giovedì 13 settembre 2007

P2P legale, la proposta è in Commissione

Una licenza che consenta di condividere senza fini di lucro in tutta legalità. Il progetto di legge inizia ora il suo iter. E non è l'unica norma che potrebbe far finalmente avanzare il paese. I dettagli e il quadro delle proposte

P2P legale, la proposta è in CommissioneRoma - In questi giorni ho spulciato un po' i siti del Parlamento ed ho trovato, finalmente, tutti i testi di alcuni disegni di legge annunciati negli ultimi mesi. Sono proposte molto interessanti da cui ho estratto le cinque principali.

Per motivi di completezza, partirei da aprile con il già noto disegno di legge (S-1461) del Senatore Bulgarelli in materia di P2P.
Incentrato sulla valorizzazione-celebrazione del fair use, prevede tre fondamentali modifiche:
- abrogazione del reato di messa a disposizione per via telematica (tale è il file sharing) anche senza dolo di lucro o profitto (la recente lettera a-bis dell'art. 171 l.d.a.) e reintroduzione del dolo di lucro (vantaggio patrimoniale) in luogo del dolo di profitto (anche semplice vantaggio morale) nell'art. 171-bis l.d.a. che fissa i reati in tema di programmi per elaboratore;
- rafforzamento del diritto di copia privata anche in forma digitale (attualmente, il diritto massimo è la copia analogica);
- liberalizzazione dell'uso didattico delle immagini pubblicate su Internet.
Si tratta di modifiche importanti ed apprezzabili. Peccato, pero', che da un lato non si regolino anche le banche di dati come proposto per il software (banca di dati è anche un'enciclopedia multimediale come quelle usate dai ragazzi per le proprie ricerche scolastiche), dall'altro non si intervenga sulla disciplina civilistica (ma si veda, oltre, il ddl C-2973).

Il secondo disegno di legge (C-2682), figlio dell'on. Paola Balducci e altri, è parimenti di sicura attualità anche se, di primo acchito, sembra una mera modifica alle regole del processo civile senza attinenza con la Rete.
C'entra con l'affare Peppermint, pur non espressamente menzionato nella relazione, e riguarda una proposta di modifica dell'art. 156-bis l.d.a., introdotto per il recepimento della Direttiva 2004/48/CE (cd. "IPRED 1").
Tre i punti principali:
- sostituzione del termine "prove" con quello di "indizi" (dunque, un più robusto onere della prova a carico del ricorrente);
- previsione dell'opposizione di terzo (attualmente non possibile);
- maggiori tutele per il trattamento di dati personali (in relazione si fa espresso riferimento all'acquisizione di indirizzi IP).
Penso che, malgrado gli esiti dell'ultima pronuncia sul caso Peppermint, siano modifiche auspicabili anche se, contrariamente a quanto detto nel disegno di legge, l'acquisizione di indirizzi IP in una rete P2P non è, giuridicamente, intercettazione.
Il terzo documento (ddl C-2774) presentato dall'On. Mascia e altri prevede una modifica meno articolata, comunque "rivoluzionaria" (ma, in fondo, "reazionaria", come vedremo). In parte, riprende quanto voluto dal Senatore Bulgarelli.
Attualmente, come brevemente accennato, tra reati in tema di software (art. 171-bis) e quelli relativi alle altre opere (art. 171-ter) esiste uno scollamento non da poco: per i primi è sufficiente il dolo di profitto (mera soddisfazione morale anche non patrimoniale), mentre per i secondi occorre il lucro (vantaggio patrimoniale diretto). Ciò è disceso dalla l. 248/2000 che, appunto, ha abbassato la soglia di punibilità per gli illeciti penali riguardanti i programmi per elaboratore.
Con poco pertinenti (ma altamente demagogici) richiami al software libero, all'Italian Crackdown, alla pronuncia cagliaritana sul software datata 1996 nonchè alla più recente sentenza di Cassazione sullo scambio di materiali via ftp, si propone il ritorno al regime del lucro. Condivisibilissimo perchè, a mio modo di vedere, sanerebbe un'evidente disparità di trattamento in netto contrasto con l'art. 3 Cost. In più, va sottolineato che questo disegno di legge si occupa, giustamente, anche delle banche di dati di cui allo stesso art. 171-bis (il secondo comma).

Diritto d'autore: cosa bolle in pentola
Altro tema rilevante è quello trattato dal ddl C-2962 (On. Beltrandi e altri) presentato prima dell'estate: gli archivi audiovisivi degli enti pubblici (ad esempio, la RAI).
In Italia si moltiplicano le voci a favore di iniziative come quella presa dalla BBC che ha liberalizzato (ma non a scopo di lucro, ovviamente) molti contenuti propri creando il "Creative Archive". Ma, qui da noi, c'è ancora qualche ostacolo giuridico di cui il disegno prende atto.
L'iniziativa si propone, allora, di allentare questi freni con un occhio di riguardo anche per la successiva distribuzione, non lucrativa, per i canali del file-sharing che tutti conosciamo.

È realmente difficile prevedere l'esito finale di queste proposte. Sicuramente, subiranno emendamenti più o meno sostanziosi anche per effetto dell'influenza dei poteri economici coinvolti.
Questa breve guida vuole essere soltanto un pro memoria per tenere d'occhio l'attività parlamentare, almeno per quanto puo' emergere dai resoconti, con riferimento al diritto alla cultura.

Avv. Daniele Minotti
www.studiominotti.it
www.minotti.net
70 Commenti alla Notizia P2P legale, la proposta è in Commissione
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  • .....quando non si sa bene di cosa sta parlando.

    Partiamo da un pò di concetti fondamentali:

    1) che la siae voglia farsi i suoi interessi lo sappiamo tutti;
    2) che la rria voglia farsi i suoi interessi lo sappiamo tutti;
    3) che i guadagni delle major non subiscono devastazioni economiche dal p2p lo sappiamo tutti;
    4) che giochi, cd musicali, film in dvd/blu-ray/hdv costino troppo lo sappiamo tutti (tanto per dire lo stesso gioco in giappone costa circa la metà rispetto all'europa);
    5) che tutti noi vogliamo farci i nostri interessi credo lo sappiamo tutti quindi giù ipocrisia e diamo sfogo all'obbiettività.

    Dunque:
    - Scritto da: Luco, giudice di linea mancato
    > Secondo questo tuo ragionamento, quelli che
    > scrivono freeware e open source sono tutti
    > cretini.
    > Se uno vuol fare il programmatore e vuol
    > guadagnare che vada a scrivere programmi su
    > commissione per aziende, nessuno sta dicendo che
    > chi usa software a scopo di lucro non debba
    > pagarlo. Oppure vai a fare assistenza
    Sei un programmatore che vende software su commissione per scrivere certe cose? Prova a parlare con i migliaia di ragazzi che si fanno anni di studio applicato, vanno in giro a cercarsi un lavoro e dopo magari edita il tuo post per buon gusto.
    Siamo sul pianeta terra e non nel mondo di alice nel paese delle meraviglie.
    Vivere creando software su commissione? Quanti pensi che riescono a camparci?
    Sai che la maggior parte dei programmatori "a scopo di lucro" sono tutti ex "opensourcisti"? Magari pensare che di aria non si campa e che non si ha sempre la fortuna di poter lavorare sotto una grande software house come la Sun che ti paga? E magari non sai che molti programmatori opensource hanno un lavoro che li fa campare spesso al di fuori del campo informatico e quindi possono tranquillamente creare software freeware? E magari non sai che tutte le software house che producono applicativi freeware e/o opensource guadagnano cmq sia direttamente ed indirettamente dai loro programmi secondo il solito concetto "di aria non si campa"?
    Io adoro usare freeware e programmi opensource, alcuni sono ben fatti, altri hanno molte limitazioni ma difficilmente riescono a darti le funzionalità dei prodotti originali. Costano troppo? Ok se ne può discutere dato che veramente alcuni costano TROPPO, ma non venirmi a fare certi discorsi specialmente sapendo che grafici, analisti e programmatori vengono licenziati dalle aziende perchè i propri software non vendono quanto dovrebbero e guarda caso proprio per la pirateria. Io non sto dando ne contro la pirateria ne contro il p2p ma sono cosciente di tutto quello che gira intorno a questo campo e non mi limito a premere connect sul software p2p. In alcuni campi i danni ci sono e vanno a scapito SEMPRE di chi è dipendente.

    > Se fare il programmatore di videogiochi non
    > renderà più, semplicemente ti impari un altro
    > mestiere. E' sempre stato così durante tutta la
    > storia dell'umanità, e sarà sempre così perché fa
    > parte dell'evoluzione.
    Ti informo che siamo nel 2007 e non nel 1800.
    Ti sembra giusto il ragionamento che io (esempio dato che non lo sono) grafico divento dipendente di una software house che produce giochi, mi faccio un culo quadrato per 5 anni, contribuisco a creare un bel gioco che esce sul mercato ma vende meno delle aspettative causa pirateria e vengo licenziato per ovvi problemi di bilancio dato che fare un gioco costa un bel pò di soldi?
    Ok con l'evoluzione, ma perdere il lavoro perchè il gioco a cui hai lavorato viene copiato senza ritegno NON fa molto parte del concetto di evoluzione del lavoro.
    Sia chiaro io non parlo di grandi potenze come la Blizzard o l'EA (dato che a loro indipendentemente dal p2p, hanno guadagni enormi) ma parlo di quelle software house medio/piccole che creano giochi e software spettacolari e vengono strette tra la morsa delle major (che hanno più mezzi)e di noi utenti del p2p. Devono andare al lavoro solo nelle grandi aziende? Vogliamo creare tanti monopoli alla stregua della microsoft almeno potranno ancora di più fare come gli pare? Pensi che sia positiva come cosa?

    Quindi evitiamo di parlare a sproposito su certi argomenti nello specifico. A tutti piace scaricare ma almeno cerchiamo di avere la decenza di tenerci per noi i falsi moralismi.

    Concludo con un pensiero rivolto a chi ha scritto che è costretto a comprare giochi copiati o a scaricarli perchè ha figli e non ha GIUSTAMENTE i soldi da spendere per comprarli.

    Il computer anche in forma ludica è un hobby come tanti altri e sta nell'educazione che si da ai propri figli fargli capire che l'avere un gioco o una console non ti da un posto nella società ma sopratutto è importante far capire ai figli che non tutto si può avere se non si hanno le possibilità e non c'è nulla di male a non poterle avere. Qui non si parla di togliere il pane di bocca al proprio figlio o a non farlo studiare o a non dargli un educazione sportiva.
    Non preoccuparti che tuo figlio ne ha solo da guadagnare ad impiegare il suo tempo libero con lo sport o con altre attività sicuramente più sociali del giocare con un videogioco.
    Se poi vogliamo dare il giochino al figlio per tenerlo buono li ed a cuccia è un altro discorso e stendo un velo pietoso dato che molte famiglie fanno proprio questo.
  • pensioni, sanità, economia... a cosa vuoi che servano? pensiamo invece a liberalizzare il p2p per avere più voti
    non+autenticato
  • il dramma e' che se uno si candidasse con questo e fosse il " suo programma", prenderebbe anche voti a sufficienza per essere eletto
    con buona pace di che pensa,un domani, a lavorare, FORSE, per le "nuove tecnologie"
    ma, evidentemente, nessuno ci pensa

    che l'italia sia destinata a diventare il fornitore ufficiale di spazzini/donnine nel mondo?
    di sicuro sbaglio, di sicuro sbaglio, di sicuro sbaglio
    non+autenticato
  • Sbagli.
    E' destinata a diventare fornitore di operai e donnine per i padroni cinesi.
    Ragazzi, imparatele queste maledette lingue... e preparatevi a scappare !!!!1!!!11!!uno!!!
    non+autenticato
  • La probabilità che prendano più voti promettendo di depenalizzare il p2p per me è pari a zero...
    I "nostri" politici pensano costantemente a come procurarsi la coca o in quale bordello di lusso passare la serata, altro che p2p.
    non+autenticato
  • qualcuno lo ha provato?????
    è un servizio di video on demand

    io si, mi sembra strano che sia legale, questi offrono gli stessi identici file che si possono scaricare da internet (screener e co&, ma anche quelli decenti, ci sono esattamente quei file lì senza neanche recodificarli...) in streaming dai loro server........

    l'account base è gratuito e c'è un limite di GB al mese, e si ha accesso solo a file più vecchi di TOT giorni, e niente porno.

    a partire da 1.29 usd fino a 30 poi ti danno account premium con meno limitaizoni,

    gli user possono anche fare upload,

    a me dopo pochi giorni hanno offerto sul mio accoutn gratuito la possiblità di scaricar ei file in loco, prima era riservata agli accoutn paganti.

    il programma è in beta e tutto sembra molto recente..



    come caxxo fà ad essere legale??????????????????????
    provatelo, vedrete che i file sono esattamente glistessi che si trovano sulle reti p2p, non credo che se avessero accordi conle major queste fornirebbero i cinema screener....

    il costo è molto basso ma effettivamente si tratta di video a medio-bassa-.alta qualità, quasi tuti in inglese e francese.

    non ho indagato sulla società che vi è dietro (non ho neanche googlato, shame on me!) ma la cosa non mi convince pe rvia della qualità dei file.


    ah gli anime sono sottotitolati in inglese!

    servirebbe una banda da 400kbps, con vlc su adsl fastweb 4MB fà due volte il rebuffering e poi mi và tranquillamente
    non+autenticato
  • Hanno compiuto un piccolo passo in avanti? Ma lo volete capire che questa nazione di disperati è quanto di più lontano possa esistere da una nazione civilizzata in grado di capire e regolamentare l'utilizzo delle nuove tecnologie?
    Da anni si parla di fare leggi che depenalizzino lo sharing su p2p o che applichino qualche tipo di tassa sulla (implicita) condivisione di materiale protetto da diritti d'autore...

    Siamo in italia, un paese più simile alla Bulgaria che agli States. Fatevene una ragione.
    Vedo più probabili leggi che rendano illegale l'aborto o che vietino di insegnare l'evoluzionismo nelle scuole rispetto a una legge che regolamenti in via definitiva p2p e affini...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Realista
    > Hanno compiuto un piccolo passo in avanti? Ma lo
    > volete capire che questa nazione di disperati è
    > quanto di più lontano possa esistere da una
    > nazione civilizzata in grado di capire e
    > regolamentare l'utilizzo delle nuove
    > tecnologie?

    Makke' non solo non lo kapiscono ma invece di buttarsi dal ponte stanno qui a faticare e scrivere proposte di legge. Tzé
    non+autenticato
  • Fatica inutile che non porterà a niente almeno per i prossimi 50 anni.
    Nessuno minimizza gli sforzi dei cortiana o beltrandi di turno, ma purtroppo la realtà è questa, e data la condizione attuale ogni sforzo è vano.
    Meglio dedicarsi a qualcosa con più alta probabilità di successo, come una bella legge che punisca l'uso delle k con la pena di morte.Con la lingua fuori
    non+autenticato
  • Volete vedere che ne approfitteranno per mettere una nuova tassa che *tutti* indistintamente dovranno pagare?
    non+autenticato
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