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Le powerline crescono. Tutto bene?

La Internet su rete elettrica secondo gli ultimi studi è un business in promettente crescita. Ma esperti e appassionati avvertono: non è tutto oro quel che luce, non è così affidabile come sembra. Non solo: può anche far danni

Roma - BPL, acronimo di Broadband on Power Lines, cioè banda larga su rete elettrica. La panacea del digital divide, la soluzione che, almeno negli States, tutti stanno acclamando come quella giusta. "La crescita globale (del BPL, ndR) si avvicina al 100 per cento", titola WepProNews. Anche In-Stat scrive un rapporto, intitolato Powerline Home Networking 2007 Update: Gaining Power in the Global Market. E c'è chi ritiene tale tecnologia Winner (vincente).



Va detto subito che l'idea non è per nulla nuova: Punto Informaticose ne è occupato fin dagli albori. Era il 1999 quando i primi tentativi di distribuzione di Internet su rete elettrica passavano da un primo standard (Digital Power Line) al PAN (Powerline Area Network). Già allora si acclamava alla soluzione ideale, che avrebbe glissato sui ben più pressanti problemi del doppino dell'ultimo miglio, all'epoca quasi impossibile da usarsi per vettori diversi da Telecom Italia.

Ma la storia, in queste cose, corre veloce. Se ne è occupata subito Microsoft, stringendo opportuni accordi. Dopo un paio d'anni ci ha provato la Germania, in partnership con la nostrana ENEL, che subito dopo ha annunciato di voler salire sullo stesso treno, entro un anno. Ha fatto eco anche la Francia, regina del Minitel, a cui l'idea sembrava valida. Nel frattempo, Merloni Elettrodomestici faceva le prove con il protocollo WRAP (Web Ready Appliances Protocol), per far dialogare gli elettrodomestici tra loro anche via cavo elettrico.
Sono quindi arrivati i primi timidi tentativi italiani di dare concretezza all'idea. Nello stesso periodo, però, i tedeschi facevano sapere che preferivano invece abbandonarla: i modem non erano stabili come desiderato. Si accendeva allora una polemica tra ENEL e RWE, la cui alleanza aveva dato luce alle prime realizzazioni: ma ENEL decide di andare avanti. Così, verso la fine del 2002, in Italia si cerca di abbordare mercati più in... luce, come le scuole. Nasce Electr@lan, l'offerta ENEL della soluzione BPL.

E poi il buio. Le ADSL cominciano a essere offerte in modo più sostanzioso, pur dovendo affittare sempre e comunque qualcosa da Telecom Italia, che sia esso il doppino, il DSLAM, la tratta ATM o tutti e tre. Lo spazio concettuale per il BPL si riduce. Nel mondo, altri paesi fanno tentativi di abbordare questa tecnologia, spesso con scarso successo.

Le ragioni ci sono. E sono squisitamente tecniche, prima ancora che legate a variegate politiche commerciali, più o meno a favore di un sistema per "svincolarsi" dal lacciuolo del famoso doppino. Ne parla compiutamente EDN, specializzato in notizie sulla progettazione elettronica. Molto in breve, EDNspiega che il BPL non è affatto una panacea come si vuol far credere. Ha molte criticità, prima fra tutte quella del corretto equilibrio della linea elettrica, dei carichi che vi sono applicati e di tanti altri - e complessi - fattori, dal cui approfondito esame emerge un grado di affidabilità e di resa inferiori rispetto alle aspettative progettuali. I più curiosi troveranno i dettagli qui.



Infine, c'è un aspetto a cui pochi pensano, perché l'allarme lanciato proviene da un mondo spesso ignorato, quello dei Radioamatori. ARRL, l'associazione americana della categoria, spiega: "i Radioamatori non hanno nulla in contrario ai servizi broadband. Al contrario, essi tendono ad essere degli early adopters con le nuove tecnologie. Tuttavia, esistono molti modi di recapitare la banda larga che non inquinano lo spettro radio come la BPL. Tra queste la fibra ottica, i cavi della TV, le linee DSL e la banda larga wireless. L'ARRL - l'associazione nazionale dei Radioamatori - supporta l'accessibilità alla banda larga per tutti gli americani; ma respinge fermamente l'impiego della BPL come mezzo per raggiungere questo obbiettivo a causa del suo altissimo potenziale di disturbo arrecato alle comunicazioni radio.", si legge nell'introduzione all'argomento sul sito.

E non si tratta di un parere "di parte", ma dell'opinione di chi non si limita a pigiare un pulsante e accendere una radio. Piuttosto, alla ricezione di un disturbo, chiede, si informa, collega strumenti di misura, analizza e cerca di capire, quantificare e trovare le regole. Questo è l'atteggiamento del vero Radioamatore. Talmente fastidioso e caparbio, perché certo delle proprie ragioni, da scatenare un faccia a faccia con l'Autorità USA sul commercio che si trascina da anni. E le asserzioni dei Radioamatori, per voce della ARRL, risultano particolarmente insidiose perché tutte accuratamente documentate.

Se, dunque, il fenomeno della BPL riuscirà a non decollare, almeno in certe realtà geografiche, per molti aspetti potrebbe essere un bene. Basti pensare, per un attimo, che si tratta pur sempre di una trasmissione radio, a banda larga e ad alto tasso armonico. Viaggiando sulle palificazioni, lunghe a volte chilometri e chilometri, per quanto basso si tenga il livello di energia a radiofrequenza trasmesso, godrebbe comunque delle antenne più grandi del mondo. Un conto è sfruttare segnali radio per "passare" una porta USB o Ethernet da una presa elettrica a un'altra, un altro è fargli percorrere chilometri.

Marco Valerio Principato
29 Commenti alla Notizia Le powerline crescono. Tutto bene?
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  • Dico, ma siete sicuri di cosa state dicendo?

    Io vivo in appartamento, mia sorella abita in un palazzo di fronte. Con una COMUNISSIMA wifi g il segnale le arriva e si connette traquillamente e in tutta comodità alla mia rete, vi sfido a trovare un aggieggio che riesca a portare il segnale da lei via impianto elettricoCon la lingua fuori

    Per chi vuole prestazioni migliori sono già in commercio i wifi n, velocità e portata davvero buone, crittografia sicura (WPA ovviamente) e nessun rischio di trovarsi la rete che salta perchè si connettono più di 2 postazioni...

    Voglio dire, il wireless è il futuro... Ponti wireless fino a 5 chilometri qualunque radioamatore riesce a farli funzionare... Questa tecnologia al livello applicativo su grande scala ho dei seri dubbi... al massimo per reti piccole e isolate... Non sono neppure sicuro possa funzionare correttamente se tutti in un palazzo iniziassero a far andare le LAN in questa maniera
    non+autenticato
  • Si, è più affidabile del wi-fi in ambienti angusti o con poche zone d'aria. Installo da un anno reti wi-fi in hotel e spazi pubblici e "per fotuna" esistone gli adattatori powerline che mi hanno permesso di superare criticità notevoli evitando la posa di un cavo ethernet (porte anti-incendio, ascensori, vetrate anti-sfondamento, corridoi stretti in cemento armato).
    Poi, certamente, per far correre il segnale per 100 km il discorso sarà diverso...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Franz87

    >
    > Voglio dire, il wireless è il futuro... Ponti
    > wireless fino a 5 chilometri qualunque
    > radioamatore riesce a farli funzionare...

    5KM?? ti sei tenuto stretto..utilizzando solo dei vecchi dl900,con antenne
    decenti(griglie o parabole)tratte di 20/30km,sono alla portata di tutti,se
    poi ci si orienta su AP piu' seri,non parliamone..
    non+autenticato
  • Rispetto al wifi sicuramente è meno dannoso alla salute. ci sono già le reti dei cellulari che sono dannose.
    il wi-fi lavora a 2.4 ghz mentre questi dispositivi lavorano su frequenze molto basse e meno pericolose.
    non+autenticato
  • Oltre alle gamme radioamatoriali dagli 80 ai 10 metri, in HF troviamo ancora radionavigazione aereonautica, marittima, servizi di radioastronomia ecc... E' singolare che solo la ARRL abbia aperto un "contenzioso" in merito a questa tecnologia di trasmissione con la FCC.
    Se volete rivedere quanto documentato dalla ARRL, scaricate i video da questi link:
    http://it.youtube.com/watch?v=HDSQJ8zOnhQ
    http://it.youtube.com/watch?v=R6sYD3C0jo8&feature=...

    Senza dimenticare che i grandi produttori di apparati radio (Icom, Kenwood, Yaesu, Motorola, Alinco ecc...) non sarebbero mai molto contenti di vedere lo "s-meter" dei loro apparati perennemente a 9+60 dB a causa di un segnale inteferente dai 3 a 30 MHz...
  • >E' singolare che solo la ARRL abbia aperto un "contenzioso" >in merito a questa tecnologia di trasmissione con la FCC.
    Forse perche' fra di loro c'e' ancora qualcuno che fa ricerca amatoriale ma seria.
  • Ho provato gli adattatori elettrici per rete LAN. Per collegare una stanza all'altra va bene, oltre no. E per il prezzo che costano, diventa piú comodo, veloce, efficiente e sicuro il solito cavo RJ45. Insomma, li avevo presi per collegare due stanze agli estremi di un corridoio e "non tirano" (l'altro PC non aggancia il segnala se é troppo lontano). Che delusione. Non esito a immaginare problemi e prestazioni di questa tecnolgia.
    non+autenticato
  • Io li uso da anni in configurazioni differenti su prese differenti si ottengono risultati differenti, a volte e' sufficiente cambiare presa di una ciabatta per farle funzionare.
    In ogni caso sono estremamente piu' affidabili del wireless.
  • Io ne utilizzo una coppia per portare l'adsl dal soggiorno alla cantina dove tengo un piccolo server di test, in totale sono 6 piani più una decina di metri all'interno dell'appartamento e altrettanti in cantina e non ho nessun problema!! Ovviamente la velocità non è quella della rete cablata ma ho un dignitoso 600/800 KBps!!
    La cosa importante è non connettere le unità a prese filtrate come le multiprese o i gruppi di continuità.
    non+autenticato
  • Le sto provando proprio in questo periodo.
    Al momento da diversi piani i suoi dichiarati 85MB li tiene tutti ma sara bello vedere cosa succede quando agganciero altri punti rete...
    Cmq l'idea è proprio interessante e se anche non sara collaudata come la fibra mi pare un buon modo per avere rete dove piu ci aggrada....
  • - Scritto da: 5ze247940
    > Le sto provando proprio in questo periodo.
    > Al momento da diversi piani i suoi dichiarati
    > 85MB li tiene tutti ma sara bello vedere cosa
    > succede quando agganciero altri punti
    > rete...
    > Cmq l'idea è proprio interessante e se anche non
    > sara collaudata come la fibra mi pare un buon
    > modo per avere rete dove piu ci
    > aggrada....

    Anche io uso questi adattatori (che nel tempo si sono affinati e migliorati) da anni e in piu' ambienti oltre casa mia: l' efficenza dipende ovviamente dalla qualita' dell' apparecchio (oramai tutti abbastanza allineati) e parecchio dalla qualita' dell' impianto elettrico; i risultati che ho ottenuto sono diversi ma in generale confermo quanto e' stato scritto fino ad ora: spesso funziona, a volte no e in genere basta cambiare le prese, solo in un caso l' impianto elettrico di casa si e' rivelato piuttosto scadente e quindi gli adattatori non riuscivano funzionare bene. A casa mia funziona tutto perfettamente anche con tratte dal sottosuolo fino alla soffitta o alla presa piu' distante fuori nel giardino e si e' rivelata piu' affidabile del WiFi.
  • I miei 2 eurocent sull'argomento.
    Anche io uso ormai stabilmente due adattatori powerline da 85 Mbit/s e devo dire che ne sono soddisfatto: mi servono per portare la connessione di rete in cantina (attraversando tre piani), dove si trova il mio server debian e il collegamento è stabile con velocità che vanno da 40 a 70 mbit/s a seconda dei carichi applicati alla rete. Da notare che l'impianto elettrico ha 25 anni. A chi si dovesse cimentare in situazioni con più di due adattatori, ricordo che l'insieme dei dispositivi si comporta come un hub, non come uno switch, e quindi possono sorgere problemi di collisioni. Altro problema è la privacy, in quanto, benchè venga usata la cifratura, essa usa un algoritmo debole, che il marketing chiama DESPro e altro non è se non il vecchio DES con chiave a 56 bit. I più recenti adattatori a 200 Mbit/s invece usano il più robusto AES. Consiglio di installazione: possono tranquillamente essere attaccati a uno switch ethernet, non mettere gli adattatori in multipresa e possibilmente posizionarli in una presa lontana da altre apparecchiature.
    Leo
    non+autenticato
  • L'adsl su linea elettrica a Brescia è attiva da inizio anno, costa poco e dicono che vada anche abbastanza bene, purtroppo non se ne parla, a prescindere dal valore in sè della suddetta tecnologia.
    non+autenticato
  • Dopo anni di promesse, sono arrivati a coprire un terzo della sola area urbana... alla faccia dell'avanguardia... meglio un'antenna wifi in mezzo a bs e la chiudiamo
    non+autenticato
  • wimax, sorry
    non+autenticato
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