Luca Annunziata

Open Source: diamo e dateci i numeri

Una ricerca per spiegare le caratteristiche dell'offerta a sorgenti aperti in Italia. E per capire quanto si è fatto e quanto si può fare per un mercato che ancora non cresce quanto potrebbe. Imprese chiamate a collaborare

Roma - Raccontare le differenze tra software proprietario e open source attraverso il mercato italiano. Questo, tra gli altri, uno degli obiettivi della ricerca portata avanti dal TeDIS, centro studi che si occupa di Technologies in Distributed Intelligence Systems per conto della Venice International University. Tra i due mondi, raccontano i ricercatori a Punto Informatico, esiste una sostanziale differenza in fatto di strategie di business: che occorre raccontare, soprattutto in una nazione dalle caratteristiche uniche come il Belpaese.

La mappa delle competenze Java realizzata dal TeDISQuali sono, dunque, le differenze tra chi cerca di fare affari con il software a sorgenti aperti e quello a sorgenti chiusi? "È una domanda da un milione di dollari - spiega a Punto Informatico Antonio Picerni, ricercatore dell'istituto veneziano - Diciamo che in un ecosistema open source si cambia approccio, passando da una vendita legata alle licenze, intese come sistema di introito, ad un approccio al mercato pensato per la vendita di servizi di consulenza di vario tipo".

Un passaggio che impone dei cambiamenti alle aziende che decidono di fare un passo verso l'open source, che gli impone di cambiare il modo in cui si avvicinano al mercato: "È un passo che a volte mette in crisi le software house, mentre in altri casi diventa la leva di marketing per imporre la propria offerta: si propone al cliente un applicativo open source e gli si offre a corredo una serie di servizi di consulenza, ad esempio per la formazione del personale".
In passato il TeDIS ha già approfondito il problema della domanda sul mercato del software open source: "La domanda per questo tipo di soluzioni è in crescita - racconta a Punto Informatico Alessandro De Rossi, anche lui impegnato nel progetto - Si inserisce in un contesto più ampio, che dipende in massima parte dall'area di applicazione del software. Sul piano delle infrastrutture, ad esempio, l'open source è una realtà consolidata, rappresentata da nomi come Linux e Apache, PHP e MySQL".

Differente il discorso quando ci si avvicina all'utente finale che deve lavorare in ufficio: "Quando si parla di applicativi più legati alla sfera gestionale o della manipolazione delle informazioni, si entra in un'area più delicata - precisa Picerni - Esistono alcuni progetti open source validi anche in questo settore, ma a cui il mercato non ha ancora dato visibilità: eppure la domanda per questo tipo di soluzioni esiste".

Chi cerca soluzioni informatiche, raccontano i due ricercatori, spesso compra quel che trova: poco importa se siano open source o proprietarie. "A volte, però, può mancare la consapevolezza dell'esistenza di soluzioni open source - spiega Picerni - In quei casi dipende in larga parte dalla volontà del CIO". Si può cioè decidere di adottare una qualsiasi soluzione, purché risponda ai requisiti richiesti e la cui introduzione sia facilmente integrabile nella struttura esistente.
135 Commenti alla Notizia Open Source: diamo e dateci i numeri
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  • L'OpenSource non è sinonimo di gratuità, un prodotto Open può essere venduto, come fa la Red Hat, la Mandriva, ed i propi programatori sono stipendiati, anche i programmatori di Firefox sono stipendiati anche se il pragramma è gratuitò. I punti cardine dell'OpenS. sono altri come il sorgente aperto, il codice sorgente è leggibile da chiunque, in questo modo si da la possibilità, di poter constatare la validità del prodotto, garantendo trasparenza, altro punto caridne, è la collaborazione, spontanea è gratuità che rende i prodotti OpenSource, unici, il codice sorgente essendo libero, da la possibilità a chi ne ha le conoscenze e la voglia di rendere i prodotti migliori, collaborando, alla risoluzione dei bug,innovazioni,nuove idee, e alla scrittura di righe di codice, basta vedere il successo ottenuto da Firefox e OpenOffice, prodotti gratuiti, che contano oltre ai programmatori delle rispettive SoftwareHouse, tanti altri programmatori e appassionati informatici sparsi in tutto il mondo, la stessa cosa accade per lo sviluppo del Kernel Linux. La qualità è la trasparenza dei prodotti dell'OpenSource, sviluppati da tutti, non ha eguali.
  • - Scritto da: gnulinux86
    > L'OpenSource non è sinonimo di gratuità, un
    > prodotto Open può essere venduto, come fa la Red
    > Hat, la Mandriva, ed i propi programatori sono
    > stipendiati, anche i programmatori di Firefox
    > sono stipendiati anche se il pragramma è
    > gratuitò. I punti cardine dell'OpenS. sono altri
    > come il sorgente aperto, il codice sorgente è
    > leggibile da chiunque, in questo modo si da la
    > possibilità, di poter constatare la validità del
    > prodotto, garantendo trasparenza, altro punto
    > caridne, è la collaborazione, spontanea è
    > gratuità che rende i prodotti OpenSource, unici,
    > il codice sorgente essendo libero, da la
    > possibilità a chi ne ha le conoscenze e la voglia
    > di rendere i prodotti migliori, collaborando,
    > alla risoluzione dei bug,innovazioni,nuove idee,
    > e alla scrittura di righe di codice, basta vedere
    > il successo ottenuto da Firefox e OpenOffice,
    > prodotti gratuiti, che contano oltre ai
    > programmatori delle rispettive SoftwareHouse,
    > tanti altri programmatori e appassionati
    > informatici sparsi in tutto il mondo, la stessa
    > cosa accade per lo sviluppo del Kernel Linux. La
    > qualità è la trasparenza dei prodotti
    > dell'OpenSource, sviluppati da tutti, non ha
    > eguali.

    puff... Rotola dal ridere

    a parte firefox che vive dei soldi di google e open office finanziato per il 99.99% da SUN, il resto dell'open source fa pena, vale solo un po' perchè è gratis

    detto questo voglio sottolineare che vendere l'open source è un paradosso, semmai si vendono i servizi

    anche io posso vendere open office secondo il tuo ragionamento da drogato di stallman, invece posso solo vendere le installazioni

    se tutti facessero come me (ovvero vendono servizi sull'open source) chi potrebbe sviluppare grandi software senza gli oboli di google o di SUN?

    se hai più di 16 anni capirai prima o poi che il modello open source è come una religione: razionalmente impossibile ed economicamente insostenibile, tuttavia, essendo una religione, il fanatismo rende ciechi
    non+autenticato
  • Firefox vive solo dei soldi di Google?? caso mai Mozilla non Firefox, Firefox è solo un browser, detto questo, Google sponsorizza Firefox, Sun finanzia OpenOffice, dove sarebbe il problema? OpenSource vuol dire "sorgente aperto" codice leggibile da tutti, totale trasparenza, leggendo il codice se ne hai le conoscenze, puoi capire se il programma è valido o meno, con la collaborazione volontaria di programmatori e appassioniati informatici, si raggiunge un grado di sviluppo senza eguali, cosa centra la religione? stai bene? Dici che il resto dell'OpenSource fa pena? strano è Linux, Leader dei server, Leader dei SuperComputer, in espansione nel mercato desktop, per te fa schifo? ma quanti anni???

    OpenSource=sorgente libero, leggibile da tutti, trasparenza totale, oltre ai programmatori stipendiati dalle SoftwareHouse, chiunque può dare il propio contributo volontario allo sviluppo del software, con nuove idee, segnalazioni bug, nuove righe di codice. dove la vedi la religione?
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    Modificato dall' autore il 22 giugno 2008 16.31
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  • > cosa accade per lo sviluppo del Kernel Linux. La
    > qualità è la trasparenza dei prodotti
    > dell'OpenSource, sviluppati da tutti, non ha
    > eguali.

    Ci sono fior di programmi open veramente ben fatti, ma il closed non è certo da meno, sto provando alcuni programmi di disegno ( tutti closed ).
    In particolare Alibre Design e SketchUp 6, devo dire che sono prodotti di alta qualità, non credo ci sia molto di paragonabile nel mondo open.
    Al tempo avevo provato anche SolidEdgeFree2D.
  • La visione di qualità di un prodotto ClosedSource, la noti solo dalle funzionalità, non puoi leggere il codice, nei programmi OpenSource, oltre che a testare le funzionalità puoi leggere il codice e capire se è realmente un buon prodotto o meno(puoi capire solo se sai programmare).

    Programmi per grafica e disegno:

    http://mcz.altervista.org/Pagine/Appendice7a.html
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    Modificato dall' autore il 22 giugno 2008 20.31
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  • Ai fini lavorativi ciò che conta è il risultato, se hai passione e voglia ok mettiti a leggere il codice, ma ad un grafico poco importa di com'è stato scritto un programma di grafica, gl'importa del risultato.

    Va bene 'difendere' l'open però capiamo anche che ai non appassionati che lavorano importa poco di queste diatribe..
    non+autenticato
  • infatti nel mondo OpenSource anche in ambiente grafico ci sono ottimi programmi:

    http://mcz.altervista.org/Pagine/Appendice7a.html

    Sia OpenSource che Closed, hanno validi programmi, gratuiti o a pagamento, ma in quelli Open c'è la trasparenza, e si può contare su un numero di programmatori maggiori, grazie al sorgente libero che da la possibilità a chi ne ha le conoscenze di migliorare il prodotto.
  • "software house che utilizzano programmi open source..."

    così si legge alla fine di questo articolo

    questa la dice luna sulla fine che faranno i programmatori fra qualche anno, diventeranno poco più che asini impotizzati da certe ideologie

    ma da quando le software house utilizzano programmi? Semmai li dovrebbero creare
    non+autenticato
  • > ma da quando le software house utilizzano
    > programmi? Semmai li dovrebbero
    > creare

    Certo!

    Un programmatore vero, se ha bisogno di un sistema operativo, un linguaggio, un IDE o un DB non può far altro che crearseli!

    Librerie? E perché?
    Il Programmatore Vero scrive in linguaggio macchina a memoria e con gli occhi bendati. Se si annoia si fa legare una mano dietro la schiena.

    Occhiolino
    non+autenticato
  • Che siano open o closed poi è meno importante.

    chi si ricorda il "Graphic Environment Operating System"

    il solo wordpad occupa più spazio.
  • - Scritto da: pippo75
    > Che siano open o closed poi è meno importante.
    >
    > chi si ricorda il "Graphic Environment Operating
    > System"
    >
    > il solo wordpad occupa più spazio.

    sono d'accordo, e io da programmatore aggiungo pure: viva i programmi che fanno straguadagnare chi li sviluppa e non le sanguisughe, che con la storia dell'open source e dei servizi, guadagnano sul lavoro altrui

    la comunità dei programmatori dovrebbe svegliarsi per una volta e per tutte, anzichè fare la parte del mulo

    no all'open source, no ai programmatori con 1000 euro di stipendi al mese

    un programmatore bravo dovrebbe poter avere due scelte nella vita

    1) Sviluppare in proprio un software commerciale e venderlo in licenza;

    2) Lavorare come impiegato nelle aziende, ma guadagnare sempre un pelo in più di qualasiasi cravattaio.

    Finchè sta roba non entra nelle teste bruciate di noi stessi sviluppatori, staremo sempre qui a fare impression per PI e le sue notizie attira-troll
    non+autenticato
  • Spero che le prossime centrali nucleari
    seguano al centopercento la filosofia open source.

    Non mi fido di software proprietari, quindi mi auguro
    1) che sia utilizzato Linux,
    magari una distro particolarmente stabile tipo Ubuntu
    2) che i sorgenti di tutto il software utilizzato
    siano pubblicati sul sito del ministero opportuno
    3) che le facciano sotto casa VOSTRA
    non+autenticato
  • In ambienti di quel tipo si usano sistemi operativi real-time come QNX, non si possono usare Windows o Linux perché un bug li può mandare in crash.
    non+autenticato
  • Ovvio che si usino sistemi realtime,
    e linux realtime esiste
    (e pure ubuntu si sta attrezzando)

    L'importante comunque è che
    sia roba open source.
    non+autenticato
  • Meglio sistemi proprietari (magari non microsoft).
    Una centrale ha dei rischi e voglio soluzioni fatte da aziende serie che si assumano la responsabilità.
    Se una centrale che usa linux ha un problema che si fa? Si scrive sul forum in attesa che qualcuno risponda?
    Non confondete microsoft con il closed. Le aziende che forniscono software proprietario ad hoc risolvono immediatamente perchè sanno che chiudono se un paio di clienti si lamentano.
    Microsoft ha troppi clienti per questo può fare come vuole
    non+autenticato
  • Non ho capito il tuo intervento.

    Usare sistemi operativi opensource e
    mettere a disposzione di tutti
    tutto il software utilizzato,

    non impedisce di stipulare
    contratti di supporto/assistenza
    con aziende linux e
    con chi ha prodotto il software.

    Mettere il sorgente a disposizione
    di tutti è solo una sicurezza in più
    per la nazione.
    non+autenticato
  • - Scritto da: MAH
    > Ovvio che si usino sistemi realtime,
    > e linux realtime esiste
    > (e pure ubuntu si sta attrezzando)
    >
    per favore non parlare di cio' che non sai, altrimenti
    poi escono dei "non-sense" paurosi come quelle scritti
    qui sopra.


    un server, una rete per uso lavorativo serio
    o per uso in ambienti critici necessitano
    di accortezze e strategie differenti
    da quelle che hai a casa tua o a casa
    dell'amico quando fate i lan party .

    > L'importante comunque è che
    > sia roba open source.
    E perche' ? non sono contro l'open source
    ma mi piacerebbe sapere le motivazioni visto che ormai e' + la gente che parla per sentito dire .
    samu
    506
  • - Scritto da: samu
    > - Scritto da: MAH
    > > Ovvio che si usino sistemi realtime,
    > > e linux realtime esiste
    > > (e pure ubuntu si sta attrezzando)
    > >
    > per favore non parlare di cio' che non sai,
    > altrimenti
    > poi escono dei "non-sense" paurosi come quelle
    > scritti
    > qui sopra.

    Boh dove sta il nonsense?
    Linux (kernel) versione realtime esiste, usato ad esempio in Suse Realtime.
    Ubuntu (distro) si sta attrezzando.
    Mi sembra preciso invece.

    > un server, una rete per uso lavorativo serio
    > o per uso in ambienti critici necessitano
    > di accortezze e strategie differenti
    > da quelle che hai a casa tua o a casa
    > dell'amico quando fate i lan party .

    Ovvio, ma cosa manca all'opensource?

    > > L'importante comunque è che
    > > sia roba open source.
    > E perche' ? non sono contro l'open source
    > ma mi piacerebbe sapere le motivazioni visto che
    > ormai e' + la gente che parla per sentito dire
    > .

    Non saresti piu' tranquillo
    sapendo come funziona la centrale nucleare sotto casa tua?
    non+autenticato
  • - Scritto da: MAH
    > Ovvio che si usino sistemi realtime,
    > e linux realtime esiste
    > (e pure ubuntu si sta attrezzando)
    >
    > L'importante comunque è che
    > sia roba open source.

    una centrale nucleare è protetta da migliaia di brevetti tecnologici. Perchè mai il lavoro di un mulo programmatore open source dovrebbe partecipare alla ricchezza di un sistema blindato come una centrale nucleare?

    secondo me in questo forum il 99% dei partecipanti è solo un ragazzino bruciato da certe propagande buoniste e ideologichè, non sa quello che dice e si piscia addosso al primo colpo di vento
    non+autenticato
  • Perché non provi innanzitutto a curare l'educazione e a sciacquarti la bocca quando parli, e lavarti le mani quando scrivi?

    E poi ecco qua lo stato di Linux nel mondo RealTime e critical appliance:

    http://www.linuxjournal.com/article/7855
    http://www.novell.com/industries/financial/realtim.../
    http://bigblog.com/linux/real-time-linux-kernel-av...

    Googla con: realtime critical linux kernel

    e fatti una cultura prima di scrivere a sproposito offendendo anche la gente che lavora per fare funzionare una centrale nucleare o la tua metropolitana anche con Linux e l'opensource.
    Così che tu possa vedere come funziona un software che fa anche queste cose e dormire un pizzico più tranquillo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: MAH
    > magari una distro particolarmente stabile tipo
    > Ubuntu

    Ho letto bene?
    Ubuntu una distro stabile???
    Stiamo parlando di quella ubuntu che è basata sul riciclo dei pacchetti di debian UNSTABLE?
    non+autenticato
  • > 1) che sia utilizzato Linux,
    > magari una distro particolarmente stabile tipo
    > Ubuntu

    non mi intendo di centrali nucleari, a che livello metteresti linux?

    Sicurezza, supervisione, controllo?


    > 2) che i sorgenti di tutto il software utilizzato
    > siano pubblicati sul sito del ministero opportuno

    ne dubito, sentendo parlare persone che lavoravano in posti simili, alcune cose erano segrete a dire poco.

    quando dovevano portare dentro qualcosa, tutti faccia al muero e guai a girarsi.
    Sapevi che c'era qualcosa, ma non sapevi ne dove ne cosa.

    > 3) che le facciano sotto casa VOSTRA
  • A me pare che la gente non abbia mai visto una azienda di software.
    Facciamo un esempio di una società di telefonia.
    Sviluppo di applicativi di gestione delle tariffe, buste paga, richieste di rimborsi etc.
    Ognuno richiede programmatori, capo progetti, ricarichi di società, assistenza, help desk diciamo tra i 50000 ed il milione di euro. L'impiegata con il solitario usa OS, office ed un browser.
    100000 euro sono 200 postazioni microsoft, 250 windows + open office e 300 linux.
    Ora bisogna ragionare diversamente: open office risolve tutti i problemi? Magari si ha necessità di ingresso di documenti microsoft office, una soluzione potrebbe essere una applicazione intranet che converte, una sciocchezza che però costa magari 10000 euro (so che ci vuole 1 minuto, però ci sono costi e stipendi). Con 10000 euro ci compri 100 microsoft office. Cosa conviene fare?
    Questo è il ragionamento da fare quando si lavoro, le licenze non sempre sono la cosa più costosa e se moltiplicate il problema per tutte le aziende capirete che è un azzardo forzare i passaggi senza studiare attentamente i pro ed i contro.
    Tutto qui. Non pensate minimamente che open source significhi cambiare ms office con open office, significa che veramente non avete capito un tubo
    non+autenticato
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