Gaia Bottà

Warner: le major si sono inguaiate da sole

L'industria della musica è stata poco reattiva e troppo orgogliosa, così si è inimicata i consumatori. Non ripetano l'errore gli operatori mobili. Non lo dice uno qualunque, lo dice il CEO di Warner Music

Roma - "Ci siamo sbagliati". Tempo di ammissioni di colpa per il CEO di Warner Music, Edgar Bronfman, che invita gli operatori telefonici a non ripetere gli errori delle major, asserragliate in posizioni orgogliose, stantie e poco lungimiranti. Posizioni che nell'era digitale hanno inevitabilmente incoraggiato il propagarsi della pirateria.

Meditabondo, il CEO di Warner MusicHa dispensato consigli e si è battuto il petto Bronfman, ospite del GSMA Mobile Asia Congress a Macao. A capo di Warner, una delle etichette meno dinamiche sul fronte della musica digitale e più reazionarie nei confronti del file sharing, Bronfman ha illustrato le tare di un'industria che dovrebbe rivedere le proprie strategie.

"Pensavamo che i nostri contenuti fossero perfetti così com'erano. Ci aspettavamo che i nostri affari rimanessero beatamente inalterati anche se il mondo stava progredendo verso l'interattività e verso connessioni ubique, mentre il file sharing stava esplodendo - ha ammesso Bronfman - E naturalmente ci sbagliavamo." L'errore dell'industria dell'intrattenimento? "Rimanendo fermi o muovendoci con tempi geologici, abbiamo inavvertitamente scatenato la guerra contro i nostri consumatori negando loro quello che desideravano."
Il CEO di Warner Music deve aver sperimentato sulla propria pelle questa contrapposizione tra la posizione dell'industria e quella degli utenti: persino il figlio era stato colto in flagrante con l'mp3 illegale ancora in fase di download. Si ritiene lecito supporre che il giovane non avesse avuto alcuna ragione di dedicarsi alle attività pirata per lesinare sugli acquisti di musica. Ma anche papà Bronfman sembra aver intuito le ragioni del pargolo: scaricare musica via P2P è più comodo che destreggiarsi fra scaffali di music store e vetusti supporti lucchettati. Le alternative al P2P legali e online? Sono ancora troppo macchinose per utenti abituati ad attingere ai flussi di musica che scorrono liberamente in rete.

Il CEO di Warner mette dunque sull'attenti gli operatori della telefonia. Sarà meglio per loro che non ripetano gli stessi errori dell'industria della musica: dovranno muoversi per tempo e affrontare preparati le sfide che il mercato ha già iniziato a porre; dovranno offrire al consumatore "un'esperienza non meno che entusiasmante". Un monito ben indirizzato, visto e considerato che - spiega Bronfman - l'offerta di contenuti su piattaforma mobile è "noiosa, banale e poco sofisticata" mentre i consumatori vorrebbero poter fruire di musica "da comprare in modo facile e veloce, ovunque si trovino".

Il modello a cui mirare? Quello proposto da Apple con il suo iPhone, edificato su un prodotto di successo come iPod, che a sua volta regge un servizio di distribuzione musicale ben studiato come iTunes. E pensare che fino a pochi mesi fa Warner Music sparava a zero sulla proposta di Jobs di eliminare i sistemi di blindatura e rivendicava da Apple un maggiore potere decisionale sui brani venduti su iTunes.

Gaia Bottà
5 Commenti alla Notizia Warner: le major si sono inguaiate da sole
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  • Ormai anche le major si stanno rendendo conto che non è possibile perseguire tutti i cittadini.
    La realtà specie in America e in Canada e fra pochi anni anche qui da noi è proprio questa; Tutti quelli che hanno una ADSL Flat la usano per scaricare anche contenuti protetti da DRM.
    Visto che anche in Canada la polizia ha dovuto ammettere che le limitate risorse di cui dispone non possono essere disperse per controllare ciò che scaricano i cittadini, ma essere riservate a crimini più importanti, le major stanno incominciando a capire di aver perso la guerra dei DRM.
  • ci potresti dire se è una bufala questo articolo Sorride
    non+autenticato
  • bufala o no, vale zero quello che ha detto finchè non lo mette in pratica.

    il riconoscimento al fatto che ha sicuramente avuto i maroni, nel dire una cosa di questo genere ma alle parola bisogna far seguire i fatti.

    perciò aspettiamo.
  • Quasi non credo alle mie orecchie, pardon non credo alle mie pupille , un CEO delle major che ragiona e si rende conto che la crociata anti P2P è un enorme boiata che in realtà ha generato esattamente il contrario del suo obbiettivo originale ... ma perchè lo fà ????

    è davvero consapevole di questo ... o vuole solo tentare di giustificare il fatto di avere uno spietato pirata che attenta alla libertà e all'economia degli U.S.A come figlio ?

    strano .... la stessa Major che prima voleva steve jobs alla gogna sulla pubblica piazza ora lo inneggia a salvatore ,di più lo loda e gli liscia le penne ... sniff , sono commosso

    però... se non ricordo male ci fù tanto tempo fa un altro personaggio che si comportò così , si si e lo fece con qualcuno chiamato Gesù Cristo, com'è che si chiamava ...
    Berlusconi ?? no ancora non ce stava ... Andreotti forse ??
    naaa ... mhhhh ah si GIUDA !!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Patetico , va bene essere ruffiani e senza morale ,doppiogiochisti e schifosi approfittatori ma in maniera
    così plateale ...

    non voglio continuare o finisco nel frum delle x rosse o peggio

    FATE SCHIFO
  • Anch'io sono abbastanza dubbio sulla reale ammissione del CEO di Warner, dargli fiducia ora è presto e posso capire perchè io, come tutti gli altri utenti, siamo sempre stati presi di mira dall'industria dell'intrattenimento per il filesharing.
    Spiati,controllati, limitati, perseguitati e queste parole che suonano come un "abbiamo sbagliato tutto, credevamo di fare bene e invece ci siamo rovinati con le nostre mani" fanno solo sorprendere ma è presto per dire che le major ammettano sul serio di aver sbagliato...queste sono state solo parole del CEO di Warner, ora tocca anche alle altre major del disco e del cinema, con ammissioni di aver agito in modo sbagliato.Per ora fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.
    Quando ci sarà un comunicato dove tutti abbandoneranno la loro linea sostenuta da sempre, cioè DRM, limitazioni, controlli e le solite attività di comandanti avute sino ad ora, forse potremmo scendere a patti con l'industria e venire ad accordi, perchè questa sinceramente da più l'impressione di una presa in giro anche se magari non lo è...se ci lasceranno scaricare per uso personale le opere è già un enorme passo avanti ma temo che a questo punto non ci arriveranno mai...però il fatto che un CEO di una major dica quello che ha detto...non lo so...stiamo a vedere.