Pedoweb, 18 indagati nel giorno delle intese

Proliferano le proposte di legge sul fronte pedofilia e Telefono Arcobaleno avverte: guardate che la pedofilia culturale in Italia è già morta. La Polizia Postale intanto sgomina una rete di pedopornomani. Si lavora per salvare le vittime

Roma - Si è conclusa ieri una lunga indagine svolta dalla Polizia Postale di Venezia contro la diffusione di materiali pedopornografici: gli agenti, che per alcuni mesi si sono spacciati come pedopornomani su forum e chat di discussione che tenevano sotto monitoraggio, sono entrati in contatto con una serie di utenti dediti allo scambio di immagini di abusi compiuti su minori.

Nel corso dell'operazione V-Brake, gli inquirenti hanno effettuato 12 perquisizioni domiciliari, individuando decine di personal computer che sono tuttora sotto analisi. Sono stati sequestrati supporti ottici di archiviazione e denunciati 18 utenti per cessione di materiale pedopornografico.

L'operazione, che ha coinvolto nel complesso decine di agenti, ha portato anche ad un arresto a carico di un utente della provincia di Lecco: gli agenti lo hanno pescato in flagranza di reato. Con i software di computer forensics hanno potuto rapidamente individuare sugli archivi informatici dell'uomo una enorme quantità di immagini e video che riproducono violenze sessuali.
Stando a quanto riferito dagli agenti, i pedopornomani indagati erano tutti utenti di un celebre sistema di messaggistica istantanea: grazie alla chat e alla possibilità di condividere foto e altri materiali, il gruppo riusciva a distribuire moltissimi contenuti sui quali si continua a lavorare.

E sulla possibilità di individuare e proteggere le vittime delle violenze si impernia una intesa firmata proprio ieri tra il Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni e l'organizzazione Save the Children Italia. L'idea del nuovo accordo tra le due entità, che da tempo collaborano nella lotta allo sfruttamento dei minori, è proprio quella di identificare le vittime, primo passo indispensabile per poter poi trarle in salvo e sostenerle sotto il profilo psicologico.

Quella dell'identificazione dei minori colpiti dagli adulti che ne approfittano anche per produrre materiali pornografici, che spesso vengono rivenduti anche via Internet, è uno dei punti deboli della lotta internazionale alla distribuzione di quei contenuti su Internet. Da qui l'esigenza di associare alle nuove tecnologie di ausilio al rintracciamento e alle strategie informatiche per individuare i colpevoli anche un coordinamento tra le "forze" di monitoraggio della rete. "Attraverso il pattugliamento delle vie telematiche - è stato detto ieri - gli investigatori hanno imparato a riconoscere gli spazi virtuali dove si compiono ed emergono le tracce tangibili" di certi delitti. L'idea dunque è di rafforzare la collaborazione tra i vari soggetti che si battono contro il fenomeno e colpire quello che il prefetto Luciano Rusini ha definito "mercato pedopornografico".

"L'identificazione delle vittime di abusi per la produzione di materiale pedo-pornografico è una grande sfida per le forze di polizia e per le organizzazioni che si occupano di protezione dei minori - ha affermato Valerio Neri di Save the Children Italia - Le immagini pedo-pornografiche sono la registrazione visiva della violenza sessuale su un bambino e costituiscono la prova di un crimine. I minori che appaiono in queste immagini sono sottoposti ad azioni degradanti, abusanti e umilianti di natura criminale. L'identificazione delle vittime è quindi di vitale importanza per porre fine ad una violenza che potrebbe essere ancora in corso. I bambini che subiscono violenza hanno diritto ad un'assistenza terapeutica che li aiuti sia a superare il trauma dell'abuso in sé che il fatto di essere stati filmati mentre ne erano vittime".

Domenico Vulpiani, a capo della Polizia Postale, ha specificato che "con l'aiuto di esperti in varie discipline che l'ONG coinvolgerà per supportare le nostre attività di analisi del materiale pedopornografico, saremo facilitati nelle nostre attività investigative d'identificazione dei minori vittime, che si svolgono nell'ambito della collaborazione internazionale di Polizia con il coordinamento di Interpol".

Ieri è stata peraltro anche l'occasione per l'associazione Telefono Arcobaleno di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. A pochi giorni di distanza dalla presentazione della proposta di legge contro la "pedofilia culturale", una proposta a cui ha collaborato l'associazione Meter, Telefono Arcobaleno fa sapere che "la pedofilia culturale è sconfitta in Italia". Non solo, è anche "in forte diminuzione nel resto del mondo".

"La pedofilia culturale - ha dichiarato Giovanni Arena di Telefono Arcobaleno - è un fenomeno fortemente in calo. Nel mondo, negli ultimi 10 anni, si è ridotto del 90%, mentre in Italia dove è apologia di reato, è stata debellata completamente grazie al lavoro del NIT su segnalazioni di Telefono Arcobaleno". "È fondamentale - ha anche detto - specialmente in questo periodo, nel quale fioriscono i disegni di legge a favore dell'infanzia, che le associazioni abbiano maggiore senso di responsabilità nel segnalare ai politici le giuste emergenze che riguardano la tutela dei bambini, e possano attraverso la loro attività di mediazione culturale far prevalere il diritto dell'infanzia ad essere tale".
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