Gaia Bottà
lunedì 24 settembre 2007

Australia verso la lista nera di stato

La prevede una proposta di legge sostenuta dal Governo: la polizia potrà bloccare a propria discrezione l'accesso ai siti di una blacklist. Contro la criminalità e il terrorismo. E contro le libertà degli utenti

Sydney - Potrebbero non essere più solo le famiglie, che il governo ha già equipaggiato con inefficaci filtri, a selezionare ciò che del Web può passare per gli schermi di casa. Una proposta di legge presentata in senato nei giorni scorsi, a breve distanza dalle prossime elezioni, potrebbe spianare ulteriormente la strada ad un agire censorio e repressivo, giustificato con l'urgenza di tutelare la sicurezza dei cittadini dall'incombere del terrorismo.

Il ministro Helen CoonanLa proposta di legge "Crime or Terrorism Related Internet Content", riporta ZDNet Australia, si configura come un emendamento al codice delle comunicazioni locale, che già prevede una blacklist di siti proibiti, gestita dall'Australian Communications and Media Authority (ACMA) per conto dei cittadini, con la collaborazione degli ISP. La proposta presentata dal ministro della comunicazioni Helen Coonan (in foto), passa ora anche agli ufficiali della Federal Police: a loro la responsabilità di aggiornare e rivedere la lista di siti banditi, per proteggere i netizen dalle esternazioni dei terroristi e dalle trappole tese dai criminali informatici.

Individuato un sito sospetto, che ritiene legato ad attività criminali o a gruppi terroristi, che "ha ragione di credere" possa incoraggiare o facilitare il compimento di attività criminali o che "ha ragione di credere" sia stato messo online con questo intento, l'ufficiale di polizia potrà decretarne il bando, comunicandolo all'ACMA, che a sua volta vigilerà sull'azione degli ISP, incaricati di "prendere tutti i provvedimenti per prevenire l'accesso al contenuto da parte dell'utente".Le associazioni per la difesa dei diritti civili, ancora libere di esprimere il proprio parere, si sono scagliate contro la proposta. L'Australian Privacy Foundation non esita a sottolineare come il provvedimento possa soffocare la libertà di espressione dei cittadini, le cui opinioni in Rete rischiano di essere sottoposte al vaglio della polizia, libera di censurare contenuti sgraditi. Nemmeno le sfere istituzionali restano indifferenti al bill. È la senatrice Kerry Nettle, ambientalista, a sollevare il problema sulle pagine di AustralianIT: associazioni del calibro di Greenpeace in passato sono state accusate di azioni terroristiche e potrebbero incorrere nel bando, al pari di qualsiasi organizzazione che discuta di questioni politiche e sociali in termini invisi alle autorità.

"La proposta di legge" - fa eco Electronic Frontiers Australia (EFA) in una nota- è un ulteriore passo avanti della progressiva degenerazione dell'Australia in uno stato di polizia": alle forze dell'ordine verrebbe consegnato uno strumento censorio che potrebbe essere maneggiato con superficialità, poiché le interdizioni possono basarsi su insinuazioni o rumors e non c'è modo di appellarsi alla decisione della Federal Police e chiedere la revoca del bando.

Inoltre, osserva sul suo blog Dale Clapperton, di EFA: "Il provvedimento fa riferimento a qualsiasi reato previsto dalle leggi del Commonwealth - anche a qualcosa di insignificante come le violazioni del copyright". Se la proposta dovesse convertirsi in legge, prospettano gli utenti di Whirpool, potrebbe dunque esser impugnata come un'arma impropria, per sbaragliare indistintamente il P2P, legale o illegale che sia.

"Il governo - soggiunge Clapperton - sta semplicemente giocando la carta del terrorismo per scansare ogni critica nei confronti della proposta." Una lettura della situazione condivisa dai netizen, che non intendono abdicare alla libertà di accesso alla Rete in nome di una minaccia sfumata, che si vuole combattere con metodi censori ed inefficaci.

Gaia Bottà
13 Commenti alla Notizia Australia verso la lista nera di stato
Ordina
  • "Le associazioni per la difesa dei diritti civili, ancora libere di esprimere il proprio parere, si sono scagliate contro la proposta."

    A bocca aperta

    Gaia Bottà, sei un mito!
    non+autenticato
  • "giustificato con l'urgenza di tutelare la sicurezza dei cittadini dall'incombere del terrorismo"

    Qualcuno mi sa dire quand'è stato l'ultimo attentato terroristico, riuscito o fallito, in Australia?
    non+autenticato
  • Che importanza ha? Se non ce ne sarà nessuno, si dirà che è anche grazie alla politica censoria del governo. Se ci sarà, si ribadirà l'urgenza di promulgare leggi più severe.

    In ogni caso, vincono loro.
    non+autenticato
  • non ci sono stati perchè il terrorismo non esiste.
    ma se non applicano il fascismo globale ecco allora che i cittadini sono in pericolo dei cattivi musulmani (un tempo erano ebrei) che vogliono invadere il mondo.
    fortuna che ci sono i campi di concentramento americani in giro per il mondo. dove tutti i musulmani vengono rinchiusi per evitare che si lascino esplore in mezzo a noi popoli civili e democratici.
    non+autenticato
  • Ave.

    Cos'altro dobbiamo aspettare prima di cominciare ad aprire gli occhi ed accorgerci che esiste un problema a livello PLANETARIO che si sta trasformando in uno "Stato di Polizia"?

    http://it.youtube.com/watch?v=Sz-Hr-FqCbk

    A presto.
    Nilok
    http://informati.blog.tiscali.it/
    http://it.youtube.com/Nilok1959
    Nilok
    1925
  • - Scritto da: Nilok
    > Ave.
    >
    > Cos'altro dobbiamo aspettare prima di cominciare
    > ad aprire gli occhi ed accorgerci che esiste un
    > problema a livello PLANETARIO che si sta
    > trasformando in uno "Stato di
    > Polizia"?


    Che la merda color marrone esca dal televisore. L'Italiano medio allora si accorgerà che qualcosa non funziona
    non+autenticato
  • Così i cittadini troveranno dapprima modi per aggirare i filtri, e poi una rete senza ISP (è possibile), e nel frattempo la sfiducia che lo stato continua a riporre verso i suoi cittadini sarà ripagata con la stessa monete.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Eric Cartman
    > Così i cittadini troveranno dapprima modi per
    > aggirare i filtri, e poi una rete senza ISP (è
    > possibile), e nel frattempo la sfiducia che lo
    > stato continua a riporre verso i suoi cittadini
    > sarà ripagata con la stessa
    > monete.

    mmm..la storia ci insegna che quasi sempre è il tiranno che l'ha vinta e il debole soffre.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ne c
    > - Scritto da: Eric Cartman
    > > Così i cittadini troveranno dapprima modi per
    > > aggirare i filtri, e poi una rete senza ISP (è
    > > possibile), e nel frattempo la sfiducia che lo
    > > stato continua a riporre verso i suoi cittadini
    > > sarà ripagata con la stessa
    > > monete.
    >
    > mmm..la storia ci insegna che quasi sempre è il
    > tiranno che l'ha vinta e il debole
    > soffre.

    Fino a quando le sofferenze cominciano a disturbare la maggior parte dei deboli e quindi a combattere il tiranno ammazzandolo nel peggiore dei modi.

    La fine sarà sempre questa.
    Il potere logora chi ce l'ha. E' sempre stato cosi e sempre lo sarà ( anche in Italia si sta arrivando allo stesso punto).
    non+autenticato
  • - Scritto da: passante

    > Fino a quando le sofferenze cominciano a
    > disturbare la maggior parte dei deboli e quindi a
    > combattere il tiranno ammazzandolo nel peggiore
    > dei
    > modi.
    >

    Ingenuo. Pensi veramente che gli Australiani faranno la rivoluzione perchè il governo impedisce loro di vedere qualche sito web?

    In Australia la censura è stretta da anni, e nessuno se la prender più di quel tanto. La gente ha altre priorità, cose più importanti della "libertà della Rete" a cui pensare. Cose come le bollette, il lavoro, la famiglia.

    I cittadini hanno mille preoccupazioni, e libertà di arrivare a fine mese è più importante della libertà di vedere qualche sito a cui ai più non interessa nulla.

    Una rivoluzione, sappilo, è un brutto affare. Distrugge il modo di vivere di tutti, rende la situazione precaria, ti toglie stabilità. Il popolo si solleva quando non ha nulla da perdere.

    Ora invece il popolo ha molto da perdere, e soprattutto non ha più mezzi per ribellarsi. Perchè rischiare di perdere quello che si ha, e che permette tutto sommato di vivere in modo confortevole, in nome di un ideale fumoso di cui pochi sentono l'importanza? E poi come ribellarsi, quando il governo ha il monopolio assoluto delle armi?

    Non ci sarà nessuna rivoluzione. Gli Australiani accetteranno i filtri come accettano la censura su film e videogiochi. Magari borbottando, ma sapendo bene di non poterci fare nulla.

    Guarda in faccia la realtà, e preparati perchè presto sarà anche la tua.

    Fattene una ragione.
  • purtroppo è così
    anche in italia ... prima del V-Day c'era quest'aria.
    non+autenticato
  • - Scritto da: passante
    > Fino a quando le sofferenze cominciano a
    > disturbare la maggior parte dei deboli e quindi a
    > combattere il tiranno ammazzandolo nel peggiore
    > dei
    > modi.
    >
    > La fine sarà sempre questa.

    Le rivoluzioni nascono dallo stomaco vuoto della maggior parte del popolo.
    Filtri su siti che il 99% della popolazione nemmeno sa che esistono non farà muovere un dito a (quasi) nessuno.
  • Forse farà smuovere qualche nerd, che basterà un poliziotto quadriplegico ultranovantenne per mandarli a casa a legnate.A bocca aperta
    non+autenticato
 

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