati una bella dinamo con maxiruota per criceti umani.
    Ti serve la lavatrice ? Entra in ruota e gira, ovviamente per il prelavaggio basta fare i podisti mentre la centrifuga bisognerà spezzare il record mondiale dei 100 metri e mantenerlo costante per almeno 15 minuti.
    Vuoi usare il pc di ultima generazione ? In due dentro la ruota ma visto che c'è il rischio che uno dei due faccia la fine dello scoiattolo di paperissima (ovvero rimane centrifugato al centro dove sta il perno) sono meglio due ruote.
    Se non basta lo spazio o se la ruota per criceti non si intona bene con l'arredamento c'è sempre la ciclette o in alternativa il tapis roulant di jill cooper.

    Dopo voglio vedere chi non avrà ancora rispetto dell'energia quasi fosse un tesoro
    non+autenticato
  • Tempo fa avevo aderito all'iniziativa Impattozero.
    Con una trentina di euro ho comprato un pezzo di foresta in CostaRica.

    Ecco il sito:
    http://www.impattozero.it/
    non+autenticato
  • Mi sono fatto due conti (prendeteli per buoni anche se andrebbero fatti meglio):

    - La banda occupata dalle informazioni utili è in media solo 0,2% del totale (almeno sui siti che frequento maggiormente); il resto viene utilizzato da banners, filmatini flash, video e, peggio ancora, una quantità di codice inutile (i CSS e l'HTML per essere validati devono avere una quantità di informazioni di gran lunga maggiore rispetto a quella necessaria).

    - Mettono la pubblicità sui feed RSS (una porcata spaventosa)

    - l'approvvigionamento dei dati è rallentato proprio dallo streaming delle pubblicità.

    - il consumo per l'esecuzione dei video sui computer degli utenti è INSENSATO: la pubblicità delle sabbie mobili proprio dell'IBM su questo sito aumenta il consumo del mio computer di ben 27 WATT! (circa il 30% in più del normale).

    - la fruizione dei contenuti è pesantemente compromessa dai link introdotti con parser: se, malauguratamente, lasci il puntatore al centro dello schermo e usi la rotellina per scrollare, finisci sicuramente su link pubblicitari interni al testo che coprono ciò che stai leggendo...

    A questo punto, per evitare che la pubblicità ammazzi il medium, come ha fatto per la televisione, sarebbe opportuno cominciare a mettere dei limiti proprio su questo. Sarebbe il caso che se ne preoccupassero gli editori in primis perchè quando arriva il bulldozer del legislatore non c'è piu spazio per nessuno...

    So perfettamente quanto è importante il gettito finanziario garantito agli editori dalla pubblicità, ma deve rimanere un accessorio del sito, non il motivo principale per aprirne uno: siti fatti solo per vendere pubblicità e non per divulgare informazioni non servono a nessuno e sprecano corrente, banda e tempo degli utenti...

    Naturalmente queste sono opinioni personali ma sarei ben lieto di confrontare le mie misurazioni (che non sono opinioni) con quelle di gente più esperta per usare in modo intelligente le risorse a disposizione.

    Attenzione: questa non è una critica alla redazione: non c'entrano niente e stanno facendo un ottimo lavoro, anche se non si sono accorti dei risvolti delle loro scelte (come la quasi totalità dei siti web). Il fatto che stiano parlando di questo argomento vuol dire che, in qualche modo, ci tengono.

    Prima di chiudere vorrei ricordare che la corrente per le pubblicità non è gratis ma LA PAGO IO, non i datacenter o i providers: fra un po' inizierò a fare i conti per vedere se le informazioni che trovo valgono la spesa effettuata (vale per tutti i siti in generale che stanno diventando come la televisione)...
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    Modificato dall' autore il 30 maggio 2007 11.56
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  • Ciò che dici è verissimo.
    Però a differenza della televisione dove vige il regime di oligopolio, internet offre ogni giorno nuovi canali e nuove scelte.
    L'opzione che l'utente ha sempre è quella di non frequentare più un sito quando questo contiene solo pubblicità e non informazione. In questo caso il sito (che è privato) chiude o cambia regime.

    Nell'esempio della televisione italiana purtroppo essendo per metà statale la questione non vale perché l'utente che non vede la Rai è quello che la mantiene ("la rai siamo noi", quale verità). Quindi per assurdo a non vedere la Rai in realtà ci perde l'utente stesso perché deve versare i soldi che la Rai non prende con la pubblicità.
    non+autenticato
  • All'inizio non era così per la televisione (le frequenze erano libere ed era un far west, come Internet oggi).

    Poi, la possibilità di guadagnare grosse cifre con la vendita di spazi, ha fatto mettere insieme una serie di leggi (di qualità molto discutibile) che hanno portato alla situazione attuale in cui, la maggior parte dei programmi (non tutti, non voglio fare di tutta l'erba un fascio), sono una scusa per vendere pubblicità (riempimento di minutaggio con porcate).

    Visto che sappiamo in anticipo dove si andrà a finire, forse possiamo porvi rimedio prima che qualche "furbo" incominici a "gestire" il traffico e la banda con scuse tipo sicurezza, benefici economici, pseudo-responsabilità.

    E visto anche che, purtroppo, non abbiamo parametri per misurare la qualità dei prodotti, almeno possiamo limitare l'uso della banda per le funzioni accessorie con la scusa del consumo indiscriminato di risorse energetiche.

    Quindi: o fai pubblicità più leggere (il rapporto 99,8% a 0,2% mi sembra sproporzionato) o rischi che prima o poi, quando arriverà il legislatore, ci saranno scuse per fare leggi porcata...
    non+autenticato
  • Strano che IBM in questo momento si preoccupi di quanto consumano i datacenter...
    Strano anche, ma sarà sicuramente una coincidenza, che in questo momento il marketing IBM stia spingendo in maniera molto forte le soluzioni basate su blade e sulla virtualizzazione dei datacenter...
    E una delle leve che sta utilizzando IBM in questa campagna marketing è proprio la riduzione del consumo energetico e del calore emesso (due grossi server consumano meno e scaldano meno di un datacenter di 20 piccoli server...)
    strano anche che IBM rivenda direttamente con i propri codici i prodotti VMWARE e che li supporti direttamente se installati su HW IBM...

    Occhiolino
    non+autenticato
  • nooo secondo me gli stanno solo a cuore le nostre amiche pianteSorride
    MeX
    16902
  • No che non è strano, è normale.
    C'è una crescente sensibilità sui consumi elettrici da parte dei nostri clienti o potenziali clienti? Allora dobbiamo investire in tecnologia e marketing adeguati.

    D'altronde se si parla di energy manager ....
    http://www.fire-italia.it/


    L'importante è che dietro l'interesse di IBM ci sia qualcosa d'interesse globale.

    Dario
    non+autenticato
  • Partendo da questo articolo -> http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1645463

    Credo che una legge che obblighi (almeno la PA) ad acquistare attrezzature col minor impatto ambientale sia una strada da percorrere.
    Questo incentiverebbe la competizione fra le aziende produttrici, che avrebbe poi effetti piramidali sui beni aquistati dai cittadini.

    Dopodiché sarebbe interessante istituire dei livelli di impatto (un po' come per le automobili) però aggiornati annualmente; faccio un esempio: dal 1 gennaio DI OGNI ANNO andrebbe vietata la vendita di PC che conumano complessivamente più della media dei migliori (vedi http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=101...)

    ...e si potrebbe pensare di fare lo stesso per tutti gli elettrodomestici !!!

    Insomma se si vuole l'innovazione, basta premiare chi se lo merita.

    Marco Ravich
    --
    >>Forward Agency
    In progress we (always) trust.
    non+autenticato
  • Ottima idea... comunque per i pc il problema sono essenzialmente le schede video che sono sempre più voraci di watt, cosa che ritengo completamente inaccettabile in un contesto mondiale dove si va sempre più rafforzando la convinzione che il risparmio energetico è fondamentale per combattere il surriscaldamento climatico e risparmiare sui costi della bolletta elettrica. Il resto dei componenti non consumano niente in confronto.
    non+autenticato
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