Luca Annunziata

Libreremo, i libri liberi via P2P

Una provocazione per richiamare l'attenzione sul diritto allo studio. Per consentire a tutti di accedere all'istruzione con gli stessi mezzi. PI ne parla con i promotori

Roma - Chi si trovasse oggi a passare per l'Università Orientale di Napoli potrebbe incappare in un banchetto perfettamente attrezzato per la digitalizzazione e la condivisione dei libri tra gli studenti. Non si tratta di un servizio offerto dell'ateneo, bensì dal portale libreremo.org: un'idea di CSOA Terra Terra, CSOA Officina 99, Get Up Kids! e Neapolis Hacklab, organizzata in collaborazione con il Collettivo Orientale e pensata per "la condivisione e la libera circolazione di materiali di studio".

Libreremo, i libri liberi via P2PIl progetto Libreremo consiste nella digitalizzazione dei testi più utilizzati nelle università italiane, un'operazione che rischia di schiantarsi sulle severe normative italiane di settore: "Č un discorso di resistenza, di riprendersi i diritti che sono degli studenti - spiega a Punto Informatico Luca, del collettivo Get Up Kids! - La legalità è una cosa buona e giusta, non bisogna creare caos, ma alcune cose ci sono state tolte: il diritto allo studio e alla cultura sono sotto attacco".

L'esempio che viene fatto riguarda i diritti su alcuni testi, magari pubblicati molti anni fa e magari in possesso di una casa editrice che non ha interesse a ristampare un volume: "Accedere a quella conoscenza è un mio diritto - sostiene Luca - sancito anche dalla Carta dei diritti dell'Uomo: e allora io mi attivo per riprendermi quel diritto, per avere qualcosa che mi spetta". Lo strumento è appunto la trasformazione di un libro in un documento digitale, una procedura che non piace agli editori italiani, un documento digitale da diffondere tra gli studenti attraverso Cd-ROM o più semplicemente condividendolo attraverso le reti P2P.
Luca pone anche l'accento sul problema dei costi dell'università: "Molti ragazzi sono fuori sede, e nel caso dell'Orientale non hanno mensa, residenze: se un libro costa 60 o 70 euro e non c'è in biblioteca (come dovrebbe per legge), si crea uno sbarramento tra chi vive in città e chi vive fuori". A pesare sui bilanci dei pendolari ci sono trasporto, vitto e alloggio: "A noi preme molto che non ci sia questo sbarramento nella circolazione delle idee, va contro lo sviluppo personale dell'individuo".

Naturalmente si tratta di un modo per attirare l'attenzione sul problema, non la sua soluzione: "Speriamo che il messaggio passi, che non venga inteso come un servizio". Le alternative per semplificare il processo di trasferimento del sapere ci sarebbero già: "Ad esempio i libri universitari, quelli prodotti grazie ai finanziamenti dei soldi pubblici, potrebbero essere gratuitamente scaricabili in un formato graficamente diverso da quello presente in libreria". Per il prosieguo, invece, "sarebbe opportuno adottare licenze di tipo libero per i contenuti, in modo da sanare la situazione".

Per Luca, sulla proprietà intellettuale "c'è in gioco molto del nostro futuro". Lo scopo dell'iniziativa è quello di promuovere un modo diverso di guardare alla questione del copyright: "Quando esiste la tutela del diritto d'autore, per noi c'è un problema morale: la proprietà intellettuale è un limite, la cultura deve essere liberata e alla portata di tutti". E per il futuro, quindi? "Il mondo fortunatamente sta andando in questa direzione - conclude - l'auspicio è che nel futuro cambi l'approccio a queste questioni".

a cura di Luca Annunziata

(fonte immagine)
74 Commenti alla Notizia Libreremo, i libri liberi via P2P
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  • Ciao a tutti,
    il vostro obiettivo è senza dubbio encomiabile ma io ritengo che anche gli scrittori abbiano diritto al loro tornaconto...

    In sanità esistono i cosiddetti Livelli Essenziali di Assistenza che definiscono le prestazioni sanitarie che lo Stato deve necessariamente garantire al fine di rispettare il principio costituzionale del diritto alla Salute ed accesso alle cure.

    Vi offro una utipistica visione di come potrebbero essere le cose in futuro:

    Le scuole dell'obbligo e le università potrebbero istituire dei comitati che, relazionandosi con il Ministero dell'Istruzione, stabiliscano a livello nazionale i "Livelli Essenziali di Cultura" decidendo quali e quanti testi siano necessari per garantire un accesso paritario ad una BUONA cultura sia di base che specialistica...poi chi vuole approfondire compra i libri.

    Gli enti del servizio scolastico ed universitario non potranno pretendere libri aggiuntivi a quelli stabiliti (mettiamo ogni 3 anni) dal Ministero.

    Chiaramente non ci sarà alcun limite all'acquisizione di QUALSIASI altro libro si voglia acquistare ma a quel punto spetta al singolo mettere mano al portafogli.

    A questo punto chi paga i libri stabiliti tra i livelli essenziali?
    Farlo in formato cartaceo costerebbe enormemente e ne sarebbe difficile la distribuzione...ormai chiunque può comprare un ebook-reader...quindi vanno diffusi come tali.
    Il ministero acquista direttamente il diritto alla diffusione illimitata del libro, magari pagando direttamente l'autore con considerevole risparmio...tanto le case editrici continueranno a lucrare in modo smisurato come ora sui miliardi di testi non compresi nei livelli essenziali.

    Sarebbe fantastico andare sul sito del ministero dell'istruzione e scaricare i libri di testo, no?Occhiolino
    non+autenticato
  • vorrei solo porre all'attenzione alcune considerazioni, visto come si è sviluppato il dibattito e visti i vari commenti. lo scopo di libreremo NON è quello di creare un servizio (in questo caso un sito internet), da cui poter scaricare in maniera gratuita vari testi. O almeno, questo non è il fine principale dell'iniziativa. libreremo è un MEZZO attraverso il quale sviluppare in maniera attiva una critica nei confronti dell'istituto del diritto d'autore, della proprietà intellettuale e dell'impossibilità (in alcuni casi) dell'accesso ai saperi.
    il copyright, diversamente da come sostengono i suoi difensori, ostacola la divulgazione delle opere e la loro fruizione da parte della comuntà.
    non+autenticato
  • Premetto che non sono un sostenitore del copyright così come definito dalla normativa italiana.
    Sono invece favorevole ad altre tipologie di licenze quali ad es. le Creative Commons, sicuramente + flessibili ed al passo coi tempi.

    Detto ciò, ritengo che in Italia non sia tanto il copyright ad ostacolare l'accesso ai saperi, bensì l'uso e l'abuso che ne è stato fatto in termini commerciali e di marketing.
    Il copyright di per sé non è un problema: lo diventa se tutto il peso dei diritti grava su chi compra perché chi produce e distribuisce non è capace (o non vuole) a ripensare i cicli produttivi in modo che siano convenienti x chi compra e che offrano margini di guadagno x chi vende.

    In attesa di segnali concreti da parte degli editori, ben vengano iniziative come la vostra.
  • Scrivere testi scolastici con modalità collaborativa di tipo wiki?
    E poi? La fruizione come avverrebbe? Stampando il tutto su carta? Centinaia o migliaia di pagine? A quale costo?

    Se certi modelli possono avere senso in ambito universitario, non vale altrettanto per la scuola dell'obbligo e la secondaria di secondo grado.

    Agli studenti i testi servono ANCHE a scuola, non solo a casa x fare le ricerche....

    Occorre che i testi nascano e rimangano in formato digitale, che vengano distribuiti dalle case editrici in questo formato.

    Occorre proporre sul mercato supporti fisici eReader a prezzi accessibili, in modo tale che possano essere utilizzati all'interno delle scuole.

    Non occorre preoccuparsi di evitare la diffusione di copie pirata, occorre ripensare i modelli di business e i canali distributivi, in modo da rendere inutile la copia illegale.
  • - Scritto da: guardianodelfaro
    > Scrivere testi scolastici con modalità
    > collaborativa di tipo wiki?
    > E poi? La fruizione come avverrebbe? Stampando il
    > tutto su carta? Centinaia o migliaia di pagine? A
    > quale costo?

    Ti faccio notare che attualmente i libri vengono gia' stampati su carta.

    Rotola dal ridere
    krane
    22534
  • Non capisco cosa intendi dire.
    Se rileggi bene quello che ho scritto, io critico il voler applicare vecchi concetti x innovare.
    Tra i vecchi concetti includo quello di voler distribuire su carta i libri.
    Se non ragioniamo in un'ottica nuova saremo sempre qui a parlare di foreste disboscate, di OCR, di copie pirata dei PDF, della comunità che deve riscrivere i testi che già esistono, di esborsi paurosi per accedere all'istruzione, di leggi e licenze da riscrivere, di diritti d'autore e chi + ne ha + ne metta.

    In realtà la soluzione è molto + semplice e meno dispendiosa ed è sotto i nostri occhi.
  • Ma come fai a pensare a distribuire libri digitalizzati online anche a bassissimo prezzo? iTunes vende canzoni a 0,99 cents ma perchè pagare se hai la stessa copia pirata a gratis?

    Poi il libro è tutt'altra cosa...come fai a sottolineare, appuntare ecc su un reader anche all'ultimo grido come il kindle amazon. La carta ci sarà sempre. Il digitale permette tantissimi servizi accessori alla consultazione del libro, come il download di materiale extra.
    Insomma addio alle copisterie che vendono a 0,40 cents un foglio quando 1 kg di carta normale costa 0,85 cents!
    non+autenticato
  • Scusa ma, come dicevo prima, non bisogna ragionare allo stesso modo in cui abbiamo fatto finora.
    Le copie pirata ce le hai se la vendita avviene online ed è diretta.
    Se invece la vendita non è diretta le cose cambiano; a quel punto non avrebbe senso farsi un milione di copie pirata di qualcosa che devi pagare comunque x il solo fatto di iscriverti ad un corso di studi Occhiolino

    Amazon vende i suoi ebook a 9,99 dollari, che convertito in euro fa.....poco.
    Gli editori abbatterebbero le spese x materie prime, stoccaggio, lavorazione, distribuzione, vendita: vuoi mettere?

    Hai ragione quando dici che il libro è un'altra cosa e che la carta ci sarà sempre: sono 2 cose complementari.
    Con i formati digitali perdi alcune cose e ne guadagni delle altre.
    Con Kindle puoi mettere segnalibri ma non puoi evidenziare una frase (però esistono sw free che lo fanno x porzioni di testo all'interno di un browser, quindi non vedo perché prima o poi non si possa applicare anche su un eBook).
    Con Kindle puoi fare una ricerca libera di un termine all'interno dell'intero testo, ma con un cartaceo te lo scordi.
    Con un cartaceo puoi avere le pagine a colori, con l'e-ink solo in tonalità di grigio (per ora).
  • ...realtà

    Io lavoro in una casa editrice universitaria, alcune cose che tengo a chiarire:

    - la digitalizzazione dei libri: da un lato noi saremmo i primi a gioirne (costi inferiori, niente intermediari). Dal'altro canto la pirateria diventerebbe quasi totale poichè proteggere un pdf sarebbe impensabile!

    - Sull'iniziativa dell'articolo: viviamo in un era in cui si aggiorna di tutto di più a ritmi serrati. Noi stessi pubblichiamo nuove edizioni a distanza di 2-3 anni poichè il materiale e la qualità è in continua trasformazione...che razza di studio si farebbe su uno strumento vecchio e obsoleto che la casa editrice ha smesso di produrre?

    - La proprietà intellettuale da che mondo e mondo è fondamentale, altrimenti si cre delle community open source in cui la gente collabora alla stesura di un progetto. Senza difesa della proprietà intellettuale spariscono stimoli a creare, incentivi....ma state scherzando? Bono vox senza i milioni di euro a palate che ha fatto avrebbe cantato per 20 anni?

    - I costi universitari: il diritto allo studio VALE FINO ALLA SCUOLA DELL'OBBLIGO. L'Università è fuori da questo. Non è imposta a nessuno. Per avere una qualità migliore dovrebbe costare come minimo il triplo, con meno atenei sul territorio E PREMIARE IL MERITO E NON IL NEPOTISMO O LE RACCOMANDAZIONI
    non+autenticato
  • - Scritto da: editor
    > ...realtà

    > Io lavoro in una casa editrice universitaria,
    > alcune cose che tengo a chiarire:

    > - la digitalizzazione dei libri: da un lato noi
    > saremmo i primi a gioirne (costi inferiori,
    > niente intermediari). Dal'altro canto la
    > pirateria diventerebbe quasi totale poichè
    > proteggere un pdf sarebbe impensabile!

    Ma sarebbe davvero necessario proteggerli ? I insegnanti e ricercatori non hanno gia' un lavoro che da' loro stipendio e tempo per la ricerca e per scrivere, perche' dovrebbero guadagnare ANCHE vendendo libri ? Soprattutto quando questo e' subdolamente vincolato al passaggio dell'esame : hai comprato il mio libro ? No ? Bocciato...

    > - Sull'iniziativa dell'articolo: viviamo in un
    > era in cui si aggiorna di tutto di più a ritmi
    > serrati. Noi stessi pubblichiamo nuove edizioni a
    > distanza di 2-3 anni poichè il materiale e la
    > qualità è in continua trasformazione...che razza
    > di studio si farebbe su uno strumento vecchio e
    > obsoleto che la casa editrice ha smesso di
    > produrre?

    Motivo in piu' per aprirne i contenuti : non ci sarebbero piu' editori di mezzo a far valere i loro interessi economici ne' potranno smettere di pubblicare materiale.

    > - La proprietà intellettuale da che mondo e mondo
    > è fondamentale, altrimenti si cre delle community
    > open source in cui la gente collabora alla
    > stesura di un progetto. Senza difesa della
    > proprietà intellettuale spariscono stimoli a
    > creare, incentivi....ma state scherzando?

    Qui non si parla di non difendere la proprieta' intellettuale, ma di renderla pubblica.

    > Bono vox senza i milioni di euro a palate che
    > ha fatto avrebbe cantato per 20 anni?

    E chi da' i milioni a tutti quelli che passano anni a suonare nelle birrerie ?
    Posso citarti moltissimi nomi a riguardo piu' o meno noti : Assalti frontali, fucktotum, ecc...

    > - I costi universitari: il diritto allo studio
    > VALE FINO ALLA SCUOLA DELL'OBBLIGO. L'Università
    > è fuori da questo. Non è imposta a nessuno.

    Ecco un modo per abbassare il livello culturale di un paese.

    > Per
    > avere una qualità migliore dovrebbe costare come
    > minimo il triplo,

    Magari lo stato cacciasse il tripo per le universita'.

    > con meno atenei sul territorio

    Perche' di meno ?

    > E PREMIARE IL MERITO E NON IL NEPOTISMO O LE
    > RACCOMANDAZIONI

    Questo vale per tutto, ma sembra che in Italia particolarmente non venga recepito.
    krane
    22534
  • > con meno atenei sul territorio

    > Perche' di meno ?

    Meno atenei = più fondi concentrati su poche strutture universitarie valide = più qualità

    Non per niente una delle cause dello sfacelo accademico italiano è attribuita alla frammentazione del sistema universitario dato dalla provincializzaizine delle sedi (nel senso che ogni capoluogo ha il suo ateneo o comunque una sede collegata)
    non+autenticato
  • Concordo pienamente!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Daniele
    > > con meno atenei sul territorio
    > > Perche' di meno ?

    > Meno atenei = più fondi concentrati su poche
    > strutture universitarie valide = più qualità

    Invece io combatterei questo concetto : gli atenei non devono essere ridotti a fare quello che possono con le 4 lire che gli danno, ma pretendere piu' soldi e tanti.

    > Non per niente una delle cause dello sfacelo
    > accademico italiano è attribuita alla
    > frammentazione del sistema universitario dato
    > dalla provincializzaizine delle sedi (nel senso
    > che ogni capoluogo ha il suo ateneo o comunque
    > una sede collegata)

    Come hai detto tu qualche riga piu in su e' un problema di fondi.
    krane
    22534
  • >I costi universitari: il diritto allo studio VALE FINO ALLA >SCUOLA DELL'OBBLIGO. L'Università è fuori da questo. Non è >imposta a nessuno.

    Sarà fuori dall'obbligo ma è un DIRITTO per chi ne ha la capacità-volontà-merito per frequentarla che NON DEVE essere limitato dal reddito.

    art.34 della costituzione:
    I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
    (http://it.wikisource.org/wiki/Italia,_Repubblica_-...)

    A proposito, se vi interessa la fantastica situazione dell' istruzione in Italia, leggetevi http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/scuola_e_...
    non+autenticato
  • Mi fanno ridere tutte queste parole a difesa di questa iniziativa.
    Scommetto che se si fosse trattato di software proprietario sareste tutti a dire che è illegale utilizzarlo senza pagare la licenza; insomma, in un caso difendete il diritto d'autore e in un altro vi opponete. Assurdo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Mi fanno ridere tutte queste parole a difesa di
    > questa
    > iniziativa.
    > Scommetto che se si fosse trattato di software
    > proprietario sareste tutti a dire che è illegale
    > utilizzarlo senza pagare la licenza; insomma, in
    > un caso difendete il diritto d'autore e in un
    > altro vi opponete.
    > Assurdo.

    1) i libri come i software sono opere d'ingegno "tutelate" dalla legge sul diritto d'autore

    2) software non-liberi e libri non-liberi sono entrambi immorali... limitarne il libero accesso, l'uso, la diffusione, equivale a sottrarre alla collettività dei beni pubblici e dei diritti (peraltro costituzionali) a vantaggio di pochi

    3) l'iniziativa in oggetto, illegale rispetto alla normativa (incostituzionale e liberticida) sul diritto d'autore così come lo è l'uso di software non-liberi senza pagare la licenza (anche se meglio sarebbe boicottarli del tutto), è tuttavia ENCOMIABILE: si tratta di disubbidienza civile, si tratta di un non-reato (il "reato" vero lo fa chi sottrae alla collettività beni e diritti pubblici), si tratta di riconquistare libertà e diritti di tutti sottratti a vantaggio di pochi...

    contento?
    non+autenticato
  • - Scritto da: CCC
    > - Scritto da: Anonimo
    > > Mi fanno ridere tutte queste parole a difesa di
    > > questa
    > > iniziativa.
    > > Scommetto che se si fosse trattato di software
    > > proprietario sareste tutti a dire che è illegale
    > > utilizzarlo senza pagare la licenza; insomma, in
    > > un caso difendete il diritto d'autore e in un
    > > altro vi opponete.
    > > Assurdo.
    >
    > 1) i libri come i software sono opere d'ingegno
    > "tutelate" dalla legge sul diritto
    > d'autore

    Non mi sembra di avere detto il contrario.

    > 2) software non-liberi e libri non-liberi sono
    > entrambi immorali...

    E tu chi sei per dirmi cosa è immorale e cosa no? Se non ti piace quel tipo di software (o libri) allora non lo comprare, usa software e libri liberi, ma lascia ai titolari di diritti la libertà di decidere come distribuire le loro opere e agli utenti la libertà di scegliere cosa utilizzare.

    > limitarne il libero accesso,

    Deve essere il titolare dei diritti a decidere questo, e non l'utente, d'altra parte l'utente non è il proprietario del software (o del libro), e quindi non ha alcun diritto a deciderne le modalità di diffusione.

    > l'uso, la diffusione, equivale a sottrarre alla
    > collettività dei beni pubblici e dei diritti
    > (peraltro costituzionali) a vantaggio di
    > pochi

    Ovviamente tu ti arroghi il diritto di decidere cosa è un bene pubblico, vero?
    Allora da domani il cibo è un bene pubblico, è immorale venderlo perché tutti ne hanno bisogno! Rotola dal ridere

    > 3) l'iniziativa in oggetto, illegale rispetto
    > alla normativa (incostituzionale e liberticida)
    > sul diritto d'autore così come lo è l'uso di
    > software non-liberi senza pagare la licenza
    > (anche se meglio sarebbe boicottarli del tutto),
    > è tuttavia ENCOMIABILE: si tratta di
    > disubbidienza civile, si tratta di un non-reato
    > (il "reato" vero lo fa chi sottrae alla
    > collettività beni e diritti pubblici), si tratta
    > di riconquistare libertà e diritti di tutti
    > sottratti a vantaggio di
    > pochi...

    Il software e i libri non sono un diritto.
    non+autenticato
  • > Il software e i libri non sono un diritto.

    e tu non sei un essere umano.
    non+autenticato
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