Gaia Bottà

Canada, sollevazione contro i filtri P2P

E tutti contro Bell Canada. Si scagliano contro l'incumbent gli ISP che acquistano connettività all'ingrosso e gli utenti che si vedono arginare la banda. No al traffic shaping

Roma - Bell Canada è nell'occhio del ciclone: le pratiche di traffic shaping adottate dall'azienda per salvare centinaia di migliaia di utenti da congestione e rallentamenti sono bombardate dalle critiche e sono nel mirino della giustizia.

Net Neutrality in CanadaSono i provider che fanno affidamento sull'infrastruttura di Bell a far emergere nuovi dettagli delle pratiche messe in campo dall'operatore: nel tentativo di provocare l'intervento dell'autorità che regola le TLC canadesi affinché Bell non possa rivendere banda razionata a proprio piacimento, la Canadian Association Internet Providers (CAIP) ha portato a propria testimonianza dei dati concreti. Scaricando a mezzo torrent delle copie legali di programmi free, i tester hanno riscontrato, dal primo pomeriggio fino alle prime ore notturne, un rallentamento coatto del traffico imposto dall'operatore.

Per quasi dieci ore al giorno la banda sembra prosciugarsi: "Agli utenti che usano delle applicazioni o accedono a contenuti nel mirino del sistema di traffic shaping di Bell - spiegano da CAIP - viene sostanzialmente impedito di fruire appieno del servizio per il quale hanno stipulato un contratto". Pare inoltre che Bell si concentri sugli utenti che utilizzano applicazioni P2P: una volta individuato l'utente che fa uso di sistemai di file sharing, tutto il suo traffico passerà per il setaccio dell'operatore perché venga contenuto entro limiti che non possano compromettere la qualità dei servizi offerti ad altri utenti.
Bell Canada non retrocede dalla propria salda posizione: non basta investire nell'infrastruttura, asserisce l'operatore, non basta potenziare la rete per garantire agli utenti banda in abbondanza. A parere di Bell Canada è un eterno rincorrersi di disponibilità di banda e di avidità di banda: ad un potenziamento dell'infrastruttura, corrisponderebbe il germogliare di applicazioni che richiedono più banda, applicazioni che finirebbero per creare i medesimi problemi che si stanno affrontando ora. L'unica soluzione, spiegano da Bell con una metafora tristemente calzante, è creare "corsie preferenziali", un proposito che suona tanto più inquietante se lo si affianca al lancio del video store dell'operatore.

L'incumbent riconosce che sarebbe stata necessaria più trasparenza nell'informare i rivenditori di servizi di banda larga delle operazioni sul traffico condotte sulla propria infrastruttura, per evitare che pubblicizzassero i propri servizi promettendo quel che Bell impediva loro di offrire. Ma non si spende alcuna parola per gli utenti, che nel frattempo rumoreggiano.

Avranno la possibilità di accodarsi ad una class action intentata con il supporto dell'Union des consommateurs con la quale si chiede che l'operatore li risarcisca di 600 e di 1500 dollari, rispettivamente per averli attratti con della pubblicità ingannevole e per aver attentato alla loro privacy con le pratiche di deep packet inspection. Si chiede inoltre che Bell Canada li rifonda dell'80 per cento di quanto ciascuno di loro ha pagato per sottoscrivere un abbonamento che prometteva banda a profusione. Abbonamenti che negli States invece stanno cambiando aspetto, transitando da offerte flat verso offerte a consumo.

L'associazione di consumatori chiede inoltre che il comportamento adottato da Bell Canada venga dichiarato illegale. Un'aspirazione che potrebbe trovare accoglimento con la proposta di legge a tutela della net neutrality presentata nei giorni scorsi presso il parlamento canadese.

Gaia Bottà

(fonte immagine)
13 Commenti alla Notizia Canada, sollevazione contro i filtri P2P
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  • Mi sembra che anche le major volevano esattamente fare una cosa del genere giusto?
    Usare la tecnica del deep packet ispection e il traffic shaping per scovare gli utenti che usano il P2P per incastrarli.
    Nel caso abbia detto bene, se una cosa del genere viene dichiarata illegale allora le major non potranno essere accontentate e non potranno costringere i provider a spiare le attività e limitare le connessioni di noi utenti.
    non+autenticato
  • Ma la rete chi la paga?
    Attenzione questa e' di fatto una tecnocrazia usurpativa.
    Il tecnocrate vuole una rete performante, ti fa pagare questa innovazione, ma poi vuole DECIDERE come questa performance debba essere utilizzata.
    Ma con quale diritto?
    Ma davvero questi pensano che la gente utilizzi la banda CHE PAGA senza poi utilizzarla COME GLI PARE?

    Il tecnocrate viola la privacy della tua comunicazione e decide, sulla base di questa sua violazione, che tu non puoi comunicare su di una connessione che hai pagato.
    Il tecnocrate e' quello che, senza aver la necessita' di giustificare una qualsiasi delle azione, ti usurpa del dominio.
    Il tecnocrate ha potere sulle tue liberta' fondamentali ma questo potere di decidere regole e policy. Un potere autoreferenziato ed insindacabile, corruttibile ed impunibile: che eredita' stiamo lasciando ai nostri figli?
    A quando questo potere censorio diverra' dittatura intellettuale?
    A cosa serve la politica quando questa e' vecchia e totalmente assente dall'evoluzione della societa'?
    non+autenticato
  • - Scritto da: PinoLallo
    > Ma la rete chi la paga?
    > Attenzione questa e' di fatto una tecnocrazia
    > usurpativa.

    Quoto tutto, speriamo che arrivi presto GnuNet, cosi' non potranno piu' distinguere tra un traffico e l'altro e finalmente si dovra' decidere seriamente cosa fare.
    krane
    22544
  • Bell ha stipulato dei contratti, vendendo delle ADSL con una determinata banda, non puo' poi accusare dopo gli utenti di abusarne. Se non e' in grado di onorare i contratti, li rescinda con le dovute penali e ne stipuli di nuovi con velocita' massime inferiori!
    Se tu vendi una ADSL 8 Mbit devi essere in grado di sostenerla, altrimenti se non hai abbastanza banda vendi ADSL 4 o da 2 Mbit! Mica esiste una legge che obbliga a fornire ADSL a 8/20 Mbit!
  • Sembra che tu non sappia come funzionano le cose. Esiste nel contratto una cosa che si chiama banda minima garantita. Loro ti dicono "ok 8 mbit, ma sono teorici. Noi ti garantiamo almeno 32kbit, quelli li hai sicuri, sopra noi non garantiamo nulla" una volta firmato tu accetti questa condizione e poi purtroppo ti devi attaccare. Bell ha fatto quello che da noi infostrada e soprattutto tele2 fanno da sempre, ma lo fanno tutti in generale.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Sbabba
    > Sembra che tu non sappia come funzionano le cose.
    > Esiste nel contratto una cosa che si chiama banda
    > minima garantita. Loro ti dicono "ok 8 mbit, ma
    > sono teorici. Noi ti garantiamo almeno 32kbit,
    > quelli li hai sicuri, sopra noi non garantiamo
    > nulla" una volta firmato tu accetti questa
    > condizione e poi purtroppo ti devi attaccare.
    > Bell ha fatto quello che da noi infostrada e
    > soprattutto tele2 fanno da sempre, ma lo fanno
    > tutti in
    > generale.

    certo basta essere chiari nei contratti, cosa che in italia non accade.
    Tele2 ad esempio è abbastanza chiara sul perchè riesca a contenere i costi, infostrada lo è molto molto meno.
  • E infatti sarebbe meglio pubblicizzare "SuperADSL 256kb garantiti (e in piccoletto: possibili picchi fino a 20Mb)" che altrimenti fra un po' ci ritroveremo con banda a 10Tb ma che si va a 15Kb perchè vendono aria e dividono la banda
    Certo fa gola avere tanti nuovi clienti senza spendere per incrementare la fuffa da vendere, però finchè i clienti non iniziano ad incazzarsi come caimani
    Oltre un certo limite la sovrapopolazione non piace nè al popolo nè al venditore
    Wolf01
    3342
  • - Scritto da: Sbabba
    > Sembra che tu non sappia come funzionano le cose.
    > Esiste nel contratto una cosa che si chiama banda
    > minima garantita. Loro ti dicono "ok 8 mbit, ma
    > sono teorici. Noi ti garantiamo almeno 32kbit,
    > quelli li hai sicuri, sopra noi non garantiamo
    > nulla" una volta firmato tu accetti questa
    > condizione e poi purtroppo ti devi attaccare.
    > Bell ha fatto quello che da noi infostrada e
    > soprattutto tele2 fanno da sempre, ma lo fanno
    > tutti in
    > generale.

    Sono condizioni assurde e del tutto vessatorie, sarebbe anche ora che li facessero smettere con queste prese in giro.
    Funz
    13000
  • "..Un rallentamento coatto del traffico imposto dall'operatore."

    Se avvio emule la connessione mi cade di continuo.
    Dalla mezzanotte alle 8:00 funziona.
    non+autenticato
  • - Scritto da: vac
    > "..Un rallentamento coatto del traffico imposto
    > dall'operatore."
    >
    > Se avvio emule la connessione mi cade di
    > continuo.
    >
    > Dalla mezzanotte alle 8:00 funziona.

    In Italia? son notizie come questa che mi danno sui nervi. Stiamo rischiando di finire sarkosyzzati (filtri, DPI, disconnessioni - e chi chi lavora in proprio come i professionisti rischia la distruzione della sua attività perché il figlio ha scaricato tre canzonette) senza che gli ISP battano ciglio (Assoprovider si potrà anche inca**are, ma tra i loro iscritti non ci sono Telecom, Fastweb, Vodafone, Infostrada, Wind, H3g, ma nemmeno l'outsider McLink... e tutti gli altri messi insieme ormai contano come una formica nel deserto) e gli utenti sapranno tutto solo a cose fatte (un bel decreto fulminante, come con la Urbani... ricordate?)
    Si, può darsi che sotto sotto gli ISP non vogliano davvero poliziottare l'intera rete: il 90% degli internauti italiani scarica col P2P, e se andiamo a vedere bene, a superare il limite delle tre volte ci vuole davvero poco, anche senza usare il P2P: una musichetta di sottofondo infilata a tradimento in un sito web di un Paese meno attento al copyright, un filmato su YouTube anche rimaneggiato, uno streaming da una web radio che magari ha pagato i diritti ma il filtro non lo sa, un MP3 acquistato legalmente da un negozio web che il filtro di stato non conosce... zac! milioni di linee verrebbero recise. No, non credo gli converrebbe...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Bic Indolor
    > anche
    > senza usare il P2P: una musichetta di sottofondo
    > infilata a tradimento in un sito web di un Paese
    > meno attento al copyright, un filmato su YouTube
    > anche rimaneggiato, uno streaming da una web
    > radio che magari ha pagato i diritti ma il filtro
    > non lo sa, un MP3 acquistato legalmente da un
    > negozio web che il filtro di stato non conosce...

    Bravo! Tu si che hai capito tutto di come funzionano i filtri.

    Ma ti pare che il filtro possa analizzare un singolo pacchetto e da quello dedurre la natura del file?
    I filtri filtrano le porte, non i dati.
    non+autenticato
  • - Scritto da: bash
    > - Scritto da: Bic Indolor
    > > anche
    > > senza usare il P2P: una musichetta di sottofondo
    > > infilata a tradimento in un sito web di un Paese
    > > meno attento al copyright, un filmato su YouTube
    > > anche rimaneggiato, uno streaming da una web
    > > radio che magari ha pagato i diritti ma il
    > filtro
    > > non lo sa, un MP3 acquistato legalmente da un
    > > negozio web che il filtro di stato non
    > conosce...
    >
    > Bravo! Tu si che hai capito tutto di come
    > funzionano i
    > filtri.
    >
    > Ma ti pare che il filtro possa analizzare un
    > singolo pacchetto e da quello dedurre la natura
    > del
    > file?
    > I filtri filtrano le porte, non i dati.

    Sarà... ma se a me parlano di "deep packet inspection" (prevista dal filtraggio sarkosiano) io traduco dall'inglese "ispezione approfondita dei pacchetti". Dove sbaglio?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Bic Indolor
    > - Scritto da: bash
    > > Ma ti pare che il filtro possa analizzare un
    > > singolo pacchetto e da quello dedurre la natura
    > > del
    > > file?
    > > I filtri filtrano le porte, non i dati.
    >
    > Sarà... ma se a me parlano di "deep packet
    > inspection" (prevista dal filtraggio sarkosiano)
    > io traduco dall'inglese "ispezione approfondita
    > dei pacchetti". Dove
    > sbaglio?

    Da nessuna parte. "Deep packet inspection" è il nome specifico della tecnologia, inizialmente di Cisco con il Service Control Engine, e ora adottata da altri, che fa esattamente questo (detto molto rozzamente): analizza il traffico pacchetto per pacchetto, e contemporaneamente il traffico nel suo complesso, sempre relativamente ad uno specifico utente, per fare traffic shaping secondo le specifiche richieste dal provider.
    In particolare dispone di una serie di regole per riconoscere il traffico P2P di vari tipi, e rallentarlo o addirittura bloccarlo completamente. Per info:
    http://www.cisco.com/en/US/products/ps6150/prod_br...
    http://www.securityfocus.com/infocus/1817

    Bye, G.
    non+autenticato