Luca Annunziata

Quanto valgono i Radiohead?

Il loro album è un successo a metà. Si parla di milioni di dollari che fanno gola anche ad EMI. Che tenta lo sgambetto: in arrivo una mega-raccolta DRM-free per i fan dal portafoglio gonfio

Roma - L'ultima fatica dei Radiohead si paga ad offerta libera. E, liberamente, la maggioranza dei netizen ha deciso di non sborsare neppure un soldo. Secondo uno studio di comScore, solo il 38 per cento dei download ha scelto di pagare.

Visto che al 29 ottobre le copie scaricate erano 1,3 milioni, secondo comScore questo si traduce nel fatto che 744mila consumatori si godono l'ultima fatica della band di Oxford senza aver praticamente sborsato alcunché.

La percentuale dei fan che hanno messo mano al portafogli sale al 40 per cento negli USA, mentre cala al 36 nel resto del mondo. Gli statunitensi si sono dimostrati anche più generosi in fatto di donazioni: circa 5,5 euro a testa, contro i 3,2 degli altri. Più in generale, il grosso delle offerte si è comunque assestato nella forbice compresa tra 1 e 5 euro.
Ai Radiohead, nel complesso, non dovrebbe essere andata troppo male: con una media di un 1,5 euro a copia, secondo le rilevazioni , fino ad oggi dovrebbero aver racimolato quasi 2 milioni di euro. Le stime per i loro lavori precedenti parlano di una media di 3,5 milioni di dischi venduti, con guadagni compresi tra i 6 e i 12 milioni di euro, cifre non troppo distanti dalla proiezione attuale. All'appello mancano poi i soldini provenienti dalla vendita del box per collezionisti, un prodottino da 60 euro che sarà distribuito a partire da dicembre e che conterrà tonnellate di musica per aficionado.

Il boxGuarda caso, sette giorni dopo la prevista consegna del box, EMI, ex etichetta del gruppo, rilascerà sul mercato a quello stesso prezzo un cofanetto con l'intera discografia precedente della banda inglese: sei album, un live, copertine, testi, immagini e uno scatolotto tutto bianco e argento. Disponibile anche la versione download, nel formato MP3 da 320 kbit senza DRM, al costo di 50 euro. Per finire, l'edizione limitata su chiavetta USB da 4 giga: i brani questa volta sono WAV in qualità CD, e con 120 euro si possono ascoltare sul proprio PC.

Coincidenze a parte, l'esperimento di Yorke e soci è riuscito? Sì e no, verrebbe da dire guardando le cifre. Più sì che no se si guarda ad esempi simili del passato.

Decisamente sì, se si pensa che 1,2 milioni di consumatori si sono registrati sull'e-shop dei Radiohead, consegnando nelle mani della band un database enorme di informazioni sui propri fan. Decisamente no, visto quanti consumatori hanno comunque scelto di scaricare l'album dal P2P, nonostante il costo irrisorio: forse il modello di distribuzione tradizionale, con la compravendita nei negozi fisici o virtuali, è alla frutta. In ogni caso, l'enorme eco mediatica che ha circondato e circonda l'operazione è tutta pubblicità gratuita.

Ma chi scarica non compra CD...
A proposito di P2P, c'è da registrare anche la dura presa di posizione del professor Stan Liebowitz, dell'Università del Texas, in merito alla recentissima celebre ricerca che esamina l'impatto del file sharing sull'acquisto di CD in Canada.

Secondo l'accademico, ci sono molti dubbi sulle cifre riportate nello studio: una su tutte, quella degli 8,3 album comprati a testa dai cittadini canadesi in un anno.

Visto che nel 2005 i dischi venduti nel paese degli aceri erano 54 milioni, escludendo i bambini dalla popolazione di 33 milioni di individui, il numero giusto si dovrebbe aggirare sui 2,2 dischi a testa, sostiene il professore. Una cifra in linea col mercato americano, e di gran lunga inferiore a quella presa in considerazione dagli autori dello studio.

Luca Annunziata
124 Commenti alla Notizia Quanto valgono i Radiohead?
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  • vedi oggetto.

    Non se li fila nessuno.

    Spice Girls forever !
    non+autenticato
  • Le spice girls?

    ma sara' mica musica!

    non se le fila nessuno

    Radiohead forever!
    non+autenticato
  • > Spice Girls forever !

    yess, geri aliuell forever Innamorato Ficoso

    (LoL)
  • - Scritto da: tremend
    > vedi oggetto.
    >
    > Non se li fila nessuno.
    >
    > Spice Girls forever !
    tu si che ne capisci di musica!

    ...ma per favore...
    non+autenticato
  • Se non erro nell' articolo non si fa riferimento ai dindini che sono entrati nelle tasche dei componenti del gruppo.
    Mi riferisco al risparmio rispetto alle classiche vie di distribuzione, che probabilmente è stato consistente... o no ?
    non+autenticato
  • Due calcoletti a spanne:

    ricavi dai downoload di "in rainbows": circa 1.300.000 Euro

    guadagno netto della band: circa 1.300.000 Euro meno le spese di registrazione delle tracce audio e altre piccole spese varie di promozione

    ricavi totali della vendita di 340.000 cd sotto etichetta: circa 6 milioni di Euro

    guadagno di una band affermata ( e con alto potere negoziale) su quei ricavi: circa l'8%, più o meno 500mila euro

    extra-introiti della band rispetto a 340.000 cd venduti con il metodo tradizionale e sotto etichetta discografica: 800.000 Euro circa

    spero di aver risposto alle tue domande Occhiolino

    www.rockonomics.wordpress.com
  • > ricavi dai downoload di "in rainbows": circa
    > 1.300.000
    > Euro
    >
    > guadagno netto della band: circa 1.300.000 Euro
    > meno le spese di registrazione delle tracce audio
    > e altre piccole spese varie di promozione
    >
    >
    > ricavi totali della vendita di 340.000 cd sotto
    > etichetta: circa 6 milioni di
    > Euro
    >
    > guadagno di una band affermata ( e con alto
    > potere negoziale) su quei ricavi: circa l'8%, più
    > o meno 500mila
    > euro
    >
    > extra-introiti della band rispetto a 340.000 cd
    > venduti con il metodo tradizionale e sotto
    > etichetta discografica: 800.000 Euro
    > circa
    >
    > spero di aver risposto alle tue domande Occhiolino
    Ma questo vale solo per UN radiohead, le migliaia di sfigatones continuano a girare col cappello dopo il concerto...
    non+autenticato
  • Di recente i Radiohead, come preannunciato, rilasceranno il CD nei negozi, facendolo distribuire da una piccola società.
    Direi che anche gli introiti di questa operazione, tolti i costi di distribuzione "fisica", vadano aggiunti al bilancio complessivo.
    Un mio amico fan dei Radiohead non ha l'ADSL e si chiedeva come procurarsi il CD senza pagare il cofanetto e senza scaricare le tracce MP3. Eccolo accontentato.
    non+autenticato
  • I circa 340mila payloader di In rainbows sono poco più dei 300mila che, tre anni fa, acquistarono a 18 Euro nei negozi la precedente fatica dei radiohead Hail to the thief nel primo mese di distribuzione. Che dire? Che una politica di prezzo rivoluzionaria ha prodotto un aumento non molto consistente di consumatori paganti.
    Le vere differenze sono due:
    1) Che la torta, seppur più piccola, se la sono mangiata tutta i Radiohead
    2) Che i freeloader - quelli che considerano la musica registrata un bene gratuito - sono sempre di più...

    Per un analisi più dettagliata: www.rockonomics.wordpress.com

    Ciao!
  • Che la popolazione mondiale è in aumento, ma quella che ha surplus di disponibilità finanziarie da dedicare ad attività ricreative al massimo è stabile. E per questi ultimi il tempo libero (24 ore - ore dedicate al lavoro) negli ultimi venti anni è diminuito a fronte di un aumento spropositato delle possibilità ricreative: Tre diverse console di ultima generazione, ancor di più della generazione precedente, palestre, acquafan, nuovi sport, social network e forums, chiaccherate al cellulare, Seconde vite virtuali, animali domestici virtuali, moltiplicazione dei concerti, 4880 Canali televisivi su satellite solo tra Astra ed Hotbird, dieci nuovi film ogni settimana, centinaia di nuovi libri, etc etc.

    Ovvio che "Lascia o Raddoppia" facesse percentuali di ascolti che oggi non fa nemmeno la finale di Coppa del Mondo di Calcio. O guardavo quello o giocavo a Briscola. Oggi la Briscola è ancora un'opzione, mentre di Quiz ce ne sono centinaia...

    E' cosi' strano che oggi ognuno di questi abbia una fetta che decresce con il tempo? Provate a sommare le fette: la torta è la stessa (anzi, forse anche leggermente più grossa!).
    non+autenticato
  • > Le vere differenze sono due:
    > 1) Che la torta, seppur più piccola, se la sono
    > mangiata tutta i
    > Radiohead
    > 2) Che i freeloader - quelli che considerano la
    > musica registrata un bene gratuito - sono sempre
    > di
    > più...
    >

    un altro punto interessante è:

    se non sai chi sono i radiohead (chessò, sei appena tornato da Marte perchè li si avvicina l'inverno e fa un po freddino) ma vieni a conoscenza che è possibile scaricare legalmente per una cifra a scelta (zero incluso) la loro musica, sicuramente (di media) all'utente viene almeno un po' di curiosità e se lo scaricherà, magari senza versare un soldo ma lo farà (che tanto non è nemmeno rischioso)

    per i radiohead questa è pubblicità per il futuro.

    se ammettiamo che su 10 utenti così anche solo 5 trovino la loro musica interessante e se ne appassionino, sono pur sempre 5 fans in più aggratis.
    se anche solo 1 in futuro acquisterà un loro album, è 100% di guadagno.
    se anche solo 1 in futuro andrà ad un loro concerto, è 100% di guadagno.

    perchè la pubblicità che genera quel guadagno è gratuita per loro, e basata anche sulla stima degli utenti per questo metodo di distribuzione.

    considerare solo le fatture e gli introiti deforma la portata reale di questo sistema di distribuzione, IMHO.

    quindi, grandi radiohead!
  • Indubbiamente grandi Radiohead perchè hanno fatto saltare il tappo. Quel che è interessante è capire se e come gli altri artisti si comporteranno d'ora in poi.
    Come ha giustamente osservato Skywalker se l'offerta di intrattenimento aumenta esponenzialmente è inevitabile che i prezzi crollino e che - anche in funzione del cambio di paradigma tecnologico - certi beni diventino veri e propri free goods.
    In questo senso quella dei Radiohead è una rivoluzione.
    Sono uno dei gruppi con maggior reputazione al mondo e il valore che i consumatori- su loro richiesta - hanno assegnato alla loro musica registrata è 2,6 dollari.
  • ... e per tutti quelli che sostengono che il problema non è il prezzo dei CD non è troppo alto.
    Possiamo girarci intorno finché vogliamo, ma la sostanza non cambia - la maggior parte della gente non è disposta a pagare alcunché, PERIOD.
    E questo purtroppo è un argomento forte, nonostante tutte le spiegazioni che possono esserci dietro.
    non+autenticato
  • Non e' piu' probabile che coloro che non hanno pagato una lira per scaricare probabilmente non avrebbero mai comprato il disco nemmeno se internet e p2p non esistessero?
    Bisogna fare una valutazione con altri dati alla mano, ad esempio quanti ascoltatori effettivamente avrebbero avuto sui cd venduti nel vecchio stile e non all'occasione che si e' creata di download gratuito.
    Ascolto un genere di musica completamente diverso quindi non comprerei i loro dischi, avrei potuto scaricarlo gratuitamente sfruttando l'occasione, molti l'hanno fanno e hanno generato i numeri di cui stiamo parlando.
    Se quasi 500mila persone hanno pagato queste sono il reale zoccolo di ascoltatori a loro fedeli? ualcuno ha statistiche o numeri piu' dettagliati sulla loro carriera?
    non+autenticato
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